1. Posta : Tibet

    di , il 15/2/2010 13:54

    Sono indignata..anzi oserei dire "incazzata"!Ho letto l'intervento di tale Giorgio! Credo che prima di parlare e di giudicare dovrebbe perlomeno prendersi la briga di visitare qualcuno dei campi profughi tibetani!Io ho visitato quello di Leh (nel Ladak... Per Giorgio: si trova in India del Nord!) e assicuro che non e' un luogo idilliaco!Non entro nel merito della discussione politica....voglio solo dire che questa disinformazione e questo modo di pensare mi spaventa enormemente!Ma si rende conto il caro Giorgio che lo sterminio (genocicdio?!) dei tibetani e' (in proporzione alla popolazione) pari se non superiore a quello degli ebrei!?Ma nessuno sembra ricordarsi di un popolo mite, povero (a livello materiale) ma con una "grande anima"..a chi interessa che milioni di tibetani siano morti, che a,loro sia proibito (almeno fino a qualche anno fa) imparare la loro lingua, "coltivare" le loro tradizioni, la loro religione!?Ormai la Cina sta diventando un mercato "importante" per noi Occidentali (e soprattutto per l'America) e quindi....possono ben venire meno i diritti di un piccolo, infinetesimo popolo! Ma quello che mi spaventa di piu' e' che ci sia gente che pensa che uno sterminio possa essere giustificato dal fatto che "una volta questo territorio era cinese"!Fosse anche vero...che vuol dire questo???Chi me lo spiega? Sapete... Quando si commemora il "giorno della memoria" (27 gennaio) credo che dovremmo ricordarci di tutti...tibetani, cambogiani, sud americani...ed anche cinesi..e l'elenco potrebbe continuare all'infinito!Ed insegnare, cercare di far capire ai nostri giovani che cosa e' successo e cosa continua a succedere in questo NOSTRO mondo!Io vorrei invece ringraziare Patrizio che con il suo bel "viaggio" si e' ricordato dei tibetani e delle loro sofferenze...altrimenti ne sentiremo parlare solo durante qualche visita di S.S. Dalai Lama in Italia...quando i piu' non capiscono che sia questo strano personaggio vestito di una tonaca arancione!

    P.S. Credo che il libro di cui parla Pietro la cui autrice e' Renata Pisu sia "La via della Cina".. E consiglio anche la lettura di "Azalea Rossa" di Anchee Min e per finire direi a Giorgio di andarsi a leggere "Il Fuoco sotto la neve" di Gyatso Palden; Shakya Tsering (edito da Sperling & Kupfer), che racconta la storia di un moaco tibetano, la sua storia durante i primi anni dell'occupazione cinese..."una passeggiata di salute"!

    A voi.. Grazie ancora ed un augurio a Patrizio di una prontissima guarigione!

  2. Karma K.
    , 15/2/2010 13:54
    Sono indignata..anzi oserei dire "incazzata"!Ho letto l'intervento di tale Giorgio! Credo che prima di parlare e di giudicare dovrebbe perlomeno prendersi la briga di visitare qualcuno dei campi profughi tibetani!Io ho visitato quello di Leh (nel Ladak... Per Giorgio: si trova in India del Nord!) e assicuro che non e' un luogo idilliaco!Non entro nel merito della discussione politica....voglio solo dire che questa disinformazione e questo modo di pensare mi spaventa enormemente!Ma si rende conto il caro Giorgio che lo sterminio (genocicdio?!) dei tibetani e' (in proporzione alla popolazione) pari se non superiore a quello degli ebrei!?Ma nessuno sembra ricordarsi di un popolo mite, povero (a livello materiale) ma con una "grande anima"..a chi interessa che milioni di tibetani siano morti, che a,loro sia proibito (almeno fino a qualche anno fa) imparare la loro lingua, "coltivare" le loro tradizioni, la loro religione!?Ormai la Cina sta diventando un mercato "importante" per noi Occidentali (e soprattutto per l'America) e quindi....possono ben venire meno i diritti di un piccolo, infinetesimo popolo! Ma quello che mi spaventa di piu' e' che ci sia gente che pensa che uno sterminio possa essere giustificato dal fatto che "una volta questo territorio era cinese"!Fosse anche vero...che vuol dire questo???Chi me lo spiega? Sapete... Quando si commemora il "giorno della memoria" (27 gennaio) credo che dovremmo ricordarci di tutti...tibetani, cambogiani, sud americani...ed anche cinesi..e l'elenco potrebbe continuare all'infinito!Ed insegnare, cercare di far capire ai nostri giovani che cosa e' successo e cosa continua a succedere in questo NOSTRO mondo!Io vorrei invece ringraziare Patrizio che con il suo bel "viaggio" si e' ricordato dei tibetani e delle loro sofferenze...altrimenti ne sentiremo parlare solo durante qualche visita di S.S. Dalai Lama in Italia...quando i piu' non capiscono che sia questo strano personaggio vestito di una tonaca arancione!
    P.S. Credo che il libro di cui parla Pietro la cui autrice e' Renata Pisu sia "La via della Cina".. E consiglio anche la lettura di "Azalea Rossa" di Anchee Min e per finire direi a Giorgio di andarsi a leggere "Il Fuoco sotto la neve" di Gyatso Palden; Shakya Tsering (edito da Sperling & Kupfer), che racconta la storia di un moaco tibetano, la sua storia durante i primi anni dell'occupazione cinese..."una passeggiata di salute"!
    A voi.. Grazie ancora ed un augurio a Patrizio di una prontissima guarigione!