Cina fai da te? Certo che si può fare!

Quindici giorni a zonzo in treno: tutti i suggerimenti per organizzare in totale autonomia un primo assaggio della Cina.
 
Partenza il: 17/04/2019
Ritorno il: 01/05/2019
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Dopo anni di viaggi in Asia, la Cina era ancora una destinazione chiusa nel cassetto.. ma la primavera 2019, con un fantastico ponte da Pasqua fino al 1 maggio, decide per noi: si va! Ovviamente organizziamo tutto da noi… e ora lo possiamo dire: anche per la Cina è possibile muoversi in totale autonomia. Ecco alcuni suggerimenti rispetto ai dubbi che anche noi avevamo, prima di partire.

Non so il cinese. Come farò a farmi capire?

In Cina l’inglese è parlato (in genere abbastanza male) solo dagli operatori turistici; persino negli hotel di fascia medio-alta talvota non c’è personale che parli inglese. Ma la tecnologia viene in aiuto: tutti i cinesi hanno lo smartphone, e molti hanno un traduttore online dove, digitando la frase, si ottiene la traduzione. Anche voi ovviamente vi doterete di un traduttore, e il gioco è fatto. Scegliete bene l’app: innanzitutto deve funzionare offline, e poi tenete presente che alcune, sempre gratuite, hanno anche la funzione di tradurre inquadrando con la fotocamera: utilissimo quando si è in giro.

Il traduttore però non vi esime dall’esservi preparati: dovrete avere le idee abbastanza chiare su cosa vedere, che mezzi prendere ecc. perchè purtroppo un cinese non vi dirà mai “non lo so”.. vi dirà lo stesso di andare a destra o di prendere il bus 15, anche se non ne ha la più pallida idea, facendovi perdere un sacco di tempo. Per prevenire queste situazioni, che comunque vi capiteranno, vi sarete scaricati un’app con la mappa della metro delle città che visitate (sceglietene una con le stazioni bilingue), e poi assolutamente maps.me, che funziona offline e contiene anche la localizzazione di tutti gli hotel di Booking. Portate poi sempre con voi il nome scritto in cinese della vostra destinazione, soprattutto se volete usare i taxi.

A Pechino, Suzhou e Shanghai la cartellonistica della metro è comunque bilingue, mentre a Xian ahimè no, nonostante che sia una destinazione super-turistica; poichè per fare il biglietto è di solito necessario sapere prima dove si vuole scendere, è fondamentale sapersi orientare in autonomia per poter usare i distributori automatici (allo sportello ovviamente parlano solo cinese).

Un altro aiuto può venire dallo scegliere gli ostelli come soluzione di pernottamento: il personale parla un buon inglese, e di solito sono disponibili molti servizi, sia gestionali (es. lavanderia, per chi come noi viaggia con bagaglio ridotto) che turistici (visite, serate a tema, trasporti) dal buon rapporto qualità/prezzo. Noi li abbiamo usati sia a Pechino, visitando con loro la Grande Muraglia di Mutianyu, che a Xian, dove siamo andati al sito dell’Esercito di Terracotta, con la comodità di essere presi e riaccompagnati in ostello senza il problema di organizzare in autonomia il transfer. A Xian in realtà era già in avanzata fase di costruzione una linea metro che porterà direttamente al sito dell’Esercito di Terracotta.

Per ottenere il visto devo andare al Consolato di Milano/Roma?

Non è sempre necessario. Se vi serve un classico visto turistico, siete almeno in due e condividerete tutto l’itinerario senza mai separarvi, allora potete richiedere un visto turistico di gruppo con una facile procedura online, per la quale si scannerizzano i passaporti, si compila una scheda coi dati del viaggio (è necessario avere già acquistato il volo e deciso dove pernottare) e si paga: il visto, che essendo di gruppo non viene apposto sul passaporto ma è su un modulo separato, arriva tramite corriere. Noi abbiamo utilizzato la piattaforma https://it.chinavisadirect.com/ perchè non ha intermediari: servizio impeccabile e tempistica perfetta, senza alzarsi dalla scrivania. Fatevi mandare il codice tracking del corriere, così saprete in ogni momento se il documento è in arrivo (negli ultimi giorni la nostra ansia pre-partenza era alta). Il visto viene inviato obbligatoriamente solo una settimana prima della data di ingresso nel Paese, quindi se fate un viaggio con altre tappe prima della Cina può non essere la scelta giusta.

In Cina verrete talvolta fermati per un controllo dei documenti: dovete quindi sempre portare con voi sia il passaporto che il visto. Chi vi ferma ovviamente parla solo cinese; potrebbe cercare il classico visto sul passaporto, senza trovarlo.. siate pronti: se inizia a sfogliare le pagine, tirate fuori il visto di gruppo e fate capire chi c’è compreso, oltre a voi.

E’ vero che in Cina non si può usare internet?

Non esattamente: in Cina sono bloccati Google, Whatsapp e i social network, per il resto la connessione è disponibile quasi ovunque, e il free WIFI è più frequente che da noi. Se prima di arrivare in Cina (attenzione: prima!) avrete scaricato sul vostro smartphone una VPN, che in sostanza è un’app che cripta la vostra connessione, potrete utilizzare senza problemi anche i servizi bloccati. Noi abbiamo scaricato ExpressVPN, gratuito per 30 giorni, e ci siamo trovati bene; ricordatevi solo di disdire subito il rinnovo automatico, che sarebbe a pagamento.

L’evoluzione digitale in Cina è avanti anni rispetto a noi: quasi nessuno usa più i contanti, nemmeno le vecchine al mercato, perchè tutti hanno Wechat, una versione cinese di Whatsapp ma con molti più servizi, tra cui una sorta di Satispay che permette di pagare inquadrando il QRcode. A noi è successo una sera di dover cambiare posto per cenare, perchè quello scelto accettava solo pagamenti con Wechat, che noi non avevamo (perchè fino all’anno scorso non era possibile collegare metodi di pagamento non cinesi.. può darsi che ora la cosa sia cambiata, verificate perchè sarebbe utilissimo). Anche per i taxi i cinesi usano molto l’app, per chiamarli e anche per pagarli; Uber, che li si chiama Didi, nelle grandi città è molto diffuso .

Quanti giorni servono per vedere la Cina?

Non vi basterà una vita intera.. la Cina è un continente, e noi in 15 giorni abbiamo appena increspato la superficie, visitando Pechino, Shanghai, Xian e poco altro.. Pensate che queste città messe insieme hanno molti più abitanti di tutta l’Italia!

Avendo a disposizione 15 giorni, compresi i voli di andata e ritorno, e tenendo conto delle distanze, che in Cina sono rilevantissime, abbiamo: 1) costruito un itinerario con arrivo a Shanghai e partenza da Pechino, che Lufthansa via Francoforte ci lasciava fare allo stesso prezzo del classico A/R (acquistato 5 mesi prima, meno di 500 euro a testa) ; 2) deciso di spostarci in treno. Non è detto che i treni siano meno costosi dell’aereo, ma hanno una puntualità svizzera, mentre gli aerei nelle tratte interne hanno frequentemente ritardi tali da compromettere quanto avete organizzato.



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