In moto nel cuore dell’Europa

Tranquillo viaggio dall'Italia ad Amsterdam e ritorno attraverso Francia e Germania
 
Partenza il: 01/07/2017
Ritorno il: 14/07/2017
Viaggiatori: 2

Quest’anno vogliamo tornare a viaggiare in moto nella vecchia Europa, e per il mese di luglio abbiamo deciso di arrivare fino ad Amsterdam, ritornando poi tranquillamente verso l’Italia fermandoci in varie località fra Germania e Francia.

1 luglio

Partenza da Bologna alle 8 del mattino, dirigendoci in autostrada verso Modena e l’autostrada del Brennero. Avevamo un po’ di timore ci fosse molta confusione, in quanto era il giorno del grande concerto di Vasco, ma in effetti il traffico era scorrevole. Arrivati senza problemi al confine, una volta superata Innsbruck, abbiamo deviato verso occidente in direzione Garmish, uscendo dall’autostrada. Arrivati nella cittadina, ci siamo fermati a mangiare qualcosa (due ricche insalate con bevande presso la Pizzeria Renzo € 31,80) e poi abbiamo proseguito in autostrada, fermandoci per la notte a Ulm, presso il locale Ibis Budget (€ 92 con colazione più € 6 mi pare per il parcheggio). Usciti dall’albergo per andare a cena, in effetti non abbiamo trovato nulla di interessante, e ci siamo limitati ad un’insalata in un Mc Donald. Abbiamo girato in centro, arrivando fino alla cattedrale (Munster), che vanta il campanile più alto del mondo (mt. 161,50), peccato che sia circondato da edifici moderni, ma questo immagino sia il risultato dei bombardamenti della seconda guerra mondiale.

2 luglio

Giornata di trasferimento, da Ulm al confine olandese. Ci siamo fermati per la notte in un bell’albergo sito nei pressi dell’autostrada (Parkhotel Horst € 105,50 camera con colazione, ottima cena € 61,85 in due)

3 – 4 5 luglio

Manca solo poco più di un centinaio di km ad Amsterdam, con molta calma partiamo dopo una buona colazione, e in tarda mattinata arriviamo davanti l’hotel prenotato, l’unico della vacanza. Sull’Apollo Hotel ho letto recensioni varie, in maggioranza positive però; io posso aggiungere il mio giudizio favorevole, con un paio di limitazioni: la colazione, che viene fatta pagare € 22,50 a testa al giorno, e il parcheggio € 35,00 per le auto. Noi abbiamo rimediato preparandoci il caffè col bollitore presente in camera e mangiando dei biscotti in camera, mentre per il parcheggio… abbiamo lasciato la moto in strada, accanto ad una rastrelliera per le biciclette. Così facendo, abbiamo pagato circa €100 al giorno la camera, il che non è moltissimo considerando che l’hotel è un 4 stelle. Altro vantaggio di questo albergo è che è abbastanza vicino alla fermata dei tram da/per il centro (10 minuti di camminata). Abbiamo girato la città a piedi, e per due volte abbiamo navigato lungo i canali della città, la prima volta su una piccola barca condotta direttamente dalla guida, noi due più altri 3 passeggeri (Grayline Mobiel € 39 due biglietti); questo ci ha consentito di procedere anche attraverso piccoli canali normalmente non affrontabili da imbarcazioni più grandi. La seconda volta invece abbiamo preso una barca molto più grande, a occhio con una cinquantina di passeggeri, tutta chiusa e quindi con un effetto serra notevole (€ 22 due biglietti, ma non ci è piaciuto molto). Si, perché dal punto di vista climatico abbiamo sofferto tre giorni di caldo umido abbastanza fastidioso, non certo come in Italia, ma comunque attorno ai 33-34 gradi di massima. Ad Amsterdam c’ero già stata circa 12 anni fa (mio marito l’ha vista solo di passaggio tempo fa), e l’ho trovata come allora interessante e stimolante, con una popolazione multirazziale e giovane (in gran parte). Non siamo stati in nessuno dei musei della città, nemmeno il Van Gogh per il quale non avevamo acquistato on line i biglietti. A zonzo per la città, cercando di non essere investiti dalle biciclette, ci siamo accorti che sulle piste ciclabili giravano anche, senza utilizzo del casco, i conduttori dei ciclomotori. All’inizio pensavamo fossero “portoghesi”, poi ci siamo resi conto che la cosa era perfettamente lecita. Strano, comunque sicuramente 12 anni fa questo non era permesso. Dal punto di vista gastronomico, nulla di particolare da segnalare, ci siamo limitati a ristoranti di cucina internazionale (pesce alla griglia, fish and chips, insalate ecc..).

6 luglio

Lasciato l’albergo, abbiamo messo in funzione il navigatore, decisi a visitare il sistema di mulini a vento di Kindedijk, siti a pochissimi chilometri da Rotterdam. La visita può essere effettuata sia a piedi, oppure percorrendo il canale che li costeggia con un’imbarcazione, con una doppia opzione: o guardandoli comodamente rimanendo sulla barca (come abbiamo fatto noi) oppure spendendo qualche euro di più per visitarne un paio all’interno. I mulini sono del 1740, molto ben conservati, ed alcuni sono anche abitati. Alla fine della visita abbiamo mangiato un’insalata presso il ristorante Buena Vista sito nei pressi (€ 39 in due) poi ci siamo messi in strada per raggiungere la nostra prossima meta. Lasciando l’Olanda, il tempo pian piano è mutato e avvicinandoci alla Germania ha cominciato a piovere, per fortuna non fortissimo. Poco oltre il confine tedesco, siamo infine arrivati ad Aachen, detta anche Aquisgrana ovvero Aix la Chapelle in francese. Trovato da dormire presso l’albergo Lousberg (tre stelle, € 260 due notti con colazione e garage per la moto – molto gentile la ragazza della reception) siamo usciti e ci siamo recati presso il centro storico della cittadina (distante grosso modo 1 km dall’hotel) dove troneggia il Dom, l’antica cattedrale ove è conservata l’urna con i resti di Carlo Magno. L’avremmo però vista il giorno dopo, perché a quell’ora era già chiusa per i visitatori. Cenato infine a base di pesce in un ristorante greco (Palladion, € 56,40), dopo un’ultima passeggiata siamo tornati in albergo.

7 luglio

In mattinata decidiamo di spostarci a Colonia, per rivedere il famoso Duomo, che con la sua immensa mole domina la parte della città che costeggia il fiume Reno. E’ sicuramente uno degli edifici che più mi ha impressionata, in senso assoluto. Dopo questa breve deviazione a Colonia, torniamo ad Aachen perché dobbiamo visitare il Dom, altro gioiello architettonico di questa parte della Germania. Mentre il duomo di Colonia ha uno stile unitario, puro gotico, la stessa cosa non si può dire per quello di Aquisgrana, un coacervo di stili, bizantino, carolingio, gotico.



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