Lungo la Via della Seta

Dal Kirghizistan a Pechino sulle orme di Marco Polo
 
Partenza il: 24/09/2018
Ritorno il: 07/10/2018
Viaggiatori: 12
Spesa: 4000 €

IL VIAGGIO

Viaggio dal Kirghizistan a Pechino lungo le strade che percorrevano le carovane da e per la Cina. Il viaggio parte da Biškek, la capitale del Kirghizistan, poi prevede il valico del passo di Torugart che collega la repubblica ex-sovietica alla Cina, quindi l’attraversamento delle regioni Xinjiang, Qinghai e Gansu per poi raggiungere Pechino in aereo. In totale sono circa 6000 km di cui però alcuni tratti (Kashgar-Urumqi e Lanzhou-Pechino) verranno percorsi in aereo. Quelli reali su strada (pulmino e treno) sono circa 3200 km.

Le tappe del viaggio vorrebbero ripercorrere un tratto del cammino descritto da Marco Polo nel famoso libro “Il milione”, viaggio iniziato nel 1271 e concluso parecchi anni dopo per raggiungere il Catai (l’attuale Cina) e la sua capitale Khanbaliq (oggi Pechino), alla corte dell’imperatore Kubilai Khan.

Il percorso che abbiamo fatto è il ramo settentrionale della Via della Seta, quello più classico tra i tanti tragitti possibili percorsi dalle carovane che facevano la spola tra la Cina e l’Europa portando da noi mercanzie sconosciute agli occidentali, tra cui ovviamente la seta, e in Cina merci altrettanto preziose provenienti dai mercati europei. Assieme allo scambio commerciale, la via della seta consentiva un intenso scambio tra culture e religioni fondate su principi differenti, spesso contrastato militarmente dalle popolazioni indigene restie ad accettare ideologie discordanti con la tradizione locale, millenaria come la nostra.

Il viaggio è durato 2 settimane, dal 24 settembre al 7 ottobre 2018.

IL GRUPPO

Siamo in 12 viaggiatori-esploratori: 9 italiani e 3 svizzeri, alcuni dei quali si conoscono già in seguito a precedenti viaggi. Gruppo eterogeneo ma che si rivelerà affiatato e partecipe di interessi e curiosità comuni: alla fine ci troveremo tutti bene, scopriremo di avere fatto nuovi amici e, chissà, nuovi futuri compagni di viaggio.

25-27 SETTEMBRE: BIŠKEK E IL KIRGHIZISTAN

Il viaggio lungo la via della seta comincia a Biškek, la capitale del Kirghizistan. Città completamente ricostruita negli ultimi 20-30 anni, che prima si chiamava Frunze, nome attribuito dai sovietici in onore di un leader bolscevico, ma che dopo il distacco dall’URSS e l’indipendenza i locali hanno rinominato nel termine kirghiso Biškek. Parola curiosa, che vuol dire “zangola”, cioè l’attrezzo che si usa per fare il burro e qui usata in particolare per ottenere il kumis, latte di giumenta fermentato che rappresenta la bevanda nazionale del paese.

La città è piena di catafalchi del periodo sovietico e post-sovietico che la guida Jana, occhi azzurri e faccino da angioletto, ci descrive con forte partecipazione emotiva. Durante il giro della città ci mostra con orgoglio i luoghi principali della capitale:

– la Chuy street, con decine di baracchini che vendono cibo di strada,

– piazza Ala-Too, grande e ordinato spiazzo sconfinato

– il Museo di Storia

– la statua del mitico eroe nazionale Manas, in realtà mai esistito

– le statue lungo Jash Gvardiya

– i monumenti a Kurmanjan Datka e Lenin

– la piazza della Vittoria dedicata alla seconda guerra mondiale.

Naturalmente non può mancare il cambio della guardia vicino al palazzo del Parlamento alle 6 di sera, con i soldati che si esibiscono nel classico passo dell’oca.

L’OSH BAZAAR

La parte più interessante di Biškek è il vecchio mercato alla periferia est della città, l’Osh bazaar, che raggiungiamo in taxi. Qui c’è di tutto, dal ferramenta ai tappeti e alle verdure, ma colpisce soprattutto la zona dedicata agli alimenti. Carretti con il “petar”, tipico pane locale a forma di ciambella, pasticci take-away di melanzane, carote e zenzero con una quantità spropositata di aglio: è quasi mezzogiorno, e la gente fa la fila per accaparrarsi il cartoccio per il pranzo.

Lì vicino, una cornucopia di spezie dai nomi indecifrabili: ne riconosciamo solo 3 o 4, anche perché scritti in cirillico. Poco oltre c’è il macello, con lesene di capre e montoni ancora grondanti di sangue appese dovunque.

La gente si fa fotografare volentieri, anche le donne benché il paese sia in prevalenza musulmano. Solo raramente qualcuna si copre il viso o fa un cenno di diniego con la mano.

I DINTORNI

Circa 40 km a sud-ovest di Bishkek, tra le altissime montagne della catena Ala-Tau del Tian Shan occidentale (4895 metri il picco Semenova Tianshanski), c’è il parco nazionale Ala-Archa. Facciamo una bella passeggiata lungo il greto del fiume che ha lo stesso nome del parco, Archa, che vuol dire ginepro. Ci accompagna un corteo di simpatici scoiattoli in livrea autunnale color panna, che non disdegnano di integrare la consueta dieta di bacche con qualche biscotto offerto dai turisti. Devono essere abituati al contatto con l’uomo: basta che ti siedi su un masso e tempo qualche minuto te li ritrovi alle spalle felici di farsi fotografare in cambio di qualcosa di dolce.

La visita del Kirghizistan prosegue lungo l’autostrada che porta al lago salato Issyk Kul. Tra qualche bel panorama ci stupiscono un po’ i numerosi appostamenti della polizia con lo speed control pronti a multare gli automobilisti che non rispettano i limiti di velocità. La cosa più appariscente è una grande bandiera nazionale dipinta sulle pendici di una collina.

LA TORRE DI BURANA

Lungo la strada verso la Cina, sosta presso la torre di Burana. È un minareto situato nella valle di Ĉuj, che con qualche rovina diroccata di antichi castelli e mausolei è tutto ciò che rimane dell’antica città di Balasagun, fondata dalla dinastia karakhanide alla fine del IX secolo. La torre oggi appare alta 27 metri, ma almeno la metà è crollata in seguito a un terremoto. Balasagun era uno snodo importante lungo la via della seta: la torre serviva come punto di avvistamento, per controllare i movimenti delle carovane da e per la Cina.

La leggenda della principessa morsa dal ragno

Una leggenda collegata alla torre di Burana racconta che una strega avvisò il re di Balasagun che sua figlia neonata sarebbe morta una volta raggiunta l’età di diciott’anni. Il re, per proteggerla, costruì un’alta torre dove la ragazza venne confinata. Durante gli anni nessuno entrò nella torre, fatta eccezione per la serva che le portava da mangiare. La bambina crebbe da sola e divenne una bella donna, ma un giorno un ragno che si annidava nel cibo la morse e la principessa morì nella torre, all’età di diciott’anni.

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Pagode di Dunhuang

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Zhangye Danxia - le montagne arcobaleno

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Zhangye Danxia - le montagne arcobaleno

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Monastero di Gua Shi Ze

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Celebrazione nel monastero di Labrang

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Karakorum highway: il Kongur Ata (7752 mt)

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Karakorum highway: lago Bulunkouxiang (3400 mt)

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Passo di Torugart tra Kirghizistan e Cina (3752 mt)

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Karakorum highway: il Muztagh Ata (7752 mt)

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Le dune echoing di Dunhuang

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Karakorum highway: lago Kara Kol (3600 mt)

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Yak al bagno nel lago Kara Kol

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Il lago crecente e la pagoda tra le dune - Dunhuang

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Spettacolo "Dancing along the silk road"



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