Partenza il 7/8/2006 · Ritorno il 25/8/2006
Viaggiatori: in coppia · Spesa: 3500

Da Delhi a Mumbai

di il bes - pubblicato il

Francesca ed io abbiamo deciso di fare un viaggio in India per visitare parte del grande patrimonio archeologico che questa nazione offre. Pertanto abbiamo lasciato da parte mete suggestive come il Rajahstan per preferire mete meno battute come Bhopal e il Mahrajastra (lo stato di Mumbai).

Ecco il nostro itinerario ed alcuni commenti: - 8-9 agosto: Delhi Delhi è una città che oltre a essere molto caotica mette subito a dura provi i nervi del turista appena giunto in India. La sporcizia e la miseria sono piuttosto diffuse e la dura realtà sociale indiana è evidente sin dai primi metri fuori dall'aeroporto.

I munumenti sono però di altissimo livello.

- Il Quitab Minar è un complesso assolutamente meraviglioso e oltre all'impressionante minareto vale la pena segnalare la colonna in ferro fusa quando ancora in Europa non si sapeva neppure come fondere il ferro! Un autentico mistero che rende subito l'idea di quanta cultura e di quale livello di civilizzazione si sia raggiunto da queste parti - Il forte, molto bello sia di fuori che dentro - Museo archeologico: da non perdere, alcuni reperti sono di valore davvero notevole. Accanto al museo consigliamo una visita all'Archeological Survey of India, nonostante il guardiano all'ingresso e lo squallore degli uffici, qui è dove si pubblicano le più importanti edizioni di archeologia indiana. E' possibile comprare con pochi soldi guide completissime sull'India con bellissime fotografie. E avere un supporto per visitare i siti archeologici ben maggiore a quanto può offrire una Lonely Planet o una Routard. 9-10 agosto: Agra Prima di arrivare ad Agra consigliamo uno stop a Mathura e al suo bellissimo tempio che consacra il luogo natio di Krishna. Inoltre il gatt adiacente al tempio è uno dei più belli visti in India. Accanto a Mathura da non perdere Vrindavan, il tempio in cui sono nati gli Are Krishna. Ossia l'Oriente visto dagli Occidentali, con i loro canti, il loro entusiasmo e soprattutto i loro shop center interno. Da non perdere! Agra è magnifica, offre un forte stupendo (migliore a mio giudizio di quello di Delhi), un mausoleo magnifico e l'arcinoto Taj Mahal. Anche se il Taj è un monumento del 1600 e quindi molto moderno se comparato con altre meraviglie che l'India offre, rimane di una bellezza sconvolgente, soprattutto con le luci del tramonto.

11 agosto: Gwailor Bellissimo il forte con i suo i templi all'interno. Da notare i Buddha scolpiti nella roccia sulle pareti della collina su cui è costruito il forte.

12 agosto: Orrcha La cittadina è piccola ma molto bella. L'architettura degli edifici e dei templi è tipicamente indiana e il panorama che si vede dall'alto del Palazzo è decisamente mozzafiato. Anche una passeggiata nel centro della cittadina vale la pena, visto che spesso passeggiare in India è una vera impresa, visto le deprecabili condizioni delle strade.

13 agosto: Kajuraho I templi di Kajuraho sono un autentico miracolo indiano. Oltre a essere un chiaro esempio della tradizione architettonica induista, raggiungono livelli di scultura davvero impressionanti. Le famose figure erotiche, oltre a impressionare per la modernità delle fattezze, sono una sinfonia di curve e di rotondità che rendono questo sito archeologico uno dei più belli da me visitati in tutto il mondo. Da non perdere per nessuna ragione.

14-15 agosto Dopo un viaggio in auto di oltre 8 ore, si giunge finalmente a Varanasi. Varanasi è apparentemente caotica e sporca come molte località indiane, fino a che, improvvisamente, ci si ritrova sul Gange. E non appena appare questo fiume immenso ci si inebria della spiritualità che questa città possiede. Le cerimonie religiose, le pire, le barche zeppe di turisti con i lumini in mano fanno parte di un'atmosfera che credo sia unica in India e probabilmente al mondo. E' bello vedere che la spiritualità di un luogo non viene per forza profanata dal turismo, specialmente se il luogo in questione è Varanasi, la città sacra indu! Da non perdere vicino a Varanasi, la località di Sarnath, con magnifiche Stupa e il museo in cui è custodito il pilastro di Ashoka, ancora oggi simbolo dell'India su francobolli e timbri di Stato. Il pilastro è davvero mozzafiato! 16-17-18 agosto Bhopal Bhopal, tristemente famosa per la nube tossica della Union Carbide che uccise decina di migliaia di persone è oggi una città molto gradevole, affacciata su un lago che assume tinte stupende all'alba e al tramonto. La città offre varie moschee e palazzi che meritano una visita, ma il top riguarda i suoi dintori.

La prima meta imperdibile è Sanchi, ossia un sito archeologico che presenta alcune Stupa racchiuse da portali decorati in pietra di una bellezza incommensurabile. Sanchi è l'apice dell'arte scultorea indiana insieme a KAjuraho. Anche se meno spettacolare, non si può che rimanere sbalorditi quando ci si ritrova davanti al portale principale.

Altro luogo nei dintorni di Bhopal è Bimbetka, purtroppo il monsone non ci permette di visitare questo importante sito preistorico. Ripieghiamo su Bhopal e ci dedichiamo alla visita di tutti i musei, tra cui spicca quello fondato da Indira Gandhi sulle popolazioni indiane. Un bellissimo museo all'aperto in cui si possono vedere le abitazioni tradizionali indiane e conoscere i miti e le leggende che riguardano i vari popoli indiani. Faremmo un salto anche al parco naturale di Bhopal, ma anche quello è chiuso a causa del Monsone.

19-20-21 agosto: Aurangabad Aurangabad è una cittadina gradevole a 200 Km da Mumbai. Non è ancora particolarmente turistica e da molti è sconosciuta. Ma presenta una particolarità: è il punto di partenza per due autentiche meraviglie dell'India: le grotte di Ajanta e di Ellora.

Ajanta presenta grotte buddhiste affrescate, in un panorame naturale magnifico. Imperdibile! Ellora è un sito archeologico impressionante, ricco di grotte scolpite nella roccia in cui si fondono il giainismo, il buddhismo e l'induismo. Non ci sono parole per descrivere la bellezza di questi luoghi, si può solo andarli a visitare! L'ultimo giorno ad Aurangabad è per lo shopping e per vedere la copia in piccolo di Taj Mahal. Ne vale comunque la pena, anche se il fratello maggiore è decisamente un'altra cosa! 22-23-24 agosto Mumbai Ed eccoci alla fine del viaggio. Arrivati a Mumbai si è tornati nella "civiltà". Mumbai è una città moderna, un pezzo di occidente in India, che invita a passeggiare e in cui molti dei rigidi costumi indiani sembrano un po' più rilassati. Ragazzi e ragazze senza il tipico sahri passeggiano mano nella mano sulla spiaggia (come nella migliore tradizione Bollywoodiana). Mumbai è una città con locali rinomanti, con un World Trade Center all'avanguardia, ma anche con milioni di persone in favelas, una "lavanderia" nel centro della città in cui persone che arrivano dai villaggi circostanti lavorano come schiavi per 100 rupie al giorno (2 Euro). Mumbai è un pezzo di India che bisogna vedere, per capire che un giorno anche l'India avrà la sua Shanghai, ma che quel giorno è ancora lontano e che milioni di indiani vivono in condizioni tra le più miserreme che si possono trovare al mondo.

Mumbai ha edifici vittoriani di grande bellezza, e quando la si guarda dal mare, il suo skyline, il Gate of India e i suoi colori sono decisamente suggestivi. A largo di Mumbai c'è poi anche l'ulitma gemma archeologica che l'India ci offre: l'Isola di Elephanta. Su quest'isola a un'ora di navigazione da Mumbai si possono trovare alcune grotte induiste di grande bellezza. Dopo Ajanta ed Ellora ci sarebbe poco alto da apprezzare, ma ad Elephanta, in fondo ad una grotta c'è la statua della Trimurti. E' una statua che ipnotizza tanto è bella, è l'essenza della meditazione. Francesca ed io non riuscivamo ad andarcene, forse perché sapevamo che fuori da quella grotta finiva l'avventura indiana, ma forse perché la Trimurti è talmente forte da farsi per ammirare per ore, il tempo passa e non ce ne accorgiamo. L'ultima magia indiana! Il viaggio finisce nelle vie di Mumbai, consapevoli di aver visto un mondo che da sempre è parallelo al nostro, che da secoli genera cultura e la assorbe, ma con una storia e una base talmente forte che qualsiasi cultura che sbarca in India, si "indianizza". E quando si lascia l'aeroporto ci si rende conto che anche noi ci siamo "indianizzati", l'India lascia un marchio nell'animo, non un semplice timbro sul passaporto.

Alberto Boffa Bes

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