Tour della Birmania

Il Paese dei sorrisi in visi cosparsi di tanaka, dei variegati longyi, delle infradito, della meditazione, della modestia, delle foglie d'oro, dei lavori artigiani, di quelli sui campi perfettamente coltivati con grande fatica, delle etnie, del pesce essiccato, delle mongolfiere, delle albe e dei tramonti
 
Partenza il: 28/01/2018
Ritorno il: 15/02/2018
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Birmania-Burma-Myanmar

Premessa

Ho diversi giorni e quindi la possibilità di vedere le principali mete turistiche e quelle un po’ più di nicchia del paese. La soluzione migliore è noleggiare un’auto privata con autista per un giro individuale. La mia ricerca si focalizza su alcuni operatori italiani e locali che propongono, più o meno, le stesse destinazioni, magari con un percorso differente e utilizzando mezzi di trasporto vari. Consiglio di contattare i seguenti tour operator per professionalità, velocità e precisione nel rispondere: Myanmarexperttours (Mutu Suresh [email protected]), Tri Elephant – Evanoes (Yi Yi LeLe [email protected]), Stelle d’Oriente (Roberto [email protected]), Ciao Asia Travel (Diu [email protected]) e Sonny della Travels and Tours co., LTD al quale diamo la nostra fiducia (www.sonny-myanmar-travelguide.com).

Tante sono le mail che scambio un po’ con tutti fino a quando non s’intensificano con Sonny che risponde in italiano e dal quale mi faccio prenotare, oltre al driver per due settimane, due voli interni e due giri in barca (Mandalay e Mingun/Inle).

Descrizione Costi Totali in $ o € o MMK A persona in €
Volo internazionale Qatar con scalo a Doha € 1.306 € 653
Autista completamente spesato per tutto il tour in Myanmar $ 1.005 € 428
Volo interno Heho-Ngpali $ 240 € 102
Volo interno Ngpali-Yangon $ 220 € 94
Barche (Mandalay/Mingun, Inle) $ 60 € 25
Hotel 2* o 3* $ 520 € 220
Entrate varie (tasse per le città, templi, macchina fotografica) $ 146,75 € 62
Calesse e barca a Inwa K 10000+2800 € 4
Cibo, mance e souvenir $ 272 € 115

28 Gennaio: ROMA FCO – DOHA – YANGON

Partiamo con il volo operato dalla Qatar Airways delle 8,20 (posti 22B) da Roma Fiumicino, ma in realtà il Boeing 787-8 è Dreamliner.

Durante le 5 ore e 35 di volo servono un’abbondante colazione: succo d’arancia, cornetto con marmellata, yogurt, frutta e, a scelta, omelette con wurstel, patate e fagioli, oppure tortino al cioccolato su marmellata di frutti rossi e pancake su crema di vaniglia (una vera bontà).

Prima dell’atterraggio, uno spuntino con tortino al cioccolato e sandwich vegetale o di pollo.

Atterriamo a Doha alle 15,55 ora locale, a Roma sono le 13,55, un giretto nel duty free e ci colleghiamo con wi-fi gratuito.

Dopo uno scalo di 4 ore, alle 20 ripartiamo – Airbus A330-200 Qatar Airways -, per Yangon.

Durante le ulteriori 6 ore di volo servono la cena: insalata di noodle con mostarda, brasato di manzo con verdure e riso oppure pollo, purea e vegetali, un dolcetto e si cerca di dormire.

Poco prima dell’atterraggio ci portano la colazione: tortino alla vaniglia e sandwich vegetale o con pollo.

29 Gennaio: YANGON (o RANGOON)

Compiliamo un form (confermiamo che non trasportiamo narcotici, droghe, sostanze stimolanti, psicopatiche, articoli che offendono la moralità, attacchino la sicurezza, fuochi, armi, esplosivi, munizioni, materiali osceni, oggetti immorali, specie selvagge, in estinzione o loro parti senza certificato, moneta contraffatta, biglietti falsi, banconote finte) e atterriamo a Yangon alle 5,30.

A darci il primo saluto=Min ga lar bar vi sono sia Sonny Tin Aung Soe con la sua macchina, sia l’autista Aung San che ci trasporterà per il lungo tour del Myanmar su un comodissimo pulmino a 8 posti, sedili in pelle, aria condizionata, una bottiglietta d’acqua e una salvietta rinfrescante al giorno.

Il fuso orario è di 5 ore e mezza in più rispetto all’Italia dove è mezzanotte.

È ancora buio pesto, arriviamo in una mezz’ora scarsa all’Hotel Rangoon 40TH prenotato, come tutti quelli della vacanza, da me su booking. Sono le sei ma ci danno la possibilità di fare il check-in, prendere possesso della camera standard e, alle 7, colazione (stamane non era inclusa).

Sonny si ferma un po’ con noi, scambiamo due chiacchiere, ci ha portato il contratto da firmare, lo schema di quello che sarà il giro e un po’ di moneta locale per il cambio.

Paghiamo in dollari tutto il tour (non avevamo avuto il tempo di effettuare un bonifico per il 30% così come solitamente chiede) e tramutiamo 325 $ in Kyat diventando “milionari” vista la quantità industriale di MMK ora in nostro possesso: 442 mila (1$=1360k, gli euro non li cambiamo 1€=1650k).

Tra grandi sorrisi e piena fiducia ci salutiamo, l’autista tornerà fra un’oretta lasciandoci il tempo per fare una doccia, indossare infradito, abiti estivi e avere la breakfast.

La posizione dell’hotel non è male e in un batter baleno raggiungiamo la Pagoda Botahtaung (6000k pp comprensive di salvietta umidificata, bottiglietta d’acqua e cartina) lungo il corso del fiume Yangon. È alta più di 40mt e per entrare, come faremo d’ora in poi, ci togliamo le scarpe. Passeggiamo all’interno della struttura, su un lungo corridoio dalle pareti di lastre d’oro incise e dedicate ai mille soldati che più di 2000 anni fa scortarono otto capelli di Buddha dall’India alla Birmania (ora qui, in un minuscolo cilindro d’oro, ve n’è solo uno).

Quasi tutta la popolazione (dai bimbi agli anziani) indossa il longyi, una sorta di pareo legato intorno alla vita e lungo fino ai piedi. Soprattutto le donne, ma anche molti uomini, hanno il viso, le gote, il naso e la fronte cosparsi di quella che, a prima vista, sembra una crema giallastra, ma che in realtà è la tanaka (o thanakha), una polvere ottenuta dalla corteccia di alcuni alberi, macinata su pietra e mischiata ad acqua per proteggersi dal sole. È in vendita in piccoli tronchetti e molte volte, nel corso del viaggio, mi fermeranno per applicarmela sostenendo che è anche rinfrescante, idratante e, con qualche ghirigoro, maquillage di bellezza.

È poi la volta, attraversando la verdissima Bank Street, della pagoda Sule che quasi fa da rotatoria a tutte le auto. Ha una pianta ottagonale, quattro ingressi principali e la sua guglia dorata spicca al centro della città. Anche qui si pensa vi sia un capello di Budda; d’altronde ogni sua reliquia ha creato un luogo di pellegrinaggio affinché il culto religioso si espandesse.



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