Giordania in Febbraio

Nuova avventura in terra mediorientale, visitando uno degli stati più genuini che questo angolo del mondo ospita. Da Amman a Petra, passando per ksar, suq e deserti, 10 giorni di storia, cultura, arte e meraviglie della natura.
 
Partenza il: 18/02/2020
Ritorno il: 27/02/2020
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

A settembre 2019, in accordo con una coppia di amici, abbiamo deciso di organizzare una decina di giorni da trascorrere non lontano dall’Italia come pausa invernale dal lavoro e, grazie alle tariffe favorevoli di Ryanair, la meta scelta è stata la Giordania: ad appena 4 ore di volo da Milano, questo stato offre un panorama storico, culturale e gastronomico molto interessante nonché una certa facilità nell’organizzare un tour fai da te.

Prenotato il volo aereo (Ryanair da Bergamo nel periodo 18 – 27 febbraio per un importo cadauno di € 135,00 a/r con priority, posto assegnato e un bagaglio da stiva da 20 kg in due), si è passati quasi subito alle prenotazioni alberghiere, grazie all’ampia scelta offerta da Booking: in base al giro previsto, abbiamo riservato 2 notti ad Amman, tre a Madaba (queste spezzettate in due soggiorni), tre a Wadi Musa (per Petra) e una notte nel deserto del Wadi Rum.

Per affrontare gli spostamenti in base all’itinerario progettato, ho contatto a dicembre una società giordana di noleggio molto quotata nei forum, la Monte Carlo rent a car, la quale mi ha offerto un’auto di media grandezza (che si rivelerà essere una Nissan Sunny, esteticamente orribile ma comunque funzionale) al prezzo finale di € 312 per 8 giorni, comprensiva di assicurazione full e drop off (da ritirare nell’ufficio di Amman e lasciare in quello aeroportuale).

A parte poi il ParkinGo (€ 65 al coperto nella nuova sede di Bergamo Orio), ci è restato solo da comprare il Jordan Pass, acquisto che rimandiamo ai giorni precedenti la partenza.

Giunti, però, a febbraio, abbiamo un drastico cambiamento di programma: la coppia nostra di amici non può più partire per gravi problemi familiari (perdendo così il biglietto aereo e il soggiorno a Petra, non rimborsabile) e quindi restiamo in due.

Rimoduliamo le prenotazioni cancellandole e poi riservandole di nuovo solo per una coppia e compriamo il Jordan Pass, quello da due ingressi a Petra, che viene a costarci cadauno € 106,00.

A questo punto, LP alla mano, non ci resta che partire per le bellezze giordane.

18 febbraio – martedì

L’alzataccia mattutina ci consente di attraversare la vuota e fredda pianura per giungere ad Orio giusto in tempo da lasciare il bagaglio da stiva, fare i controlli, una veloce colazione e imbarcarci per Amman, il cui volo parte con un po’ di ritardo poco dopo le 6.

L’aereo piomba in un silenzio da sonnellino ma, poco prima dell’atterraggio ci destiamo tutti per ammirare la costa israeliana sotto di noi e le colline dell’entroterra: un paio di virate tra le nuvole e, con pochi minuti di differenza dall’orario previsto, si tocca terra all’aeroporto di Amman. Fuori l’aereo tira vento e, tutto sommato, l’ancora pesante giaccone trova una sua utilità. Seguendo comunque il percorso, passiamo prima per l’accettazione del visto (va mostrato il Jordan Pass, che verrà timbrato) poi al controllo passaporti ed infine al ritiro del bagaglio, già disponibile.

Cambiamo giusto i primi € 50 per il transfert in città (1 JOD = € 1,30 circa) e compriamo una sim, visto che dobbiamo telefonare quotidianamente in Italia per esigenze familiari: alla Zain ci offrono una card con 50 minuti di conversazione e un certo numero di Giga disponibili per un mese al prezzo di 29 JOD (€ 38).

Uscendo dall’aeroporto, sulla sinistra troviamo sia il servizio taxi che quello shuttle e scegliamo il primo che, al prezzo fisso di 22 JOD, ci porta all’Amman Pasha Hotel, sito proprio di fronte il Teatro Romano: siamo in piena dowtown, quella che per i giordani è la parte antica della città.

Per la camera doppia in hotel, molto spartano ma centrale e funzionale, paghiamo 65 JOD (€ 84) per due notti, colazione compresa.

Disposti i bagagli e fatto un frugale pranzo al caffè dell’albergo, ci concediamo un breve riposino e poi, nel pomeriggio, usciamo per conoscere un po’ la zona.

Andiamo subito ad ammirare il dirimpettaio Teatro Romano e, con sorpresa, lo troviamo aperto: ci basta dire che abbiamo il Jordan Pass e ci lasciano entrare.

Giusto un giro veloce poi ci perdiamo per le strade rumorose e trafficate di Amman, ricordandoci di cambiare presso un change un altro po’ di soldi.

La sera, per cena, ci rechiamo all’Hashem Restaurant, il più famoso rivenditore di falafel della città: una porzione da 12 di queste buonissime polpette arabe (fatte con la farina di ceci) accompagnata da abbondante pane, hummus, tabouleh (un’insalata tipica) ed altre salsine allo yogurt o speziate, ci viene a costare neanche 15 JOD.

Una breve passeggiata e poi a nanna.

19 febbraio – mercoledì

Dopo la colazione nel caffè/ristorante del Pasha, prendiamo un taxi che ci porta, per pochi JOD, all’ingresso della biglietteria della Cittadella, il complesso di scavi e resti archeologici siti sulla collina che sovrasta downtown: iniziamo da qui le visite alla città e al paese.

Entriamo dopo aver dichiarato di avere il Jordan Pass e di essere italiani (in alcune parti basta non mostrarlo ma solo dire di possederlo) e iniziamo la visita dal Tempio di Ercole, le cui colonne svettano sulla cima e sono quasi visibili da ogni angolo della città.

Il percorso suggerito dalle carte ci porta poi al piccolo Museo archeologico sito alle spalle, in cui sono conservati reperti vari appartenenti a varie epoche storiche e ai popoli che hanno abitato qui, per poi passare davanti a ciò che resta della Basilica bizantina.

Le rovine della cittadella, frammentate da terrazze da cui si possono scorgere panorami e vedute su ogni direzione, proseguono fino a ciò che resta della piazza del mercato, che divide il Palazzo Omayyade e la Moschea: entrambe le costruzioni sono state costruite durante la dinastia Omayyade, che governò sulla Giordania durante il ‘700 ma della Moschea restano solo il pavimento e la facciata esterna mentre il Palazzo si presenta completo di una magnifica cupola restaurata e della sala d’accesso.

Entriamo in quest’ultima, spoglia sì ma che conserva ancora la sua regalità e imponenza, e ne ammiriamo le forme stilistiche nonché le restaurate velature architettoniche. Poi usciamo in quello che resta della parte interna del vasto complesso: alla nostra sinistra le camere pubbliche; davanti a noi la strada colonnata, che ospitava la zona amministrativa; in fondo, invece, le camere private con la sala delle Udienze.

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