Luxor e le meraviglie dell’antica Tebe

Nell’Egitto meridionale, o Alto Egitto, si trova una città che ancora ammalia chi la visita, con una delle concentrazioni di siti archeologici più importanti al mondo: scopriamo insieme Luxor e le sue meraviglie!
Scritto da: andreabonfitto
luxor e le meraviglie dell’antica tebe
Partenza il: 30/12/2017
Ritorno il: 02/01/2018
Viaggiatori: 1
Spesa: 1000 €

Con i suoi circa 500.000 abitanti, Luxor è la città più grande dell’Alto Egitto, e sorge lì dove un tempo si estendeva l’antica Tebe, capitale dell’Egitto durante il Medio Regno, tra il 2055 a.C. ed il 1790 a.C., adagiata anche oggi, com’era prassi nell’antico Egitto, lungo le rive del fiume Nilo, tuttora fondamentale per la sopravvivenza di questa antichissima nazione. Vanta una delle concentrazioni maggiori al mondo di siti archeologici, tra i più antichi della storia umana. È qui che ho deciso di passare il Capodanno 2017/2018, essendo, tra le altre cose, fine anno, quindi inverno, il periodo più secco, il migliore dal punto di vista climatico, per poter visitare questa parte della Terra.

Viaggio con la Egyptair: volo da Roma al Cairo, proseguendo quindi per Luxor con un volo interno. Il passaggio dagli arrivi internazionali alle partenze dei voli nazionali non è semplice, avendo una sola ora a disposizione per poter effettuare il cambio. Il bagaglio in stiva verrà per fortuna ritirato all’arrivo a destinazione (non come mi è invece successo negli Stati Uniti tre anni fa, quando dovetti ritirarlo, passare il controllo doganale e reimbarcarlo al check-in: un bagno di sangue!). All’arrivo all’aeroporto del Cairo occorre però andare allo sportello bancario per acquistare il tagliando adesivo del visto, per 25 €, che verrà poi applicato sul passaporto. Poi occorre mettersi in fila, superare il controllo doganale dell’area transiti voli nazionali, e quindi proseguire per un controllo di sicurezza e raggiungere il gate al piano superiore. Non comprate bottiglie d’acqua prima dell’imbarco nei voli egiziani: ve la faranno cestinare! Immediatamente prima dell’imbarco, occorre infatti superare un ulteriore controllo di sicurezza, secondo standard anche più rigidi rispetto a quelli europei (ad esempio, c’è l’obbligo di togliersi anche le scarpe!).

Arrivo in tarda serata all’hotel Nefertiti, che si è rivelato la soluzione più economica e più comoda per chi volesse facilmente visitare la città. L’hotel, infatti, sorge ai margini del suq, di fronte al Tempio di Luxor, in pieno centro, e vanta un ristorante di cucina tradizionale egiziana, dove assaggerò, tra le altre cose, anche un delizioso piatto a base di tenerissima carne di cammello, e un’agenzia turistica, la Aladdin Tours, grazie alla quale potrò, ad un prezzo molto conveniente, organizzare un tour personalizzato che mi terrà occupatissimo per due giorni interi, svegliandomi di buon’ora, ma con la possibilità di non trascurare i luoghi più significativi di questa città, incluso un piacevolissimo giro in feluca, sul Nilo, fino a raggiungere la famosa Isola di Banana.

Il momento più piacevole, durante il soggiorno in quest’hotel, è la colazione sulla terrazza dell’edificio: una finestra aperta verso il fiume Nilo, il Tempio di Luxor e il cielo puntellato di coloratissime mongolfiere in volo!

Una cosa occorre non dimenticare durante la propria permanenza in Egitto: la bakshish, ovvero la mancia, è praticamente obbligatoria ovunque, per cui occorre cercare di avere parecchie banconote di piccola taglia.

Altra nota, in merito alla guida turistica: qualsiasi guida sarà molto abile nel farvi visitare a Luxor (ma la situazione alle Piramidi di Giza è simile): 1) un laboratorio di lavorazione dell’alabastro, 2) un laboratorio artistico di pittura su papiro, 3) un laboratorio di produzione di essenze (che loro chiamano “profumeria”, ma che non ha nulla a che vedere con i venditori di oli profumati di altre aree mediorientali). Tenetelo presente, prima di acquistare per conto vostro dei souvenir. Preparatevi inoltre, se visiterete il suq, a venditori estremamente insistenti, probabilmente non ne incontrerete altrove di simili!

Per quanto riguarda i mezzi di trasporto, troverete piuttosto insistenti le proposte da parte dei cocchieri, spesso disperati in quanto, pur in assenza di turisti da trasportare in calesse, devono comunque nutrire i propri animali. Magari preferire loro ad una corsa in taxi potrebbe dare una grossa mano, oltre ad essere anche un’esperienza divertente.

Il problema principale che sta causando un calo delle presenze turistiche è il terrorismo: gli attentati di Bir el Abed (300 morti), Hurghada (due turiste uccise), Minya (attentato contro autobus di pellegrini copti), e le esplosioni nelle chiese di Alessandria e Tanta sono gli episodi avvenuti nel solo anno 2017. In realtà Luxor è una località molto tranquilla e sicura, dove troverete ad ogni angolo polizia armata pronta ad intervenire, e posti di blocco regolari praticamente ovunque, che impedirebbero a chiunque un’eventuale fuga in caso di attacco. Ovviamente prima e durante il viaggio, è necessario monitorare la situazione attraverso i media locali e consultando il sito Viaggiare Sicuri della Farnesina. Non dimenticate di registrare, inoltre, il vostro viaggio sul sito Dove Siamo nel Mondo, in modo da facilitare un eventuale intervento, in caso di bisogno, da parte delle nostre Rappresentanze in loco.

“Luxor” è la versione “europeizzata” dell’arabo “al uqSur”, ovvero “i palazzi”, nome dati dagli arabi al luogo. Con lo stabilirsi dell’Islam, trovarsi ad est o ad ovest del fiume Nilo ha perso ogni significato. Per gli antichi egizi, invece, la sponda orientale del fiume, ovvero quella dove sorge il sole, veniva considerata la “città dei vivi”: era lì che sorgevano i luoghi di culto e i quartieri residenziali. La sponda ad ovest del Nilo, invece, orientata verso il tramontare del sole, era quella che indicava la “città dei morti”, ed è qui che troviamo, infatti, tutti i monumenti funebri, le sepolture e i templi dedicati ai Faraoni defunti.

Il mio itinerario, che è in sequenza quello che suggerisco anche a voi, incomincia proprio da quest’ultima area, oltre la fertilissima terra di campi coltivati e coloratissimi frutteti, lì dove incomincia il deserto, perché è proprio lì, tra le sabbie, che gli antichi egizi trovavano un ambiente adatto alla conservazione delle loro mummie. Beh, incominciamo pure il nostro viaggio!

I COLOSSI DI MEMNONE

Entrando nell’area archeologica della sponda occidentale del Nilo provenendo dal villaggio di New Gurna, si incontrano ai margini del deserto queste due enormi statue monolitiche, a dare il benvenuto ai visitatori. Alte quasi 17 mt. In seguito ad un terremoto, avvenuto nel 27 a.C., una delle due statue, quella settentrionale, con il riscaldarsi al mattino attraverso i raggi solari e la conseguente evaporazione dell’umidità notturna, emetteva un suono simile a quello di una cetra, dando vita alla leggenda secondo la quale l’eroe omerico Memnone, figlio di Eos (l’Aurora) e di Titone, ucciso da Achille, sarebbe apparso a Tebe tramutato in statua, e ogni mattina avrebbe emesso il proprio grido di lamento alla vista della madre. Settimio Severo fece poi restaurare alla fine del II sec. la statua, dando fine al suo canto. In realtà si tratta di parte del tempio memoriale di Amenofi III (Amenhotep III, 1387/1350 a.C.), ora completamente distrutto. L’accesso al sito è gratuito.

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