Gita domenicale a Mantova

Alla scoperta dei tesori custoditi dalla capitale italiana della cultura 2016

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  • di Randir
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Domenica mattina, sveglia all'alba e ci si incammina verso la stazione Fs per prendere il treno per Mantova.

All'arrivo ci dirigiamo subito verso Palazzo Te con l'intento di visitarlo per primo in maniera (forse) da evitare le comitive e i gruppi che si accalcano nelle sale splendidamente affrescate.

Il biglietto per entrare ci costa meno in quanto, come anche altri edifici della città, se si è possessori di un biglietto TreNord obliterato da meno di tre giorni c'è uno sconto non indifferente.

Il palazzo è meraviglioso e girare tra le sue sale e i suoi giardini ci riporta quasi in un'altra epoca. La Sala dei giganti, se temporaneamente e concettualmente ubicata nella maniera corretta, dimostra l'ingegno e la capacità d'innovazione di Giulio Romano e lascia lo spettatore a bocca aperta mentre viene catapultato nell'ambiente surreale e unica della stanza che narra della caduta dei giganti durante il tentativo di ascesa all'Olimpo.

Il giro della città continua rapidamente (le cose da vedere sono molte e il tempo poco) e ci troviamo a percorrere la via del principe fino a giungere a Piazza delle Erbe.

Qui facciamo tappa velocemente alla basilica di Sant'Andrea e alla rotonda di San Lorenzo; per poi ripartire subito lasciandoci alle spalle la piazza.

E' già primo pomeriggio e quindi ci sembra lecito mangiare un boccone; prendiamo uno spuntino e dopo un buon quarto d'ora di cammino ci fermiamo a gustarlo al di là del ponte che separa il Lago di mezzo dal Lago inferiore: un'area verde dai cui pontili si ammira una vista unica della skyline di Mantova che si riflette sul Mincio. Ci fermiamo ad ammirare quello che l'uomo è riuscito a costruire negli anni passati rimanendo stregati dalla bellezza e dalla maestosità di tali opere.

Ci spostiamo nuovamente in città e, ritornando sui nostri passi, ci troviamo al Palazzo Ducale. Purtroppo a causa delle premure sulla conservazione della camera degli sposi siamo costretti a optare per il solo biglietto della corte nuova che comunque affascina con le sue meravigliose sale.

Terminata anche la visita del palazzo ci resta una sola tappa prima di tornare a casa: il Teatro scientifico del Bibiena, considerato negli itinerari secondari.

Anche qui il biglietto e scontato per chi arriva in città in treno.

Sicuramente questo teatro è la cosa che più ci ha affascinato nella nostra giornata a Mantova. Piccoli e intimi gli scompartimenti superiori si aprono timidamente su un basso palchetto; l'atmosfera tramessa dalla costruzione in legno ci fa dimenticare che ci troviamo nel centro città e ancora una volta, ma adesso con maggior intensità, veniamo trasportati in un'altra epoca dove compositori e artisti, come anche il giovane Mozart, espongono le loro capacità davanti ad una raffinata folla che gli osserva dall'alto del teatrino come api in tante piccole celle.

La giornata è già giunta al termine e siamo costretti a fare ritorno in stazione.

Ci lasciamo alle spalle Mantova, capitale italiana della cultura 2016; città artisticamente eccelsa.

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