Da Barcis a Venzone, tra natura e mummie

Alla scoperta del Friuli Venezia Giulia - Parte 6
 

Dopo la zona di Monfalcone, l’ultimo itinerario in Friuli Venezia Giulia prima della mia partenza, prevede una parte naturalistica, visita di due borghi e una cosa curiosa:

  • Barcis
  • Trenino della Valcellina
  • Poffabro
  • Frisanco
  • Venzone

Il primo posto che visiterò è Barcis, un piccolo borgo che sorge sulle rive dell’omonimo lago, da cui fare diverse escursioni. Dopo il giro turistico non il Trenino della Valcellina mi dirigo nei borghi di Poffabro e Frisanco, tra i “Borghi più belli d’Italia”. Concludo l’itinerario a Venzone dove mi aspettano alcune curiosità, ma non vi anticipo nulla…

Barcis

Barcis è affacciata sull’omonimo lago artificiale dove si possono praticare diversi sport acquatici o percorrere i sentieri naturalistici lungo le sue sponde.

Il Sentiero del Dint, di grande interesse naturalistico e paesaggistico, è tra i sentieri più frequentati e regala una vista magnifica su Barcis e il lago.

Il piccolo centro storico ospita il bel Palazzo Mocenigo Centi (XVI-XVII sec. circa), edificio di maggior pregio storico e architettonico della vallata, dimora dei Conti Mocenigo e oggi sede della Proloco.

Presenta una struttura in pietra con doppio loggiato, ad arco ribassato al piano terra e ad arco a tutto sesto al piano superiore.

Altre attrattive sono rappresentate dalla Chiesa Parrocchiale di San Giovannni Battista (XVIII), in cui si può ammirare l’affresco raffigurante il Banchetto di Salomè e la Decollazione di S. Giovanni Battista.

Il territorio Barcis si inserisce nella Riserva Naturale Forra del Cellina, che comprende la parte più significativa del canyon che il torrente Cellina ha scavato nei secoli negli strati calcarei.

Dopo una bella passeggiata lungo le sponde del lago, mi dirigo a Ponte Antoi a prendere il Trenino della Valcellina.

Trenino della Valcellina

In località Ponte Antoi si trova il centro visite della Riserva Naturale Forra del Cellina, che ospita una mostra tematica dedicata alla riserva.

Si può percorrere un tratto della vecchia strada della Valcellina (aperta da aprile a ottobre) a piedi, in bicicletta o a bordo di uno speciale trenino.

A bordo di un trenino turistico è possibile visitare in tutta sicurezza e relax in circa 1 ora, parte della vecchia strada della Valcellina passando anche per i paesi circostanti e la Forra del torrente Cellina.

Un percorso di circa 4.5 Km di scorci su uno fra i più importanti canyon d’Italia, un’area di grande interesse naturalistico e paesaggistico.

Un percorso affascinante tra acque cristalline e profondi canyon scavati nelle rocce che rendono incantevole questa esperienza, la vecchia strada della Valcellina era l’unico collegamento della valle con la pianura. Purtroppo l’autista del trenino non ha permesso alle persone sedute nei “vagoni” retrostanti di godere a pieno dei paesaggi e punti d’interesse.

Quando si arrivava in punti “fotografabili” o comunque degni di nota, l’autista rallentava permettendo alle persone sedute davanti di godere al massimo dell’esperienza, ma quando toccava a quelle dietro ripartiva quasi subito, con tutto il malumore espresso dalle persone.

Dopo questa interessante escursione, mi sposto poi nei borghi di Poffabro e Frisanco.

Poffabro e Frisanco

L’umile borgo di Poffabro, nella lista dei “Borghi più belli d’Italia“, è caratterizzato da abitazioni costruite in pietra locale arenaria di tre/quattro piani, con ballatoi di legno caratterizzati da protezioni laterali verticali.

Dal paese si snodano numerosi sentieri che consentono di ammirare la bellezza della natura circostante del Parco delle Dolomiti Friulane.

Da visitare anche la Chiesa di San Nicolò Vescovo, che presenta nella sua facciata bianca ottocentesca un mosaico che raffigura il Santo Patrono.

La struttura attuale risale al XVII secolo ma fu oggetto di continue ristrutturazioni dovute anche alle frequenti scosse di terremoto.

Al suo interno si conserva un altare ligneo dorato del XVII secolo, mentre altri arredi sono andati persi a causa delle numerose ristrutturazioni.

Interessante anche la sua posizione a dominare la vallata circostante.

Tra dicembre e gennaio si svolge la manifestazione “Poffabro, presepe tra i presepi“, in ogni angolo del borgo si possono vedere centinaia di presepi realizzati da artisti ed appassionati.

Mi sposto alla vicina Frisanco, un altro piccolo borgo inserito nel Parco delle Dolomiti Friulane, caratterizzato da abitazione in pietra a vista e legno.

Interessante il Museo “Da Li Mans di Carlin”, l’ex latteria conserva un’esposizione di costruzioni tipiche della civiltà contadina della Val Colvera in miniatura.

Le miniature realizzate in scala 1:10, rappresentano le attività tradizionali con annesse le strutture quali la fabbricazione della calce, il mulino, il battiferro, la latteria, la stalla, le Chiese e molto altro, tutto con arredi ed oggetti funzionanti.

Ogni prima domenica di settembre si tiene la tradizionale manifestazione “Paesi Aperti“, per far conoscere il territorio della Valcellina con le sue tradizioni e i piatti tipici.

Dopo i due borghi di Poffabro e Frisanco mi dirigo a Venzone.

Venzone, il borgo delle mummie

Chi lo dice che le mummie sono solo in Egitto, ci sono anche a Venzone!

Venzone é un borgo fortificato completamente ricostruito dopo i terremoti del 1976, dichiarata Monumento Nazionale nel 1965, ed eletta “Borgo dei Borghi 2017“.

Il borgo di Venzone è circondato da un ampio fossato e una doppia cinta muraria del XIII secolo, accedo al borgo da Porta San Giovanni (anni ’20), dove ci si imbatte nei resti della Chiesa di San Giovanni Battista (XIV sec.), distrutta dal sisma del 1976 di cui rimane solo la facciata con il portale gotico.

Si raggiunge poi Piazza del Municipio con il Palazzo Comunale (XV sec.), struttura gotica dotato della torre dell’orologio, le cui facciate presentano eleganti bifore e decorazioni con stemmi delle famiglie nobili locali.

L’imponente edificio è suddiviso in due parti, quella inferiore a loggia aperta, con affreschi dell’artista Pomponio Amalteo, mentre si accede alla parte superiore tramite una scala esterna, che presenta unaserie di bifore.

Nel Salone Consiliare del primo piano, si trovano una scultura lignea della Madonna col bambino (XV sec.) ed un affresco raffigurante S. Eligio e due cavalieri giostranti (XIV sec. ).

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