In Irlanda del Nord, sulle orme del Trono di Spade

Game of Thrones e Irlanda del Nord: in quindici indimenticabili giorni, abbiamo visitato i luoghi della serie tv e i paesaggi mozzafiato dell'isola di smeraldo
Scritto da: fragazz
in irlanda del nord, sulle orme del trono di spade
Partenza il: 03/08/2017
Ritorno il: 17/08/2017
Viaggiatori: 2

Agosto 2017: la nostra meta estiva è l’Irlanda, in particolare la parte nord dell’isola (nel 2012, invece, ci eravamo concentrati sulle contee del Sud Est). Atterriamo e ripartiamo da Dublino, per comodità, ma ci fermeremo solo un paio di giorni nella capitale, che abbiamo già visitato più volte.

Come sempre, la preparazione del nostro viaggio è maniacale: qualche mese prima di partire, infatti, studiamo le tappe e prenotiamo hotel e B&B (soprattutto sul sito www.booking.com, di cui amiamo la serietà), per riuscire a vedere quanti più luoghi possibili nei 15 giorni del nostro tour.

Oltre alle guide turistiche (in particolare, Lonely Planet e Irlanda da scoprire – Itinerari Mondadori), quest’anno decidiamo di seguire le indicazioni di www.discovernorthernireland.com: uno dei motivi che ci ha spinto ad organizzare questo viaggio, infatti, è il legame dell’Irlanda con la serie tv il Trono di Spade (Game of Thrones). Sul sito troviamo anche la App “GoT filming locations”, che illustra tutti i luoghi utilizzati per le riprese, che noi decidiamo di visitare (nel diario, segnaleremo questi punti).

Sicuramente, questo viaggio ci ha regalato tante emozioni diverse, che forse è difficile raccontare a parole: dall’immensa serenità della vista sull’oceano nel Donegal alla straziante e ancora terribilmente attuale realtà dei Troubles, dalla atmosfera festosa ed accogliente dei pubs alle urla sferzanti del vento sulle scogliere, siamo tornati ancora più innamorati di quest’isola incredibile.

Giovedì 3 agosto: Skerries (km 48,70)

Quest’anno si inizia male: il volo Bologna-Londra delle 8.20 parte con un ritardo di due ore… e la coincidenza Londra-Dublino ne accumula un’altra. Arriviamo quindi all’aeroporto irlandese verso le 16.30, ritiriamo subito l’auto a noleggio (una Nissan Note, prenotata con Avis, compagnia convenzionata con British Airways) e ci dirigiamo verso l’Ardgillan Castle, sperando di riuscire a visitarlo prima della chiusura.

Parcheggiamo l’auto gratuitamente e ci addentriamo nel parco immenso della tenuta. Scopriamo sul posto che il maniero, oggi, non è visitabile all’interno, perché si sta svolgendo un matrimonio. Decidiamo, quindi, di attraversare il roseto e il walled garden, per poi proseguire la passeggiata di circa 5 chilometri tra i prati e i boschi che circondano il castello.

Il cielo minaccia pioggia, quindi riprendiamo la macchina e raggiungiamo Skerries, un minuscolo paesino sulla costa, dove abbiamo prenotato la camera per la notte alla Redbank Guesthouse (€ 69,00, pernottamento e prima colazione). La Guesthouse è di proprietà dello chef Terry McCoy, una celebrità locale, che gestisce anche l’omonimo Redbank Restaurant; quando arriviamo, infatti, dobbiamo suonare alla porta del ristorante, per avere le chiavi della camera ed effettuare il check in.

La struttura è datata, ma ben tenuta; la nostra camera (n.7) è a piano terra, molto spaziosa e pulita, anche se l’arredamento è decisamente vintage.

Il tempo di appoggiare le valigie e riprendiamo l’auto per andare all’harbour, dove decidiamo di cenare al Brasco’s (www.brascosrestaurant.ie), un ristorantino moderno e gestito da ragazzi giovani e simpatici. Scegliamo due menù degustazione (per un totale di € 50,00): zuppa del giorno e cozze come antipasti, due fish&chips come portata principale, due Guinness, tutto ottimo!

Dopo cena, passeggiamo lungo il porto, dove svetta il Memorial Sea Pole, in ricordo di chi ha perduto la vita in mare, e proseguiamo lungo il sentiero fino alla Martello Tower. Il tramonto sul mare è strepitoso, ma la stanchezza del viaggio comincia a farsi sentire e torniamo alla Guesthouse. E’ possibile parcheggiare davanti alla struttura, lungo la Church Street: il parcheggio pubblico è a pagamento dalle 8.00 alle 18.00, quindi fino a domattina siamo a posto!

Venerdì 4 agosto: Drogheda – Mourne Mountains – Strangford (km 212,80)

Dopo la prima Irish breakfast della vacanza, cucinata espressa nel ristorante della Guesthouse, facciamo rotta verso Drogheda, la cittadina medievale che visiteremo in mattinata. Lungo la strada d’ingresso alla città, ci fermiamo per qualche foto alla splendida Boann Distillery, che a quest’ora è chiusa ma che riusciamo comunque ad intravedere dalle grandi vetrate esterne.

Arrivati a Drogheda, cerchiamo un parcheggio comodo al centro pedonale e, rivedendo e correggendo l’itinerario previsto nella guida Mondadori, visitiamo le maggiori attrazioni del posto: partiamo dal Corn Exchange (un tempo la borsa del grano, oggi adibita ad uffici comunali). Percorrendo la Fair Street, raggiungiamo la St. Peter’s Church of Ireland, che troviamo chiusa. Girovaghiamo tra le antiche lapidi del cimitero e facciamo due carezze al gatto di casa. Attraversando il moderno centro commerciale, sbuchiamo in Laurence Street, per vedere l’unica delle dieci porte originali della città giunta fino a noi. Lungo la strada, si incontrano la galleria d’arte Highlanes Gallery e la Drogheda Grammar School; giunti all’incrocio con Shop Street, dopo una foto all’imponente Thosel (la torre del 1770 con un grande orologio quadrato), scendiamo verso il fiume, incrociando la piccola Augustinian Church. Infine, dopo una pausa al Cafè Nero, entriamo nella cattedrale gotica della città: St. Peter’s Church, famosa perché al suo interno è custodita la testa mozzata di Oliver Plunkett, santo e martire irlandese.

Si riparte: decidiamo di seguire l’itinerario costiero consigliato dalla guida National Geographic. Prima tappa, il villaggio di Termonfeckin. Nel cimitero della chiesa (un po’ difficile da trovare!) si erge un’alta croce del X secolo; sul mare, passeggiamo lungo l’immensa spiaggia sabbiosa, sotto un cielo grigio e minaccioso. Seguiamo la R166 fino a Clogherhead, con la sua spiaggia bandiera blu. Qui, ci imbattiamo nelle rovine molto suggestive di una chiesetta di campagna. Percorriamo piccole stradine, tra mare e campi, per arrivare ad Annagassan, dove rientriamo verso l’autostrada.

Proseguiamo fino a Dundalk, paesotto industriale e un po’ trafficato. Qui, visitiamo lo stadio Oriel Park (dove una signora molto gentile allo shop ci fa entrare fino in campo) e la chiesa di St. Patrick (segnalata sulle guide perché l’esterno è identico alla King’s College Chapel di Cambridge; l’interno è molto moderno e ci delude un po’).

Superato il traffico di Newry e Warrenpoint, finalmente iniziamo il giro panoramico costiero che segue la A2 (che qui si chiama Mourne Coastal Route, ma che noi percorreremo per tutto il Nord Irlanda). La strada è piccola e, in corrispondenza dei paesi, abbastanza caotica. Giunti a Kilkeel, decidiamo di seguire le indicazioni per la Scenic Route che, all’interno, viaggia parallela alla A2: una stradina minuscola, sospesa a mezzacosta, che ci regala un panorama incredibile; qui, la vista spazia dalle cime delle Mourne Mountains alla costa frastagliata.

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