Yokoso Japan (Benvenuti in Giappone) parte 1

Viaggio in Giappone alla scoperta della cultura, della tradizione e della cucina posti visitati Tokyo, Nikko, Kamakura, monte Fuji, Takayama, Kyoto, Himeji, Miyajima, Hiroshima, Nara, Osaka

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  • di marzio.in.viaggio
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 6
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro

Yokoso Japan (Benvenuti in Giappone) Viaggio in Giappone alla scoperta della cultura, delle tradizione e della cucina.

Come ogni anno, più o meno in questa stagione, arriva il desiderio di allontanarmi dall'Italia per andare a vedere un posto nuovo. Quest'anno (2009), dopo alcune indecisioni, la scelta è caduta sul Giappone. E' stato un viaggio molto interessante, in un paese che alterna la tradizione con la tecnologia avanzatissima. Quindi, come al solito, mettetevi comodi, prendete birra e pop-corn che si comincia.

16 aprile

Voliamo con Air France, il piano dei voli prevede un Roma-Parigi e un Parigi-Tokyo. Questa volta il gruppo è piuttosto ristretto, siamo solo 6 persone e come al solito non conosco nessuno. Partiamo quasi tutti da Roma, appuntamento alle ore 7:00 a Fiumicino. Ci sono Laura, la capogruppo, Graziella, Guido, Eugenio oltre, ovviamente, al sottoscritto. L'ultimo componente del gruppo, Filippo, parte da Milano e lo incontreremo a Parigi. Piccola modifica, in seguito agli accordi tra le compagnie aeree, l'aereo che ci porterà a Parigi sarà Alitalia. Voleremo quindi con la Nuova Alitalia. Nuova compagnia, ma vecchi problemi, visto che l'aereo parte con 40 minuti di ritardo. Arrivati a Parigi abbiamo pochissimo tempo per prendere l'altro aereo, arriviamo al gate che è già cominciato l'imbarco. Grosso problema, Filippo non c'è. L'aereo da Milano, anche questo Alitalia, porta un ora di ritardo e non è ancora arrivato. Ovviamente l'aereo si rifiuta di aspettare una persona, se non arriva dovrà prendere l'aereo successivo che sarà in serata o forse domani. Noi dobbiamo decidere velocemente cosa fare, se partire comunque senza di lui, o prendere il volo successivo. Rimandare il volo significa non solo perdere una mezza giornata, ma anche pagare un supplemento per il cambio. Al contrario, se non ci riuniamo subito con Filippo, sarà un problema ritrovarlo a Tokyo, per i problemi con la lingua e gli indirizzi. Inoltre sembra che in Giappone i nostri cellulari non funzionino (non utilizzano il GSM, ma un altro segnale). Alla fine decidiamo di partire comunque, in qualche modo lo troveremo a Tokyo. Poi, quando mancano 5 minuti alla chiusura dell'imbarco, vediamo una figura correre verso il gate. Indossa un giaccone rosso acceso, che durante il viaggio considereremo come un faro tra la folla: è Filippo ed è arrivato appena in tempo. Presentazioni, saluti, saliamo sull'aereo e si parte. Ci aspettano 11 ore di volo, il sedile è piuttosto scomodo ed in posizione centrale, ne corridoio ne finestrino. Nonostante la scomodità riesco a passare quasi tutto il viaggio dormendo, anche grazie alla distribuzione di tappi per le orecchie e mascherine per gli occhi.

17 aprile

Arriviamo all'aeroporto di Tokyo Narita verso le 8:00. Abbiamo un cambio di fuso di 7 ore, come mettere 7 ore legali tutte insieme, e siamo piuttosto stanchi. Mentre camminiamo nel corridoio verso la parte di immigrazione, vediamo che ci controllano con una telecamera. Si tratta di una scansione termica per controllare la nostra temperatura, nel caso sia troppo alta (febbre), scatta la quarantena. Non ci fermano, vuol dire che stiamo bene. Ai banchi dell'immigrazione controllano i passaporti e poi ci fanno una foto e ci prendono le impronte digitali. Alla faccia della privacy, voglio sperare che quando lasceremo il paese, queste informazioni saranno cancellate. Passati questi, siamo ufficialmente in Giappone, e ci troviamo di fronte ad un gigantesco cartello con la scritta "Yokoso Japan", sotto la traduzione nelle varie lingue: Benvenuti in Giappone

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