Tra Oriente e Occidente

di Turisti Per Caso.it - pubblicato il

Sole, spiagge, mare: probabilmente so­no queste le prime immagini che vengono alla mente pensando a una vacan­za in Tunisia; eppure sui lidi tunisini, in quasi 3000 anni di storia, sono passati Fenici, Ro­mani, Vandali, Bizantini, Arabi, Ottomani e Francesi e, chi visita per la prima volta il Pa­ese, resta stupito dalla molteplicità di popoli con le rispettive culture e gli splendidi monumenti lasciati in eredità. L’incontro tra nazionalità così diverse, euro­pea, araba e africana, ha favorito un tipo di cultura eclettico e accogliente. L’influenza delle varie civiltà che si sono avvicendate è maggiormente visibile nel Nord del Paese; nei pressi di Tunisi ad esempio si possono ammirare i mosaici di origine romana così come i resti di Cartagine, ma anche più tarde costru­zioni in stile moresco e turco, mentre il sostra­to architettonico di stile islamico si apprezza nei vivaci suq all’interno della Medina, nelle moschee e negli hammam. L’Unesco ha rico­nosciuto nel Paese sette siti come patrimonio culturale dell’umanità. E allora fate uno sforzo e allontanatevi per un po’ dalla spiaggia: ne vale la pena!

LA MEDINA DI TUNISI

Fino all'Ottocento la Medina, la parte più an­tica, era Tunisi, una città di forma ovale cin­ta da mura, dove la grande moschea era col­legata alle porte della città e circondata da souq coperti con passaggi sovrastati da volte che conducevano alle abitazioni. Verso la fine dell’Ottocento, con l’occupazio­ne francese, iniziò a svilupparsi fuori del perimetro delle mura la Ville Nouvelle e oggi il centro di Tunisi è costituito dalla lunghissi­ma Avenue Bourghiba un viale alberato dove si affacciano eleganti edifici in stile liberty. L’antica e ben conservata Medina, che alla fine degli anni ’70 è stata inserita nell’elen­co dei beni culturali dell’umanità tutelati dall’Unesco, è oggi un animato groviglio di vicoli nei quali si nascondono, dietro anoni­me facciate, inestimabili tesori di architettura islamica quali mausolei, hammam e bazaar. Il cuore della Medina è la grande moschea Zi­touna, costruita nel IX secolo sulla base del­le colonne dell'antica Cartagine romana. Tra i palazzi e i musei da visitare il Dar Ben Abdal­lah che oggi ospita il Museo delle Arti e Tradizioni Popolari; il Tourbet el-Bey, un mausoleo dalle cupole verdi e decorato internamente con piastrelle e stucchi intricati dove sono se­polti principesse, bey e ministri. Un elemento caratteristico della città vecchia sono i magnifici portoni: blu o beige con borchie nere e un batacchio “a mano di Fatima” circondati da stipiti in pietra scolpiti in modo intricato. Al di fuori della Medina, il Museo del Bardo, ospitato in un palazzo del XII secolo che è uno dei più belli del paese; ex palazzo reale dei bey, è famoso soprattutto per la ricca col­lezione di mosaici che abbellivano le sontuo­se ville romane in Africa.

IL MITO DI CARTAGINE

Il nome più importante nella storia della Tu­nisia è senz'altro quello di Cartagine. Fon­data dai Fenici nel 814 a.C. Fu una delle cit­tà più potenti dell’intero bacino mediterraneo per oltre mille anni, fino all’annientamento da parte di Roma. Oggi è diventata un elegante quartiere periferico di Tunisi, raggiungi­bile in metropolitana. La maggior parte dei monumenti si trovano all'interno del Par­co Archeologico sulla collina Byrsa, dove un tempo sorgeva l'Acropoli della Cartagi­ne punica. Tra questi: il Santuario del Tophet, il più antico luogo di culto punico, i resti dei due porti dello stesso periodo simbolo della potenza marittima della città e le terme di An­tonino Pio. Dal Parco si accede al Museo Na­zionale che conserva una ricca collezione di sculture e mosaici. I reperti qui raccolti appar­tengono a tre grandi periodi: fenicio-punico, afro-romano e arabo-musulmano.

Romani, Vandali, Bizantini, Arabi, Ottomani e Francesi: sono i popoli che hanno lasciato il segno su questa terra. E chi visita per la prima volta il Paese resta stupito dalla molteplicità di tradizioni, culture e splendidi monumenti lasciati in eredità. Se poi aggiungete il sole che splende tutto l'anno e l'incanto del deserto...

LA TUNISIA ROMANA

Un tempo una delle più importanti province dell’impero romano, la Tunisia conserva rovine e monumenti straordinari e spesso ben conservati. Nell'entroterra, facilmente raggiungibili da Tunisi, si possono visitare i siti archeologici di Thuburbo Majus, Bulla Regia e Dougga. Thuburbo Majus fondata nel V secolo a.C., fu colonizzata dei fenici. Entrata a far parte dell’impero romano diventò un impor­tante centro per il commercio dei prodotti agri­coli. Nel II secolo la città aveva 10.000 abitan­ti e i più ricchi gareggiavano nel donare edifici pubblici e mosaici pregiati. Il sito è domina­to dalle rovine del Campidoglio con quattro gigantesche colonne che segnano l’ingresso al tempio; si raggiunge con una scalinata che parte dal foro circondato da un colonnato. L’imponente Portico dei Petronii deve il suo nome alla famiglia che finanziò la costruzione del gymnasium, dove si svolgevano gli incon­tri di boxe e di lotta. Accanto le Terme d’estate, uno dei cinque complessi termali della città e da lato opposto le Terme d’Inverno, entrambe ricche di splendidi mosaici. Tra i siti archeologici più interessanti figura anche Bulla Re­gia, città del II secolo d.C., celebre per le sue incredibili ville dotate di un piano sotterra­neo le cui stanze e la corte centrale riproducono il pianoterra. Costruite per sfuggire alla calura estiva, le stanze sotterranee sono dota­te di cortili e colonnati, con pavimenti decora­ti da ricchi mosaici. Il nome attribuito ad ogni villa riflette il tema del mosaico trovato all’in­terno. Da non perdere, in particolare, la Mai­son de la Chasse (Casa della Caccia), la Maison de la Pêche (Casa della Pesca) e quella di Amphitrite. Dougga, dichiarata patrimonio mon­diale dall'Unesco, è il più grande complesso di rovine romane della Tunisia e tra le meglio conservate del nord-Africa. Vie selciate in cui si notano ancora le tracce delle ruote dei carret­ti, case ornate di mosaici, le terme, compongo­no il paesaggio di questa città, sorprendente­mente ben conservata. Tra i resti archeologici più importanti il Teatro, risalente al 168 d.C. E destinato a contenere 3.500 spettatori, il Tem­pio di Saturno, la Piazza dei Venti che prende il nome dalla grande Rosa dei Venti incisa sul lastricato, il Ninfeo, il Mercato, l’enorme Tempio Capitolino in cima al colle e alcune Domus, tra le quali la casa di Dioniso e Ulisse. Situato sulla costa centrale della Tunisia, a me­tà strada tra Sousse e Sfax, lo straordinario anfiteatro romano di El-Jem, fu eretto tra il 230 ed 240 d.C. Costruito sulla città di Thysdrus, una delle più prosperose dell'Africa roma­na all'apogeo dell'impero, il colosseo aveva in origine tre ordini di gradinate per un'altezza di circa 30 metri e poteva accogliere più di 20.000 spettatori. È uno degli ultimi anfitea­tri romani costruiti. È tuttora possibile salire sulle gradinate superiori e osservare l’arena o esplorare i passaggi sotterranei nei quali si te­nevano gli animali e i gladiatori.

Romani, Vandali, Bizantini, Arabi, Ottomani e Francesi: sono i popoli che hanno lasciato il segno su questa terra. E chi visita per la prima volta il Paese resta stupito dalla molteplicità di tradizioni, culture e splendidi monumenti lasciati in eredità. Se poi aggiungete il sole che splende tutto l'anno e l'incanto del deserto...

KAIROUAN, LA CITTA DELLE TRECENTO MOSCHEE

Kairouan è soprannominata la "città delle tre­cento moschee". Vista dall'alto, la Medina offre lo spettacolo sorprendente di una moltitudine di cupole bianche disseminate tra terrazze, che segnalano le tombe di santi mu­sulmani e di "Zaouias", edifici dedicati a ma­estri spirituali che hanno dispensato insegna­menti religiosi a Kairouan. È considerata la quarta città santa dell’Islam per la presenza della Grande Moschea, la più antica del Nord Africa. Nel 1988 è stata iscritta dall'Unesco tra i patrimoni dell'Umanità. La città vecchia di Kairouan ha affascinato molti artisti. Essa vanta una bellezza parti­colare e misteriosa da scoprire passeggiando tra le sue stradine, oltrepassando passag­gi, volte e cupole scanalate di un abbagliante colore bianco. Passaggi segreti che si collega­no tra loro in curiosi giochi architettonici, sotto l'ombra protettiva della Grande Moschea. La Grande Moschea è il simbolo di Kairou­an, sia per il suo prestigio religioso, sia per la sua importanza storica e la sua architettu­ra. La prima cosa che si nota è la forma im­ponente del minareto, a tre piani, simile ad un antico faro. Altrettanto imponenti sono le dimensioni del maestoso cortile intera­mente circondato da arcate disegnate e do­ve si aprono antiche porte di legno scolpi­to che immettono alla sala della preghiera. All'interno di questa troviamo 414 pilastri, di epoca romana e provenienti da Cartagine, tutti diversi l’uno dall’altro, sorreggono archi a ferro di cavallo. La città deve la sua impor­tanza storica alla dinastia degli Aglabiti, fondata nell'800, che fece di Kairouan la capitale di una provincia indipendente. Il nome degli emiri aglabiti è rimasto legato ai larghi baci­ni circolari situati nella periferia della città; la più grande di queste cisterne ha un diametro di 128 metri, al centro c'era il padiglione do­ve i sovrani si rilassavano nelle sere d’estate. Una delle cupole della Medina ospita un ve­nerato pozzo, antico quanto la città stessa, il pittoresco Bir Barrouta, la cui acqua è sacra: l'acqua è pescata ancora oggi da una "noria" spinta da un dromedario.

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