Repubblica Dominicana, un paese da scoprire

Non fermatevi sulla spiaggia: questa è una terra da scoprire!
Scritto da: balzax
repubblica dominicana, un paese da scoprire
Partenza il: 05/10/2013
Ritorno il: 13/10/2013
Viaggiatori: 1
Spesa: 2000 €

Diario di viaggio in due tappe

Questo diario è una sintesi di due diversi viaggi nella Repubblica Dominicana, uno in febbraio 2012 e uno in ottobre 2013. In entrambi i viaggi l’idea è stata quella di conoscere il paese attraverso le persone, le loro abitudini e le loro tradizioni. Per questo il diario non si sofferma solo sulla capitale Santo Domingo e sui luoghi di vacanza più tipici e noti, di cui si parla nelle prime pagine. La maggior parte del racconto è dedicata alla descrizione delle province meno conosciute, che sono ricchissime di luoghi e spunti interessanti, anche se magari vengono sottovalutate o trascurate nei programmi turistici standard.

Gli itinerari attraverso il paese si possono organizzare fai-da-te senza problemi. In qualche caso è meglio appoggiarsi a agenzie locali (es. percorso a cavallo al Salto del Limòn, visite in barca di parchi e lagune, whale-watching). Ci sono alloggi dovunque e per tutte le tasche. Gli alberghi sono puliti e le camere confortevoli, con una spesa che non dovrebbe superare i 1500-2000 pesos (30-40 €) per una notte in doppia.

Una vacanza-tipo nella Repubblica Dominicana

La vacanza-tipo nella Repubblica Dominicana consiste nel soggiorno in uno dei bellissimi resort della costa sudovest del paese. Praticamente tutto il tratto di costa che va da Santo Domingo a La Romana (e poi più su nella zona di Punta Cana, Samanà e Puerto Plata) è un susseguirsi di stupendi villaggi turistici costruiti lungo spiagge di sabbia fine e dorata. In questi resort l’ospite è accudito, riverito e coccolato da personale cordiale e disponibile, dall’alba al tramonto. Gli appartamenti sono immersi in giardini rigurgitanti di palme e cocotier, rallegrati da vivaci bougainvilles rosse e viola e dalle campanelle di stramonio dai colori più delicati. La caratteristica del soggiorno è il trattamento all-inclusive, che comprende pranzi e cene a buffet libero con dovizia di tutto, accesso alla spiaggia con lettino e ombrellone, uso delle piscine (ce ne sono almeno 3 in ogni resort), sauna e idromassaggio, free internet, tutto in un’atmosfera idilliaca sdraiati sulla spiaggia all’ombra delle palme, o sorseggiando un delizioso cocktail ghiacciato di frutta sul bordo della piscina.

Qualche fastidio può venire solo dal continuo viavai di venditori di mercanzia di ogni tipo che ti tampinano appena lasci l’area del villaggio e ti piazzi sulla sdraio in spiaggia. I venditori sono abitanti dei villaggi della zona consorziati tra loro. Non riuscirete a levarveli di torno senza prima cedere a qualche acquisto, ma se comprate qualcosa dopo si passano la voce e si fanno meno insistenti.

Il costo del soggiorno in uno di questi villaggi va da 70 a 100 € al giorno, quindi non si spende neanche tanto. Alcuni sono dei veri e propri paradisi. Io sono stato al Barcelò Capella Beach Resort di Juan Doliò, dopo Boca Chica, (si vede nelle foto), ma ce ne sono tanti altri. Una settimana in uno di questi villaggi è indubbiamente un’ottima opzione per chi desidera farsi un periodo di relax assoluto al sole del Caribe. Solo che rimanendo lì nel villaggio ci si perde il resto del paese, che invece merita assolutamente di essere visitato.

Santo Domingo – la capitale

Santo Domingo de Guzman è la capitale del paese, con cui spesso si identifica l’intero stato. Capita spesso di dire o sentir dire “Vado a fare una vacanza a Santo Domingo” intendendo “nella Repubblica Dominicana”.

La capitale è una megalopoli convulsa di quasi 3 milioni di abitanti, cioè il 30% circa del totale dei dominicani. Il traffico è caotico a qualunque ora, con frequenti ingorghi che qui chiamano “tapones”, parola che rende bene l’idea. Due linee della metropolitana con 30 stazioni in totale, una che corre in direzione nord-sud (in funzione dal 2009) e l’altra in direzione est-ovest (inaugurata in giugno 2013), hanno consentito di fluidificare un po’ la circolazione, ma il prezzo del biglietto resta alto per i dominicani (25 pesos, cioè poco meno di 0.50 €) e quindi i treni non viaggiano sempre completi. Il risultato è che il trasporto pubblico urbano è ancora affidato in gran parte agli innumerevoli sgangheratissimi carro-conchos (taxi per lo più abusivi) e moto-conchos (moto-taxi).

Dal punto di vista turistico, la parte più interessante di Santo Domingo è la zona colonial, che si estende per 5 kmq sulla sponda occidentale del rio Ozama che attraversa la città. Oltre alla zona coloniale, che davvero non si può perdere, suggerisco due idee un po’ fuori dai circuiti soliti: il Mercado Modelo e la Ancienne Sucrérie di Boca de Nigua.

La zona colonial

La Zona Colonial corrisponde al centro storico di Santo Domingo. Questa area è un’emozione da girare a piedi. Qui si trovano gli edifici storici, i monumenti, la chiesa principale, i musei più interessanti, le boutique e i negozi eleganti. I monumenti sono concentrati tra calle de Las Damas, calle Isabela La Catolica e calle Padre Billini. Per lo shopping invece è meglio dirigersi verso Calle del Conde, che è un po’ la via Montenapoleone locale.

Le cose da vedere sono davvero tante. Tutte le guide turistiche ne parlano diffusamente, per cui descrivo solo quelle che secondo me meritano di più:

  • la cinquecentesca Fortaleza de Ozama, a cui si accede attraverso un colossale portale di pietra da Calle de Las Damas, è il monumento più imponente della città storica. Le mura si affacciano a strapiombo sul Rio Ozama, nel punto dove esso confluisce nel Mar dei Caraibi, dove non è raro vedere attraccati al molo vascelli e navi da crociera. Tra le merlature della fortezza sono collocate file di antichi cannoni, sui quali sarà dura impedire ai vostri bambini di salire a cavalcioni (ma occhio agli inservienti!). Dalla torre della fortezza hanno sventolato le bandiere degli occupanti che si sono susseguiti nel corso della storia dominicana: Spagna, Francia, Inghilterra, Haiti, Stati Uniti e oggi la bandiera dominicana.
  • l’Alcazar de Colòn, bellissimo palazzo medioevale che in passato ha subito l’onta di essere usato come magazzino, prigione e persino come discarica abusiva. Oggi ospita un museo che espone soprammobili, chincaglieria e oggetti domestici che sarebbero appartenuti alla famiglia Colombo.
  • il Pantheon Nacional. Edificio severo in stile neoclassico, realizzato con enormi blocchi di pietra calcarea. Ospita le spoglie delle personalità dominicane più illustri (inclusi parecchi oppositori fatti uccidere dal dittatore Trujillo), che riposano in sepolcri di marmo. Poco visitato, cercate di andarci verso sera quando c’è la cerimonia dell’ammainabandiera.
  • il museo Mundo de Ambar. Tra i tanti musei della zona coloniale vale la pena di visitare questo museo (ingresso gratuito), dove si trova una collezione impressionante di campioni di ambra provenienti da tutto il mondo. Chiare spiegazioni in inglese e in spagnolo descrivono la formazione dell’ambra, le sue origini, l’estrazione e l’utilizzo nel corso dei secoli, il suo valore attuale nella scienza e nell’arte. La parte più interessante è quella dei gioielli e reperti in ambra contenenti curiose concrezioni di insetti e fossili. Senz’altro vi verranno in mente le zanzare intrappolate nell’ambra del film Jurassic Park: le zanzare, secondo una audace ipotesi pseudoscientifica, avendo succhiato il sangue dei dinosauri velociraptor ne avrebbero consentito la decifrazione del DNA a distanza di decine di migliaia d’anni. Al primo piano del museo c’è un negozio che vende stupendi (e cari) gioielli in ambra, larimar (una pietra dura turchese) e altre pietre lavorate.
  • Calle de Las Damas. E’ la strada più antica di Santo Domingo, costruita a partire dal 1502. The street runs from the Fortaleza Ozama to the Alcazar de Colon. La strada, che attraversa il cuore del centro storico andando dalla Fortaleza Ozama all’Alcazar de Colon, deve Its first name was the Calle de la Forteleza, or Street of the Fort.il suo nome alle dame della corte che qui erano solite transitare per recarsi alla messa oppure semplicemente passeggiavano su e giù nel loro tempo libero. It was for this reason that the street then became known as “Calle de las Damas.” In particolare le memorie storiche si dilungano (non si sa bene perché) sulle numerose uscite della passeggiatrice Maria de Toledo, vice regina della colonia, nipote del re di Spagna e sposa di Diego Colombo, il figlio dell’illustre navigatore.
  • gli atelier dei pittori naïf. Nella zona coloniale (ma anche in altri quartieri della capitale) ci sono molti laboratori di pittori naïf, dominicani e più spesso haitiani. La pittura è una componente dello stile di vita dei dominicani. Tutte le case, dalle residenze borghesi alle capanne più modeste, sono decorate con quadri dai colori vivaci, con raffigurazioni che spesso traggono ispirazione dalla cultura degli indios tainos.

Nelle gallerie della capitale si trovano tele di ottima qualità. L’unico problema è il prezzo, che qui è molto più alto di quello che si può negoziare con i pittori di spiaggia, o anche nel vicino Mercado Modelo. Non è raro sentirsi sparare richieste di 7-800 Euro per un dipinto firmato. Anche contrattando si riesce a scendere di poco. Chiaro che qui la qualità è alta, ma se andate alla ricerca solo di un souvenir da esporre alle pareti di casa, è meglio cercare altrove il vostro quadro naïf. Nei mercati, sulle spiagge e nelle gallerie di provincia (famosa quella di Las Terrenas nella penisola di Samanà), dovreste riuscire a fare un buon acquisto spendendo non più di 100-150 Euro.



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