1. SONDAGGIO SHOCK DEL TIME

    di , il 17/1/2003 00:00

    La rivista Time, nella sua edizione on-line europea, ha lanciato un sondaggio tra i lettori.

    Domanda semplicissima e chiara: qual è, in tutto il mondo, la nazione che oggi rappresenta il pericolo più grande per la pace?

    Risultato netto come la domanda:

    La maggioranza assoluta dei lettori, e cioè il 55,4%, pensa che la nazione più pericolosa di tutte sia la nazione americana.

    Il 25,7% la Corea del Nord

    Il 19 % l'Iraq di Saddam.

    Cosa ne pensate?

  2. Marco Benfe
    , 10/2/2003 00:00
    probabilmente ogni 10/15 anni gli usa devono liberarsi delle armi che anno in scadenza, altrimenti le devono buttare....
  3. Turista Anonimo
    , 3/2/2003 00:00
    x Giò.
    Evidentemente non hai letto bene quello che ho scritto:
    io non ho scritto che il problema basco non esiste, io ho scritto che PER ME non esiste, semplicemente perchè non provo la stessa partecipazione che provo invece, ad esempio, per le questioni nordirlandesi, palestinesi o curde. Paragonare il problema basco a quello curdo, non ha nessun senso, perchè non vi è alcuna relazione tra le oppressioni e le privazioni subite dai curdi rispetto a quanto capita ai baschi, i quali si battono per motivi sicuramente giusti per loro, ma a mio avviso semplicemente nazionalistici. Di questo passo si deve accettare ogni velleità indipendentista, a cominciare anche dai nord-tirolesi. Che i cinesi debbano sloggiare dal Tibet è sacrosante, ma temo che il tuo modo di scrivere minaccioso rimbalzi completamente ai dirigenti cinesi, anche perchè nessuno nella comunità internazionale ha voglia di sbattersi, rischiando anche di far crollare il famoso fronte "anti-terrorismo", ormai tanto caro a tutti noi ...
  4. Turista Anonimo
    , 1/2/2003 00:00
    X Rambutan
    Non esiste il problema Basco?
    Eccome se esiste! si trascina con una lunga scia di sangue fin dalle gesta di Orlando il furioso....Di questo passo mi dirai che non esiste nemmeno il problema Curdo. Ogni volta che la libertà di un popolo viene soffocata, nasce spontaneo un movimento di ribellione. Si sono ribellati gli scozzesi, guidati dal loro eroe Wallace, gli irlandesi, I curdi, Noi italiani sottoposti al gioco degli Austriaci, I georgiani, gli americani contro gli inglesi,i ceceni, i polacchi, i cechi e gli slovacchi, e tutto il corteo di stati ex satelliti dell'impero sovietico bonanima, ecc. ecc.......la storia dell'umanità è ricca di popoli che si sono ribellati al loro oppressore, compresi i Tibetani....altro che province occidentali cinesi! I cinesi, caro Rambutan, dovranno sloggiare dal Tibet, è solo una questione di tempo e di danni che nel frattempo provocheranno ai tibetani e all'umanità, perchè la storia insegna che la libertà soffocata è come un tizzone acceso sotto la cenere....sembra tutto spento e freddo ma basta un soffio e il fuoco della libertà riprende e diventa un'incendio.
    Per gli USA non sono un manicheista! diciamo che siamo in sintonia al 70%.
    Giò
  5. Turista Anonimo
    , 31/1/2003 00:00
    xGiò.
    Devo essere sincero ma non sono riuscito a comprendere questo tuo ultimo intervento. Comunque, può anche darsi che tra qualche decennio, la storia darà ragione agli USA. Finora, comunque, dopo la seconda guerra mondiale non mi pare sia mai successo. Le loro intromissioni in Corea decenni fà, alla fine hanno finora come vedi non hanno giovato all'area. Il loro intervento in Vietnam, ha provocato danni gravi oltre che in quel paese, anche in paesi limitrofi, vedi Laos e soprattutto Cambogia. Le conseguenze delle loro ingerenze in MedioOriente le conosciamo tutti, quindi è inutile soffermarsi. In America Latina e Sudamerica, i paesi dove esistono loro governi fantocci hanno ridotto il popolo alla fame e alla povertà assoluta, non riuscendo a differenziarli dai paesi poveri di altre aree filo-comuniste. In Guatemala c'è più benessere che in Vietnam ? Non saprei, alla fine, credo siano poveri allo stesso modo.
    Non ho capito i tuoi riferimenti a Cecenia e Tibet, ma in ogni caso ricorda che il problema Cecenia per la Nato ha improvvisamente cessato di esistere dal 12 settembre 2001. Ora è esclusivamente un problema russo e ceceno. Lo stesso dicasi per le province ribelli a maggioranza mussulmana della Cina occidentale, un tempo uno dei tanti aspetti negativi col quale criticare l'oppressivo regime di Pechino, oggigiorno motivo di alleanza con Usa e soci. Come vedi, è tutto molto volubile.
    P.S.: per me quello dei baschi non è per niente un problema. Non può essere un problema, è semplice nazionalismo,quindi non me ne frega niente. Non è una situazione analoga all'Irlanda del Nord, non sono affatto perseguitati dal governo spagnolo e sono province tutt'altro che povere. Ci sono ben altri problemi da risolvere.
  6. Turista Anonimo
    , 30/1/2003 00:00
    Rambutan
    nel mio conciso intervento non ho condannato o assolto bessuno. Per "Pericolosità" intendo la probabilità che ha un cittadino medio di essere vittima di un incidente stradale, di una violenza criminale, ecc. Questo succede anche da noi, e i dati sono notevolmente diversificati a seconda della latitudine , del periodo dell'anno, del tempo che fa, ecc. Converrai che passeggiare in galleria a Milano non è come passeggiare in Viale Japigia a Bari, nei quartieri spagnoli a Napoli o in alcune famigerate vie di Palermo.
    Nulla da obbiettare sulle critiche alla follia militare dei Falchi USA, ma ricorda che esiste anche il problema Ceceno, l'invasione Tibetana dei Cinesi, un pazzoide ultrasettantenne e supertinto in Corea che riscopre l'atomica, il carnaio mediorientale dove i Cater Pillar servono per abbattere le case e non per costruirle, il problema dei Baschi, ecc. ecc.
    Parlar male solo degli USA significa ignorare scientemente tutto il resto, ossia avere i paraocchi.
    Giò
  7. Turista Anonimo
    , 29/1/2003 00:00
    vabbè che le parole si girano e si rigirano come si vuole a seconda della situazione, però ... questo dire, non dire ... detto a metà eccetera non mi convincono.
  8. Turista Anonimo
    , 29/1/2003 00:00
    sempre per Rambutan, per la precisione:

    "sino alla prossima volta in cui ci metteremo in ginocchio per farci difendere dal cattivone di turno."

    questa mia frase, come si evince tranquillamente se si legge l'intero messaggio, NON è riferita al cattivone Saddam, ma ad eventuali paesi che dovessero attaccare noi europei, o a derive nazi-comuniste nell'europa stessa.
    come avvenuto nel 1916, nel 1942 e per tutta la durata della guerra fredda.
    3 problemi che ci siamo fatti risolvere dagli USA.
    in cambio gli abbiamo dato le basi militari che ancor'oggi abbiamo in casa e il ruolo di poliziotti del mondo.
    ruolo che a me non piace, che non appoggio per quello che hanno fatto in centro/sud america, ma che ci ha salvato il culo diverse volte da nazi e comunisti.
  9. Turista Anonimo
    , 29/1/2003 00:00
    vedi, rambutan, resto ancor più convinto che tu non legga bene, o almeno per intero i messagi degli altri.
    credo di aver scritto almeno 4 volte che sono CONTRARIO ALLA GUERRA CONTRO L'IRAQ!
    totalmente contrario.
    come invece NON sarei contrario se L'ONU (e non gli USA) decidesse un intervento per rovesciare il regime comunista di Pyong Yang.
  10. Turista Anonimo
    , 29/1/2003 00:00
    xGiò.
    Pericolosità di una nazione ?
    Vorrei solo ricordati che gli U.S.A. sono una nazione che ha effettuato esperimenti atomici nell'Oceano Pacifico, utilizzando come cavie gli equipaggi di loro navi militari, esponendo tali persone per giorni agli effetti delle radiazioni per verificarne le conseguenze sull'organismo umano. Cioè, esperimenti terribili su loro CONCITTADINI ! Giudichi questo, viceversa, un comportamento rassicurante ?
  11. Turista Anonimo
    , 29/1/2003 00:00
    xPaolo
    Vorrei solo precisare alcune cose. Innanzitutto, personalmente sono un pò stufo di questa storia che gli americani ci hanno salvato eccetera eccetera. Ok, sono d'accordo che abbiamo scansato fascisti e russi, però anche loro hanno avuto il loro tornaconto, o no ?! Hanno invadenti basi in tutti i paesi alleati (quante basi hanno Italia, Germania e Francia negli Usa ?), hanno monopolizzato il mercato, imposto il loro stile di vita e sono totalmente impuniti qualsiasi cosa commettano nei paesi alleati (vedi funivia del Jervis e il recente caso in Sud Corea, solo per ricordare alcuni casi). Cosa vogliono ancora ? "Grazie" glielo stiamo dicendo da più di 50 anni, credo possa bastare ! Evidentemente a qualcuno questo servilismo piace. Se no a questo punto, andiamo a ritroso e diciamo che gli Usa ci devono eterna gratitudine e sudditanza visto che tutta la loro storia ha avuto inizio da Cristoforo Colombo !
    Certo gli Usa intervengono sempre come poliziotti del mondo ma ovviamente solo se hanno loro interessi da difendere. Come giudichi, ad esempio quello che sta accadendo in queste settimane in Venezuela ? A me ricorda molto ciò che accadde in Cile alcuni decenni fà.
    La verita è che gli Usa sono troppo perfidi e infidi per poter credere nella loro buona fede. Ma poi mi chiedo, sei in deliro o per te davvero ci dobbiamo mettere in ginocchio per farci difendere dai "cattivoni" Iraq, Iran e Nord Corea. La verità è che gli Usa in questo momento stanno solo difendendo loro stessi.
    In quanto europeo, non credo proprio ci sia un bel nulla da sbrigare da soli. Saddam può aver armi ma certamente non disporrà che di una minima parte degli arsenali di cui dispone l'Europa e non lo vedo affatto come una minaccia. Però, a questo punto non posso che complimentarmi con gli Usa perchè con qualcuno (secondo me con te, per esempio) sono riusciti nel loro intento: far credere al mondo che c'è una terribile minaccia da combattere. Una minaccia costituita da un potentissimo e armatissimo paese, dove il 95% della popolazione vive in diroccate catapecchie di fango, con un bicchiere di latto e un pò di pane al giorno. In effetti, una vera, grande minaccia ...
  12. Turista Anonimo
    , 28/1/2003 00:00
    Ogni anno l'ISTAT publica un bel volumone sullo stato di salute della nostra Italia. In questo libro c'è di tutto, comprese le persome che muoiono per omicidio, suicidio, incidenti stradali, domestici, ecc. Qualcuno dirà: si, conosciamo i dati ISTAT.....in realtà, il nostro istituto di statistica è tra i più seri del mondo ed è quindi tra i più accreditati. In quasi tutti gli stati esteri esistono degli istituti di statistica simili al nostro, che rendono pubblici i loro dati, tranne alcune dittature mediorentali, la Cina e....manco a farla apposta la Corea del nord. Solo confrontando analiticamente questi dati è possibile stabilire un grado di pericolosità di una nazione rispetto ad un'altra, altrimenti sono solo preconcetti!
    Giò
  13. Turista Anonimo
    , 28/1/2003 00:00
    il sondaggio è ancora in corso
    se volete votare:Il sito è http://www.time.com/time/europe/gdml/peace2003.html
  14. Turista Anonimo
    , 28/1/2003 00:00
    Sondaggio shock del Time: il vero pericolo per la pace viene dagli Stati Uniti
    08/01/2003 di vuoto

    Pubblichiamo integralmente l'articolo apparso l'8 gennaio scorso su l'Unità On-Line

    La rivista Time, nella sua edizione on-line europea, ha lanciato un sondaggio tra i lettori (per vedere i risultati, riproposti pari pari cliccate su www.unita.it). Domanda semplicissima e chiara: qual è, in tutto il mondo, la nazione che oggi rappresenta il pericolo più grande per la pace? Il risultato è netto come la domanda: la maggioranza assoluta dei lettori, e cioè il 55,4%, pensa che la nazione più pericolosa di tutte – usando le parole di Bush potremmo dire “la nazione canaglia” per eccellenza – sia la nazione americana. Poi c’è un buon quarto dei lettori che individua il pericolo più grande nella Corea del Nord (il 25,7%), e infine una netta minoranza, meno del 19 per cento, che è d’accordo con il governo degli Stati Uniti e crede che il pericolo sia l’Iraq di Saddam. Il Time non è un giornale dei fondamentalisti islamici, non è comunista, è per tradizione un giornale occidentale e non anti-americano. E così sono i suoi lettori, gente di un certo livello culturale e sociale, in gran parte borghesi americani o britannici e i ogni caso buoni conoscitori della lingua inglese. Il sondaggio è stato presentato da Time con una paginetta esplicativa piuttosto chiara e certo non tendenziosa. Nella quale si spiega che il governo americano sospetta che l’Iraq possieda armi atomiche, chimiche e biologiche, e che Washington ha giudicato un mucchio di bugie le 12.000 pagine inviate da Saddam all’Onu per discolparsi dalle accuse di riarmo. Si spiega che attualmente è in corso in Iraq un’ispezione dell’Onu. E infine si parla della Corea, e si dice che possiede sicuramente armi atomiche e che potrebbe usarle. Infine Time pone la domanda secca: secondo voi chi è il più pericoloso? Il risultato del sondaggio, al quale hanno partecipato fino ad ora, 10 mila persone, ci dice qualcosa di molto interessante sui rapporti tra opinione pubblica, politica e mass-media. Ci dice che ormai esiste un’opinione pubblica che si forma al di fuori della politica ufficiale e che “ignora” giornali e televisioni. Siamo alla vigilia della guerra degli Usa contro l’Iraq, alla quale parteciperà anche la Gran Bretagna e forse altri paesi dell’occidente; la stragrande maggioranza delle forze politiche occidentali – esclusa la sinistra italiana, parte della sinistra tedesca, e settori importanti del mondo politico francese – premono per il conflitto e spiegano che è inevitabile; la quasi totalità degli organi di informazione, in modo più o meno appassionato, appoggia la guerra; tutti raccontano delle atroci nefandezze di Saddam: non è sorprendente, in questo clima, scoprire che una ampia opinione pubblica borghese sia convinta che il mostro vero è George W. Bush? Su quali basi arriva a questa conclusione? Sulla base del semplicissimo buon senso, che evidentemente non viene intaccato da tonnellate di editoriali o di campagne di stampa. L’opinione pubblica si limita a porsi qualche domanda facile: chi sta spostando le sue truppe per attaccare un paese indipendente? Chi ha scritto un progetto per occupare militarmente questo paese, per trasformarlo per alcuni anni in protettorato e per governarne i pozzi di petrolio? Dalla risposta, univoca, a queste domande viene la decisione di votare Bush come primo “statista canaglia”. Cosa vuol dire: che l’antiamericanismo sta dilagando nel mondo? Se vogliamo dirla così, possiamo farlo. Però non è vero. L’antiamericanismo dilaga- e non potrebbe essere altrimenti – in tutti quei paesi del mondo (del terzo mondo) che subiscono la prepotenza politica, economica e militare degli Stati Uniti. E pagano il prezzo di milioni di vite umane alla politica economica di Washington o alle aggressioni militari. Ma in occidente, cioè nel mondo privilegiato che riceve dallo sviluppo e dalla politica aggressiva degli Stati Uniti anche molti vantaggi economici, non c’è nessun anti-americanismo. C’è solo la convinzione che non si può continuare in eterno a governare il mondo con la dittatura di una superpotenza, che abolisce la legalità internazionale, che trasforma i suoi interessi in interessi generali, che opera per accentrare sempre di più tutti i diritti e tutte le ricchezze nel primo mondo (dove vive neanche un quinto dell’umanità). E diventa sempre più grande quella parte di opinione pubblica “moderata” che vorrebbe che questa aggressione e questa insensata e sanguinosa corsa all’oro finisse. E capisce che per farla finire occorre sconfiggere politicamente gli Stati Uniti e in particolare il gruppo politico-economico, costituito da militari e petrolieri, che attualmente ne ha assunto la guida. Non è un’opinione pubblica composta da black block: è un’opinione pubblica saggia e “moderata”.

    TRATTO DA:
    http://www.lamanicatagliata.it/pages/news/dettaglio.news.asp?ID=81#

    Il sondaggio lo potete trovare ed eventualmente votare qui:
    http://www.time.com/time/europe/gdml/peace2003.html
  15. Turista Anonimo
    , 28/1/2003 00:00
    hai ragione!
    da un paese come l'america ci si aspetterebbe un qualcosa di ben diverso.
    ma la realtà è questa.
    c'è Bush.
    rappresenta poteri legati al petrolio ed ai militari.
    ha deciso di completare ciò che suo padre non fece per ovvi motivi (chi mettere al posto di Saddam? cosa succederà ai Curdi? come risponderanno i Turchi in caso di una autoproclamazione di uno stato Curdo ai suoi confini? il petrolio chi lo gestisce?).
    evidentemente il Bush jr. pensa di avere le risposte...pensa.
    sinceramente, resto straconvinto che Saddam abbia le armi di distruzione di massa e che gli americani lo sappiano (d'altra parte gliele hanno vendute loro!).
    ma a questo punto il problema è di accettare o meno gli USA come poliziotti del mondo.
    dal 1916 ci hanno salvato 2 volte dalla furia cieca prima austro-prussiana, poi da quella nazifascista (e noi come paese fascista, non siamo certo stati trattati male...anzi).
    poi durante la guerra fredda, specie negli anni 50 hanno speso tonnellate di denaro per riarmarci e per fronteggiare le mire espansionistiche di Stalin.
    hanno si combattuto in Asia, compiendo atti immondi anche contro i civili (Vietnam, Laos), ma in tutti i casi, Corea compresa intervennero DOPO una rivoluzione comunista, palesemente (oggi...anzi, per onestà, palese per tutti anche allora tranne per chi leggeva solo L'UNITA' e oKKupave le università) sponsorizzata, finanziata ed armata da URSS e Cina.
    ci hanno fatto comdo come poliziotti del mondo quando ci hanno fermato i massacri sotto il nostro terrazino!
    per 10 anni abbiamo visto i Serbi sterminare prima i Bosniaci, poi i Kosovari, poi i Croati fare fuori qualche Bosniaco. e anche dopo Srebrenicza, dopo 2 anni di assedio a Sarajevo, dopo Mostar, noi Europei...tacevamo.
    silenzio totale.
    poi li abbiamo chiamati (Bill Clinto...non un guerrafondaio acefalo come Bush JR. ...Bill Clinton...l'arrapato Democratico idolo delle sinistre di tutto il mondo) e hanno fermato i massacri.
    lo stesso in Kosovo.
    poi dopo 50 anni di poliotti del mondo, di imperialismo spregiudicato e talvolta omicida qualcuno si è rotto le scatole e gli ha tiratuo giù 2 grattacieli simbolo.
    e come potevano rispondere i poliziotti del mondo?
    con le rose?
    con le scuse?
    con la pace?
    no. con l'unico modo che conoscono bene.
    la guerra.
    quella guerra a cui noi Europei li abbiamo resi avvezzi prima ed invincibili poi.
    proprio per difendere spesso i nostri interessi o i nostri orticelli balcanici.
    ...e dopo l'Iraq ci sarà la Corea del Nord, dopodichè, l'Iran....
    e tutti, forse, gli daremo addosso.
    sino alla prossima volta in cui ci metteremo in ginocchio per farci difendere dal cattivone di turno.
    o li mandiamo definitivamente a fare in **** e ce la sbrighiamo da soli (noi Europei), o ce li teniamo così.
    non solo quando ci fa comodo.
  16. Turista Anonimo
    , 28/1/2003 00:00
    Tutto vero, orrendamente e spaventosamente vero!!
    Quello che però fa più male è la correità....o forse è più giusto dire "complicità" che lega "strategicamente" chi guida il mondo "cosi detto civile" occidentale, con in testa la strapotenza americana, a chi domina il mondo del comunismo reale.
    E' la "divisione del pasto" che fa vomitare.
    E a questo che forse la maggioranza della gente di buon senso,(per quanto nessuno si possa dichiarare non coinvolto in assoluto) ha deciso di cominciare a ribellarsi e segnalare il proprio dissenso.
    D'altronde penso che, la ragione per cui il conflitto non sia ancora iniziato, sia da ricercarsi proprio nell'opposizione maggioritaria dell'oppinione pubblica mondiale.