Wild Atlantic Way tutta d’un fiato

Viaggio in Irlanda lungo una delle strade più belle d'Europa
 
Partenza il: 22/04/2017
Ritorno il: 01/05/2017
Viaggiatori: 1
Spesa: 2000 €

Wild Atlantic Way tutta d’un fiato.

Giorni tra fine aprile e primo maggio, con relativi ponti e pause di lavoro. L’istinto del viaggiatore ancora una volta prevale sulle abitudini poltroniere causate dalla quotidiana frequentazione di internet e facebook. E’ l’occasione per un ritorno in Irlanda, a 30 anni di distanza dal primo viaggio nell’isola di San Patrizio. Idea: percorrere la Wild Atlantic Way, la lunga strada costiera che dalla costa sud della contea di Cork arriva fino all’Ulster nel nord.

Scelgo un’auto medio-piccola: anche se sono passati 30 anni dal viaggio precedente, il ricordo di una strisciata contro un muretto a causa delle anguste stradine di campagna irlandesi ancora non mi è uscito dalla mente. Onde evitare guai, aggiungo al noleggio una kasko sul veicolo. Per un viaggio come questo è perfettamente inutile prendere un’auto grande e ancora peggio scegliere un SUV: su molte strade l’ingombro sarebbe solamente un impaccio, oltre che contribuire ad aumentare i rischi di incidente. I pochi tratti di sterrato si fanno senza problemi anche con un’auto normale. E’ utile invece un tom-tom, per facilitare l’individuazione dei percorsi migliori e raggiungere le località di interesse senza sbagliare strada e senza perdite di tempo inutili. Alla fine il costo di assicurazione + navigatore (23 € al giorno) risulta maggiore dello stesso noleggio dell’auto (15 € al giorno), ma si tratta di due cose indispensabili per fare tanti kilometri senza patemi in questo paese.

Da Dublino a Bantry

Prima giornata di attraversamento delle regioni centrali, da Dublino a Bantry. Uscendo da Dublino ti aspetti di vedere subito verdi colline e greggi di pecore, come da stereotipo irlandese, invece il colore che colpisce di più è il giallo. Brillano di giallo i campi di colza in fiore, i cespugli di ginestre che spuntano dovunque, i narcisi nei giardini, le primule nei prati. Osservo che la fioriture sono ritardate di circa un mese rispetto a noi: il tepore primaverile qui arriva in ritardo. Persino le magnolie, in Italia sfiorite da un mese, qui a fine aprile biancheggiano in piena fioritura malgrado il vento forte che fa cadere i petali e li porta via.

Tappe a Kilkenny e a Cashel. La cittadina di Kilkenny è dominata dall’imponente castello del 1200 posto all’ingresso del centro abitato. Da qui parte il Medioeval Mile, lungo viale centrale che di medioevale in realtà ha solo un paio di torrioni e qualche porticato, per il resto è tutto un susseguirsi di negozi di souvenir e artigianato locale di dubbia fattura. Ai ricordini fatti con lo stampino possiamo senz’altro rinunciare, ma non certo a una corposa Smithwick’s rossa, la famosa e ottima birra di produzione locale, nel caratteristico Blaa Blaa bar in fondo al miglio storico.

Altra sosta a Cashel. Su una rocca che domina la pianura di Tipperary, quella famosa che cantavano i soldati durante la prima guerra mondiale, si stagliano i resti di un’antica costruzione del ‘500, prima fortezza e poi abbazia. Possenti mura di pietra hanno protetto dalle intemperie e dal degrado del tempo la torre circolare, la chiesa e una cappella romanica del XII secolo, mentre nel cimitero spiccano le croci celtiche sulle tombe. Il paesaggio dalla rocca è eccezionale, anche se un po’ di nebbiolina offusca l’orizzonte. Un consiglio per le foto alla rocca: prendete la stradina che sale sulla collina che sta di fronte. Dall’alto si riprendono belle immagini della rocca e dell’abbazia, con le colline e gli avvallamenti della contea di Tipperary sullo sfondo.

Si prosegue lungo la M8 e la N22, lasciandola all’altezza di Crookstown per continuare lungo le strette strade che attraversano la contea di Cork. Arrivo in serata a Bantry, in tempo per vedere l’opulenta Bantry House che meriterebbe un po’ di manutenzione e qualche cura in più da parte del giardiniere. Compaiono i primi cartelli con le indicazioni della Wild Atlantic Way.

Beara Peninsula

Beara è la più piccola delle 3 propaggini meridionali d’Irlanda che si protendono verso l’Oceano Atlantico. E’ anche la meno frequentata dal turismo. Ho deciso di percorrerla non solo perché è l’inizio della Wild Atlantic Way, ma anche per sfruttarla come training per fare il callo con le strettissime stradine costiere, dove le corsie spesso sono poco più di una pista ciclabile ma ti puoi vedere arrivare dall’altra parte un bus di linea o un trattore. I folli limiti di velocità irlandesi consentono di andare fino a 80 e a volte 100 km/h su dei budelli pieni di curve cieche e angoli a 90 °C, con l’aggravio di rischio che gli spericolati autisti locali sfrecciano sempre alla massima velocità permessa.

La giornata di sole conferma che questa piccola penisola dal punto di vista paesaggistico non ha niente da invidiare alle sorelle più famose (Kerry e Dingle). Da Castletownbere fino a Lauragh sulla costa nord è tutto un susseguirsi di baie profonde e alte scogliere. Vale la pena di fare uno sforzo e arrivare fino in fondo, fino a Lambs Head (la punta degli agnelli). Davanti alla punta c’è l’isola di Dursey, l’unica isola al mondo a cui si accede tramite una funivia (!!). Il tratto in funivia sul mare è suggestivo e incuriosisce. La precedenza di salita però ce l’hanno le pecore, per cui se c’è in attesa un pastore col suo gregge bisogna mettersi il cuore in pace e aspettare il ritorno della funivia dall’isola, oppure rinunciare alla traversata proseguendo il viaggio lungo la costa nord. Niente di male: è un tratto di costa bellissimo. I punti più panoramici sono segnalati con qualche centinaio di metri di anticipo, come lungo tutto il percorso della Wild Atlantic Way. Il percorso è allietato ogni tanto da piccoli villaggi semideserti con pub dipinti a colori vivaci. Se siete arrivati fin qui, non perdetevi un fish and chips sui tavolini all’aperto del pub di O’ Neill’s a Allihies, osservando le rare macchine che passano per la strada. Anche se è ancora aprile e qui hanno un’ora in meno rispetto a noi, c’è luce fino alle 9 di sera, sempre che le nuvole non ci mettano lo zampino. La rossa facciata del pub è famosissima e si trova anche sulle copertine di alcune guide di viaggio.

Guarda la gallery
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Mullaghmore Eithnas by the Sea

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Fanad Lighthouse

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Titanic Belfast

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Carrick a Rede bridge

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Long Room - Trinity College

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Cattedrale di San Patrizio

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O'Neill's pub - Allihies

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Portmagee

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The Dark Hedges

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The five sisters - Ballyferriter

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Abbazia di Kylemore

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Cliffs of Kerry

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Dingle

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Cliffs of Moher

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Ingorgo su Achill Island



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