1. Come preferite viaggiare?

    di , il 23/3/2007 08:58

    Qual é il vostro modo preferito di viaggiare? Viaggi organizzati e villaggi vacanze o, come piace a me, con il fai da te, on the road, utilizzando mezzi locali, dormendo in strutture locali e cercando di stare a contatto con la gente? E quali sono le ragioni che vi spingono a scegliere un determinato tipo di vacanza? Cosa cercate in un viaggio?

    Parliamone!

    Fede

  2. acacia
    , 16/5/2007 09:32
    Cat......complimenti.......
  3. Holderlin
    , 16/5/2007 07:58
    Noi, siamo poetici, Caterina?
    Mi piacerebbe segnalare il tuo intervento tra gli itinerari di viaggio, anche se la mia impressione è che hai inferto un colpo mortale al forum (che altro aggiungere, oltre all'uomo, i suoi sogni, al suo rapportarsi con natura, culture ed emozioni?)
    :-)
  4. CaterinaC
    , 15/5/2007 20:27
    Ciao,
    scopro questa sera questo forum e non posso che essere deliziata da quello che ho letto... che poetici siete cari TPC! :)
    Viaggiare è sicuramente una grande fortuna, ma anche una enorme opportunità se ci si scopre curiosi ed interessati a capire cosa ci circonda, a partire dal nostro Bel Paese ;) quindi tutti possono portare a casa emozioni fantastiche, anche low budget, zaino in spalla per iniziare, io feci così...
    Il mio modo di viaggiare è in evoluzione, nella mia scheda ce ne è un sunto, ma potrei parlare per ore di ciò che per me rappresenta il viaggio.
    Viaggiare è sicuramente qualcosa di emotivo ed emozionale prima che di "fisico" per me.
    Ogni mio viaggio importante parte mesi prima, con una full immersion nella cultura che sto per conoscere: libri, film, cibo, ancor prima che ricerche sul web.
    Però a differenza di Barbara devo essere colpita da un luogo per approfondire, e spesso la ricerca della meta parte proprio da questo sito o da qualche documentario di "Alle falde... " o TPC quando c'è un episodio televisivo.
    Tanti posti diversi mi hanno affascinato, ma in momenti diversi della mia vita ho voluto intensamente viaggi diversi e con modalità apparentemente distanti e mete dissimili e varie.
    C'è stato il periodo del viaggio con i compagni del liceo, il mitico inter-rail nei paesi del Nord con uno zaino da 15 kg e pochissima esperienza! esordio del mio essere viaggiatrice e turista; poi la romantica Irlanda, primo viaggio con il mio attuale marito, ben 15 anni fa, quando iniziava la nostra storia; quindi fu il periodo della vivace Mykons -dove per pura casualità ho incontrato molti compagni di università- e della Grecia in genere, dal budget a misura di studente squattrinato, poi il cost to cost in Usa fortemente voluto da lui, con un gruppo di 6 nazionalità diverse, un'esperienza che mi ha davvero divertita un sacco e fatta sentire in una barzelletta per un mese (ci sono 2 italiani, 2 francesi, una sudafricana, 2 giapponesi, un americana, una belga, un americano e ... ), un mese a Nizza e dintorni, in una casa affittata con tanti amici e continue visite di amici di amici, una esperienza "casinista", all'insegna della spiaggia, del fitness e di tanti musei nella zona, e via via viaggi che sono diventati sempre piu' *solo nostri*, piu' intimi e solitari: Lisbona e il sud del Portogallo, il centro Italia dei borghi, la Spagna fino al confine portoghese in moto dall'Italia, un'esperienza bellissima che forse ora la mia schiena non reggerebbe ;), l'indonesia, intensa e meravigliosa, l'INdia, un viaggio amato-odiato e che per me rappresentava il sogno di una vita, il Madagascar, con i suoi colori che abbagliano, e in mezzo altri viaggi, tante isole diverse per caratteri e stili -prediligo il mare-, di cui ricordo particolari puntuali, mari, fondali, contesti ed emozioni sempre diverse. Viaggi declinati in modo diverso: dal moto e tenda, con un bagalgio minimal che comprendeva pure un fornellino da campo! al super villaggio extra lusso con persino un comodo bagaglio gigantesco principalmente da riempire di regali e acquisti locali (chi viaggia un po' "spartano", capisce quel "persino"), quando saltava fuori la settimana da last minute! In mezzo il mio stile preferito: tour itinerante, con autista-cicerone locale, che secondo me è il tramite migliore per capire qualcosa di un popolo, soste in strutture locali di preferenza, ma senza dormire nelle pulci, con ogni tanto qualche sosta nel confort, quando una struttura meritava per posizione o eravamo stufi di docce fredde (o banalmente non riuscivamo piu' a toglierci la sabbia di dosso o a fare un bucato decente).
    In ogni stagione ho avuto voglia e desiderio (e possibilità) di fare esperienze diverse, ma ognuna è stata vissuta intensamente e non ce ne è una che non rifarei (a parte il tragi-comico viaggio in moto alla volta della Croazia, l'anno in cui ci furono allagamente ovunque e non smise mai di piovere...)
    Di alcuni viaggi ricordo la musica, di altri suoni e i rumori, i profumi intensi o gli odori, il cibo e le sue spezie, il gusto speciale e nuovo alle mie papille della frutta locale tropicale, che non è mai come quella importata, la luce intensa in alcune regioni, come se il sole fosse piu' vicino, il riflesso del sole sul mare, l'azzurro incredibile del cielo, la quantità di stelle che non pensavo esistesse, abituata ai cieli lombardi, i colori della vegetazione e potrei continuare per ore...
    e pensare che per anni non facevo nemmeno caso ai colori! sì, li notavo, ma non mi colpivano poi molto...
    ad un tratto ho avuto come una folgorazione: ricordo con emozione il giallo intenso dei campi di senape nella valle della Loira, le ginestre colorate sulla strada del ritorno, il nero della sabbia vulcanica, il bianco di alcune spiagge italiche (siete mai stati a rosignano?), il verde dolce dei vigneti del pavese, il colore cangiante dei campi di lenticchie a Castelluccio, una distesa di fiorellini viola, gialli, rossi... il mare grigio e impetuso sulle coste irlandesi del nord, il mare verde petrolio della liguria o azzurro etereo quando c'è tramontana, il mare blu intenso del sud della francia, il mare cristallino e trasparente della Sardegna o di certe isole greche, il mare incredibilmente verde-turchese dei caraibi, che ricorda la scala cromatica di noti pastelli svizzeri, e quello "azzurro perfetto" del canale di Mozambico... la vegetazione dell'aeroporto di Singapore: scendi e ti sembra di atterrare in paradiso: cespugli tropicali vivacissimi in ogni dove, ti accolgono eppure sei in città, e che città! Come incredibile ciò che puoi vedere sorvolando l'Africa: non me l'aspettavo così! e quando ho preso il primo volo interno in Madagascar non riuscivo a credere ai miei occhi: colori incredibilmente nitidi descrivevano sotto di noi paesaggi tanto belli da sembrare finti! colline rosse, fiumi ocra, piste marroni, arancio, gialle, bianche, beige, fiumi montani verdi a contrasto con il colore delle montagne che li contengnono, azzurri del mare e dei cieli, indescrivibili,tanto luminosi da non riuscire ad esser catturati da nessuna foto...
    e poi la gente, l'atmosfera, la vita locale che scorre quando ti redni conto di essere davvero all'altro capo del mondo: non scorderò mai il momento in cui affacciata alla terrazza di un forte a prendere fiato dopo una giornata di macchina sulle piste impervie del punjab, soli, sentimmo il richiamo della preghiera della sera nella moschea a Kumbalgart in India, mistico e surreale, e ci rendemmo conto dei rumori della città che stava sotto di noi, come una pellicola in bianco e nero che trascende al tempo; ne' potrei scordare la sensazione provata ascoltando prima di partire all'alba i canti africani dei lavoratori di un villaggio che abbiamo sentito risuonare in una valle di risaie, nella riserva degli Tsingy in Madagascar, gioioso pur nello sforzo del lavoro intenso; ne' la musica indonesiana che ogni sera ci accoglieva in hotel, qualcosa di fiabesco nella sua rappresentazione perfetta, che dava una gioia spontanea e immediata, i visi sorridenti dei musicisti e delle elegantissime ballerine che davvero ti fanno percepire il popolo balinese come gli abitanti dell'isola degli dei... Quasi a contrasto con questa magia orientale che trasmetteva serinità ricordo anche la vivacità di alcune città europee mediterrane, le feste di piazza in Spagna, la gentilezza delle persone in Portogallo, il calore dei balli creoli... e non dimenticherò le varietà di vegetazione, di piante e fiori viste, la magnificenza di alcune montagne himalayane o statunitensi ma anche alpine, gli odori intensi di alcune città indiane p.e.-, il gusto squisito di tutti i tipi di curry verdura che ho assaggiato, il sapore del mango vero, della papaya, di frutta che non avevmo mai visto, e voglio chiudere ricordandomi stupita ad ammirare le costellazioni che non avevo mai visto nell'altro emisfero, ed estasiata, con il naso all'insù, in ammirazione del cielo piu' stupefacente che si possa ammirare, in Ladakh stavo per svenire dallo stupore di veder così tante stelle e una via lattea che era veramente bianca e popolata...
    Viaggiare in ultima analisi è per me vivere emozioni, è stupirmi della bellezza del mondo, è confrontarmi con realtà, conoscere culture diverse che non possono che arricchirci, scoprire ogni volta qualcosa di nuovo di me stessa ed apprezzare anche di piu' la mia realtà e desiderare di conoscere meglio anche la nostra cultura... sarà che sto invecchiando ;) ma questo è per me viagiare... :)
  5. davovad
    , 11/5/2007 23:45
    Il mio viaggio è iniziato anni fa: dopo l'Università sono stato 4 mesi in Sudamerica. Poi sono stato due volte in Messico, tre mesi in Andalusia e da allora... sono ancora in viaggio. Da 5 anni in Colombia, poi si vedrá.
  6. Orsagiuliva
    , 23/4/2007 17:58
    Caro Holdy, pensandoci x benino ho riscontrato quanto e come tu ci abbia perfettamente ragionissima:il rimpianto e la nostalgia rendono un'emozione -già di x se speciale ed ineguagliabile-ancor più unica ed irripetibile....fulgidamente eterna. :O)
  7. Holderlin
    , 23/4/2007 07:49
    C'è del vero, nella tua osservazione, però so che, essendo tu sensibile e generosa, non ti accanirai nel privarmi comunque di questo rimpianto, forse più intellettuale che emozionale:-)
  8. Orsagiuliva
    , 20/4/2007 12:11
    Leggerti é avere davanti l'immagine di un momento unico ed irripetibile, che tu hai vissuto e che io riesco ad assaggiare grazie alle tue parole.
    E' emozionante anche se colto "dal difuori", crea dentro di me -nel leggerlo-una magìa strana e speciale
    Questo xé sei un sapiente narratore, ma anche xé (sapientemente) hai descritto un momento unico ed irripetibile,che proprio perché unico ed irripetibile é sublime. Se si potesse riprovare esattamente la stessa emozione x momenti uguali (che fortunatamente non esistono) o simili, questa non sarebbe così memorabile e speciale, neppure nel suo ricordo.
    ....:O)
  9. Holderlin
    , 20/4/2007 07:36
    cara Orsagiuliva, mi pare che sull'unicità dei momenti e sulla diversità delle emozioni che si provano davanti a spettacoli apparentemente uguali, siamo d'accordo. Quando parlavo di rimpianto, mi riferivo a quei momenti particolari (assolutamente rari), in cui una luce particolare, dei suoni particolari, dei profumi paticolari ed un tuo stato d'animo particolare si incontrano, facendoti pensare al "fermati sei bello!". Un esempio: Ionio, isola di Paxos, Remitis, una terrazza circondata dagli ulivi, a picco sulla scogliera, volta ad ovest. Una quindicina di tavolini, vocio sommesso, un margarita (no, meglio, una coppa di bianco cretese, il margarita non lo sanno fare), musica indiana di sottofondo, volo d gabbiani, mentre si aspetta il tramonto del sole. Quando il sole sta per scomparire, un attimo di silenzio assoluto, che ti fa provare un sentimento d "comunione" non solo con i presenti, ma con tutti quelli che, da mezzo milione di anni, hanno vissuto la stessa scena: forse il samadhi indiano (l'estasi, la fusione: io individuale - io cosmico), l'ontogenesi che ricapitola la filogenesi, la comunione con Dio, non è importante, ma comunque un momento decontestualizzato che è già memoria e non potrai mai più rivivere: era a questo rimpianto che mi riferivo, anche se magari, ritornandovi, proverò emozioni nuove e diverse:-)
  10. Orsagiuliva
    , 18/4/2007 19:43
    Holderin, come sempre hai scritto delle cose bellissime. Ne ero completamente d'accordo.....fino a qualche anno fa. E' strano, e non so spiegarti questa strana sensazione,ma più passan gli anni e più mi pare di riuscire ad assaporare quello che mi capita, con emozioni e sensazioni sempre differenti, di cui io x prima mi stupisco. Ogni singolo minuto, soprattutto in un viaggio, non é mai identico a quello precedente e x questo merita la mia totale attenzione e dedizione.Ogni viso é diverso da qualsiasi altro, ogni tramonto mi regala sfumature differenti, persino il profumo di un fiore non sarà mai uguale a quello del suo apparentemente identico compagno:forse la rugiada, forse il polline forse il mio dito l'han reso differente...
    e questo capita anche x cose futili come i film, che mai avrei guardato più volte in tempi passati, ed ora riguardo volentieri(logicamente quelli che mi son piaciuti o mìhanno colpito), xé trovo sempre qualcosa che in precedenza mi era sfuggito.
  11. Holderlin
    , 5/4/2007 18:00
    E’ bello leggere tante considerazioni così intense, in cui è facile riconoscersi, perché animati dalla stessa passione per la conoscenza e per il rispetto delle altre culture.
    Se mi è consentita una sintesi provvisoria, oltre all’importanza del viaggio in sé, non è determinante come si decide di viaggiare, se da soli o in compagnia, ma è fondamentale lo spirito con cui si parte: un villaggio turistico è un villaggio turistico, ovunque sia collocato, lo stesso vale per una struttura alberghiera e per viaggi “troppo” organizzati. Determinante è l’attenzione e la concentrazione con cui intraprendiamo un viaggio, anche uno di pochi giorni, anche uno in un posto vicino.
    Personalmente, nutro un solo rimpianto: quello di non poter vedere le cose belle con gli stessi occhi con cui le scopro la prima per la prima volta. Questo vale per un tramonto, per una luce particolare, per un profumo, per il rumore graffiante della risacca sui sassi lisci, per uno scorcio inatteso, ma anche…per il sorriso di una bambino, per un volto di donna, per l’espressione intenta di un pescatore o di un contadino, in qualche regione del mondo.
    Per questa consapevolezza (che spesso prescinde dall’essere da solo o dal condividere “certe sensazioni”, perché sei tu che fai i conti con la complessità delle tue emozioni), cerco di essere un viaggiatore molto attento, di non lasciare che “certe sensazioni” mi scivolino addosso, proprio perché non potrò mai più scoprirle con gli stessi occhi stupiti, perché la prossima volta sarò diverso io e saranno diverse loro.
    Forse, a ben vedere, è in questo l’essenza della poesia, riuscire a rivivere (e a far rivivere) certe emozioni, proprio perché le hai vissute, consapevole della loro preziosa unicità.
  12. Tuppa
    , 3/4/2007 08:35
    Viaggiare da sola per me non significa isolarmi e non condividere con nessuno quel che mi accade intorno. Tutt'altro. Dal momento in cui arrivo in aeroporto comincio a comunicare con chi come me si appresta a viaggiare. E è facile incontrare i propri compagni di viaggio proprio in aeroporto.
    Chiunque incontro per la mia strada diventa un compagno di viaggio, anche se a breve termine.

    Quel che cambia è che qualcun altro della mia cerchia di amici (parlo di quelli che lascio a Milano quando parto) non vive quel che vivo io e non può condividerlo con altri.

    Per tutta la durata del viaggio sicuramente non mancano gli incontri. Dipende molto da come ci si pone nei confronti degli altri.

    Esempio: ogni volta che prendo un treno è immancabile una conversazione con l'omino che mi sta di fronte. Non posso fare a meno di stabilire un contatto. Ovvio che non sono una rompiscatole, se colgo che dall'altra parte non c'è lo stessa voglia di scambio, lascio perdere :)

    Io quando viaggio non mi sento mai veramente sola. Il mondo è pieno di persone. E sta al viaggiatore accorgersene e decidere se cercare di conoscere nuove vite.
    Spesso si stabiliscono dei contatti davvero forti, che durano al di là delle distanze e che fan venire voglia di ritornare quanto prima nei luoghi appena visitati.
  13. cgs
    , 2/4/2007 20:19
    Grazie a tutti coloro che sono intervenuti...anche io prediligo i viaggi in compagnia...amici o compagno....pochi viaggi in solitaria...e' vero che si puo' decidere in tutta tranquillita' le mete e i posti da vedere ma e' proprio questo che, a volte, risulta diffcile...non condividere con qualcuno le cose da vedere, non trasmettere a qualcuno le emozioni e le sensazioni che un luogo, una persona , una situazione, ci suggerisce in un dato momento....
  14. TClaudia
    , 2/4/2007 12:41
    ciao, anche per me è difficile pensare di viaggiare sola, anche se mi piacerebbe molto riuscire a farlo.. il fatto è che avere un compagno/a di viaggio mi fa sentire meno paura.. ma forse è solo questione di lanciarsi e di partire!!
  15. betonega
    , 2/4/2007 12:02
    Cara Roberta volevo farti i miei più snetiti comlimenti.
    mi sa che io sono decisamente più cacasotto di te e non riesco a viaggiare se non sono sicura di avere vicino a me un compagno di viaggio che mi da sicurezza. Se so che le cose stanno così, non ci sono dubbi: il fai da te è la cosa migliore. E che così che riesci sempre a fare gli incontri migliori e spesso a vivere a pieno il luogo che stai visitando.
    Spero un giorno di riuscire a trovare il coraggio per partire dsa sola perchè sono convinta che potrebbe darmi una possibilità maggiore di "vivere" il viaggio... spero di trovarlo un giorno il coraggio.
    betta
  16. Holderlin
    , 1/4/2007 12:17
    Nulla da aggiungere a quanto scritto nei tre interventi precedenti, in cui mi riconosco completamente. Diciamo che cerco un maggior livello di comodità e di organizzazione quando viaggio in compagnia e, naturalmente, in funzione dei posti da visitare. Per il resto, anch'io privilegio la ricerca di emozioni, profumi, sapori, sorrisi diversi, e non amo quelli stereotipati del personale alberghiero:-)