La Via degli Dei, da Bologna a Firenze

Raggiungere Firenze da Bologna prendendo l'Appennino di traverso

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  • di Arciduca
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro

Non vi è traccia di segnali, come era già successo ad un bivio precedente. Con un po’ di consultazioni della guida e con le informazioni raccolte da una coppia in auto che, probabilmente, contava su una maggiore riservatezza del posto, i due affrontano un penoso tratto in asfalto sino a giungere ad un quadrivio così ricco di segnali che … non sanno che direzione prendere.

Claudio sente al cellulare il b&b di Badolo e Angelo parla con un ciclista volenteroso che si ferma a dare una mano. Dal mix delle informazioni raccolte si capisce la direzione e che l’ultimo tratto è in salita. Fa caldo e inizia il tratto di giornata quando la strada pesa, insieme allo zaino.

Ma ,dopo un lungo tratto su sterrato appare il “Nova Arbora”, insieme al barbuto Giorgio che ha dato le indicazioni al telefono; con lui c’è Donatella che con un sorriso e due birre fresche li accoglie; dopo otto ore, al primo giorno di cammino sono cose oltremodo gradite.

L’ospitalità è molto buona e il massiccio Giorgio (classe 1937) ci racconta un po’ della sua vita, ivi compresa la nascita dell’oasi naturalistica e dei laghi creati che, però, pare abbiano un fondo così sabbioso e drenante che resta difficile mantenerne un livello sufficiente, se non pompando acqua dal vicino Reno.

Con l’occasione si muniscono della nuova carta a scala 25.000 della Via degli Dei, di recentissima pubblicazione e che si rivelerà utilissima nei giorni a venire.

Ma il loro interesse va progressivamente scemando perché pensano alla doccia che li attende e, perché no, alla cena che Donatella ha promesso di preparargli. I tagliolini freschi in brodo, impreziositi dalla crosta di parmigiano ammollo, il tacchino con la verdura e la frutta fresca si rivelano all’altezza della situazione.

Angelo è ancora piuttosto tonico e si aggira per il giardino con la sigaretta e un libro da leggere che ha avuto l’ardire di riporre nello zaino. Claudio è più sfatto e attende solo l’ora di stramazzare a letto, cosa che fa nel giaciglio a due piazze che trova in camera. Sarà l’arrivo più tardivo di Angelo e il suo russare spavaldo a farlo spostare, cercando asilo nel letto singolo approntato nell’altra stanza dell’appartamento a loro assegnato.

Nonostante la dolenzia alle gambe, il silenzio di Badolo lo avvolge e, complice un’aspirina, lo fa ricadere in un sonno di piombo.

2 giorno

L’indomani mattina l’inizio è alla grande, con la ricca colazione che si trovano davanti e che è il miglior avvio di giornata che possa esistere, considerato che il pranzo, in pratica, non esiste.

Al tavolo a fianco dei viandanti ci sono quattro persone giovani che partecipano a qualche convention a Bologna; sono vestite bene e tra di loro parlano di budget, di congiure d’ufficio et similia. Claudio, da buon esodato, ricorda con un sorriso interno questi argomenti che gli sembrano sbiaditi, quasi come fotografie in bianco e nero ingiallite dal tempo. Angelo, tutt’ora in servizio, ridacchia sardonico, come se, già da ora, la materia non fosse di suo interesse.

Ma è tempo di andare, li aspetta il Monte Adone che con i suoi 655 metri non è poi così altissimo, ma rappresenta il campione del contrafforte pliocenico di queste terre che milioni di anni fa erano coperte dal mare e che adesso, erose dal vento e dalla pioggia, assumono le sembianze di strane sculture. Si sale piuttosto facilmente e, arrivati in cima, si apre una splendida visuale, poco appenninica. Sotto, incessante e sordo, si sente il rumore del fiume di auto e di camion che affrontano in salita il famigerato tratto appenninico dell’Autostrada del Sole. La particolarità di dominare l’intera valle sottostante ebbe una sua utilità durante la seconda guerra mondiale, in quanto il Monte Adone diventò un caposaldo tedesco, in queste zone che facevano parte della Linea Gotica che univa il Tirreno all’Adriatico e che costituiva il baluardo nazifascista all’avanzata degli Alleati sbarcati in Sicilia nel luglio del 1943

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Commenti
  1. alan50
    , 8/1/2015 22:13
    Un cordiale saluto ai protagonisti della bella camminata da Bologna a Firenze da parte di un altro appassionato camminatore che fin dall'infanzia (sono quindi trascorsi oltre 50 anni da allora) ama il camminare lento. Ho molto apprezzato lo stile fluido del diario, i suoi contenuti e, in primis, l'aver voluto condividere con noi lettori un'intensa esperienza di vita come quella della Via degli Dei che io stesso percorsi molti anni fa in solitario. In bocca al lupo a voi per la prossima volta che sentirete gli spallacci aderire alle spalle. Alberto

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