La nostra prima Africa 2

Il Kenya tra Watamu, Tsave East e Amboseli
 
Partenza il: 27/01/2014
Ritorno il: 05/02/2014
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Ed eccoci finalmente al nostro vero primo viaggio in Africa. Dopo aver tanto sognato l’Africa e il safari, io e Alessandro abbiamo deciso di organizzare un viaggio in Kenya. La programmazione dell’itinerario e l’organizzazione del viaggio sono iniziate a luglio 2013, quando abbiamo prenotato il volo. Era da un po’ che tenevo sotto controllo le tariffe e appena ho visto che iniziavano ad aumentare ho pensato che fosse meglio bloccare i posti. Abbiamo optato per Ethiopian Airlines, ma anche con Turkish Airlines potete trovare delle ottime tariffe. Noi per comodità di orari abbiamo scelto la Ethiopian. Il volo Malpensa-Mombasa ci è costato 550 euro a testa, con scalo tecnico a Roma e scalo di 3 ore circa ad Addis Abeba. Abbiamo prenotato con Last Minute Tour: era il nostro primo viaggio fai da te e per la prima volta abbiamo preferito fare così, per avere un po’ di assistenza in più, ma per il prossimo viaggio faremo certamente tutto in autonomia. Purtroppo, solo il giorno prima di partire, guardando sul sito della compagnia aerea, abbiamo scoperto che ci sarebbe stato anche uno scalo tecnico a Kilimangiaro (Tanzania), il che ci è costato circa 2 ore di ritardo sull’arrivo a Mombasa. Stessa cosa per il ritorno. Vi consiglio di controllare sempre l’operativo voli prima di partire perché quasi sempre questo scalo viene fatto ma non viene menzionato sul biglietto.

Lunedì 27 Gennaio – Martedì 28 Gennaio

Siamo partiti da Malpensa alle 20.45 e siamo atterrati a Mombasa alle 15.00 del 28 gennaio, cotti. Il viaggio è stato lungo, soprattutto per via delle numerose soste. Ma la voglia di arrivare in questa fantastica terra era tanta. Passato il controllo passaporti e recuperati i bagagli, siamo usciti dall’aeroporto, dove abbiamo trovato l’autista che ci avrebbe portati a Watamu. Per velocizzare l’ottenimento del visto, vi consiglio di scaricarvi il modulo apposito dal sito www.magicalkenya.com, così potete compilarlo a casa con calma e una volta arrivati in aeroporto dovrete solamente presentarlo al desk. Il visto costa 40 euro a persona ed è meglio se date l’importo giusto all’impiegato della dogana, per evitare questioni con i resti. Dopo aver ritirato i bagagli dovrete passare un altro controllo in cui vi chiederanno quanti bagagli avete, cosa c’è nei bagagli… insomma faranno un po’ i pignoli. A noi è capitato che la signora ci chiedesse anche “E per me non avete portato niente?” Ricordatevi sempre di stare all’erta, cercheranno sempre di “scroccarvi” qualcosa, soprattutto in aeroporto. Risposte secche e decise e andate tranquilli.

Noi abbiamo prenotato soggiorno, transfer e safari con Ombretta di Kivuli Tours and Safaris (http://www.kivulitoursafari.com/). E’ una ragazza italiana di Ravenna che 7 anni fa si è trasferita in Kenya ed insieme al marito Hadhir ha aperto questa agenzia. Hanno anche un ristorantino a Timboni, frazione di Watamu, dove abbiamo fatto tappa fissa per i pranzi e le cene. Qui potrete assaggiare la VERA cucina swahili. Ma andiamo per ordine. Come dicevo fuori dall’aeroporto c’era l’autista ad aspettarci. Ci abbiamo messo 2 ore per raggiungere Watamu. Poco fuori dall’aeroporto si inizia ad entrare nella realtà kenyota, la realtà della grande e caotica città africana, completamente diversa dalla vita nella zona costiera. Mucchi di immondizia, case fatiscenti, baracche di lamiera, mucche, capre, bajaji (moto che i locali usano anche come taxi, ci salgono anche in 3 o 4), matatu (pulmini che fanno servizio tra una città e l’altra, coloratissimi e sempre con la musica a tutto volume) e tuk tuk (ape car ai quali è stata aggiunta una panchina nel cassone per poter trasportare persone) a non finire, gente che attraversa la strada senza curarsi delle macchine che passano, traffico incredibile. In più erano le 15 ed immaginatevi la cappa di caldo che ci ha assaliti appena fuori dall’aeroporto. Abbiamo percorso la strada che da Mombasa va a Malindi, passando per Kilifi. Appena fuori dalla città il paesaggio cambia e lascia spazio al verde: piantagioni infinite di agave (usano il fiore che la pianta fa al centro per produrre della corda), baobab e prati verdi, insenature con barche, ponti, e finalmente le palme..ci stiamo avvicinando al mare!



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