Yokoso Japan di Benvenuti in Giappone parte 4

Viaggio in Giappone alla scoperta della cultura, della tradizione e della cucinaposti visitati Tokyo, Nikko, Kamakura, Fuji, Takayama, Kyoto, Himeji, Hiroshima, Nara, Osaka
Scritto da: marzioinviaggio
yokoso japan di benvenuti in giappone parte 4
Partenza il: 16/04/2009
Ritorno il: 03/05/2009
Viaggiatori: 6
Spesa: 3000 €

29 aprile

Oggi giriamo per Kyoto. Ci dedichiamo alla parte nord-ovest della città. Per prima cosa andiamo al Tourist Office per prendere informazioni degli itinerari e luoghi consigliati, poi con il biglietto giornaliero dell’autobus incominciamo il giro. Incominciamo col palazzo imperiale e giardini. Si trovano quasi al centro della città. Facciamo un giro per il parco intorno al palazzo, poi, visto che gli altri non sono interessati alla visita, entro da solo. Per non so quale festività, in questo periodo l’ingresso al palazzo è gratuito, da un lato è bene, perché significa che non pago, dall’altro è male perché c’è un sacco di gente. Faccio un giro veloce, per non fare aspettare troppo gli altri e per la folla che diventa sempre più numerosa. I palazzo in se non è niente di particolare, scatto qualche foto giusto per documentazione. Quelli veramente belli sono i giardini dentro le mura, coloratissimi, con ruscelli, ponti nel classico stile giapponese di concentrare tantissime cose belle e colorate in pochissimo spazio. Finito il giro ci rechiamo al Daitoku-ji temple. che racchiude un complesso di templi zen, alcuni dei quali visitabili. Visto che si paga l’ingresso di ogni singolo tempio, decidiamo di visitare solamente il Daisen-in che ala fine non risulta essere niente di particolare. L’unica cosa interessante è un giardino zen di cui non si possono fare fotografie. Ci stanchiamo abbastanza presto del giro (incominciamo a non poterne più di visitare templi e santuari), ed andiamo via. Pranziamo in zona, prendendo da mangiare in un supermercato per non perdere tempo. Prendo una confezione di sushi e del tempura. Anche qui, alla cassa, mi vengono fornite delle bacchette sigillate. Per quanto riguarda il tempura non è niente di speciale, forse appena fatto era buono, ma una volta raffreddato perde molto. Il sushi, al contrario è molto buono, la confezione include anche una boccetta di salsa di soia e del wasabi. Nel pomeriggio facciamo visita al Kinkaku-ji temple, dove c’è il famosissimo padiglione d’oro. Il padiglione, come dice il nome, è veramente ricoperto da foglie d’oro, ed è bellissimo. Purtroppo non si tratta dell’edificio originale, perché nel 1950 un monaco ha dato di matto e gli ha dato fuoco. Seguiamo il percorso guidato scattando moltissime foto, anche se le migliori risultano essere le prime, fatte dal lato del laghetto, dove si può ammirare il riflesso nell’acqua. Si, lo so, avevo detto che eravamo stanchi di templi, ma questo è veramente diverso dagli altri. Per finire il giro della giornata, andiamo poco distante al Ryoan-ji temple, dove c’è il famosissimo giardino zen. Il giardino zen in questione è anche questo uno dei luoghi più visitati. Ha la caratteristica di contenere 15 pietre, ma da qualsiasi angolazione lo guardi, ne puoi contare al massimo 14. Rimaniamo li a contemplare questo mare di sabbia arata con qualche pietra dentro, mentre qualcuno del gruppo si domanda cosa ci sia di particolarmente interessante. Per un attimo me lo sono chiesto anche io. Torniamo in albergo e, visto che è ancora presto, mi vado a fare un giro alla stazione. Mi piace come è fatta, ogni tanto ci torno a fare qualche foto. Per cena, il ‘nostro’ solito ristorante è chiuso, veniamo a sapere che oggi è un giorno festivo in Giappone. Ci rechiamo in un altro ristorante, circa 200 metri più distante. Luogo leggermente più rumoroso, fumoso e pieno di confusione rispetto a quelli trovati fino ad oggi. Prendo dei noodles saltati in padella con verdure, pezzetti di polipo, pezzetti di carne e delle foglie di qualche cosa che sembra salmone. Descritto così sembra una schifezza, invece è veramente buono. Peccato che i noodles sono leggermente scotti. Finito questo piatto abbiamo ancora fame e con Filippo dividiamo una porzione di calamari fritti in tempura e una porzione di patate (due) alla griglia con del formaggio sopra. Molto buono. Tutto. Prima di andare a dormire, solita lessata nel vascone dei bagni comuni.

30 aprile

Oggi visita alla parte sud-est della città. Sveglia alle 7:00, partenza alle 8:00. Colazione al bar francese della stazione e poi bus n. 100 che ci porta al Ginkaku-ji temple, dove c’è il famoso padiglione d’argento. A dispetto del nome, questo non è ricoperto d’argento. Tra l’altro è anche in restauro. Insomma leggermente deludente dopo il padiglione d’oro di ieri. Facciamo qualche foto al padiglione ed ai bellissimi giardini e poi proseguiamo. Prendiamo il ‘sentiero del filosofo’, una stradina immersa del verde che costeggia un canale. Si chiama così perché un filosofo giapponese, di cui non ricordo il nome, amava passeggiare su quel sentiero. Il percorso è lungo circa due chilometri e lungo la strada ci sono spesso indicazioni per altri templi. Visitiamo qualcuno di questi come l’Honei-ji e l’Eikandoji temple, ma ormai non ne posso più di visitare templi. Appena possibile insisto per la pausa pranzo. Per pranzo ci dividiamo, qualcuno prende qualcosa al supermercato, altri (compreso il sottoscritto) vanno in un ristorantino-sala da te di fianco (visto che al supermercato non c’era il sushi). La scelta si limita a due piatti, riso al curry, o noodles caldi o freddi. Scelgo i noodles caldi. I noodles risultano essere molto più sottili rispetto al solito, come condimento ci sono alghe, verdure e un uovo mezzo cotto. Abbastanza buono. Dopo la zuppa, compreso nel menu da 1000 yen, una tazza di ottimo the verde. Dopo pranzo il programma prevede la visita al santuario Heian e relativi giardini. Il santuario è molto grande nello stile semplice shintoista. Particolare carino, i soliti foglietti di carta arrotolati contenenti le preghiere sono annodati a dei rami secchi. Da lontano sembrano degli alberi con le foglie bianche. Per quanto riguarda i giardini, non ho voglia della solita visita. Mi separo con una parte del gruppo per andare al Nishiki food market dove sono presenti una serie di negozietti di roba alimentare e non. Per quanto riguarda la parte alimentare, riesco a trovare a dei prezzi accessibili dei tubetti di wasabi. Per quanto riguarda acquisti ai altro tipo devo rinunciare, i prezzi sono troppo alti. Tornato in albergo lascio la zaino e vado alla stazione per fare le ultime foto. Riesco a trovare il punto di accesso per raggiungere lo skyway, il lungo corridoio che attraversa la stazione al livello quasi del tetto (10-11 piano). Purtroppo la passeggiata si rivela essere meno interessante del previsto, delle alte vetrate, oscurate per gran parte del percorso, impediscono di affacciarsi sulla stazione sottostante. Causa stanchezza la passeggiata si conclude prima dell’orario programmato. Eventuali acquisti alla stazione, pure quelli cancellati, causa prezzi eccessivi. Per cena torniamo al locale di ieri, ordino i fried noodles come ieri e del sushi. Il sushi che ci portano non è quello che credevo, mi rendo conto che ci siamo sbagliati nell’ordinare. Non è cattivo, solamente è più costoso di quello desiderato. Non fa niente, siamo agli ultimi giorni e qualche strappo ce lo possiamo concedere. I noodles sono gli stessi di ieri, con pezzetti di carne, polipo, insalata, zenzero e quella cosa a fettine sottilissime che per alcuni è prosciutto e per altri salmone. Così sottili e arrostite, quelle fettine possono essere qualsiasi cosa. Dopo cena, distrutto, mi concedo un ultimo bagno nel vascone dei bagni comuni. Oggi hanno scambiato l’utilizzo dei bagni uomo-donna. Quello che fino ad ieri era riservato alle donne oggi è per gli uomini, e viceversa. Il nuovo bagno è molto più grande del precedente. Come al solito mi immergo nel vascone, pieno fino all’orlo, fino ad essere completamente lessato. A differenza del solito, quando esco non vado via, ma faccio una doccia fredda per abbassare il calore corporeo, poi rientro nella vasca per un secondo bagno. Alla fine, più stanco del solito, a dormire.



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