Uzbekistan: terra sconosciuta e meravigliosa

Un tuffo nella terra di Tamerlano, sulle tracce di Marco Polo, percorrendo la mitica Via della Seta, per assaporare colori, storia e cultura di questa terra
 
Partenza il: 27/09/2013
Ritorno il: 04/10/2013
Viaggiatori: 7
Spesa: 2000 €

Uzbekistan, ma dove si trova? Penso sia in Asia Centrale, faceva parte dell’ex Unione Sovietica. Ma cosa c’è da vedere? Non so, saranno steppe desertiche infinite, ove vivevano i Mongoli e dove passò Marco Polo durante il suo viaggio verso il Katai, descritto poi nel libro Il Milione. Ma non è li che si trova la mitica Samarcanda? Chissà come sarà? Allora documentiamoci.

Da queste poche battute è nata l’idea di un viaggio in questa terra, cosi distante da noi e così sconosciuta.

Solo quando arrivi in questi luoghi, ti rendi finalmente conto di quanto siano ricchi di storia, e di una stupefacente architettura, progettata e realizzata dai più grandi maestri che tanto hanno contribuito anche alla nostra civiltà cosidetta occidentale.

Puoi finalmente godere di monumenti meravigliosi ed impensabili, rimasti a testimonianza di una storia , tormentata ma ricca di cultura ed umanità.

Il suo suolo è stato nel lontano passato, ma anche in tempi più recenti, oggetto di conquiste e distruzioni, prima da parte di Gengis Khan, poi da Tamerlano, per finire alla nostra epoca con l’Unione Sovietica.

Le genti di queste terre hanno però sempre saputo mantenere la propria identità, le proprie tradizioni ed i propri costumi, uniti da uno spiccato senso nazionalistico.

Cosi oggi chi ha l’opportunità di poter visitare la repubblica dell’Uzbekistan, si puo immergere in questa particolare atmosfera, ed assaporarla appieno passeggiando tra le mille vestigia presenti nelle sue storiche città, così come negli innumerevoli suk , sempre affollatissimi e variopinti.

Considerando le molteplici problematiche burocratiche da affrontare per entrare nel paese, noi abbiamo optato per un viaggio organizzato da un tour operator italiano, il quale si è appoggiato alla agenzia Uzbeka Marco Polo Viaggi, rivelatasi molto efficiente sia nella logistica che nella guida locale, la Sig. Tamila: molto preparata , disponibile e padroneggiante un Italiano perfetto.

Khiva, un salto indietro nel tempo

E giunge finalmente il giorno della partenza. Il 27 settembre 2013. La nostra comitiva composta di 7 persone, si ritrova a Malpensa con tutti gli altri partecipanti al viaggio. Lì incontriamo il nostro accompagnatore , Paolo, che ci assisterà in tutti gli aspetti e per tutto il viaggio, in maniera encomiabile. Il volo non è breve,circa 6 ore , con 4 ore di fuso orario; passa comunque in fretta, tanta è la voglia di arrivare a destinazione ed iniziare il tour. Alle 6 del mattino, ora locale, atterriamo a Urgench, vicino a Khiva, siamo partiti da Milano alle 23. Dopo una estenuante attesa per vidimare i visti di entrata, retaggio della vecchia burocrazia sovietica (sei poliziotti per controllare ciascun visto), troviamo ad attenderci la nostra guida, Tamila, che rapidamente si presenta e ci fa salire sull’autobus che ci porterà al nostro primo Hotel: un resort della catena Asia, posto subito fuori le stupende mura di Khiva, antica capitale del khanato di Korasmia.

Tempo di fare colazione, e la stanchezza sparisce subito, soppiantata dalla frenesia di attraversare quelle ciclopiche e meravigliose mura, che sembrano essere li da secoli, ad attendere solo noi.

Tamila percepisce questa urgenza e subito dopo la sistemazione ci guida attraverso uno stupendo portale, che dà accesso all’Ichan Kala, il centro storico di Khiva, patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO. Non appena varcate le stupende mura, ci sembra di essere proiettati indietro nel tempo. Quello che ci circonda è magico: le case di mattoni crudi, le strade pavimentate in parte, le bellissime porte e finestre in legno, tutto è rimasto come era secoli fa. Anche gli abitanti, i bambini che giocano per starda, le donne avvolte nei loro veli, gli uomini intenti nei loro lavori di fine artigianato, sembrano vivere in quell’atmosfera antica, così quieta e rilassante, che segue languidamente lo scorrere del tempo, legato al viaggio del sole in quel cielo che sembra altissimo, e sempre di un azzurro intenso. Vediamo degli scavi coperti di recente nelle strade, incuriositi chiediamo a Tamila la quale ci dice essere il nuovo acquedotto, che solo quest’estate ha portato l’acqua corrente nelle case. Un po’ di modernità per questa gente ancora così felicemente e fieramente antica.

Cominciamo quindi la visita dei monumenti, a partire dal mausoleo di Pakhlavan-Makhmud, annoverato tra i santi dell’Islam. Questo luogo sacro, con una cupola verde smeraldo, è meta di pellegrinaggi da parte di molti fedeli Islamici.

Proseguiamo il nostro percorso entrando nella stupefacente moschea Juma, il cui soffitto è sorretto da una selva di colonne lignee intarsiate risalenti fino al X secolo. Ho avuto la fortuna di visitare molti paesi musulmani e quindi molte moschee, ma una costruzione cosi particolare e coinvolgente non mi era mai capitato di vederla.

Ci spostiamo poi nel palazzo Tash Khauli, un tempo harem del locale sultano. Le pareti della costruzione, sono riccamente ricoperte di maioliche di un colore azzurro cielo meravigliose.

La visita successiva è quella della madrassa (scuola coranica) Rakhim Khan, ove all’interno del cortile assistiamo ad un piacevole spettacolo offerto da una famiglia di funamboli.

Sostiamo quindi nel locale tipico annesso per il pranzo; dopo del quale entriamo nella fortezza della città: Khunia Ark, ove visitiamo il leggendario trono d’argento del khan di Khiva.

Saliti sulla torre della fortezza, possiamo estasiarci alla vista del panorama che si offre a noi. In lontanaza il deserto rosso Turkmeno, ai nostri piedi la città racchiusa nelle sue ciclopiche e maestose mura alte fino a 20 metri. Dall’alto è anche possibile osservare le innumerevoli tombe che cosi stranamente sono poste sulla parte inclinata interna delle mura stesse.

Il monumento comunque più maestoso, è il minareto Islam Hodja, altissimo e tutto ricoperto di maioliche finemente lavorate, e che proprio per la sua altezza è visibile da ogni angolo della città.

Altro monumento significativo è il minareto incompiuto, Kalta Minor, dotato alla base di una circonferenza enorme ed anch’esso riccamente ricoperto di maioliche; pensate che se fosse stato terminato avrebbe raggiunto la straordinaria altezza di 90 metri.

Concludiamo la visita soffermandoci a lungo presso una Jurta, montata di tutto punto ed in bella mostra . Questo tipo di tenda circolare, è stata per secoli la casa dei popoli nomadi che montavano e smontavano nei loro spostamenti e transumanze. È stata ma lo è ancora, perchè nelle steppe desolate dell’Asia Centrale moltissime tribù nomadi la utilizzano tutt’oggi.

Guarda la gallery
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Moschea Juma

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Monumento a Tamerlano

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Chor Mynor

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Complesso Poy

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Minareto khaliam

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Folclore locale

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Mausoleo Samanidi

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Bukhara

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Bukhara minareto Khaliam

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Donne Uzbekhe

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Pendici Pamir

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Colori della notte

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Mercato

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Mausoleo Pakhlavan

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panorama di Khiva

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Minareto incompiuto

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Piazza registan

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Minareto IslamHodia

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Mura di Khiva

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Cupola nervata

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Tomba di Tamerlano

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Astrolabio di Ulug-Bekh

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Registan di notte

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Necropoli



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