In giro per Citta del Messico, il Chiapas e la Riviera Maya

Un viaggio on the road in famiglia, con un bimbo di 4 anni, in mezzo alla storia e alla natura del sud del Messico
Scritto da: alice-s
in giro per citta del messico, il chiapas e la riviera maya
Partenza il: 17/08/2014
Ritorno il: 31/08/2014
Viaggiatori: 3
Spesa: 2000 €

Ecco il nostro diario di viaggio in Messico ad agosto, con nostro figlio di 4 anni.

Innanzitutto, vado a elencare per punti quelli che erano i miei crucci principali e come si sono risolti.

Il caldo: ecco, ormai ne sono convinta, gli autori delle guide di viaggio che mettono in guardia dal caldo eccessivo (non solo in Messico, ho avuto la stessa esperienza in Giappone) sono tutti nord-europei (o nord-americani, in ogni caso nord-qualcosa). Chiunque sia sopravvissuto al caldo agostano di una qualsiasi delle nostre città, supererà alla grande il caldo messicano ad agosto. Niente di drammatico insomma, anzi.

Le zanzare: non so se siamo stati particolarmente fortunati, ma a eccezione di Tulum, non abbiamo avuto problemi. E comunque anche lì è bastato un normale autan. Insomma, anche in questo caso posso dire di aver trovato molte più zanzare sui navigli a Milano.

La pioggia: anche in questo, siamo stati fortunati. In 12/13 giorni di vacanza ne abbiamo vista relativamente poca, solo 3 o 4 volte, e non è mai durata più di un’ora.

La dissenteria: è bastata qualche accortezza, specie i primi giorni, e non abbiamo avuto nessun problema, se non qualche episodio lieve e sporadico.

Il periodo del nostro viaggio era dal 19 al 31 agosto e come abbiamo scoperto in seguito, se scegliete di visitare il Messico in estate, questo è uno dei periodi migliori per quanto riguarda la folla sui luoghi di interesse. Dalla terza settimana di agosto, infatti, ricominciano le scuole per cui si chiude la stagione del turismo locale, il ché significa meno gente sulle spiagge, nei cenotes e alle varie rovine maya.

A proposito di queste ultime, noi non abbiamo visto moltissime rovine Maya perché né il mio compagno né mio figlio erano particolarmente entusiasti della cosa, quindi ci siamo limitati a un paio di siti.

Ma andiamo per ordine.

Partenza da Amsterdam con KLM, che si è rivelata la miglior compagnia con cui abbia viaggiato, ai livelli di Emirates. Il volo A/R per città del Messico è costato sui 560 euro a persona.

Arriviamo a Città del Messico nel pomeriggio e ci organizziamo per raggiungere il centro della città.

Sulla guida avevo letto che la metro è economica ed efficiente, ma siamo provati dal viaggio e dal fuso, specialmente nostro figlio, e optiamo per il taxi (che alla luce delle future esperienze con la metropolitana, consigliamo vivamente). Appena fuori dagli Arrivi troverete una fila di chioschetti di società di taxi. Fatevi fare un preventivo prima di prendere il primo che capita. Noi abbiamo usato Sitio 300 che con 215 pesos (12 euro) ci ha portato nella zona dello Zocalo.

Il nostro hotel è il Best Western Majestic, con affaccio proprio sulla grande piazza. È un edificio storico, un vecchio hotel anni ’30, che è rimasto fermo a quegli anni, in cui doveva risultare anche molto fastoso probabilmente, faceva un po’ “Grand Budapest Hotel” nel periodo decadente per capirci.

Ha un suo fascino decadente, con l’ascensorista in divisa e la hall molto folkloristica, diciamo così, ma le stanze sono vecchie, acqua calda e fredda escono da due rubinetti separati, la moquette non è il massimo.

In ogni caso la posizione è comoda per il centro storico e io l’ho trovato un bel modo per immergersi subito nell’atmosfera messicana.

La mattina dopo ci svegliamo prestissimo e aspettiamo che sorga il sole.

Il clima è freschino, pantaloni, scarpe chiuse e felpa, perché siamo comunque oltre i 2000mt di altezza. Dopo la colazione (che non abbiamo fatto in hotel, perché era molto cara, come quasi sempre le colazioni nei grandi hotel messicani) iniziamo il nostro giro. Subito ci colpisce l’alta presenza di poliziotti in assetto antisommossa (con tanto di giubbino antiproiettile) praticamente a ogni angolo. Non è che la cosa ti metta proprio a tuo agio, stai lì a pensare “ma è proprio necessario?”. Poi in effetti leggendo abbiamo scoperto che il centro storco è considerata una delle zone meno sicure, infatti appena esci dalle strade principali l’atmosfera si fa subito poco piacevole. Per carità, a noi non è successo nulla e siamo stati attenti a non mostrare nulla di valore, parlo proprio della sensazione che provi camminando al di fuori di certi giro turistici. Visitiamo il palazzo degli azulejos, il palazzo di belle arti e quindi prendiamo la metro per il museo di antropologia. La metro è un po’ faticosa, specie se viaggiate con bambini, in caso di passeggini poi non voglio pensarci. Donne e bambini in teoria viaggiano in un vagone a parte ma noi non riusciamo ad arrivarci, quindi aspettiamo il treno nella zona per tutti, siamo gli unici turisti. Ci sono poliziotti armati in ogni vagone, si sta tutti ammassati e bisogna essere rapidissimi a uscire perché le fermate durano pochissimo, infatti la gente spinge e strattona.

Se la sera prima avessimo scelto questa opzione sarebbe stata davvero una bruttissima prima impressione della città.

Il museo di antropologia è interessante e non è uno di quei musei mastodontici da cui esci rintontito, ha una dimensione umana ed è piacevole. Si trova in un grande parco pieno di scoiattoli.

Subito dopo entriamo nel vicino museo di arte contemporanea. Molto carino e ben curato. Ne approfittiamo per far giocare il pupo grazie a una delle istallazioni, che in teoria era un’opera interattiva fatta di cubi di legno con cui i visitatori potevano costruire la loro città ideale, di fatto si rivela una balle ludoteca per il nostro piccolo :D.

Andiamo quindi a pranzo nel ristorante del museo (molto caro per gli standard messicani, ma buonissimo).

Non volendo riprendere la metro cerchiamo un “sitio de taxi”, non è vicinissimo e per arrivarci facciamo una passeggiata in una delle zone ricche della città con i palazzi protetti dalla sicurezza armata, chiedendo informazioni in continuazione.

Torniamo in centro e visitiamo da fuori il templo major e la cattedrale in piazza.

Il primo niente di che, la seconda interessante. In realtà nell’arco della giornata entriamo in diverse chiese barocche. Il tratto che ne accomuna molte è il fatto di essere tutte storte (città del messico è costruita sul letto di un lago e non è stabile, quindi molti edifici storici sono visibilmente inclinati), questo le fa sembrare delle scenografie di un film horror visionario, davvero affascinanti.

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Chiapas



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