Seconda volta in India

Un tour nell'affascinante Rajasthan non tralasciando New Delhi, Agra e Varanasi
 
Partenza il: 17/02/2019
Ritorno il: 04/03/2019
Viaggiatori: 2
Spesa: 3000 €

India

(17 febbraio-4 marzo 2019)

Prese elettriche: spine italiane dovunque

Clima: a metà febbraio clima primaverile con escursioni termiche. La sera più fresco

Valuta: rupia. 1 euro circa 75-80 rupie. Ho cambiato euro in rupie, ma nei negozi prendevano anche euro o dollari.

Documenti: passaporto + visto, da ottenere on-line prima della partenza. All’arrivo esibire visto on-line che viene trasformato in visto sul passaporto.

Premessa e osservazioni generali:

Torno in India dopo circa quindici anni e, come sempre, mi affascina molto il confronto tra i miei ricordi e quello che vedrò in questo viaggio.

Prima di iniziare il diario vero e proprio mi fa piacere elencare le situazioni e le caratteristiche che mi hanno particolarmente colpito in questo viaggio.

1- Aver percepito da vicino i “venti di guerra” con il Pakistan

2- La comodità di aver viaggiato solo in due con macchina privata, autista e guida

3- La grande quantità di spazzatura lungo le strade e nel deserto

4- I colori smaglianti dei sari nelle città e nelle campagne

5- I sorrisi delle donne e la loro innata femminilità

6- Aver osservato tanta idolatria e superstizione

7- La evidente crescita dell’economia e del turismo indiano

8- La minore presenza di storpi, malati e mendicanti

9- Il traffico caotico con i clacson assordanti

10- I tir coloratissimi e stracarichi di merce più grande del mezzo.

11- L’usanza inconcepibile dei matrimoni combinati e delle spese folli per il matrimonio

12- Il cibo troppo speziato

13- La grande importanza data alle strutture militari

14- Le onnipresenti vacche lungo le strade

15- La ricchezza smisurata e il fasto dei Maharaja

16-I dromedari nella zona del deserto che tirano carretti cariche di merci

Percorso e hotel:

New Delhi: hotel Le Meridien (1 notte) Nawalgarh: hotel Roop Niwas Kothi (1 notte) Bikaner: hotel The Lallgarh Palace (1 notte) Jaisalmer: hotel Marriott (2 notti) Johdpur: hotel Itc (1 notte) Udaipur: hotel Tat Saarasa (2 notti) Jaipur: hotel Hilton (2 notti) Agra: hotel Doubletree by Hilton (1 notte) New Delhi: l’hotel Radisson Blu (1 notte) Varanasi: hotel Radisson (1 notte)

Domenica 17 febbraio 2019: Pescara-Roma-New Delhi

Raggiunta Roma, ci imbarchiamo da Fiumicino con il volo Alitalia 0770 delle 14.30, che parte in orario e per fortuna è tranquillo. Unisce in modo diretto Roma con New Delhi: dura 7 ore.

Lunedì 18 febbraio 2019: New Delhi

Arriviamo alle 2.20 di notte e iniziamo a camminare per i lunghi corridoi del Terminal 3 dell’aeroporto Internazionale Indira Gandhi di New Delhi, ricoperti di moquette. Andando verso l’immigrazione ci accoglie una grande sala con una parete particolare: è rivestita da tante semisfere, concave e convesse, color rame, che fanno da sfondo a grandi mani con le dita in posizioni diverse. Mi colpiscono molto e scatto una foto: si tratta di “mudra”, gesti simbolici delle mani, usati nell’iconografia hindu e nel buddismo, sia nell’arte che nelle pratiche spirituali (yoga e meditazione). La fila per trasformare il visto richiesto on-line (noi l’abbiamo fatto tramite tour operator) in un tagliando da apporre al passaporto, è lunghissima. All’inizio sbagliamo bancone, ma per fortuna qualcuno ci indirizza verso quello giusto. Recuperati i bagagli, incontriamo l’incaricato dell’agenzia locale che ci accompagna in hotel: scopriamo che il nostro gruppo sarà formato solo da noi due.

L’hotel Le Meridien, cinque stelle, è molto bello: un edificio in vetro situato nel centro direzionale di New Delhi. Ci accoglie una grande hall bianca: dietro al bancone della reception noto un altissimo cilindro azzurro, semiaperto e luminoso. Particolare è la zona interna, dove spiccano i velocissimi ascensori a vista che scorrono su una parete guardando l’atrio del bar, arricchito da luci colorate rosse e blu, che si alternano. Tutt’intorno si affacciano i diciannove corridoi delle camere. La nostra è al quinto piano, la 515, e si presenta grande e confortevole come tutte le altre che ci ospiteranno in questo tour. Alle 12.30 incontriamo Banna Ji, la guida che ci accompagnerà per due settimane in una macchina privata con autista, soluzione che per noi si rivelerà molto comoda e “di lusso”.

Andiamo subito nella città vecchia per fermarci a pranzo in uno dei migliori ristoranti della zona: Broadway. Il posto è molto carino, con un’atmosfera di altri tempi: una vecchia automobile, un letto a baldacchino adattato a tavolo, foto e oggetti liberty rendono accogliente il locale. Capiamo subito che sarà difficile evitare i cibi troppo piccanti, perché la quasi totalità dei piatti indiani è cucinata con una base di tutte le spezie. Ordiniamo una birra tipica, la Kingfisher, buona, che accompagna del pollo, formaggio, kebab, riso e montone. Il tutto assaggiato insieme al pane non lievitato.

Andiamo poi a visitare la più grande moschea di Delhi, la Jama Masjid: il nome fa riferimento alla preghiera del venerdì e la cui costruzione è iniziata nel 1650, durante la dominazione mussulmana.

L’impero Moghul è durato dal 1526 al 1858. Fu fondato da Babur (che regnò dal 1526 all’anno della sua morte, nel 1530), detto “il conquistatore” e discendente dal grande condottiero turco-mongolo Tamerlano. Scacciato dalla città che governava, nell’odierno Uzbekistan, decise di invadere l’India e sconfisse l’esercito del Sultanato di Delhi. Estese il suo impero, incrementò le migrazioni turche e la religione islamica. Il suo regno raggiunse l’apogeo con l’imperatore Akbar, che regnò dal 1556 al 1605. Si rivelò un sovrano e uno statista lungimirante: creò forti alleanze nel territorio sposando la figlia del Maharaja di Amber e inserendo nei ruoli amministrativi i principi del Rajasthan, riformò il sistema agricolo, eliminò la tassa sui sudditi non mussulmani e dimostrò molta tolleranza religiosa. Sotto il suo impero l’arte della miniatura raggiunse uno stile unico e fu costruita la bellissima città di Fatehpur Sikri e Agra. Un altro grande imperatore fu Shah Jahan, che regnò dal 1628 al 1658 e che commissionò la moschea Jama Masjid, completata nel 1656. Lo stesso sovrano fece innalzare il Taj Mahal ad Agra e il Forte Rosso di New Delhi, posizionato di fronte alla Moschea del venerdì. Durante il regno di suo figlio Aurangzeb (dal 1658 al 1707) l’impero Moghul raggiunse la sua massima espansione, sorpassando la Cina come potenza economica e manifatturiera. Diversamente dai suoi predecessori e da suo padre, non amava la vita lussuosa e dispendiosa e dimostrò pochissima tolleranza religiosa, imponendo le regole comportamentali dell’Islam.



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