1. Posta : Vi andrebbe un ON THE SOLIDARITY ROAD?

    di , il 15/2/2010 13:57

    Nuovo MISTERO: esiste ancora la “solidarietà”? E la “reciprocità”?

    O sono solo il frutto di eventi catastrofici ed eclatanti?

    E ancora: è tuttora possibile lavorare e faticare per un mondo migliore?

    Venite a scoprirlo con noi!

    “Carovana X” ha obbiettivi molto chiari: trasportare materiale necessario, a supporto di altri progetti, non meno importanti. Ma perché scegliere una via così faticosa, quando basterebbe spedire tutto? Perché ogni volta che si vuole una risposta, e la si cerca nel proprio cuore, le ragioni tecniche non bastano.

    La ricerca comincerà con un lungo cammino: la fatica da sempre è l’essenza di un’indagine attenta, scandita da tappe di riflessione come grani di rosario, necessarie all’orientamento dei passi futuri per mantenerne gli intenti e l’origine; e feste e musica per condividere la nostra gioia, comunicare il bisogno di risposte chiare, coinvolgere l’Europa.

    Percorrendo giorno per giorno, chilometri su chilometri, ci prepareremo all’incontro desiderato e inaspettato, immersi nella lentezza dell’Africa, nella contraddittoria frenesia dei suoi mercati dove tutto é patteggiato, dove il vorticare dei colori delle stoffe contrasta la monotonia del Sahara, e ancora, in un Paese dove la povertà è figlia dell’analfabetismo e il sapere è tradizione orale vecchia di centinaia d’anni. E’ qui che la nostra carovana diventa pellegrinaggio nel cuore, nel nostro e dell’Africa.

    Con noi, la nostra inesperienza, certo, d’altronde chi è preparato a trovarsi faccia a faccia col proprio io, le proprie attese e delusioni! Per mettersi completamente in discussione, chi è pronto a chiedersi: perché?

    Perché un viaggio nel caldo più assoluto di giorno, e freddissimo di notte, nella fatica di adattarsi a tutto, anche ad ore e ore di attesa alle dogane? Rischiando disidratazione e, ben che vada, febbre gialla!

    Perché siamo venuti fin quaggiù alla ricerca della solidarietà?

    Uno dei tanti “perché” lo leggerete sui volti dei bimbi di Dakar, coscienziosi piccoli studenti a cui nessuno chiede più la retta per insegnare a crescere, seguiti da occhi attenti, vigili su di loro e sulle loro famiglie.

    Adesso hanno una scuola tutta loro. Non molto grande, giusto una classe, ma crescerà. Oh si, ve lo giuro, crescerà!

    In 10 quartieri di Dakar si è puntato alla gratuità dell’educazione, perché il futuro dell’Africa possa imparare a diventare adulto con tempi più naturali, senza intossicarsi dietro i tubi di scappamento della grande città sperando che qualcuno si lasci portare la borsa in cambio di pochi spiccioli; perché impari a dare voce ai suoi diritti e corpo ai suoi doveri. Perché impari il rispetto e la reciprocità nell’interesse del bene comune.

    No, non è utopia! Accade davvero, in Senegal.

    Grazie a decine di volontari (non solo italiani, non solo senegalesi), che organizzano corsi di formazione sanitaria, capillarizzando le informazioni e le conoscenze di prevenzione contro malattie infettive come la malaria e distribuendo zanzariere, o mettendo in scena recital contro Aids e malattie sessualmente trasmissibili, o promuovendo una rete di sostegno per i diritti delle donne con una linea di emergenza, perché più nessuna si senta sola di fronte alla violenza. E sì, qui non è poi tanto Africa, o non è ancora tanto Europa! Esiste la linea telefonica, la rete web e il bancomat…

    Eppure, dietro questi volti neri, capaci di sorridere di tutto e così diversi dal grugno europeo, indurito dal senso degli affari, esiste una povertà ancora più nera, ancora più disperata.

    Parlando e ascoltando; e infine agendo. Questo è il modus operandi dei volontari di numerose associazioni amanti dell’Africa e del suo popolo, questo il modo di vivere le innumerevoli realtà del Senegal, con le sue gioie e le sue ingiustizie.

    Con la differenza che per ogni attività, progetto, o iniziativa della proposta umanista, la parola chiave è NON-VIOLENZA.

    Con noi, la nostra gioia dei loro sorrisi, della speranza in un mondo più giusto, più equo e solidale, che acquista coscienza di sé.

    In tutto questo il nostro “perché”.

    Se solo voleste accettare di venire con noi, avremmo entrambi la possibilità di mostrare questo “perché” e tutto il lavoro che ancora aspetta noi e chiunque in seguito voglia partecipare donando di sé speranza, fatica e gioia nel nome della solidarietà non-violenta.

    Sarebbe utile a voi per i vostri prossimi servizi, o come “turisti non per caso solidali”;

    Sarebbe utile a noi, una vostra partecipazione tecnica e artistica.

    Se sarete interessati dettaglieremo insieme forme e modalità.

    Probabilmente avrete letto l’articolo sull’ass. “Carovana X” pubblicato nella sezione TAM TAM del vostro sito grazie a Silvia Salomoni, in possesso, tra l’altro, di diverso materiale sull’associazione e sui progetti attivi in Senegal. Ciò non toglie che possiate richiedere qualsiasi altra informazione o chiarimento.

    Rifletteteci. In attesa di un vostro sì, con profonda stima,

    Silvana, per i volontari di “Carovana X”.

    Silvana Antoci

    Silvana_antoci@yahoo.it

    329.4796031

    055.351518

  2. Spagnoletta1978
    , 15/2/2010 13:57
    Nuovo MISTERO: esiste ancora la “solidarietà”? E la “reciprocità”?
    O sono solo il frutto di eventi catastrofici ed eclatanti?
    E ancora: è tuttora possibile lavorare e faticare per un mondo migliore?
    Venite a scoprirlo con noi!
    “Carovana X” ha obbiettivi molto chiari: trasportare materiale necessario, a supporto di altri progetti, non meno importanti. Ma perché scegliere una via così faticosa, quando basterebbe spedire tutto? Perché ogni volta che si vuole una risposta, e la si cerca nel proprio cuore, le ragioni tecniche non bastano.
    La ricerca comincerà con un lungo cammino: la fatica da sempre è l’essenza di un’indagine attenta, scandita da tappe di riflessione come grani di rosario, necessarie all’orientamento dei passi futuri per mantenerne gli intenti e l’origine; e feste e musica per condividere la nostra gioia, comunicare il bisogno di risposte chiare, coinvolgere l’Europa.
    Percorrendo giorno per giorno, chilometri su chilometri, ci prepareremo all’incontro desiderato e inaspettato, immersi nella lentezza dell’Africa, nella contraddittoria frenesia dei suoi mercati dove tutto é patteggiato, dove il vorticare dei colori delle stoffe contrasta la monotonia del Sahara, e ancora, in un Paese dove la povertà è figlia dell’analfabetismo e il sapere è tradizione orale vecchia di centinaia d’anni. E’ qui che la nostra carovana diventa pellegrinaggio nel cuore, nel nostro e dell’Africa.
    Con noi, la nostra inesperienza, certo, d’altronde chi è preparato a trovarsi faccia a faccia col proprio io, le proprie attese e delusioni! Per mettersi completamente in discussione, chi è pronto a chiedersi: perché?
    Perché un viaggio nel caldo più assoluto di giorno, e freddissimo di notte, nella fatica di adattarsi a tutto, anche ad ore e ore di attesa alle dogane? Rischiando disidratazione e, ben che vada, febbre gialla!
    Perché siamo venuti fin quaggiù alla ricerca della solidarietà?
    Uno dei tanti “perché” lo leggerete sui volti dei bimbi di Dakar, coscienziosi piccoli studenti a cui nessuno chiede più la retta per insegnare a crescere, seguiti da occhi attenti, vigili su di loro e sulle loro famiglie.
    Adesso hanno una scuola tutta loro. Non molto grande, giusto una classe, ma crescerà. Oh si, ve lo giuro, crescerà!
    In 10 quartieri di Dakar si è puntato alla gratuità dell’educazione, perché il futuro dell’Africa possa imparare a diventare adulto con tempi più naturali, senza intossicarsi dietro i tubi di scappamento della grande città sperando che qualcuno si lasci portare la borsa in cambio di pochi spiccioli; perché impari a dare voce ai suoi diritti e corpo ai suoi doveri. Perché impari il rispetto e la reciprocità nell’interesse del bene comune.
    No, non è utopia! Accade davvero, in Senegal.
    Grazie a decine di volontari (non solo italiani, non solo senegalesi), che organizzano corsi di formazione sanitaria, capillarizzando le informazioni e le conoscenze di prevenzione contro malattie infettive come la malaria e distribuendo zanzariere, o mettendo in scena recital contro Aids e malattie sessualmente trasmissibili, o promuovendo una rete di sostegno per i diritti delle donne con una linea di emergenza, perché più nessuna si senta sola di fronte alla violenza. E sì, qui non è poi tanto Africa, o non è ancora tanto Europa! Esiste la linea telefonica, la rete web e il bancomat…
    Eppure, dietro questi volti neri, capaci di sorridere di tutto e così diversi dal grugno europeo, indurito dal senso degli affari, esiste una povertà ancora più nera, ancora più disperata.
    Parlando e ascoltando; e infine agendo. Questo è il modus operandi dei volontari di numerose associazioni amanti dell’Africa e del suo popolo, questo il modo di vivere le innumerevoli realtà del Senegal, con le sue gioie e le sue ingiustizie.
    Con la differenza che per ogni attività, progetto, o iniziativa della proposta umanista, la parola chiave è NON-VIOLENZA.
    Con noi, la nostra gioia dei loro sorrisi, della speranza in un mondo più giusto, più equo e solidale, che acquista coscienza di sé.
    In tutto questo il nostro “perché”.
    Se solo voleste accettare di venire con noi, avremmo entrambi la possibilità di mostrare questo “perché” e tutto il lavoro che ancora aspetta noi e chiunque in seguito voglia partecipare donando di sé speranza, fatica e gioia nel nome della solidarietà non-violenta.
    Sarebbe utile a voi per i vostri prossimi servizi, o come “turisti non per caso solidali”;
    Sarebbe utile a noi, una vostra partecipazione tecnica e artistica.
    Se sarete interessati dettaglieremo insieme forme e modalità.
    Probabilmente avrete letto l’articolo sull’ass. “Carovana X” pubblicato nella sezione TAM TAM del vostro sito grazie a Silvia Salomoni, in possesso, tra l’altro, di diverso materiale sull’associazione e sui progetti attivi in Senegal. Ciò non toglie che possiate richiedere qualsiasi altra informazione o chiarimento.
    Rifletteteci. In attesa di un vostro sì, con profonda stima,
    Silvana, per i volontari di “Carovana X”.
    Silvana Antoci
    silvana_antoci@yahoo.it
    329.4796031
    055.351518