È la chiesa più spaventosa d’Italia: al suo interno ci sono 18 mummie perfettamente conservate

È un borgo da cartolina immerso tra le colline delle Marche, lì dove la natura si fonde con l’opera dell’uomo e gli antichi palazzi ospitano testimonianze di storie secolari, tra ceramiche e profumo di tartufo. Uno di quei luoghi perfetti dove trascorrere un weekend, Urbania è un gioiellino che incanta e conquista i visitatori, dove si respira un’aria tranquilla e distensiva. Eppure, anche in questo luogo così idilliaco si può nascondere, proprio dietro l’angolo, un segreto macabro e spaventoso: una chiesa medievale che, al suo interno, conserva delle misteriose mummie conservate intatte da secoli. Spaventosamente bella, potremmo dire: ma continuate a leggere per sapere di cosa si tratta.
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Urbania: cosa vedere tra storia e tradizione
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La posizione strategica lungo il fiume Metauro ha favorito lo sviluppo di Urbania (anticamente Casteldurante) nel Rinascimento, sotto il dominio della famiglia Montefeltro. Il Palazzo Ducale è una delle testimonianze più evidenti di quel periodo florido. Con la sua architettura elegante e un cortile interno con loggiato, domina il borgo e offre splendide viste sul fiume Metauro. Ospita il Museo Civico, che conserva collezioni d’arte, ceramiche rinascimentali e preziosi archivi storici. Tra gli spazi più suggestivi la Sala del Trono, la Cappella Ducale e la Galleria dei Ritratti. Gli artigiani di Urbania sono celebri per la lavorazione della ceramica, un’arte che affonda le sue radici nei secoli passati. Passeggiando per il borgo, è facile lasciarsi conquistare dalle botteghe, dove ogni pezzo racconta una storia unica. La tradizione delle ceramiche durantine dipinte a mano, con motivi geometrici, mitologici e religiosi, è uno degli aspetti più interessanti per chi visita il borgo.
La Cappella Cola, una storia secolare tra mistero e fede
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Tra le attrazioni più singolari di Urbania, la chiesa dei Morti, già Cappella Cola, nota per ospitare il Cimitero delle Mummie, dove riposano 18 corpi mummificati naturalmente. Fondata nel 1380 da Cola di Cecco, la chiesa conserva un affascinante portale gotico e numerose opere d’arte, tra cui il dipinto della “Decollazione di San Giovanni Battista”. La trasformazione in Chiesa dei Morti avvenne nel 1831, quando la Confraternita della Buona Morte iniziò ad esporre i corpi rinvenuti dopo l’editto napoleonico di Saint-Cloud del 1804, che impose lo spostamento dei cimiteri fuori dai centri abitati. La storia della Cappella Cola è strettamente legata alla Confraternita della Buona Morte, un gruppo religioso che si occupava di assistere i malati terminali e di dare degna sepoltura ai defunti. Fu proprio questa confraternita a scoprire il processo di mummificazione naturale.
Il cimitero delle mummie di Urbania
L’accesso al Cimitero delle Mummie avviene all’interno della Chiesa dei Morti: i corpi mummificati sono esposti dietro l’altare maggiore, protetti da una teca di vetro. Perfettamente conservate grazie a una particolare muffa (Hipha bombicina pers), le mummie raccontano storie uniche e drammatiche, come quella di una donna morta di parto, di un giovane accoltellato in una veglia danzante, un uomo sepolto vivo in stato di morte apparente. Ogni corpo porta un messaggio sulla caducità della vita, reso ancora più potente da citazioni bibliche. Le mummie, oltre alla struttura scheletrica, conservano pelle, organi interni e, in alcuni casi, capelli. La chiesa ha suscitato interesse internazionale, tanto da essere analizzata nel 2002 da un’equipe del National Geographic, che ne ha studiato le particolarità scientifiche e storiche, confermando il fascino unico di questo luogo misterioso e macabro.
Nonostante l’aspetto inquietante, la Cappella Cola ha anche un importante valore scientifico. Le mummie offrono agli studiosi una rara opportunità di analizzare abitudini alimentari, malattie e costumi del passato. Sono, in un certo senso, una finestra sul mondo medievale e rinascimentale, che aiuta a comprendere meglio la vita dei nostri antenati.
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Una visita tra paura e riflessione
La paura è il primo sentimento che emerge di fronte ai corpi esposti. Tuttavia, superato il primo impatto emotivo, ci si rende conto dell’umanità di questo luogo. La Cappella Cola invita a riflettere sulla mortalità, sul tempo che passa e sull’importanza di preservare la memoria. È consigliabile prenotare una visita guidata per comprendere appieno il significato storico e culturale del luogo. Le guide locali, con grande competenza e sensibilità, raccontano le storie dietro ogni mummia, aiutando i visitatori a immergersi in questo viaggio unico nel tempo.
Come arrivare a Urbania: qualche consiglio utile
Urbania si trova, come peraltro è facile immaginare dal nome, in provincia di Pesaro-Urbino. Proprio la città di Raffaello è la più vicina: ci si arriva in circa 16 chilometri, percorrendo la SS73bis in automobile. Da Pesaro la distanza è di 52 chilometri, percorribili in autobus passando per Urbino o per Fano.