Partenza il 29/2/2020 · Ritorno il 2/3/2020
Viaggiatori: 2 · Spesa: Fino a 500 euro

I borghi della lettura tra Basso Molise e Fortore

di angelica_93 - pubblicato il

GIORNO 1:

Giunti a Termoli, graziosa cittadina di mare ben collegata con l’autostrada A14 e con i treni ad alta velocità, si procede per Larino a 25 km, ma prima sarebbe bene fermarsi a San Giacomo degli Schiavoni. Lo si trova per strada ed è uno dei paesi molisani di origine slava. Il paese nel Cinquecento, infatti, fu popolato da una colonia di slavi (detti appunto "Schiavoni") provenienti dalla Dalmazia, fuggiti dalle invasioni turche e chiamati a ripopolare molte aree molisane distrutte da sisma e carestie. Oggi San Giacomo è Borgo della Lettura e lì potreste incontrare e confrontarvi con la lingua croata, scambiando chiacchiere con l’amichevole gente del posto. Poco più avanti si giunge a Larino, tra le città che meglio conservano le testimonianze storiche delle epoche passate. La prima cosa che vedrete e che vi lascerà sicuramente a bocca aperta è l’Anfiteatro romano finanziato dal senatore larinese Quinto Capito. Visibili anche le terme ed alcuni mosaici, altri sono conservati nel Museo Civico del maestoso Palazzo Ducale, realizzato tra il 1100 e il 1200 per volere dei normanni. Nei pressi del Palazzo vi è un altro gioiello della città frentana e cioè la Cattedrale romanico-gotica (stupefacente il portale) dedicata al patrono: San Pardo (se possibile si consiglia di organizzare la visita nel periodo della Carrese dedicata al Santo nel mese di maggio. Anche se Larino, nel periodo di Carnevale, vanta il primato molisano per i suoi grandi igegni in cartapesta). Suggestivo il centro storico abbellito con graziose e ricche free library. I libri sono un ottimo aperitivo prima di arrivare presso l’Azienda Agricola Trasformazioni. Lì troverete la famiglia Venditti, che dopo avervi fatto saziare con i loro prodotti 100% naturali, vi riempiranno il cuore a suon di musica e di letture. Il primo giorno nel Molise frentano termina a Casacalenda, presso il B&B Arcobaleno, un luogo colorato, caldo e ovattato. Prima del riposo, però, sulla strada tra Larino e Casacalenda (15km) bisogna fermarsi dal “Poeta”, un’opera realizzata nel 1997 dall’artista greco Costas Varotsos. Si tratta di una scultura alta 8 metri, costruita con lastre di pietra e ferro. Per le sue dimensioni qualcuno l’ha rinominata “Il Gigante del bosco”. Da lì osserva Casacalenda.

GIORNO 2:

Dopo una ricca colazione, la mattinata può iniziare con una tranquilla passeggiata nel paese. La scritta “Borghi della Lettura” è presente davanti al Palazzo del Municipio e poi ci si può immergere nelle strade del paese, scoprendone i segreti più nascosti con grandi foto poste su pannelli presenti davanti ogni attività. Si tratta di scatti del vivere comune realizzati dall’associazione Kerem e che richiamano molti turisti, insieme al Festival del Cinema, perché Casacalenda è un paese che pullula di cultura e di personalità di rilievo. Meritano di essere visitati anche la Chiesa di Santa Maria Maggiore, il Palazzo dei duchi di Sangro e la Torre, che si innalza sul paese.

Una torre maestosa, questa volta circolare, sovrasta il paese di Colletorto (da Casacalenda 20 km). Fu probabilmente abitata da Giovanna d’Angiò e oggi può essere visitata ed utilizzata anche come osservatorio. Degne di nota la Chiesa di San Giovanni Battista, quella del Purgatorio e la Chiesa di Santa Maria di Loreto. La torre è circondata dal Palazzo Marchesale costruito nel settecento sui resti dell'antico castello a cui la torre apparteneva, a opera del marchese Bartolomeo Rota. All’interno sono conservate quattro tele raffiguranti le stagioni, di autore anonimo, ma gli esperti ne riconoscono in esse la mano di Paolo Gamba di Scuola Napoletana. Ci si stupirà con magnifici affreschi cinquecenteschi a Gambatesa (da Colletorto 50 km), ma prima necessaria una sosta al ristorante Stanlio e Ollio. La notte si trascorrerà al B&B “ConteA sannita”.

GIORNO 3:

Il maniero è tra le cose più importanti di Gambatesa, che dà il benvenuto ai suoi turisti con le free librery dei Borghi della Lettura. Dallo spazio antistante il Castello è possibile vedere il Lago di Occhito. Il palazzo fu probabilmente edificato nel dodicesimo secolo. Successivamente, prima con l’arrivo di Riccardo di Gambatesa, e poi soprattutto con il passaggio del feudo alla famiglia di Capua, la struttura venne ampliata e in parte adeguata a dimora signorile, come da consuetudine cinquecentesca. Il castello, ai margini del centro storico, mostra caratteristiche diverse per ognuna delle sue facciate. Al suo interno sono presenti gli affreschi di Donato da Copertino (artista salentino) Il suo stile è strettamente legato a ciò che si stava elaborando, attorno alla metà del Cinquecento, nell’ambiente del Manierismo romano, anche se Donato lo rielabora in modo del tutto personale. Vivacità cromatica, grande inventiva e stravaganza sono le sue caratteristiche essenziali. Successivamente merita una visita la Chiesa di San Bartolomeo. Dopo aver gustato la cucina di Stanlio e Ollio è possibile far rientro nei luoghi di provenienza. Prima però, è consigliata una bella scorta dei taralli tipici di Gambatesa.

di angelica_93 - pubblicato il
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