Mantova: respirare alla corte dei Gonzaga

Due giorni culturali a Mantova
 
Partenza il: 29/01/2020
Ritorno il: 30/01/2020
Viaggiatori: 3
Spesa: 500 €

Due giorni a Mantova:ci regaliamo io mio marito e la nostra amica Pin, un viaggio culturale in questo fine gennaio, per visitare un altro piccolo gioiello italiano. Io e mio marito partiamo da Torino e la nostra amica da Varese, ci incontriamo a Milano e insieme raggiungiamo Mantova in treno. Arriviamo alle 12,30 circa e ci incamminiamo dalla stazione verso il centro (circa 700 mt) per prendere possesso delle nostre camere al B&B AmaMantua in pieno centro, in via Galana (costo per due camere comunicanti con bagno e prima colazione 100 euro a notte).

Posata la piccola borsa ci incamminiamo in piazza delle erbe per un veloce pranzo, sotto un sole bellissimo e stranamente (per il periodo) caldo. Visitiamo subito la Basilica di Sant’Andrea, la più grande chiesa di Mantova, a croce latina, contiene al suo interno la tomba della famiglia Mantegna e conserva la più grande reliquia della Cristianità: i Sacri Vasi contenenti il sangue di Gesù. Pochi passi e siamo davanti al palazzo ducale, un grande complesso di circa 35.000 mq. Con oltre 1000 ambienti è una straordinaria testimonianza della storia di Mantova, del Rinascimento italiano e dell’arte europea tra Medioevo e Barocco, il Complesso Museale di Palazzo Ducale si colloca tra i più prestigiosi beni culturali del sito UNESCO di “Mantova e Sabbioneta”. La storia dell’edificio coincide in buona misura con la fortuna della famiglia Gonzaga, che ne fece la propria residenza dal 1328 al 1707. Il costo è di 13 euro e iniziamo dal Castello di San Giorgio possente opera di fortificazione realizzata da Bartolino da Navara sul finire del XIV secolo a imitazione di quello degli Este a Ferrara . Da queste sale i Gonzaga esercitarono il potere, vissero i fasti di una reggenza invidiata e rispettata, videro la decadenza lenta e inesorabile, subirono la fine sotto i colpi della storia. Arricchito con affreschi importanti tra cui spicca la famosissima “Camera Picta” o Camera degli Sposi,Il grande capolavoro del Mantegna, che vede raggruppata la famiglia regnante con parte della corte. L’affresco descrive un momento di vita quotidiana di incredibile naturalezza. Strabiliante per l’epoca, la grande maestria dell’artista che riesce a trasformare un ambiente angusto e quadrato (8 metri per 8) in una loggia aperta verso spazi infiniti dove il soffitto diventa un’apertura e dove il cielo si popola di amorini e fanciulle.

Continuiamo nella corte nuova e le sue splendide sale, e poi alla galleria della mostra con la sua sala lunga 64 metri. Concludiamo con l’appartamento vedovile di Isabella D’Este e il suo giardino segreto. Isabella D’Este, una figura importantissima per Mantova, si respira in queste stanze il suo potere, la sua dominanza, la sua intelligenza, donna forte e coraggiosa in ogni sua scelta, cresciuta alla corte di Ferrara, fece di tutto e ci riuscì per far splendere Mantova. Usciamo nel tardo pomeriggio e d’obbligo giriamo a piedi il centro cittadino. Piazza Sordello con il suo punto focale, la cattedrale di San Pietro,a destra la magna Domus e il Palazzo del Capitano, a sinistra il palazzo Bonacolsi ora dei marchesi Castiglioni,poi piazza Broletto e la fontana dei delfini, la torre comunale ,il palazzo Broletto. Il salotto buono della città: Piazza delle Erbe e la rotonda di san Lorenzo,con la sua chiesa circolare, una delle poche cristiane con quella forma, il Palazzo del Podestà e la torre dell’orologio. Molto stanchi, ma, molto appagati dopo questa immersione nell’arte rinascimentale, ceniamo in un ristorante tipico, l’antica osteria il leoncino rosso

Dopo una buona notte ristoratrice e una lauta colazione siamo pronti per la meraviglia di Mantova… Palazzo te, capolavoro di Giulio Romano per committenza di Federico II Gonzaga figlio prediletto di Isabella D’Este. Ideato come una villa romana antica, si presenta come un complesso rinascimentale molto prezioso e molto ben conservato. Vi è cultura raffaellesca, michelangiolesca,ma anche notevoli e sorprendenti invenzioni. Costruito su una piccola isola di nome Tejeto, venne abbreviato in Te e da qui palazzo Te. Villa per gli ozi e per gli svaghi, questo volle Federico, destinata alla “rappresentanza” ai ricevimenti e agli incontri con la sua amante. E’ un riflesso di Giulio Romano che ha voluto stupire, direi con effetti davvero speciali il suo datore di lavoro che all’interno di questo palazzo ne ostenta i titoli, la passione per i cavalli come la sala dei cavalli, l’ambizione quasi illecita di un amore come nella stupefacente stanza di Amore e Psiche, l’ambiente più sontuoso del palazzo,la tragedia di un mondo in rovina come nella meravigliosa sala dei Giganti Federico volle al suo interno uno spazio molto privato ed allora l’appartamento detto della Grotta con il suo giardino segreto. Con gli occhi pieni di tutta questa arte, respiriamo l’aria mantovana , intrisa dei fasti che furono, camminando nella leggera nebbia, e ci rechiamo verso piazza delle erbe, dove al giovedì si svolge un mercato. Dopo tanta arte qualche acquisto fra le bancarelle , un pranzo veloce e il ritorno in stazione per il ritorno a casa.

Mantova è a misura di gambe, tutto si concentra in 20 minuti di cammino, una cittadina moderna e competitiva, ma anche un po’ contadina e artigiana, intrisa di storia e di buona cucina.

Credetemi, vale la pena visitarla!

Luisa Deninotti

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CAMERA CON VISTA

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PIAZZA DELLE ERBE

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PALAZZO DUCALE

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PALAZZO TE

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CAMERA DEGLI SPOSI

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STANZA DEI GIGANTI PALAZZO TE



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