Andalusia Olé!

Itinerario "on the road" attraverso quasi tutta l'Andalusia, fra città ricche di storia e splendidi scenari naturali
Scritto da: lucagiramondo
andalusia olé!

Andalusia Olé!

(by Luca, Sabrina e Leonardo)

Venerdì 15 Aprile

Finalmente! Dopo quasi tre anni (962 giorni per l’esattezza) senza volare, a causa del maledetto Covid, torneremo a salire su di un aereo, anche se negli occhi ci sono, purtroppo, le terribili immagini della guerra, da poco scoppiata in Ucraina, che speriamo non degeneri.

Torneremo quindi a solcare i cieli, ma non andremo troppo lontano da casa in questa settimana che include le festività pasquali. La nostra meta sarà infatti l’Andalusia, la più meridionale ed una delle più vaste regioni spagnole (con poco più di 87.700 chilometri quadrati). Un viaggio che avevamo già prenotato per aprile 2020 e poi annullato per ovvi motivi. pandemici.

Prendiamo il via, in una tiepida giornata primaverile, dieci minuti dopo le 10:00 del mattino e un quarto d’ora più tardi imbocchiamo l’autostrada A14 a Faenza, diretti a nord. In questo modo, mentre sull’altro lato della carreggiata imperversa il traffico, che genera la prima coda di stagione, noi procediamo senza intoppi e cinque minuti prima delle 11:00, a Bologna, prendiamo a seguire la A1. Così facendo alle 12:40 siamo a Milano, che oltrepassiamo mediante la tangenziale ovest, e alle 13:20 ci fermiamo a pranzare in un’area di servizio, ormai in vista dell’aeroporto di Malpensa.

Subito dopo ci rechiamo a lasciare l’auto al Ciao Parking e da lì, con la navetta gratuita, raggiungiamo l’area partenze del Terminal 1.

Imbarchiamo le valige nel complicato banco “fai da te” della Easyjet e poi, oltrepassati tutti i controlli, ci mettiamo in attesa della partenza al Gate A04, quindi, alle 17:22, in leggero ritardo, il volo EJU 2735 prende quota virando subito verso ovest.

Fila via tutto liscio, senza sobbalzi, e, mantenendo lo stesso fuso orario, alle 19:17 atterriamo nell’aeroporto Malaga Costa del Sol. Recuperiamo sani e salvi i bagagli e una volta usciti ci rechiamo a ritirare l’auto a noleggio prenotata fin da casa con la compagnia Record Go, così, poco più tardi, ci consegnano una Seat Ateca bianca (targata 0606 LRS) e con quella diamo il via al viaggio “on the road” per le strade dell’Andalusia . Per oggi però copriamo solo la breve distanza che ci separa dalla località di Campanillas e dalla Posada de España Malaga, struttura turistica che ci ospiterà per le prossime tre notti.

Giungiamo a destinazione intorno alle 21:00, mentre il sole è appena tramontato. Portiamo i bagagli in camera e poi usciamo a cena nelle vicinanze al ristorante Menson Piqueras, dove mangiamo ottima carne ad un prezzo onestissimo, quindi torniamo all’hotel per il giusto riposo, dopo una giornata piuttosto stressante.

Sabato 16 Aprile

Ci accingiamo così ad iniziare il primo giorno di visite in Andalusia e cominciamo proprio dalla località nella quale siamo atterrati: Malaga, che con oltre mezzo milione di abitanti è il capoluogo dell’omonima provincia, oltre che una città effervescente e ricca di storia, che diede anche i natali, nel 1881, al pittore Pablo Picasso.

Un po’ perché è il sabato di Pasqua, un po’ perché gli spagnoli sono restii a partir presto la mattina, le strade sono semideserte quando prendiamo il via dalla Posada de España, poco prima delle 9:00.

Ci fermiamo a fare una veloce spesa al Lidl e poi andiamo a lasciare l’auto in un parcheggio interrato vicinissimo al centro storico. Da lì poi, a piedi, andiamo alla scoperta di Malaga, dove il sottoscritto era già stato, ben 37 anni fa. A quei tempi però non c’era ancora l’elegante Paseo del Muelle Uno, una bella passeggiata lungo il porto sovrastata da un’avveniristica struttura, e non c’era neanche lo stravagante e colorato Centre Pompidou, succursale dell’omonimo museo parigino.

A poca distanza c’era invece, senza dubbio, la Plaza de Toros de la Malagueta, dove entrai per assistere alla prima ed unica corrida della mia vita . fu un’esperienza folcloristicamente interessante, ma non entusiasmante, alla quale non sono più intenzionato a presenziare. Scattiamo così qualche foto degli esterni e poi proseguiamo nelle visite.

Dalla Plaza de Toros ci spostiamo quindi ancor più verso il centro per giungere nelle vicinanze della vecchia Alcazaba, fortezza ispano-moresca risalente all’XI secolo, posizionata sulle alture che dominano la città, ed è in questa fase che Sabrina nota un cartello con le indicazioni per la salita tramite un comodo ascensore . scelta che si rivelerà azzeccatissima!

In questo modo ci ritroviamo nella parte più alta del complesso con i più affascinanti ambienti in stile arabo, come l’incantevole Patio de la Alberca, e le viste panoramiche dalle principali torri comprese nelle fortificazioni e poi seguiamo la visita tutta in discesa passando per i giardini ed i limitrofi bastioni.

Alla fine usciamo dall’Alcazaba proprio nei pressi dell’antico Teatro Romano, o di ciò che ne resta, risalente all’epoca di Augusto (I secolo d.C.) e scoperto casualmente nel 1951, durante i lavori di costruzione di un nuovo palazzo.

Passeggiando arriviamo quindi nella scenografica Plaza de la Merced, alla cui estremità settentrionale si trova la casa natale di Pablo Picasso e nello stesso angolo, su di una panchina, la statua del famoso pittore.

Da Plaza de la Merced ci avventuriamo poi nel dedalo di viuzze del nucleo storico di Malaga e così arriviamo, in Calle San Agustin, al palazzo che ospita il Museo Picasso, allestito solo nel 2003, che nelle sue sale racchiude una discreta panoramica di opere del noto artista, per certi versi discutibili, ma indubbiamente affascinanti.

Ora resta da vedere, a breve distanza, solo la grande Catedral de Malaga, un colossale edificio la cui costruzione, svolta sul sito di un’antica moschea, si protrasse per oltre duecento anni a partire dalla prima parte del XVI secolo. Il risultato è uno dei più sontuosi monumenti religiosi di Spagna in stile rinascimentale-barocco, con interni riccamente decorati e dalle impressionanti dimensioni (la volta a cupola supera i 40 metri di altezza!).

Uscendo dalla cattedrale percorriamo infine i viali antistanti, ancora fiancheggiati dalle grandi tribune montate per le processioni del Venerdì Santo, e nelle vicinanze ci fermiamo a pranzare con i nostri panini in una piccola area verde, prima di dichiarare conclusa la visita alla bella città andalusa e ripartire per la seconda parte di giornata.

Guarda la gallery
granada_generalife

vejer_de_la_frontera

tornillo_del_torcal

siviglia_plaza_de_toros

siviglia_plaza_de_espa_a

siviglia_metropol_parasol

siviglia_casa_de_pilatos

setenil_de_las_bodegas

ronda_plaza_de_toros

rio_tinto

grazalema

granada_alhambra

granada

gibilterra

ganada

desierto_de_tabernas

cordoba_mezquita_catedral

caminito_del_rey

baelo_claudia

archidona

antequera



    Commenti

    Lascia un commento

    Andalusia: leggi gli altri diari di viaggio

    Video Itinerari