Le meraviglie di Guangxi e Hunan

Viaggio in Cina dalle risaie a terrazza di Longji fino ai panorami carsici di Guilin e Yangshuo e alla foresta incantata di Avatar di Zhangjiajie
 
Partenza il: 18/09/2019
Ritorno il: 01/10/2019
Viaggiatori: 1
Spesa: 3000 €

L’anno scorso, durante il viaggio nel nord-ovest della Cina lungo la Via della Seta, un compagno di viaggio mi parlava delle bellezze naturali e paesaggistiche di alcune province del centro-sud cinese, perciò eccoci qui pronti a una nuova avventura nel più grande paese dell’Asia.

Organizzazione self-made con appoggio di un tour operator locale (Dinasty Tours di Pechino). Base: percorsi in auto con guide parlanti inglese. Province da visitare: Guangxi e Hunan. Percorso: risaie di Longji – Guilin – Yangshuo – Zhangjiajie e le montagne di Avatar – Fenghuang – ritorno a Guilin – rientro via Hong Kong. Periodo: fine settembre, stagione con bassa probabilità di pioggia e soleggiamento ancora buono in queste zone e appena precedente la settimana di festa nazionale cinese che inizia il primo ottobre (settimana da evitare assolutamente perché in Cina si ferma tutto e centinaia di milioni di cinesi invadono tutte le località di interesse). Cambio valuta all’ufficio Bank of China dell’aeroporto di Guilin (40 minuti, una decina di moduli e altrettante firme): 1 Euro = 7.56 yuan.

19-21 settembre: le risate terrazzate di Longji

Arrivo nel nuovissimo aeroporto internazionale Liangjiang di Guilin con volo Cathay Dragon, quindi partenza immediata per Longji. Sono solo 80 km, un’ora di macchina lungo la nuovissima e deserta autostrada costruita da poco. Quasi tutte le strade che incontreremo durante il percorso sono nuove, in ottime condizioni e con traffico quasi zero. Poco prima di entrare nell’area di Longji ci fermiamo per comprare il biglietto di ingresso nell’area turistica, che costa 80 yuan.

L’alloggio è previsto nell’hotel Ridge Inn di Pingan, villaggio dell’area di Longji ben attrezzato per accogliere i turisti. L’area comprende i villaggi di Pingan, Dazhai e Tanthouzai. Il villaggio Pingan è minuscolo, fatto di piccole case di legno aggrappate alla montagna, attraversate da viottoli di lastroni di pietra e scale a gradini per superare i punti più ripidi. Dal parcheggio dell’auto all’hotel, che è posto nella zona alta del villaggio, bisogna fare trenta minuti a piedi portandosi a dietro il bagaglio, cosa che appare subito problematica. Ma intervengono immediatamente alcune arzille vecchiette del villaggio, che mettono le valigie in ceste simili alle vecchie gerle dei contadini, si caricano sulle spalle borsoni e zainetti e salgono con disinvoltura lungo la ripida stradina lastricata che si snoda tra le case, per la modica cifra di 30 yuan. Fuori dalle case stanno già preparando la cena in tubi di bambù: quelli più piccoli sono per il riso (bamboo rice), quelli più grandi per il pollo (bamboo chicken).

All’arrivo all’hotel la gentilissima manager Shu Yen, che sarà anche la mia guida qui a Longji, mi accoglie con il tè di benvenuto e mi mostra la camera: bellissima, tutti i mobili in legno, con vista sulle risaie a terrazza dall’amplissimo balcone. La vpn funziona: meno male perché ho un bel po’ di e-mail di lavoro in attesa di risposta.

Shu Yen ha fatto un po’ di scuola di inglese ma ha imparato quasi tutto dai turisti. E’ di etnia Zhuang, ma come tutte le ragazze cinesi si è scelta un nome occidentale: si fa chiamate Summer, cioè estate, mentre io per lei sarò “uncle Lui-Jii” (lo zio Luigi – impossibile per lei pronunciare il mio nome tutto assieme). Mi mostra una cartina della zona e concordiamo assieme il piano di visita dei prossimi due giorni.

Le risaie terrazzate di Longji sono un capolavoro di ingegneria agricola e idraulica. Sono state create circa sette secoli fa sotto la dinastia Yuan (1271-1368), con un lungo lavoro di squadratura dei fianchi delle montagne. Si estendono da un’altezza di 300 metri fino a 1200-1300. L’acqua è quella che viene dal cielo, oppure nei periodi di secca come adesso viene convogliata dai ruscelli che scendono dalle montagne più alte con un ingegnoso sistema di canalizzazione. In questo periodo di inizio autunno il riso è nella fase appena precedente alla mietitura. Le spighe sono giallo-verdi (nessun riferimento a recenti governi…), manca solo una ventina di giorni e poi potranno essere raccolte. Summer mi spiega che a causa della temperatura dell’acqua, che qui è fredda, a Longji riescono a fare un solo raccolto all’anno, mentre nelle risaie di pianura riescono a farne due. Ma asserisce che la qualità del loro riso è migliore.

A Pingan ci sono 3 viewpoints. Il punto numero 2 si chiama “la luna e le sette stelle”, ed è appena 500 metri sopra l’hotel Ridge Inn. La luna è una terrazza dove l’acqua rimane tutto l’anno e risplende sotto il sole, le sette stelle sono le colline attorno. Lo spettacolo delle terrazze giallo-verdi che si succedono sinuosamente sui fianchi della montagna è straordinario, anche se adesso non ci sono contadini al lavoro.

Nel pomeriggio saliamo al viewpoint numero 1. La salita è ripida e non ricordo quanti gradini ci sono da fare, di sicuro parecchie centinaia. Preparatevi a scarpinare, perché qui a Longji tutto si misura in ore di cammino tra i sentieri di montagna. Summer si accorge che sono in difficoltà, si prende il mio zainetto e se lo carica sulle spalle. Il secondo punto si chiama ”i nove dragoni e le cinque tigri”, e sta proprio sopra il villaggio Pingan, dai cui tetti salgono i fili di fumo delle cucine dove si prepara il bamboo rice. Il contrasto tra i tetti di tegole grigie e le terrazze illuminate dal sole al tramonto consente di fare foto bellissime, mentre penso a quanti sforzi devono avere fatto i contadini del villaggio per creare questa meravigliosa architettura agricola.

Le donne Yao dai lunghi capelli

Il giorno dopo scendiamo al villaggio Huang Luo, che è abitato dalle donne di etnia Yao. Le donne Yao dopo la gioventù si lasciano crescere i capelli senza più tagliarli, facendoli scendere fino ai piedi. La donna con i capelli più lunghi raggiunge 2,1 metri. Durante il giorno li raccolgono in una specie di turbante, per alcune assai voluminoso a causa della lunghezza della chioma. Lo stato matrimoniale di una donna si può distinguere dai suoi capelli: una donna non sposata porta i capelli raccolti in una bandana e non si riesce a vederli, invece una donna sposata li raccoglie anch’essa ma con uno chignon esterno.

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