In jeep tra Kenya e Tanzania

Gli animali della savana iniziano la loro migrazione, è il momento giusto per un Safari indimenticabile tra Serengeti e Masai Mara
 
Partenza il: 01/10/2010
Ritorno il: 15/10/2010
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

MARTEDI 05 La giornata inizia prestissimo con colazione alle 6:30 e partenza alle 7 per la discesa al cratere che si rivela fin da subito affascinante. La lista degli avvistamenti di oggi è lunga anche perché Peter è davvero bravo e ci fa notare anche tutti i più piccoli animali e uccelli. Le due emozioni più forti sono state i leoni e i ghepardi. Le leonesse le abbiamo viste in più riprese, prima lontane con i piccoli, poi vicine che sonnecchiavano all’ombra degli alberi. Le nostre bocche sono rimaste aperte ed il fiato è stato trattenuto quando una delle quattro si è avvicinata alla jeep , ha girato intorno alla nostra , ci ha lasciato fare solo una foto proprio sopra la sua testa e poi ha pensato di accovacciarsi sotto la nostra auto; tutti fotografavano divertiti e noi … chiedevamo 5$ for the show, please! Tra le risate generali. Ma il premio della giornata spetta a Luca che vede un gran polverone con gnu e zebre che scappano da ogni parte finchè non rimangono soli al centro della radura un povero gnu azzannato al collo da due ghepardi ai quali siamo riusciti ad avvicinarci abbastanza da vederne uno che si ciba di una zampa e l’altro che resata di vedetta. Wonderfl!

Nel momento del mio daily report sono seduta sul patio della camera con tutti i sensi all’erta perché qui non ci sono recinzioni,, ho appena visto attraversare la sponda opposta della vallata una fila di giganteschi bufali e vicino a noi si sentono continuamente rumori di rami spezzati. Dietro gli alberi e gli alti cespugli c’è sicuramente qualcosa ma la luce ormai fioca del crepuscolo mi fa restare nel dubbio.

MERCOLEDI 06 Qualcosa infatti c’era dato che a colazione ci riferiscono che davanti alla staccionata del ristorante hanno sostato un elefante e una gazzella d’acqua (waterbuck). Alle 7.30 inizia il trasferimento al gate del Serengeti, dove arriviamo 3 ore più tardi, impolverati come non mai, dato che la strada è in condizioni terribili. Dopo una sosta forzata di un paio d’ore per la rottura degli ammortizzatori, siamo pronti per la prima attraversata del parco che si rivelerà memorabile per l’incontro face to face ci due famiglie di leonesse (7) con i cuccioli (15) che ci hanno attraversato la strada per ben due volte, andata e ritorno. Fortuna ha voluto che ci trovassimo in ottima posizione con la jeep (anche per la bravura di Peter) e così per ca. Mezz’ora nel silenzio generale ci siamo goduti lo spettacolo delle mamme che dormivano ed i piccoli che giocavano tra loro. Il passaparola che gira tra i drivers ci fa ammirare il secondo big five della giornata, l’ultimo che ci mancava: il leopardo, che riusciamo a scovare sul classico ramo di acacia, con la coda a penzoloni. Dirigendosi verso il gate dell’uscita dal parco ci fermiamo ancora a dare un’ultima sbirciata al gruppo di leonesse, poi, quando ormai è già buio, arriviamo all’Ikoma Camp, un lodge con tende fisse, in mezzo al bush, dove ci accoglie Pepe, un simpaticissimo spagnolo, gestore del camp.

6° CONSIGLIO è opportuno dotarsi di pile in quanto in molti posti l’elettricità o è data da un generatore (come al Rhino) e funziona dalle 18 alle 21 oppure viene dal solare (e quindi c’è sempre) ma non si trova nei vialetti che portano al ristorante.

GIOVEDI 07 La giornata di oggi è dedicata interamente al Serengeti; iniziamo alle 7.30 con la colazione sotto le capannine nel bush con una splendida luce mattutina ed il cinguettio di moltissimi uccelli. Ci siamo resi conto che tutti vengono in Africa per vedere i grandi mammiferi ma gli uccelli di piccole e grandi dimensioni sono proprio splendidi. La prima sosta della giornata avviene alla Hippo Pool, una paludosa piscina naturale dove riposano una cinquantina di ippopotami che avevamo visto in lontananza a Lake Manyara ma che qui ci gustiamo molto più da vicino. Face to face ci rallegrano anche un gruppo di giraffe che si fanno comodamente fotografare prima in zona d’ombra poi in pieno sole. Inutile dire che zebre, impala e gazzelle sono sempre presenti e, nonostante siano numerosi e non certo rari, sono bellissimi. Anche oggi gli incontri clou sono due: leone con due leonesse, dapprima un po’ lontani, poi vicinissimi per la bravura di Peter di mettersi in pole position anticipando la direzione degli animali. Per un’ora Peter si lancia alla ricerca del nostro animale più ambito, ma anche più difficile da avvistare, il leopardo. Sembra proprio un segugio, si ferma quando vede qualcosa muoversi, prende il binocolo al minimo sospetto finchè alla fine ci riesce. Lui è là, nascosto tra i rami, immobile e … imprendibile con il nostro zoom (confermiamo quanto letto sulla guida: lo zoom minimo in un safari è 300 mm). Non importa, la vista è comunque bella e ce la godiamo per alcuni minuti prima che arrivino le altre jeep.

VENERDI 08 Oggi ci attende una giornata molto lunga per il trasferimento dal Serengeti al Masai Mara. 10 ore di auto non sono poche: le prime due passano veloci in mezzo ad un vero eden con la prima luce del sole ad illuminare gruppi enormi di impala lungo una pianura molto verdeggiante. Dalle 8 alle 10 si viaggia bene su una strada finalmente asfaltata fino alla frontiera con il Kenya, fino alle 14 invece un disastro: strada dissestata, buche ovunque tanto da procedere ai 10 kmh. Finalmente arriva l’ingresso al Masai Mara, poi di corsa fino al Mara Bridge che abbiamo attraversato a piedi con un ranger armato mentre Peter conduceva l’auto sull’altra riva. La migrazione degli gnu è passata da lì ca. 5 giorni prima lasciando una scia di carcasse di animali che emanano un odore nauseante. Il ranger ci conduce anche vicino alla riva dove sta prendendo il sole un cucciolotto di coccodrillo di 7 metri. Finalmente apriamo il tetto della jeep e l’ultima ora la passiamo guardandoci sempre intorno alla ricerca del leopardo, senza successo. Il camp per fortuna è proprio all’uscita del gate e ci arriviamo stanchissimi alle 18. Le strutture sono tende fisse, molto grandi, con elettricità dalle 18 alle 22. La cena è molto semplice, direi anzi la più modesta consumata fino ad oggi!



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