1. Libri: narrativa di "viaggio"

    di , il 8/9/2003 00:00

    Esiste un forum per discutere su qual'è il racconto più bello. Perchè non fare un forum per discutere sui libri e gli autori della narrativa di viaggio? L'editoria conta moltissimi titoli che narrano di luoghi, persone ed esperienze. Perchè non discuterne qui. Cos'avete quindi letto, cosa ne pensate, cosa consigliate...

  2. anna_mrcs
    , 8/10/2003 00:00
    Qualcuno ha letto qualcosa di Bruce Chatwin? Cosa ne dice?
  3. Michele Cordiano
    , 25/9/2003 00:00
    LIBRI PER VIAGGIARE TRA LE ISOLE GRECHE

    Compagni di viaggio preferiti nei nostri vagabondaggi per le isole alla ricerca di tranquillità o comunque di uscita dalla stressante vita quotidiana, posto d’onore hanno sicuramente i libri.

    Troppo spesso infatti non si ha il tempo, o la forza, di dedicare qualche momento alle letture, non importa se più o meno impegnate, più o meno buone, visto che la lettura gode di nobiltà in se stessa, e la vacanza diventa quindi uno degli unici momenti cui ci possiamo immergerci con calma e tranquillità nella profondità di qualche pagina.

    Nelle isole dell’Egeo, o perlomeno nelle più tranquille e sperdute, si è anche invogliati a farlo per la calma che si respira come per la cultura che trasuda ovunque.

    Non è comunque nostra intenzione nobilitare qui autori o letture a discapito di altri, né tantomeno consigliare gli ultimi best-seller che sono appena arrivati nelle librerie, Più semplicemente vorremmo approfittare dell’occasione per suggerire di spulciare nelle librerie per regalare o regalarci qualche buon libro che ci tenga compagnia o da tenere buono per la prossima vacanza.

    Visto che parliamo di viaggi e di isole greche, per prepararsi interiormente al prossimo viaggio, rinfrescare ricordi o semplicemente per immergersi nelle atmosfere e nei profumi ellenici ecco qualche titolo che parla appunto della Grecia.

    Tantissimi scrittori più o meno famosi, filosofi, giornalisti e semplici viaggiatori come noi si sono confrontati con il resoconto di un viaggio in Grecia; addirittura alcune semplici guide assurgono alla dignità del nome libro perché sono proprio dei piccoli libri di viaggio, pagine che più di dare indirizzi raccontano le emozioni che un luogo è capace di dare.

    Alcuni libri sono proprio ambientati sulle isole o sul continente, in altri si respira soltanto l’atmosfera della Grecia; cercheremo comunque solo di dare qualche suggerimento ed alcuni titoli spaziando fra i generi per soddisfare i gusti più diversi, scegliendo tra quelli da noi letti o conosciuti.

    Non si può fare ameno di cominciare dal libro sulla Grecia per eccellenza, l’Odissea: nell’ottima versione economica de "I Miti" della Mondadori, ma anche nelle altre varie versioni in prosa presenti nelle librerie, si alleggerisce e diventa un piacevolissimo racconto che ci riporta alla mente ricordi di scuola e lasciarci perdere tra dei e muse, navigatori e donne bellissime in giro per il Mediterraneo; ancora, ma più difficile forse da trovare, per un approccio più critico per chi conoscesse già bene l’opera possiamo proporre "L’autrice dell’Odissea" di Samuel Butler, che offre nuove prospettive e scorci di studio sui presunti autori.

    Per chi ama questi lirismi ma vuole rimanere ai nostri giorni il giornalista spagnolo Manuel Vicent si muove tra le Cicladi, il Dodecaneso e le Ionie alla ricerca del sud perduto della nostra cultura in "Mediterraneo-mare interiore"; oppure i due libri di Lawrence Durrell, "Riflessi di una venere marina" e "La grotta di Prospero", rispettivamente ambientati a Rodi e Corfù, di cui l’autore narra storia e vita quotidiana con pagine di grande intensità.

    Sempre a Corfù il fratello veterinario ed etologo di L.Durrel, Gerald, racconta delle sue prime esperienze con gli animali tratteggiando in vari libri anche luoghi e persone dell’isola.

    Più filosofici ed elegiaci Martin Heidegger ed Henry Miller con "Soggiorni" e "Il colosso di Marussi", anatomia di un viaggio in Grecia che il filosofo compì nel 1962 il primo, viaggio fisico e interiore con il poeta Ghiorghios Katsìmbalis il secondo. Forse uno dei più accurati e raffinati libri sulla Grecia questo di Miller, che abbandona i vari "Tropici"per scrivere pagine meravigliose e abbaglianti riuscendo a rendere l’intensità e le vibrazioni dei posti che visita, delle persone che incontra.

    Memorabile ancora "Sulle tracce di Pausania" di James frazer, una serie di profili dei luoghi più significativi di Grecia in un gioco di specchi tra l’autore antico, autore della "Descrizione della Grecia", che si muoveva nel II secolo d.C. e quello moderno di fine ottocento.

    Qualche passaggio in versi con le "Poesie segrete" di Costantino Kavafis, un passo di sirtaki a Creta ricordando Anthony Quinn in "Zorba il greco" di Nikis Kazantzakis, che ritorna anche in "Rapporto a El Greco" per chi conosce e vuol approfondire l’arte e la figura del grandissimo pittore cretese della corte spagnola di Filippo II, per finire con un tocco di cucina greca e letteratura con "Le relazioni culinarie" di Andreas Staikos

    Letture più veloci con le donne di "Rose di Grecia", una collana della E/O dedicata alla scrittura femminile, e per gli amanti del giallo ecco magari i quattro libri di Margaret Doody nei quali il filosofo dei filosofi, Aristotele, diventa un simpatico ed umano investigatore che si muove tra delitti ed intrecci polizieschi tra Atene, Delfi e le isole del 322 a.C.

    "Aristotele detective", "Aristotele e il giavellotto fatale", "Aristotele e la giustizia poetica" e l’ultimo "Aristotele e il mistero della vita" ambientato in particolare tra Delos, Mikonos e Kos, presentano una trama ben intrecciata e notevole ritmo, e lasciano trasparire qua e la anche i tratti essenziali della filosofia dello Stagirita.

    Per gli amanti del genere storico-fantastico ecco i libri della saga di "Alexandros", sulle orme dei "polpettoni" egizi di Cristian Jacq, mentre e’ ambientato nella Cefalonia della II Guerra Mondiale "Il mandolino di capitan Corelli ", sul tristemente famoso eccidio degli italiani.

    Ecco, potremmo continuare ancora a lungo…ma rischierebbe di diventare un elenco pesante e inutile, ci limitiamo a suggerire le guide Clup per la qualità delle descrizioni e le Lonely Planet per l’accuratezza di indirizzi e particolari e, non ultima ovviamente, la guida "Un’isola per tutti" di tale A.Filippi….

    Questi piccoli consigli potranno essere integrati da qualsiasi buon libraio con altri titoli del gusto dei lettori.

    Noi siamo comunque sempre a disposizione per altri consigli su letture varie e, perché no, anche a riceverne.

    Buona Lettura!



    Di Michele Cordiano
  4. Cat M. 1
    , 20/9/2003 00:00
    Ciao Anna

    "Nessuno al mio fianco" è uscito di recente con Repubblica, credo che lo trovi ancora in edicola.

    Vorrei consigliarvi un paio di libri che non sono specificatamente narrativa di viaggio, ma appartengono più al genere "saggistica di viaggio" (ammesso che esista...).

    - Adam Hochschild, "King Leopold's Ghost", 1999 (credo che in italiano sia stato tradotto col titolo "I Fantasmi del Congo"): narra della storia dell'epoca colonia del Congo, da quando alla fine dell'800 venne dichiarato da Re Leopoldo suo patrimonio personale sino all'indipendenza dal Belgio. Un libro bellissimo, che serve senza dubbio a capire quanto la colonizzazione ha danneggiato gli stati africani e quante caratterizzazioni del continente africano (il concetto di etnicità, le enormi ricchezze naturali ect) siano state manipolate e sfruttate dai paesi occidentali. Riprende molto -e non potrebbe essere altrimenti- le atmosfere di Hearth of Darkness...alcuni personaggi di Hearth of Darkness sono stati ispirati dai primi esploratori del Congo la cui vera storia è narrata in questo libro.

    -Philip Gourevitch "We wish you to inform you that tomorrow we will be killed with our family" 1996 (in italiano lo si trova in Einaudi, il titolo è tradotto letteralmente in italiano). Un romanzo del genocidio in Rwanda, se mi si concede l'espressione. L'autore torna in Rwanda pochi anni dopo il genocidio e si mette a raccogliere testimonianze. Da queste terribili testimonianze nasce il libro, che ha la forma del romanzo, ed è bello e terribile da leggere al tempo stesso.
  5. anna_mrcs
    , 15/9/2003 00:00
    Ciao,
    qualcuno ha letto Gordimes Nadine "Nessuno al mio fianco"? Un libro sull'Apartheid in Sud-Africa. Io non l'ho ancora letto ma sono tentata di comperarlo, qualcuno può dirmi cosa ne pensa?
    E "Fuga da Manattahan"? Qualcuno l'ha letto.... In rete ho trovato solo commenti negativi...
    Bye
    Anna

    p.s. ho finito di leggere 'Una spia sul tetto del mondo'. Veramente bello.. per chi volesse capire un po' lo stato del tibet all'epoca dell'invasione è un punto di partenza... Ottima la narrazione...
  6. Turista Anonimo
    , 9/9/2003 00:00
    L'ambasciatore Ludovico Incisa di Camerana, cagliaritano, è nato il 12 dicembre 1927. In carriera diplomatica dal 1955 al 1995, ha cominciato con incarichi a Le Havre, Madrid, Rio de Janeiro e, al ministero, presso la Direzione generale
    dell'Emigrazione e la Direzione generale Affari Politici.
    Ministro consigliere a Londra, vi e' rimasto fino al 1980.
    Successivamente e' stato ambasciatore a Caracas dal 1980 al 1985
    ed a Buenos Aires dal 1985 al 1982, quando ha assunto l'incarico
    di promuovere il collegamento delle attivita' di ricerca del
    Servizio Storico e Documentazione del Ministero con gli analoghi
    istituti di altri Paesi e con le altre istituzioni di ricerca
    italiane.
  7. Turista Anonimo
    , 9/9/2003 00:00
    la storia delle emigrazioni degli italiani, nel mondo, in europa ed in italia.
    interessante.

    c/p

    Sulla grande emigrazione italiana fra Ottocento e Novecento sono apparsi studi storici e sociologici, resoconti giornalistici e racconti letterari che hanno talora suscitato (come "Sull'Oceano" di Edmondo De Amicis) grandi emozioni umane e passioni politiche. Mai prima d'ora tuttavia l'esodo italiano era stato raccontato e studiato in una lunga prospettiva storica. E' questa la prima originalità del libro di Ludovico Incisa di Camerana. Guardato dall'alto della storia, il grande affresco dell'Italia nel mondo assume nuovi lineamenti e suggerisce nuove riflessioni. Non esiste soltanto l'emigrazione miserabile e 'stracciona' su cui molti scrittori hanno versato in questi anni lacrime di rabbia e di indignazione sociale. Vi fu la grande emigrazione mercantile, dalla fine del Medio Evo al Rinascimento, primo esperimento di globalizzazione economica. Vi fu il ciclo culturale tra la fine del Rinascimento e l'Ottocento, durante il quale gli emigranti italiani erano pittori, scultori, poeti di corte, cantanti, attori, ballerine, architetti, generali, banchieri, consiglieri del principe, prelati, spose di sovrani, segretari di Stato ed esuli politici. Vi fu l'esodo di massa dal 1861 al 1914, che diffuse stereotipi e pregiudizi alquanto diversi da quelli che avevano distinto l'immagine dell'Italia all'estero nei secoli precedenti. Vi fu un ciclo 'misto', dal 1945 al 1970, durante il quale partirono dall'Italia operai e tecnici, minatori e imprenditori, proletari e borghesi. E vi è infine un ciclo recente, non ancora concluso, durante il quale le distanze tra la madrepatria e le sue colonie demografiche nel mondo si sono fortemente accorciate. Mentre i figli e i nipoti della vecchia emigrazione hanno ormai raggiunto posizioni eminenti, altri italiani all'estero scelgono di tornare in patria. Mentre gli emigranti di un tempo salivano lentamente i gradini della scala sociale, quelli d'oggi s'inseriscono subito nelle università, nei laboratori di ricerca, nei mercati finanziari, nel mondo nuovo del design e della moda. Mentre l'emigrazione è stata per molto tempo una scelta definitiva, ora si configura come una sorta di 'pendolarismo' su scala internazionale. La seconda originalità del libro è lo stile dell'autore. "Il Grande Esodo" è un'opera di sociologia storica, ricca di acute riflessioni sulla natura del fenomeno e sulle sue relazioni con la realtà italiana. Ma è anche un grande palcoscenico attraversato da una folla di personaggi grandi e piccoli, tutti descritti con le qualità letterarie di un autore che dimostra di possedere, di fronte alla varietà dei casi umani, una straordinaria combinazione di ammirazione, compassione e ironia.
  8. Turista Anonimo
    , 9/9/2003 00:00
    paolo, ludovico incisa non è un ambasciatore? di che parla il libro che nomini sotto?
  9. Turista Anonimo
    , 9/9/2003 00:00
    mi avete fatto venir voglia di catalogare i miei libri.

    Oggi previsto un salto in libreria per comprare:
    sergio romano: il rischio americano

    tobias jones: il lato oscuro dell'italia (l'omologo inglese di severgnini! ne ho letto un capitolo l'anno scorso, poi però l'ho lasciato a metà come tutti i libri in inglese che ho la presunzione di comprare!)

    michel houellebecq: le particelle elementari (che ho già letto, ma mi è finito in mare quest'estate e quindi me lo ricompro...)
  10. Turista Anonimo
    , 9/9/2003 00:00
    E' vero che Bonatti da Vittima della storia del K2 ha forza di menarla è diventato per anni quasi paranoico e monotematico.
    considera però che per circa 15 anni quella storia negli ambienti dell'alpinismo mondiale è stata taboo.
    Bonatti raccontava palle e Lacedelli e Compagnoni erano i 2 eroi.
    poi, pare appurato che le cose andarono esattamente al contrario!
    ma Bonatti per decenni rimase vittima di un totale ostracismo sia nel suo mondo, quello dell'alpinismo, sia nel mondo che gli permetteva alla fine di vivere: tv, case editrici, radio, giornali.
    oltretutto stiamo parlando di un uomo che da quando aveva 16 anni non fa altro che 2 cose: scalare montagne e viaggiare da solo nei posti più dispersi della terra (entrambi sono "lavori" assai costosi e non remunerativi se non sotto forma di libri o documentari o interviste); credo che la sua autodifesa sia stata legittima e doverosa, sopratutto anche per la sua dignità, dato che per anni e anni venne fatto passare come un pazzo inaffidabile e ballista.
    che in più sia anche strapieno di se...non c'è dubbio; ma solo e sempre leggendo i libri.
    nell'ultimo decennio è stata finalmente fatta chiarezza e Bonatti oggi è ritornato ad essere uno dei più grandi scalatori della storia nella considerazione di tutto il mondo. i suoi libri sono venduti in decine di paesi, tanti rifugi portano il suo nome, sentiri, vie (non strade!), ferrate...

    WALTER BONATTI
    nato a Bergamo nel 1930, trasferitosi subito con la famiglia a Monza (Mi); a sedici anni si arrampica sulla Grigna (la piramide rocciosa che domina la Brianza) tre anni dopo si cimenta sulla direttissima del Croz dell'Altissimo nel Gruppo del Brenta, Nord del Pizzo Badile, parete Ovest dell'Aiguille Noire del Peutérey (Monte Bianco), Nord delle Grandes Jorasses. Guida Alpina dall'età di 24 anni. Nel panorama alpinistico, dove anche grandissimi arrampicatori sono conosciuti solo all'interno di una ristretta cerchia di appassionati, Bonatti rappresenta una rara eccezione. Le sue imprese infatti sono state così grandi da raggiungere la notorietà presso il grande pubblico. Tra le tante non si può non citare la scalata in solitaria del pilastro sud -ovest del Dru nel gruppo del Monte Bianco; la partecipazione alla conquista del K2 nel 1954 dove fu costretto ad un impossibile bivacco notturno a quota 8100 metri; l'ascesa al Gasherbrum IV in Himalaya, la scalata invernale in solitaria e diretta della parete nord del Cervino nel 1965, dove concluse la sua sfolgorante carriera alpinistica.
    Nel luglio del 2000 il presidente francese Jacques Chirac gli ha conferito il titolo ufficiale dell'"Ordine" della Legion d'onore

    LE GRANDI IMPRESE ALPINISTICHE
    1951 Parete est del Grand Capucin
    1953 Pareti nord delle tre Cime di Lavaredo
    1954 Spedizione italiana sul K 2 bivacco a quota 8100
    1955 Scalata in solitaria del pilastro sud-ovest del Dru
    1956 Traversata sci alpinistica completa delle Alpi
    1958 Ascesa al Gasherbrum IV , Himalaya
    Scalata del Cerro Mariano Moreno e concatenamento sul Cordon Adela (Patagonia)
    1961 Scalata al Rondoy Nord, gruppo andino Huayhuash
    1963 Scalata invernale della parete nord delle Grandes Jorasses
    1965 Scalata invernale in solitaria diretta dalla paret nord del Cervino.

    VIAGGI E AVVENTURA
    1965 Alaska; 1966 Tanzania; 1967 Foreste dell'Orinoco, Venezuela; 1968 Piccole isole della Sonda, Indonesia; Sumatra; Vulcano Krakatoa; Sorgenti del Rio delle Amazzoni; 1969 Deserto centrale australiano; Isola di Nuku-Hiva, Polinesia; 1970 Arcipelago Juan Fernadez, Cile; 1971 Capo Horn Fiordi patagonici; Rio Santa Cruz; Monte Aconcagua, Ande; 1972 Vulcano Nyragongo, Zaire; Foreste dell'Ituri, bacino del fiume Congo; 1973 Foreste di Orinoco; 1974 Irian Jaya, regioni interne della Nuova Guinea; 1975 Auyàn Tepuy, Terre Alte della Guyana; 1976 Antartide; 1978 Sorgenti del Rio delle Amazzoni; 1986 Patagonia cilena Hielo Continental.

    PUBBLICAZIONI
    1980 Ho vissuto tra gli animali selvaggi. 1983 Le mie Montagne. 1984 Avventura. 1984 Magia del Monte Bianco. 1985 Processo al K2. 1986 La mia Patagonia. 1989 Un modo di essere. 1989 L'Ultima Amazzonia. 1996 K2. Storia di un caso. 1996 Montagne di una vita. 1997 In terre lontane.
  11. Turista Anonimo
    , 9/9/2003 00:00
    Io li ho ordinati per casa editrice.
    E ora, dato l'alto numero, necessito di nuovi posti.
    Però prima devo studiare la soluzione migliore. Così per ora li tengo accatastati vicino al pc in attesa di una libreria nuova.
  12. anna_mrcs
    , 9/9/2003 00:00
    Che stile narrativo ha Seth? A me non piacciono quando sono troppo descrittivi, troppe parole e pochi fatti... pagine e pagine per raccontarti la stessa cosa...

    Effettivamente hai centrato il mio pensiero su Bonatti... farà anche delle cose estreme (ma non è il solo a farle e a narrarle!!) ma potrebbe anche scendere dal piedistallo.. e soprattutto per la faccenda dl K2.. mi sembra che faccia anche che certe volte faccia anche dell'eccessivo vittimismo.. avrà anche ragione.. ma dopo qualche pagina lo abbiamo capito che è stato sfortunato e vittima di accuse ingiuste...

    Io sono partita mettendoli in ordine di genere e autore, ho ripiegato in base all'altezza e ora li metto alla rinfusa...
    Ci metto un po' a cercarli ma... l'idea di mettermi li a riordinare tutto non mi passa nemmeno nell'anticamera del cervello!!!
  13. Turista Anonimo
    , 9/9/2003 00:00
    E' vero, mi è stato consigliato "una musica costante" da una persona che ne era entusiasta.
    Non mi ha sfinito ma c'è voluto tutto il mio amore per lo stile narrativo inglese per non abbandonare la lettura a metà. Anche io a mio tempo ho sentito la necessità di capire chi è Seth e cosa ne dicono i critici e sembrava molto apprezzato...forse non era il momento!

    Il problema di non avere un criterio di ordinamento della libreria è proprio quello che se ti viene voglia di rileggere qualcosa ci metti mezza nottata per recuperare il libro cercato (e poi se ti viene voglia di rileggere qualcosa non c'è verso di cambiare idea, almeno per me!).

    Personalmente rileggo "Lessico Famigliare" della Ginzburg una volta all'anno, è proprio il mio libro del cuore.

    Anche io avevo seguito un ordine estetico, più che altro con le collezioni belle come quella di Repubblica e gli Einaudi, e anche io sono stata criticata, però per me è automatico associare subito un autore e un titolo ad una casa editrice (come un film alla casa di distribuzione), per cui lo trovo comodo...ma forse non ho ancora tanti libri come Paolo.
  14. Turista Anonimo
    , 9/9/2003 00:00
    non ho nessun ordine dei libri...o meglio ci ho provato.
    a casa ho 8 librerie, mi sembra, o 9, alcune hanno 6 o 7 ripiani e alcuni di essi, per creare ancor più caos hanno una doppia fila di libri! causa mancanza di spazio. molti libri li tengo in montagna, dove negli armadi al posto dei vestiti ci sono...libri.
    provai anni fa appena arredata la casa a mantenere una logica.
    ho ancora 1 ripiano dove ci sono una quarantina di LP una a fianco all'altra. un altro ripiano è composto dai libri di viaggio e di antropologia ai quali tengo di più (Clark, Lawrence, Strauss, Byron ecc), un altro ancora da Atlanti di vario genere e libri fotografici.
    poi ho un altro ripiano di solo biografie/autobiografie (altra mia passione con i saggi storici).
    c'e anche in un altra libreria 2 ripiani che si sono salvati: uno ha solo libri della Einaudi e un'altro con solo romanzi di James Ellroy, Conrad, Orwell e Lewis.
    tutto il resto, e sono tanti, sono in un totale ordine casuale.
    oltrettuo a me non dispiace assolutamente rileggere i libri (alcuni li leggo anche 10 volte o più) a distanza di tempo.
    il problema è ritrovarli. oltretutto li impresto facilmente agli amici...
    invece tutte le cartine che ho raccolto in anni di viaggi e di Bit le tengo tutte in un enorme scatolone che ormai scoppia.
    ...peccato che non trovi più lo scatolone! lo sto cercando da mesi! e abito in un bilocale!!!
  15. Turista Anonimo
    , 9/9/2003 00:00
    Bonatti...non ho mai capito se racconta cumuli di balle clamorosi o è veramente matto come un cavallo.
    un suo parente stretto per alcuni anni è stato mio vicino di casa in montagna, nella Bergamasca...e lui che lo vedeva si e no 2 giorni l'anno dato che per il resto del tempo era in qualche oscura palude dell'Alaska o a 5.000 metri in Asia, era straconvinto che fosse matto!
    ovviamente nel senso buono. spinto dal fuoco del viaggiare.
    impossibile tenerlo fermo.
    non scrive certo come Manzoni, non ha un lessico sterminato, ma ha realmente una conoscienza visiva di posti incredibili e quasi totalmente sconosciuti.
    c'era una sua breve intervista sul Corriere della Sera circa 2/3 settimane fa. e poi ha aperto alcune delle vie più incredibili sulla Grigna, sul Cervino, il Bianco, scalato il K2 con tutto il casino che ne seguì...insomma...per me è un mito.
    forse quello che irrita molte persone di Bonatti è la sua boria. è molto pieno di sè e traspare benissimo dai libri, specie da quelli dove lui ricostruisce la vicenda del K2.
    ma credo che ne abbia tutto il diritto.

    quanto ad Autostop...mi è piaciucchiato, non tantissimo. scrive molto bene, è ben tradotto, ma Seth non mi soddisfa. gli altri suoi 2 libri non li ho nemmeno finiti ("Una musica costante" mi ha addirittura sfinito).
    però a molte, moltissime persone piace tantissimo, ed è anche incensato dalla critica.
    quindi te lo consiglio di sicuro.
  16. Turista Anonimo
    , 9/9/2003 00:00
    io ho una libreria a ponte sopra due porte che occupa tutta la parete. Appena è arrivata ho avuto la brillante idea di organizzarla per colore. Tutte le copertine gialle da una parte, tutte quelle azzurre dall'altra, ovviamente poi le mettevo in ordine di gradazione. Dopo aver subito gli sfottimenti di tutti gli amici e del parentado al completo mi sono arresa all'ordine per genere e per autore.