1. Tabù

    di , il 30/10/2003 00:00

    Secondo voi nella società in cui viviamo quali sono i tabù, e cosa significa per voi questa parola?

  2. Turista Anonimo
    , 6/12/2003 00:00
    D'accordo con entrambi (Ciao, Ambra!). La morte è sicuramente uno dei tabù più immani della nostra società. E invece forse il nostro tempo dovrebbe proprio partire da lì, dall'insegnarci che non siamo onnipotenti, che la morte è intrinseca all'essere uomo, dall'insegnarci a morire e ad accettare la morte. E magari a inserirla in un'ottica più spiritualista, per cui la realtà non è necessariamente tutto ciò che ora vedo e tocco, ma anche qualcos'altro che per ora ci rimane, più o meno, ignoto. L'argomento mi tocca da vicino... Sto vivendo una profonda crisi per la morte di mio padre, e faccio così fatica ad accettarla... L'idea stessa della morte mi sembra impossibile. Se questo mondo assurdo parlasse più di queste cose, piuttosto che di calendari, chirurgia estetica ed eterna giovinezza, forse cresceremmo più sani spiritualmente. E invece è così difficile raggiungere una vera serenità... Bisogna faticare molto per trovarla, l'ambiente circostante non ti aiuta per niente, anzi, ti affonda...
    Un altro tabù di oggi, per me? Il tempo libero! Sembra che oggi sia peccato mortale avere un po'di tempo libero da dedicare a se stessi senza troppe pianificazioni. Questo terribile "horror vacui", questo efficientismo schizoide ci ha attanagliato tutti... Dove lo spazio per VIVERE, nel senso più pieno? Alla sensibilità di ciascuno il compito di ritrovarlo: pena l'arrivare alla morte senza sapere perché si è vissuti...
    Scusate la farragiinosità, ma sono molto stanca... Spero sia chiaro quello che volevo dire...
  3. Turista Anonimo
    , 11/11/2003 00:00
    mi sembra di essere marzullo ma io penso che il tabù più grande della nostra società sia non averne, di tabù: si parla e sparla di tutto, tutto si sbandiera,si mostra: morte ,malattie, soldi, sesso. Senza giustamente abbattere vecchi tabù o per desiderio di verità, ma per contribuire all'enorme sputtanamento galattico.
  4. Turista Anonimo
    , 7/11/2003 00:00
    Rosalba anche a me la morte non fa paura ma ne ho timore. Sto cercando di riflettere su di essa e sulle cose transitorie della vita.
    Di sicuro é uno dei tabù più grandi soprattutto per noi occidentali. Ci viene insegnato a negare la morte, che viene presentata solo come annientamento e perdita definitiva.
    Quasi tutti negano la morte o ne sono atterriti. Persino parlare della morte è considerato morboso e molti credono che basti menzionarla per attirarla su di sé. Ci sono peró anche persone (poche a dire il vero) che considerano la morte con ingenuità e leggerezza irriflessiva, pensando che per qualche sconosciuta ragione si risolverà per loro nei migliori dei modi e che non sia una cosa preoccupante. Di questi due atteggiamenti, uno vede la morte come qualcosa da cui fuggire, l'altro crede che la morte si prenderà cura di se stessa. Penso che entrambe le visioni siano lontane dal coglierne il vero significato.
    Tutte le tradizioni spirituali, incluso naturalmente il Cristianesimo, ci dicono chiaramente che la morte non è la fine. Tutte trasmettono l'idea di un'altra vita a venire. Eppure nonostante i loro insegnamenti, la cultura moderna è per lo più un deserto spirituale in cui quasi tutti pensano che QUESTA vita sia tutto ció che c'è.
    Ma qual'é l'esatta ragione che ci fa temere la morte a tal punto che non vogliamo neppure guardarla? Non siamo forse come bambini che si coprono gli occhi con la mano giocando a nascondino e pensano che gli altri non possano più vederli?
    Perché viviamo nel "terrore" della morte?
    "Logico": perché il nostro desiderio istintivo è di vivere e continuare a vivere, mentre la morte è la fine violenta di tutto ciò che ci è familiare. E' come se ci immaginassimo di venir scagliati nell'ignoto o che diventeremo qualcosa di completamente diverso, di trovarci soli e disorientati in un ambiente spaventosamente estraneo. Pensiamo che sará come svegliarci soli e angosciati in un paese straniero e sconosciuto di cui ignoriamo la lingua, senza soldi, senza riferimenti, senza passaporto, senza amici...
    Forse...
    Beh basta cosí per oggi.
    Chiudo la mia vena filosofica che é meglio ;-)
  5. Turista Anonimo
    , 7/11/2003 00:00
    D'accordo.
  6. Turista Anonimo
    , 7/11/2003 00:00
    è vero Coss anche tu l'hai detto.... ;)
    Coss ti devo chiedere delle info, ti mando una mail...
  7. Turista Anonimo
    , 7/11/2003 00:00
    E io che avevo detto? :)
  8. Turista Anonimo
    , 7/11/2003 00:00
    è vero, Maohi... o chiunque tu sia...
  9. Turista Anonimo
    , 6/11/2003 00:00
    Uno puo vergognarsi anche perchè guadagna poco.
  10. Turista Anonimo
    , 6/11/2003 00:00
    forse io non mi faccio problemi a dirlo perchè non guadagno abbastanza per vergognarmene!! :)
  11. Turista Anonimo
    , 6/11/2003 00:00
    verissimo..... e quello che mi fa imbestialire è che io, pur essendo convinto "che si è e non si ha" sono piuttosto restio a confessare a quanto ammonta "l'obolo"...sob.
  12. Turista Anonimo
    , 6/11/2003 00:00
    E' vero non ne parla mai nessuno dello stipendio che prende.
    Forse perché, proprio per il fatto che si viene valutati dai soldi che si hanno, si ha paura di sparare una cifra che è considerata scarsa e fare la figura del pezzente.
  13. Turista Anonimo
    , 6/11/2003 00:00
    uno dei tabu' ricorrenti, secondo me, è a proposito dei soldi che uno guadagna... molta gente non lo dice, neanche agli amici stretti... non caspico bene questa cosa.. come se uno si vergognasse di dichiarare quanto guadagna (magari troppo?).... non dico che bisogna andar in giro con il cedolino bello in vista, ma quando capita che si tocca quell'argomento, tra amici, perchè nasconderlo?... forse sono ingenua.... voi che ne pensate?
  14. Turista Anonimo
    , 6/11/2003 00:00
    Quando ho lanciato questo forum non avevo idea di quali fossero i tabu' della società in cui viviamo, per questo ho cercato uno scambio di opinioni.
    Elisa il tuo punto di vista é molto interessante anche se non lo condivido molto, forse per mancanza di esperienza di vita da parte mia.
    Quando penso alla parola tabù, mi viene in mente un divieto non sempre costruttivo, spesso é considerato tabu' un comportamento non riconosciuto dalla società o di cui ci si vergogna (es i rumori del corpo, che benché naturali, non sono accettati, anzi si fa finta che non esistano), oppure si considera tabù una cosa di cui si ha paura (es la vecchiaia o la morte). La società moderna ci ha abituati a vivere nell'illusione di poter controllare tutto, si vive a dei ritmi frenetici e solo la performance dell'uomo in quanto lavoratore é presa in considerazione, tu vali quanto guadagni, quanto riesci a spendere...,ma davanti alla morte l'uomo é impotente, quanto vale un uomo morto, nulla, siamo tutti uguali davanti alla morte, i beni accumulati non servono più, i sacrifici fatti ancor meno. Per non parlare dell'incognita della morte, l'uomo ha paura di quello che non conosce, cosa c'é dopo la morte?
    Si considera la morte come la fine di tutto, io la considero una rinascita, la morte non mi fa paura, forse perché considero tutta la vita come un passaggio, sarebbe presuntuoso credere di essere unica ed insostituibile e con questo indispensabile alla vita degli altri. E' difficile da spiegare, spero che qualcuno lo riesca a fare meglio di me!
  15. Turista Anonimo
    , 5/11/2003 00:00
    Rosalba non ci crederai ma nei giorni scorsi mi é venuto in mente di lanciare un forum un po' "particolare" per riflettere tutti insieme. Sai quale titolo avrei avuto in mente?
    "LA MORTE: UN DISCORSO TABU'?"
    Poi oggi ho letto di questo tuo forum e allora penso che lo si possa affrontare anche qui.
    Lo so: è un discorso “difficile”, che la maggior parte delle persone non ama fare, che appena viene accennato invita a fare tutti i tipi di scongiuri, ma proviamo a parlarne.
    Perché soprattutto nella nostra societá si cerca di allontanarla dalla mente al piú presto possibile?
    Perché la ignoriamo invece di cercare di rapportarci ad essa?
    Riusciremo mai a vederla e ad accettarla come uno degli eventi naturali del percorso di ogni essere vivente?
    Perché fare gli struzzi sapendo di non poterla evitare?
    Mi piacerebbe parlarne, avere uno scambio di opinioni...
  16. Turista Anonimo
    , 3/11/2003 00:00
    scusa rosalba, non li ho elencati, anche perchè ogni gruppo ha i suoi. quali siano? troppi per citarli tutti, non trovi?