Kenavo Breizh! di arrivederci Bretagna

Un viaggio on the road di famiglia per scoprire la vera essenza del nord della Francia, dove la storia si fonde con la natura
 
Partenza il: 23/07/2012
Ritorno il: 03/08/2012
Viaggiatori: 4
Spesa: 1000 €

in camera, o meglio in una cella usata fino a qualche anno fa da un monaco, ci incamminiamo verso il centro città, girando con tutta calma le tranquille vie , godendoci il sole che, nelle nostre giornate francesi, ci accompagna fino alle dieci di sera. La sera optiamo per cenare in un ristorante caraibico, dove i sapori fruttati e le spezie la fanno da padrone: una piacevole sorpresa!

2 Agosto: Versailles: “La gabbia d’oro”

E: La mattina seguente sveglia presto per poter visitare la Cattedrale. Una volta entrati è quasi inutile dire che si rimane a bocca aperta: le navate sembrano estendersi all’infinito nella penombra, rischiarata unicamente dalla luce che filtra dalle enormi vetrate colorate, mentre lo sguardo viene catturato da mille dettagli. Giro senza una meta precisa finché non mi imbatto nella statua di “Notre dame du Pilier”, raffigurante la Madonna, a cui la Cattedrale è consacrata. I tanti bassorilievi e fregi che ornano il recinto del coro e le decorazioni dorate del soffitto e delle colonne chiudono una prospettiva di fronte a cui rimango estasiata. Un ultimo bellissimo ricordo da conservare di questa città. J: Ormai siamo arrivati al penultimo giorno del nostro viaggio on the road e il programma ci porta alle porte di Parigi, precisamente a Versailles. Negli annali questa opulenta residenza reale ha preso il nome di “gabbia d’oro” in quanto Luigi XIV era solito far soggiornare in un’ala della reggia gli oppositori per poterli meglio controllare; in cambio della “prigionia” offriva un ambiente sfarzoso e banchetti imperiali. La sensazione nel visitare la reggia, anche per noi è stata molto simile. Nonostante fossimo armati di audio guida, siamo stati “imprigionati” da un flusso di turisti e trascinati dalla corrente da una stanza all’altra. I locali più rilevanti siamo riusciti a vederli ma l’impressione generale, a parte la Stanza degli Specchi, è di un ambiente che rasenta il kitsch. Almeno questa è stata la mia sensazione, tanto che con il senno di poi non ripeterei la visita. Certamente più meritevoli di un’ispezione più approfondita sono l’immenso giardino barocco ( tra i punti più interessanti: Grand Canal, il Bacino di Latona, la Fontana dell’Encelado e il Bacino del Drago.) e la residenza di Maria Antonietta, un piccolo villaggio costruito ai margini del giardino. Per facilitare i movimenti nei grandi spazi aperti sono messe a disposizione, a pagamento, macchinette elettriche. Giunti a pomeriggio inoltrato decidiamo di andare in albergo, tralasciando la pazza idea di una sortita in serata nella Capitale.

3 Agosto: Un’ultima emozione: Giverny

E: Ultimo giorno: inutile dirlo, la malinconia inizia già a farsi sentire ma non è ancora il momento di sospirare per il ritorno a casa, manca l’ultima tappa del nostro viaggio: Giverny, città natale del pittore impressionista Claude Monet. Destinazione? La casa dove ha vissuto ma soprattutto il noto giardino, fonte d’ispirazione artistica. Cosa poter dire di questi luoghi se non che meritano veramente di essere visitati? La sensazione che si prova, percorrendo le stanze dai colori pastello o ancora perdendosi nel turbinio di fiori colorati e piante frondose del giardino è di poter non solo respirare ma toccare con mano l’arte, l’equilibrio e l’estro creativo che da essa derivano. Sembra quasi che lo stesso Monet parli a noi attraverso il giallo tenue della cucina, il verde pastello delle scale, il fiume che scorre limpido e le ninfee che si mostrano delicate e fragili sulla superficie dell’acqua. Il tempo purtroppo oggi sembra ostacolarci, infatti un bell’acquazzone interrompe il magico clima della nostra visita ai giardini, convincendoci a trovare rifugio nella vicinissima mostra d’arte, che espone dipinti di alcuni tra i più importanti pittori impressionisti, allievi dello stesso Monet. La mattinata trascorre veloce e, senza nemmeno rendercene conto, è già ora di recarsi all’aeroporto. Un’altra avventura si è conclusa e non rimane altro che congedarsi da questa splendida terra con un saluto imparato dai bretoni stessi: Kenavo Breizh!

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Ploumona'ch

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case a graticcio , Dinan

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Falesia d'Amont, Etretat

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Ile de Brehat

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Vieux Bassin , Honfleur

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Le Mont SAint Michel in notturna

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laghetto ninfee, Giverny



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