Normandia e Parigi on the road

Tour in nove giorni
 

Diario di viaggio tra Normandia e Parigi.

Giorno 1: da Roma a Giverny

Partenza ore 07:20 puntuale da Ciampino e arrivo a Parigi Beuvais, qui abbiamo noleggiato una macchina con l’applicazione Free2Move risparmiando un pochino, anche se il concessionario che effettua il noleggio si trovava a circa 20 minuti a piedi. Una volta presa la macchina siamo partiti direzione Giverny che dista circa un’ora e mezza con strade non a pagamento. Giunti a destinazione cerchiamo un parcheggio vicino alla sistemazione che abbiamo scelto, il B&B “Le Coin des Artises”, trovare un posto in questo piccolo centro non è semplice ma non perché non ci sia parcheggio ma per il fatto che non è proprio semplice districarsi fra le vie.

Una volta  sistemata la macchina andiamo al B&B dove ci accoglie una gentilissima signora molto disponibile che ci mostra la nostra stanza, piccola ma davvero carina. Giverny è un piccolo centro abitato molto caratteristico le cui attività principali ruotano intorno alla casa di Claude Monet, e questa è anche l’attrazione principale insieme al suo famoso giardino e al lago delle ninfee. Il tour di queste attrazioni è molto interessante, ma se non siete appassionati di arte e di Monet in particolare non penso valga una deviazione apposita. La visita dura circa un paio d’ore e per questo capiamo subito che probabilmente sarebbe stato meglio prenotare un albergo più avanti nell’itinerario, ma ormai siamo qui e decidiamo quindi di visitare anche il vicino paese di Vernon.

Vernon è un centro abitato abbastanza grande che si snoda lungo la Senna, ha degli scorci molto interessanti e le sue case graticcio lo rendono molto fotografabile. Ha anche una chiesa gotica bellissima, peccato per i lavori sulla piazza antistante che ne limitano la possibilità di fotografie. Ceniamo in un piccolo locale e torniamo a Giverny per dormire. Nella zona ci sono anche molti castelli ma purtroppo di lunedì sono quasi tutti chiusi.

Giorno 2: Giverny – Montvillers

Partiamo di buon ora direzione Fecamp che ci accoglie con le sue bellissime scogliere. Per un appassionato di fotografia e di panorami questo posto è meraviglioso. Nonostante il meteo non sia bellissimo la spiaggia e la costa di alabastro valgono da soli il viaggio, ma questa piccola località ha anche altro da offrire, come l’Abbazia della Trinità e il palazzo Benedettino, che oggi è una distilleria ( qui è stato in ventato il famoso digestivo Benedettino), la visita al suo interno ha un costo abbastanza elevato che abbiamo deciso di non affrontare ma vedendolo esternamente è davvero un palazzo bellissimo. Dopo aver pranzato in un locale sul porto siamo partiti in direzione di Etretat uno dei punti salienti del nostro tour on the road.

Questo posto non ha bisogno di molte descrizioni, le sue falesie sono tra i luoghi più fotografati e visitati, abbiamo passato molto tempo a camminare tra i vari percorsi che si snodano sopra le scogliere a picco nel mare e siamo scesi anche nelle piccole calette che si creano tra una falesia e l’altra tramite gradoni ricavati sulla roccia. Questo posto è un paradiso per gli occhi e per l’anima si potrebbe stare giorni interi senza mai annoiarsi a respirare il mare guardando questi panorami che sanno di infinito e di libertà. Purtroppo però questa giornata termina e noi ripartiamo per raggiungere la nostra sistemazione per la notte che sarà “Hotel Inn Design Le Havre” nel piccolo paese di Montvillers.

L’hotel è situato in una zona periferica esternamente è accogliente ha un buon parcheggio e il personale alla reception è disponibile, la camera è semplice carina ma niente di che, però il prezzo è vantaggioso, quindi ci accontentiamo. Per cena decidiamo di andare nel centro di Montivillers e nonostante siano appena le 19:45 fatichiamo a trovare un locale, alla fine riusciamo a mangiare a “Le Trefle a Quatre Feulles” posto caratteristico, buona cucina ma il titolare aveva molta fretta che finissimo per chiudere il ristorante circa alle 20.45. Dopo aver cenato siamo tornati in albergo.

Giorno 3: Montvillers – Bayeux

Anche oggi partiamo molto presto perché decidiamo di fare una deviazione dall’itinerario programmato, ci dirigiamo in direzione Honfleur e percorriamo il mitico Ponte di Normandia; questo sarà l’unico tratto a pagamento che percorreremo. Parcheggiamo al porto di questo piccolo paese e iniziamo una veloce visita, Honfleur è un posto colorato dove si respira l’aria della Normandia autentica, è molto piccola ma nella piazza centrale c’è una chiesa interamente fatta in legno che lascia senza fiato per la bellezza e la sua semplicità. Davanti la chiesa oggi c’era il mercato e dal punto di vista fotografico è un peccato perché la piazzetta antistante è un presepe. Approfittiamo del mercato per una colazione Normanna a base di Gallette con salsiccia e formaggio.

Ripartiamo in direzione di Caen che inizialmente non era nel nostro itinerario, qui iniziamo visitando il Memoriale della guerra, luogo imperdibile se ci si trova da queste parti. Il memoriale è curato approfondito e ricco di informazioni, immagini e video. Questa tappa ci occupa più di tre ore, una volta usciti andiamo a visitare l’abbazia degli uomini (la visita al suo interno si rivelerà molto deludente) e l’abbazia delle donne (solo esternamente), il Castello e le sue mura e infine una splendida chiesa.

Ripartiamo perché vogliamo visitare alcune delle spiagge famose per lo sbarco il giorno del D-Day, e iniziamo da Sword Beach. Qui, oltre a una gigantesca spiaggia di sabbia fine non troviamo grossi riferimenti allo sbarco se non un piccolo monumento e qualche targa. Ripartiamo e ci dirigiamo a Omaha Beach e qui, a differenza dell’altra, sentiamo molto di più il ricordo dei combattimenti, anche l’ambiente circostante è pieno di riferimenti. La spiaggia è molto grande, c’è qualche falesia in lontananza ma soprattutto c’è un monumento molto grande all’ingresso della spiaggia, purtroppo inizia a piovere altrimenti avrei fatto anche un bel tuffo in mare.

Ripartiamo in direzione Bayeux, ci fermiamo nel posto che abbiamo prenotato per la notte il “Dilichambre” piccoli appartamenti a circa quindici minuti dal paese. Per cena nei dintorni non c’era nulla quindi ci rechiamo al centro di Bayeux, ma qui capiamo che gli orari della cena sono veramente molto diversi dai nostri, alle 19:30 già tutti i ristoranti aperti sono pieni e non prendono altra gente e ci ritroviamo insieme a decine di altre persone a cercare di ristorante in ristorante ma purtroppo con esito negativo, cosi alle 21 circa decidiamo di andare a malincuore da McDonald. Una volta terminato torniamo in appartamento per dormire.

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