Malesia: Langkawi e Kuala Lumpur

AMS – KUL – LGK Mio marito va a sciare??? E io me ne vado al caldo, tiè!!! Per fortuna mio cugino lavora e abita a Kuala Lumpur e questa è una splendida occasione per andarlo a trovare. Dopo un volo notturno KLM Amsterdam - Kuala Lumpur, arrivo in Malesia nel primo pomeriggio, Fabio mi aspetta agli arrivi, ci spostiamo al terminal dei...
Scritto da: laura-piana
malesia: langkawi e kuala lumpur
Partenza il: 30/01/2008
Ritorno il: 08/02/2008
Viaggiatori: da solo
Spesa: 500 €

AMS – KUL – LGK Mio marito va a sciare??? E io me ne vado al caldo, tiè!!! Per fortuna mio cugino lavora e abita a Kuala Lumpur e questa è una splendida occasione per andarlo a trovare.

Dopo un volo notturno KLM Amsterdam – Kuala Lumpur, arrivo in Malesia nel primo pomeriggio, Fabio mi aspetta agli arrivi, ci spostiamo al terminal dei voli nazionali e poi via, ripartiamo con AirAsia per Langkawi.

Langkawi è un arcipelago di 99 isole situato nel mare delle Andamane, a circa 30 Km dalla costa nordoccidentale della Malesia. Le isole fanno parte dello stato di Kedah che confine con la Thailandia. L’isola maggiore, dove atterriamo, si chiama Pulau Langkawi.

L’aria è caldissima, che meraviglia! Saltiamo su un taxi addobbato come un albero di natale: tappeti, drappeggi, cuscini e statuine e ci facciamo accompagnare al Frangipani Hotel, un fantastico resort direttamente su una delle spiagge più belle dell’isola, Pantai (spiaggia) Tengah. Ci sistemiamo nel bungalow e poi andiamo a cena. Prima di lasciare l’albergo, però, faccio una veloce ispezione: un giardino tropicale, una grande piscina, un ristorante sulla spiaggia… e che spiaggia! Bianchissima e finissima, le palme che la incorniciano sembrano toccare il cielo e il mare è limpido e pulito come non mai.

Affittiamo uno scooter per tutti i giorni in cui rimarremo qui e finalmente andiamo a cena: ci sono molti locali, ristoranti e bars, scegliamo un thai e ci rilassiamo davanti a un bel boccalone di birra, eh sì, perché sebbene la Malesia sia uno stato mussulmano, gli alcolici si possono trovare quasi ovunque. Noto subito che i malesi tendono a non usare le posate, mio cugino mi spiega che durante gli ultimi anni il nuovo re Mizan Zainal Abidin sostiene il ritorno alle tradizioni e ad un islamismo più integrale. In effetti, anche se l’islam è la religione di stato, una buona percentuale della popolazione è buddista (17%), induista (7%) e anche cristiana (6,4%), il motivo di questa varietà di fede va ricercato nel fatto che la Malesia e’ un mix di etnie e culture che vivono in armonia e tolleranza: la popolazione è formata principalmente da Malesi, Cinesi ed Indiani. Fabio mi fa capire che qui i cinesi sono gli uomini d’affari, coloro che investono e gestiscono l’economia del paese, gli indiani sono la manovalanza, spesso sfruttata e sottopagata e i malesi sono “i padroni di casa” protetti e agevolati da molte leggi e quindi un pochino più accidiosi. Mi lancio letteralmente a letto e, distrutta, mi addormento subito.

TOUR ISOLE MERDIONALI Oggi abbiamo prenotato un tour delle isole meridionali e, dopo una splendida colazione servita di fronte al mare, un taxista ci viene a prendere e ci accompagna al porto, dove un piccolo motoscafo ci aspetta, saliamo a bordo ed incontriamo la nostra guida, Jeh Jeh (questo è il nome che capisco) insieme al comandante, che mi ricorda vagamente il pirata Jack Sparrow.

Partiamo subito e, allontanandoci dalla costa, vedo nel porto una vedetta molto particolare: un’enorme statua a forma di aquila, chissà perché un’aquila?! Ma certo, l’aquila è il simbolo dell’arcipelago e addirittura il nome Langkawi significa aquila marrone (helang aquila e kawi marrone)! Qui vivono moltissime aquile di mare e la nostra prima attività oggi, sarà proprio cibare le aquile pescatrici. Jack Sparrow ci porta in un golfo dell’isola Pulau Singa Besar e poi, insieme a Jeh Jeh inizia a pasturare; all’improvviso intorno a noi si materializza uno stormo di aquile, le quali si tuffano in acqua all’unisono e recuperano il pesce che la nostra guida scaglia. Anche noi ci cimentiamo in qualche lancio, ma il mio tiro non va a buon fine; le aquile ovviamente non sono addestrate, ma credo che conoscano bene queste visite così generose e probabilmente molto frequenti, poco dopo, infatti, arrivano altre barche, con altri turisti e altro cibo e noi prendiamo il largo.

La barca salta tra le onde a tutta velocità, il sole è caldissimo e non abbiamo neanche una goccia di crema solare, pazzi! Ci stiamo ustionando la schiena, questa notte sarà impossibile chiudere occhio.

La visuale è veramente spettacolare, le isole sono ricoperte dalla foresta equatoriale, da palme e mangrovie, le piccole spiagge che s’intravedono sono candide e incontaminate.

Ci intrufoliamo con la barca all’interno di una grotta: è buio e lo spazio non è molto, il soffitto della cava è parecchio basso, improvvisamente la guida accende una torcia e la punta verso l’alto, la grotta è completamente ricoperta di pipistrelli giganti addormentati che penzolano a testa in giù; sinceramente non mi sento proprio tranquilla e chiedo di uscire subito, per tutta risposta sento una fragorosa risata. Arriviamo a Pulau Dayang e dalla barca vediamo una montagna, la cui forma ricorda il profilo di una donna incinta sdraiata, andremo a visitare un lago d’acqua salata chiamato appunto lake of pregnant mother. Yeh Yeh ci narra una leggenda: Putera Tejra, principe del regno di Langkawi, s’innamorò e sposò una ninfa scesa dal cielo. Dal matrimonio nacque un bambino, che purtroppo morì poco dopo. Le spoglie del piccolo vennero lasciate alla fonte del lago della madre incinta, dove oggi vanno ad abbeverarsi le coppie nella speranza di avere un figlio. Anche se questo non è il nostro scopo, non vedo l’ora di arrivare al lago. Attracchiamo ad un molo piccolissimo e, guidati da Yeh Yeh, ci incamminiamo nella jungla. Finalmente vedo le mie prime scimmie, sono tantissime e troppo carine, molte hanno il piccolo aggrappato alle spalle, mi avvicino ad una di loro, vorrei accarezzarla, ma mio cugino mi allontana, sono molto aggressive, dispettose e curiose, è sempre meglio mantenere una certa distanza. Poco dopo, infatti, assisto ad una scena esilarante: una signorona americana con due borse strapiene di patatine e dolciumi e’ costretta a correre in tondo inseguita da una scimmietta che ha adocchiato le leccornie. Facciamo un bel bagno nel lago e ritorniamo alla barca, Jack ci ha preparato il pranzo a base di spiedini di pesce e riso, lo divoriamo e poi ripartiamo.



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