1. Quale lingua per l'Europa?

    di , il 19/4/2002 00:00

    In una trasmissione da Adriatica, durante un incontro con dei vicini di banchina a Cuba(mi pare fossero danesi), Susy e Patrizio hanno comunicato usando diverse lingue. Insomma una specie di Europanto. Mi capita spesso, nei miei viaggi, di comunicare alla stessa maniera. Insomma, l'inglese va assai bene per gli anglosassoni ma non puo' diventare una lingua universale. Si tratta di un fatto di democrazia. Che ne pensate? L'Esperanto deve rimanere un'utopia?

  2. Turista Anonimo
    , 5/7/2002 00:00
    ma che sei il mio amico giorgio col quale non parlo da due anni dopo un litigio?

    -funzione sociale del sito di TPC-
  3. Giulio Marino
    , 7/6/2002 00:00
    Sarebbe molto utile se potessimo parlare con persone di altri paesi, o corrispondere con loro, come facciamo con le persone del nostro stesso paese. Tuttavia, la barriera linguistica spesso rende questo difficile se non impossibile.
    La risposta a questo problema data da molti è: «che la gente (cioè tutti gli altri) impari l'Inglese». Sicuramente l'Inglese è la lingua più diffusamente parlata nel mondo, ma richiede, per essere imparata, parecchio tempo, e una certa attitudine, ed è comunque lontana dall'essere parlata universalmente. Inoltre, poiché è una lingua propria di certi paesi, non è una lingua neutra. Per coloro che parlano Inglese, «che imparino l'Inglese» può essere una risposta attrattiva, ma i Francesi, per esempio, vedono
    le cose in maniera differente.
    Pertanto l'ONU ha cinque lingue ufficiali, e l'UNESCO ne ha otto. La Comunità Europea ne ha ancora di più, e spende una gran quantità di denaro in traduzioni e interpretazioni. Benché l'Inglese e il Francese predominino nella UE, i Tedeschi attualmente stanno chiedendo che il Tedesco sia usato di più.
    L'uso di una lingua nazionale darebbe enormi vantaggi politici e culturali al paese o ai paesi, per i quali la lingua scelta fosse la lingua naturale. Di conseguenza, questa soluzione è spesso inaccettabile dagli altri paesi, benché l'UNIONE POSTALE UNIVERSALE usi ancora il Francese come sua lingua ufficiale.
    La risposta a questa situazione è usare una lingua neutra inventata, come l'Esperanto o Ido. Una tale lingua non sostituirebbe le lingue nazionali (questo sarebbe vandalismo), ma sarebbe usata come un ponte fra le genti, che altrimenti
    non potrebbero comunicare fra di loro. In questo modo ci si potrebbe incontrare a mezza strada, con scarso o nessun vantaggio per alcun gruppo.
    La lingua scelta non dovrebbe essere troppo artificiale. Il vocabolario dovrebbe essere basato sulle lingue esistenti (alcune delle quali già hanno molte parole in comune, nonostante differenze di scrittura e di pronuncia). La grammatica dovrebbe essere la più semplice possibile, senza tutte le eccezioni e gli usi idiomatici, che affliggono chi impara le lingue nazionali.
    Questa idea ispirò tra gli altri Padre Schleyer, l'inventore di Volapuk, e il Dr Zamenhof, l'inventore di Esperanto, lingua che resta la meglio conosciuta nel suo genere, dopo più di un secolo che è stata proposta per la prima volta. Dopo alcuni anni di esperienza pratica (e alcune precedenti e successive invenzioni), diversi miglioramenti sono stati suggeriti.
    Per esempio, Zamenhof richiedeva che in Esperanto gli aggettivi concordassero in numero e in genere con i sostantivi che essi qualificano, così che un aggettivo ha quattro possibili terminazioni. Non c'è nessun effettivo bisogno di questa complicazione, come dimostrano l'Inglese e l'Ungherese - coi loro aggettivi invariabili -, e come anche Zamenhof in seguito convenne. Tuttavia, per varie ragioni, nessuna modifica venne fatta alle regole dell' Esperanto.
    Fu sulla base di miglioramenti come questo che un gruppo di scienziati e linguisti sviluppò Ido. Il comitato includeva il linguista Danese Professor Otto Jespersen e il matematico e filosofo Francese Professor Louis Couturat. Essi presero il meglio dall' Esperanto e da un'altra lingua inventata, Idioma Neutrale, aggiunsero ulteriori perfezionamenti, e svilupparono una
    lingua che è quasi certamente la più facile al mondo, e purtuttavia nello stesso tempo una delle più precise.
    Un altro miglioramento fu quello che ancora Zamenhof aveva indicato come del tutto logico e conveniente. In Esperanto le parole per persone e animali (vocaboli come 'attore' o 'leone') tendono a riferisrsi al maschio, con la parola per la femmina che viene derivata per mezzo di un suffisso (spesso '-ice', o '-essa' in Italiano). L'alternativa che Zamenhof più tardi preferì, ma sfortunatamente non introdusse, è rendere queste parole neutre (in certo modo, come 'cucciolo' o 'pulcino' in Italiano), e derivare sia la forma maschile che femminile con suffissi appropriati.
    Ido, come il Finnico, ha anche un utile pronome, che significa 'lui o lei', e pertanto può essere usato ogni qual volta è irrilevante o non necessario essere più specifici. In Inglese alcuni sentono la necessità di un tale pronome, così da evitare di dire 'he or she' ('lui o lei') o scrivere 'he/she' o 's/he'!
    In Ido, ma non in Esperanto, questi e altri miglioramenti sono stati adottati, e il risultato è preferito quasi da ognuno, che abbia studiato egualmente queste due lingue o dialetti semi-artificiali internazionali, che d'altro canto hanno molto in comune, incluse le ispirazioni di Schleyer e in particolare di Zamenhof.
    È da accreditare al movimento di Esperanto di aver fatto così tanto, attraverso il suo indubitabile zelo, per rendere l'idea di una lingua neutra internazionale relativamente ben conosciuta. Tuttavia, benché l'Esperanto sia diffusamente conosciuto per sentito dire, ed esso sia una lingua relativamente facile, le sue lettere accentate in maniera peculiare e le
    sue non necessarie complicazioni hanno allontanato molti che sarebbero stati attratti dall'idea che esso rappresenta. Ido procede oltre, laddove Esperanto si è fermato.
    Coloro che hanno provato Ido sanno come sia piacevole esser capaci di concentrarsi su ciò che si vuol dire e non dover pensare, nello stesso tempo, al modo in cui dirlo.
    Questo per quanto riguarda la teoria, ma come funziona tutto ciò in pratica? Incontri internazionali di gente che parla Ido ci sono stati in diversi paesi, e hanno dimostrato che l'idea effettivamente funziona in pratica.
    Esistono molte pubblicazioni in o su Ido, inclusi vocabolari e grammatiche, per gente che si esprime in vari linguaggi, dallo Svedese al Giapponese. C'è perfino una sorprendente quantità di poesie in Ido, compresa una meravigiosa storia 'eroi-comica' in versi (La Serchado, di Andrea Juste). C'è un nuovo mondo, che aspetta di essere scoperto da chiunque faccia il piccolo
    sforzo necessario per capire questa straordinaria lingua.
    Beninteso, usare questa lingua è di per sé un divertimento, oltre che un mezzo per contribuire a capirsi meglio nel mondo.
  4. Paolo Motta 2
    , 29/5/2002 00:00
    PROVA

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  5. Daniele Salvoldi
    , 11/5/2002 00:00
    Il Latino?
  6. lorecoll
    , 28/4/2002 00:00
    A proposito della babele di lingue europee, mi torna in mente quel gruppo di ragazzi che in una piscina di Koh Samui parlottavano tra loro in un idioma irto ed oscuro: indecisi tra russo, slovacco o chissacchè gli abbiamo chiesto in inglese da dove venissero... erano di Sondrio!
  7. Marco Benfe
    , 25/4/2002 00:00
    sulla sensualita il francese è al primo posto
  8. Fabio Lessi 1
    , 23/4/2002 00:00
    A me piace di più lo spagnolo però parlato dal giudice Garçon (nn so se si scrive così), quando lo parla smuove mezza europa!(Via su stò scherzando, però ci stava bene)
  9. Turista Anonimo
    , 23/4/2002 00:00
    Anche a me piace da matti lo spagnolo, specialmente se parlato da una donna. Una per tutte la Estrada, confesso che questa magnifica ragazza riesce a smuovere pure le pietre.... Ciao Megane, hai letto la favola di biancaneve e della strega cattiva di nome T...a, in un altro forum?
    Giò
  10. Eleonora Zini
    , 23/4/2002 00:00
    A dover scegliere, sulla base di una preferenza personale, sono proprio d'accordo con Megane: lo spagnolo, direi, che è una lingua molto calda , sensuale, e facile da imparare, soprattutto per noi italiani ( e per i veneti, in particolare! ).
    Saluti a tutti
    Ele
  11. Megane P. 1
    , 22/4/2002 00:00
    Bello, lo spagnolo anche per me.....lingua sensuale e facilissima!!!
  12. Stefania Guastella 1
    , 22/4/2002 00:00
    Io direi che lo spagnolo può andare benissimo ed è molto più democratico dell'Inglese, visto che è più facile.
  13. Marco Benfe
    , 22/4/2002 00:00
    una lingua europea???
    ma certo! il LATINO!!!
    la si parlava in tutta europa già 1500anni fa!!!
  14. PepaC.
    , 22/4/2002 00:00
    mmmh..sssi, il Bergamasco non è male ma credo che il Lanzichenecco potrebbe fare al caso nostro.

    Ciao
    Pepa
  15. De Giò
    , 21/4/2002 00:00
    Ripensandoci consiglierei il Bergamasco.
    E' una lingua che si comprende che è una meraviglia.
  16. De Giò
    , 20/4/2002 00:00
    Per una torre di babele come la UE è d'obbligo che ci siano tante lingue...
    Giò