Giordania: terra del cuore

Quattro giorni d'intensa scoperta delle meraviglie giordane: dalle acque trasparenti del mar Rosso all'incredibile Petra, passando per il deserto del Wadi Rum. .
Scritto da: alvinktm
giordania: terra del cuore

Ci dicevano che la Giordania custodisce bellezze naturali e plasmate dall’uomo, che oltre ai panorami ci avrebbero conquistato le persone, con la loro accoglienza spontanea e calorosa. Non ci credevamo del tutto, eppure ci siamo dovuti ricredere. Certi sguardi e sorrisi allegri, così come le gentilezze inaspettate di coloro che ci hanno accompagnato in questo indimenticabile viaggio rimarranno per sempre nei nostri cuori.

Il poco tempo a disposizione e il fatto di viaggiare con un bimbo di sei anni, Leonardo, hanno influenzato la scelta di restare nella parte meridionale del Paese. La Giordania infatti si allunga da nord a sud, stretta tra Siria, Iraq, Arabia Saudita, Israele, e la capitale Amman sorge nella parte settentrionale, a una cinquantina di chilometri dai resort sul Mar Morto. Questo specchio d’acqua salatissimo si posiziona circa 400 metri sotto il livello del mare, aggiudicandosi così il primato di luogo più basso della terraferma. Lì si galleggia facilmente ma è quasi impossibile nuotare, l’eccessiva salinità può provocare bruciore e irritazione, perciò lo abbiamo escluso dall’itinerario al pari di Amman e alle attrazioni limitrofe (come il sito archeologico di Jerash e il Monte Nebo) in quanto per noi meno interessanti rispetto alle meraviglie custodite nella fascia meridionale della Nazione. Ovviamente si tratta di un’opinione personale, snocciolata per chiarire il motivo delle nostre scelte.

Voliamo quindi su Aqaba, secondo centro abitato della Giordania nonché unico porto, affacciato sul Mar Rosso. Avete capito bene, infatti in pochi sanno che pure i giordani possono godere di un lembo, se pur ristretto, di spiaggia lambito dalle acque cristalline di uno dei mari fra i più conosciuti al mondo per la barriera corallina. Negli ultimi anni Aqaba ha subito un’espansione edilizia fortissima che non accenna a fermarsi e in effetti la città è cosparsa si cantieri edili, mossi dalla ricchezza derivante dai turisti giunti fin qui per la vicinanza a Petra e al Wadi Rum.

Ma prima di illustrarvene le bellezze, eccovi elencati gli aspetti pratici di organizzazione del viaggio.

La Giordania è ben collegata all’Italia grazie alle compagnie aeree low cost tra cui spicca Ryanair. Per varcare i confini servono il passaporto con una validità residua di almeno sei mesi e un visto, gratuito, valido un mese e rilasciato direttamente all’aeroporto se si atterra ad Aqaba. Cosa diversa se optate per Amman, lì infatti è necessario pagare per ottenerlo a meno che non si abbia acquistato online il pacchetto turistico Jordan Pass, comprensivo dei biglietti d’ingresso per la maggior parte delle attrazioni del territorio. Prima di partire è necessario stipulare un’assicurazione sanitaria per l’intero periodo del soggiorno perché non esiste una convenzione sanitaria con il nostro paese e nel caso si dovesse ricorrere a cure o ricoveri il costo risulterebbe completamente a carico dell’interessato. Per quanto riguarda il Covid non sono più richieste quarantene d’ingresso, tamponi e certificati di vaccinazione.

mesi migliori per visitarla sono la primavera, fino a metà giugno, e l’autunno fino a metà novembre, per le ovvie ragioni dovute al caldo estivo opprimente, il freddo invernale nelle regioni settentrionali e le eccessive escursioni termiche nel deserto. La religione musulmana sunnita è praticata dalla quasi totalità della popolazione, con il venerdì e il sabato considerati i giorni festivi e il Ramadan la ricorrenza principale dell’anno. La donna ha conquistato libertà e rispetto se paragonata ad altri stati di estrazione islamica; studiano, lavorano, ma indossano il velo e c’è ancora molto lavoro da compiere per ottenere la parità dei sessi. In alcuni quartieri se ne vedono diverse con il niqab, indumento di copertura integrale del corpo a eccezione degli occhi, trattasi di profughe immigrate soprattutto da Siria e Iraq. Il problema dell’immigrazione infatti è molto presente a causa della posizione geografica della Giordania, circondata da Nazioni devastate da anni di guerre interne e regimi dispotici. Il popolo giordano subisce tale situazione diventando talvolta insofferente, in quanto l’integrazione è difficile e si generano situazioni di contrasto sociale. Di contro diversi giordani residenti ad Aqaba sono ‘frontalieri’, ovvero varcano il confine con Israele per lavoro in quanto lì gli stipendi sono migliori, proprio come accade a tanti italiani nel settentrione che svolgono la propria attività in Svizzera pur abitando in Italia. Il detto ‘tutto il mondo è paese’ calza proprio a pennello.

La valuta locale è il Dinaro, o Jod, gli uffici di cambio sono presenti nelle città e negli aeroporti (sebbene cambiare in questi ultimi non convenga per via del tasso sfavorevole). Quasi ovunque è possibile utilizzare le carte di credito, fatta eccezione per i mercati, i taxi e nel Wadi Rum, meglio quindi procurarsi qualche banconota per esempio nelle banche in Italia, si pagherà qualcosa in più ma almeno eviterete inutili ansie e attese.

Il voltaggio della corrente elettrica è uguale all’Italia, sono presenti tuttavia diversi tipi di prese elettriche e sebbene nella maggior parte degli hotel siano uguali a quelle italiane, ad Aqaba è diffusa la presa inglese. Per evitare disagi munitevi quindi di un adattatore. Telefonate tramite WhatsApp e internet sono possibili e gratuiti collegandosi alle reti wifi di alberghi, aeroporti, ristoranti, centri visitatori, e il prefisso giordano è il +962. Se necessitate di una sim card per una copertura a 360° potete scegliere fra una delle diverse compagnie i cui banchi informazione sono presenti pure in aeroporto. Fra la tante la più economica per i turisti è Umniah, se invece possedete un cellulare di ultima generazione potreste considerare la e-sim, o sim virtuale, disponibile sul sito Holafly e attivabile scansionando un codice QR inviato tramite mail dopo il pagamento. Sconsiglio ovviamente il roaming a causa dei costi esorbitanti.

La sicurezza è di primaria importanza in un paese la cui economia è basata principalmente sul turismo. Garantita ai vertici dalla famiglia reale, la quale assicura pure la stabilità politica, e messa in pratica dalla presenza massiccia di polizia e posti di blocco. Come ovunque è meglio evitare di aggirarsi per i quartieri periferici, di agghindarsi con gioielli appariscenti e per le donne di indossare vestiti corti e scollati. Se infatti nelle spiagge private le turiste possono sfoggiare i bikini, in quelle pubbliche le donne giordane fanno il bagno completamente vestite. Noleggiare un auto non comporta alcun problema, così come usufruire dei taxi (verdi ad Aqaba, gialli o auto comuni nel resto della Giordania) dai costi accessibili, veloci e puntuali, proprio la nostra opzione. L’alternativa sono i taxi collettivi bianchi, simili a minivan, la cui partenza però è vincolata al numero degli occupanti, oppure gli autobus della compagnia Jetcost per tratte lunghe, di certo più economici ma dei quali ho letto recensioni sconfortanti.

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tramonto_nel_wadi_rum

alcune_delle_tombe_reali_di_petra

il_tesoro_di_petra_compare_dal_siq

al_monastero_di_petra

l_immensit_del_wadi_rum

l_immensit_di_petra

la_salita_verso_il_monastero_di_petra

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salendo_verso_il_monastero_di_petra



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