1. ITALIANI E FIGLI...IN VIAGGIO

    di , il 30/9/2003 00:00

    Ho notato che noi italiani tendiamo a non viaggiare quando abbiamo i figli piccoli, per paure varie, mentre molti inglesi, tedesci o americani ( per esempio ) non si fanno problemi ( ore di volo aereo...isole caraibiche....capitali europee). Secondo voi siamo noi troppo apprensivi o sono gli altri che amano il rischio?

  2. Turista Anonimo
    , 24/10/2003 00:00
    francesca ha 10 anni ed ha compiuto i suoi due anni in egitto per poi seguirce sempre e comunque in tutti i nostri viaggi. Durante le tratte di 10 ore di aereo si sono lamentati piu' gli adulti di lei. Non ha mai avuto problemi e per me e' stato bellissimo condividere tutte le gioie che un viaggio ti da con la mia bambina. Anche a lei piace viaggiare, e' ovvio che adesso non puo' piu' essere solo una nostra scelta, anche lei partecipa alla preparazione degli itinerari.
  3. Turista Anonimo
    , 9/10/2003 00:00
    Concordo con Pepa... (msg sotto)
    Io ho sempre viaggiato con i miei, dall'età di un anno, all'estero, prima in roulotte, poi in camper... quand'è nato mio fratello abbiamo continuato a viaggiare tutti insieme.... all'adolescenza "ci rompevamo" a volte ... ma alla fine quello che rimane sono dei ricordi belli con i miei, le serate passate a guardare le stelle sulla spiaggia, a giocare a Scrabble, a fare un barbecue, imparare a nuotare e a tufarmi, le vacanze in paesi bellissimi... mi ricordo ancora bene certi viaggi fatti da piccola. ll mio primo ricordo risale all'età di 3 anni, in croazia...
    anch'io ho dei "flash", e ora a distanza di parecchi anni mi è capitato di tornare in un posto e di ricordarmi che avevo camminato proprio lì 20 anni fa.. è carino....
    e poi c'è stata la conoscenza con un sacco di bambinetti di tutte le nazionalità....
    insomma, se avro' figli, mi piacerebbe portarli con me in giro....



    02/10/03 di (Pepa )
    Io credo che senza esagerazioni sia giustissimo abituare i bambini a viaggiare: certo, evitare le paludi malariche della jungla venezuelana o una giornata di trekking sul kilimangiaro sarebbe meglio, il buonsenso e il senso di responsabilita' non dovrebbero mai mancare. Ma sono d'accordo con Lorenza e tutti quelli che sottolineano l'importanza di avvicinare i bambini ai viaggi e alle lingue straniere sin da piccoli. E' anche vero che in giro per il mondo si vedono più stranieri con bambini che italiani, ma questo secondo me col tempo cambierà.
    E' altrettanto vero che ai bambini non importa un piffero di vedere le rovine archeologiche di Petra o di Paestum e che preferiscono stare in giardino (o davanti al pc) a giocare con gli amichetti. Pero' e' anche vero che se i genitori insegnano loro a vivere la cultura non come una noia colossale ma come un' affascinante scoperta di quel che era l'uomo e la sua storia, se gli raccontano di miti, leggende e di realtà differenti dalla sua, se insomma riescono a trasmettergli la passione e la curiosità per quello che vede, credo che qualcosa alla fine resti. Non importa che una volta cresciuti non ci si ricordi gran che: viaggiare è comunque cultura, implica conoscere e vedere cose che influiscono per forza su un bambino e la sua personalità.
    Vi racconterò una cosa: quando avevo quattro anni i miei mi portavano con loro in vacanza in Maremma. Non tanto lontano quindi: e spesso andavano a visitare le rovine etrusche e romane della zona. E io dietro. Mi ricordo in particolare due siti: Vetulonia e Roselle. Me li ricordo come parte della mia infanzia, sono li' dentro e niente e nessuno li potrà mai togliere.
    Quando poi vent'anni dopo tornai a vederli, la sensazione fu forte: non ricordavo i dettagli, le mura o i resti dell'anfiteatro nella loro totalità ma c'erano scorci familiari, un'aria e un profumo immutati nel tempo, la voce di mio padre-cantastorie vicina alle rovine.
    Allora si andava meno in giro per il mondo, in trent'anni è cambiato tutto. Quindi ben vengano i bambini in viaggio: che giochino con i coetanei, e tanto. Ma i genitori hanno anche il compito di fargli capire e provare sin da piccoli, che oltre al proprio giardino, oltre al consueto, c'è dell'altro.
  4. Turista Anonimo
    , 6/10/2003 00:00
    Lasciare i figli a casa ed andare a divertirsi soli per il mondo? boh, chissa', ognuno faccia come gli pare. Io quando giro per lavoro ho estremo bisogno di essere da sola (onde rispettare orari, ritmi, ecc) ma quando si tratta di ferie Altea ovviamente viene sempre con me. Quest'estate la abbiamo portata per la prima volta in tenda, in campeggio (ci si era gia' stati due volte ma in bungalow e la cosa e' diversa): tutto OK, ma la durezza del giaciglio ci faceva girare anchilosati per mezza mattina, parevamo due Quasimodi!. Lei, invece, dormiva il sonno degli angeli felicemente sbragata sul suolo quasi nudo... ancora chiede e richiede di andare in campeggio, certe volte ci si sveglia la ntote alle tre per chiedere di tornarci, povere le nostre vecchie ossa che ululano, eh eh eh ...
  5. anna_mrcs
    , 6/10/2003 00:00
    Credo che hai espresso pienamente quelli che sono i sentimenti dei genitori davanti ai figli. Poi ogni genitore è libero di operare le suce scelte e di crescere i figli ocme meglio crede.

    Solo una cosa ti contesto, e mi è sembrata molto presuntuosa da parte tua...
    "E sinceramente le coppie senza figli sono coppie spente e nel cuore, tristi e il 90% delle gran romp......."
    Trovo questo commento fuori luogo e soprattutto gratuito.
    Il fatto che tu abbia figli non ti rende migliore di uno che non ne ha. Personalmente conosco dei genitori che... apriti cielo, ma era meglio che andavano a fare altro!!!
    La gente opera le sue scelte, volute o imposte, e nessuno ha il diritto di sentirsi superiore agli altri!
  6. Turista Anonimo
    , 3/10/2003 00:00
    "Spero, quando avrò bambini, di poterli mollare ogni tanto ai nonni compiacenti e di farmi ancora qualche romantica vacanza sola col marito!
    Sono crudele e snaturata? Forse...
    he he he he"

    Assurdo, ho viaggiato da quando avevo 18 anni all'estero, ora ne ho 37 suonati, dal settembre 1999 è nata mia figlia e da allora ho continuato: Merano nel '99, Parigi, Trentino e Livigno nel 2000, Djerba, Alto Adige e Austria nel 2001, Mallorca, Alto Adige e Germania nel 2002, Ibiza e Tenerife nel 2003.......finora, e grazie a questi viaggi, è di carattere aperto, si adatta a mangiare di tutto ( in Tunisia, quindi a 21 mesi ha mangiato il kous kous, se si scrive così, ma avete capito lo stesso), sa adattarsi ad ogni situazione senza creare problemi.
    I bambini si adattano 10 volte superiori a noi adulti, senza problemi o menate, mentre quest'ultimi si lamentano del cibo, magari con buffet a 52 portate, "le lenzuola sono strappate", vogliono la TV Italiana a capoverde, "Oddio!!" l'autobus è troppo freddo o il contrario l'aria condizionata non va, magari per il trasferimento dall'hotel all'aeroporto, cose del genere, mentri i bimbi va bene giocare solo una semplice piscina, basta che il papà lo porta sulle spalle un pò e affrontano il mondo.
    I bambini sono come noi li sappiamo crescere e da noi chiedono solo di essere amati.
    Come ti sentiresti se prima di un viaggio ti "lasciano ai nonni" per un viaggio romantico, che si può effettuare benissimo quando il bimbo diventa adolescente e forse ha più piacere a stare con amici che con dei vecchi babbioni di genitori che alla prima occasione li mollano ai nonni, e poi che coraggio si ha di dare un bacio a tuo figlio che ti guarda con due occhioni mentre tu prepari la valigia?!
    Io non l'ho!! Mia figlia viene con me e finora ci siamo sempre divertiti, anzi grazie a lei a Parigi non ho mai fatto mai una coda, nemmeno al Louvre ed era Pasqua........
    Amateli e sarete amati, amateli e il vostro cuore gioirà, noi siamo stati bambini, ora siamo genitori, loro son bambini, domani dovranno essere dei bravi genitori e noi dei ottimi nonni.
    E sinceramente le coppie senza figli sono coppie spente e nel cuore, tristi e il 90% delle gran romp.......
    Pensateci prima di mollarli ai nonni......
    Davide
  7. Turista Anonimo
    , 3/10/2003 00:00
    03/10/03 di (Beatrice )
    Forse sto per dire una cosa orribile, ma oso.

    Spero, quando avrò bambini, di poterli mollare ogni tanto ai nonni compiacenti e di farmi ancora qualche romantica vacanza sola col marito!
    Sono crudele e snaturata? Forse...
    he he he he


    Per me no Beatrice, trovo che una coppia, anche con figli , abbia il sacrosanto diritto di avere ogni tanto la propria intimità: quindi, se avra' la possibilità di fare SIA le vacanze con il figlio CHE le vacanze da sola e godere di nonni collaborativi, perchè no?
  8. anna_mrcs
    , 3/10/2003 00:00
    Nessuna delle due...
    Penso che se un giorno avrai dei figli magari la penserai diversamente.
    Non parlo per esperienza personale, perchè anche io come te non ho figli, ma vedo e credo che i genitori vogliano condividere anche le loro vacanze con i figli, non so quanti di loro sceglierebbero di lasciarli a casa...
  9. Turista Anonimo
    , 3/10/2003 00:00
    Forse sto per dire una cosa orribile, ma oso.

    Spero, quando avrò bambini, di poterli mollare ogni tanto ai nonni compiacenti e di farmi ancora qualche romantica vacanza sola col marito!
    Sono crudele e snaturata? Forse...
    he he he he
  10. Serand
    , 3/10/2003 00:00
    Ok....naturalmente molta attenzione a non fare viaggi troppo rischiosi....ma sono convinta che un bambino abbia piu' facilita' di adattamento che un adulto. Penso che avvicinare i bambini a culture diverse, luoghi estranei ai loro, li rendera' piu' tolleranti in futuro. Ammiro quelli che affrontano viaggi anche particolari con i figli, poi sta a loro rendere un' escursione piu' o meno interessante. Il genitore deve render partecipe il figlio, cercando di adattare cio' che lo circonda alla mentalita' dell' eta' del bambino. Viaggiare non e' impossibile nemmeno quando abbiamo pargoli di pochi mesi e loro a quell' eta' tendono a stare bene proprio dove si trova il genitore.
  11. Turista Anonimo
    , 2/10/2003 00:00
    se po' ffa' Lorenza, se po' ffa'...
  12. Turista Anonimo
    , 2/10/2003 00:00
    Brava, Pepa, 10+, hai colto esattamente lo spirito di quel che volevo dire. Premio: un week-end gratis a Bruxelles, a casa mia ... occhio pero' che ti sguinzaglio Altea, che a forza di stare in giro per il mondo e' una belva indistruttibile e dalla curiosita' insaziabile... che ne dici, se po' fa'?
  13. Turista Anonimo
    , 2/10/2003 00:00
    Io credo che senza esagerazioni sia giustissimo abituare i bambini a viaggiare: certo, evitare le paludi malariche della jungla venezuelana o una giornata di trekking sul kilimangiaro sarebbe meglio, il buonsenso e il senso di responsabilita' non dovrebbero mai mancare. Ma sono d'accordo con Lorenza e tutti quelli che sottolineano l'importanza di avvicinare i bambini ai viaggi e alle lingue straniere sin da piccoli. E' anche vero che in giro per il mondo si vedono più stranieri con bambini che italiani, ma questo secondo me col tempo cambierà.
    E' altrettanto vero che ai bambini non importa un piffero di vedere le rovine archeologiche di Petra o di Paestum e che preferiscono stare in giardino (o davanti al pc) a giocare con gli amichetti. Pero' e' anche vero che se i genitori insegnano loro a vivere la cultura non come una noia colossale ma come un' affascinante scoperta di quel che era l'uomo e la sua storia, se gli raccontano di miti, leggende e di realtà differenti dalla sua, se insomma riescono a trasmettergli la passione e la curiosità per quello che vede, credo che qualcosa alla fine resti. Non importa che una volta cresciuti non ci si ricordi gran che: viaggiare è comunque cultura, implica conoscere e vedere cose che influiscono per forza su un bambino e la sua personalità.
    Vi racconterò una cosa: quando avevo quattro anni i miei mi portavano con loro in vacanza in Maremma. Non tanto lontano quindi: e spesso andavano a visitare le rovine etrusche e romane della zona. E io dietro. Mi ricordo in particolare due siti: Vetulonia e Roselle. Me li ricordo come parte della mia infanzia, sono li' dentro e niente e nessuno li potrà mai togliere.
    Quando poi vent'anni dopo tornai a vederli, la sensazione fu forte: non ricordavo i dettagli, le mura o i resti dell'anfiteatro nella loro totalità ma c'erano scorci familiari, un'aria e un profumo immutati nel tempo, la voce di mio padre-cantastorie vicina alle rovine.
    Allora si andava meno in giro per il mondo, in trent'anni è cambiato tutto. Quindi ben vengano i bambini in viaggio: che giochino con i coetanei, e tanto. Ma i genitori hanno anche il compito di fargli capire e provare sin da piccoli, che oltre al proprio giardino, oltre al consueto, c'è dell'altro.
  14. anna_mrcs
    , 2/10/2003 00:00
    Come in tutte le cose deve prevalere il buon senso da parte dei genitori di non imporre delle cose ai figli che non sono adatte a loro e potrebbero essere viste solo come un peso.
    Per quella chee è stata la mia ormai lontanta (ahi ahi) esperienza di figlia in vacanza con la famiglia (i miei genitori e mia sorella). Posso dirvi che il camper è una buona soluzione per viaggiare 'in famiglia'. I miei genitori amano visitare le città d'arte, i monumenti, i musei, etc... andare al mare... e il camper ci ha permesso di fare molti bei viaggi. E' un pò come avere una piccola casa appresso e per i bambini è un'altro viaggiare rispetto all'auto o al bus.
  15. Turista Anonimo
    , 2/10/2003 00:00
    Figli miei personali non ce l'ho, ma vivo con i miei 2 nipoti. Spesso li coinvolgo in qualche gita o escursione. L'ultima seria è stata a Verona e Venezia. Tutto sommato hanno apprezzato la stranezza di essere circondati dall'acqua e di dover prendere il battello e non l'autobus. Sono stati colpiti dal dover stare attenti a non cadere in un canale piuttosto che essere acciaccati da un'auto. Gli è piaciuto giocare in riva all'Adige davanti al Castelvecchio e passeggiare ammirando le mura, i merli, il ponte, vedere la famosa Arena. Si sono stressati a fare le file a Gardaland! E si sono divertiti nelle attrazioni. Hanno vissuto la stranezza di svegliarsi al mattino in un hotel e non nel proprio letto, di fare colazione al bar e cena al ristorante. Credo che sia giusto ammaestrare i bambini a viaggiare. Se lo troveranno bello, poi continuaranno sennò, niente. Il mio nipote più grande, ogni volta che vede Torino in TV non manca mai di dire "Io ci sono stato!" ricordandosi di un viaggetto fatto anni fa, e racconta del Po che straripò e della pioggia che cadeva. Oppure quando vede la cupola di S. M. del Fiore a Firenze: "Io quella me la ricordo, non ci siamo passati?" Beh, tutto sommato sono soddisfazioni! E impara che c'è qualcosa oltre il Grande Raccordo Anulare, nel suo caso.
  16. Turista Anonimo
    , 2/10/2003 00:00
    come avete notato la tastiera ha dei problemi a digitare la S