Granada la hermosa!

Week end lungo in una delle più belle città dell'Andalusia e della Spagna nonché meta internazionale non solo per la presenza dell'Alhambra ma anche per i caratteristici quartieri dell'Albaicìn e del Sacromonte.
 
Partenza il: 23/03/2019
Ritorno il: 26/03/2019
Viaggiatori: 10

Granada mi amor

turistipercaso

Ho organizzato, per la fine di marzo 2019, un soggiorno di quattro giorni a Granada, approfittando dei buoni prezzi dei voli e del mio status di “genius” su Booking, che mi permette di avere un po’ di sconto sulle prenotazioni alberghiere. Il tutto è nato a settembre passato quando le mie colleghe, sollecitandomi un nuovo fine settimana da trascorrere insieme per la primavera, hanno deciso tra quattro città (Lisbona, Porto, Granada e Madrid) dove voler soggiornare per la consueta annuale esperienza di viaggio insieme (dopo i successi di Marrakech e Siviglia): dal sondaggio, è uscita vincitrice Granada.

Allora ho immediatamente prenotato sul sito della Easyjet ben dieci biglietti a/r per un equivalente a persona di € 58,50, comprensivo del posto e di una valigia da stiva per le trousses e le scarpe alla moda di tutti i passeggeri (circa 2 kg cadauno di spazio). Al gruppo si sono unite poi altre tre persone, con prenotazioni proprie, e quindi ho riservato una serie di camere presso l’Hotel Anacapri, per una spesa a persona di € 135,50 con colazione. Agli inizi dell’anno in corso, tassativa ed obbligatoria è stata la prenotazione dei biglietti per l’ingresso all’Alhambra: appena rientrato dalle ferie natalizie, ho provveduto all’acquisto (una trafila incredibile per la prenotazione!) per una spesa cadauno di € 14,50. Il grosso è stato fatto, quindi non è rimasto che partire.

Si parte il 23 marzo!

Il raduno e la raccolta dei partecipanti avviene tra le 7.45 e le 8.15 poi, con un pullman G.T. appositamente noleggiato, ci siamo diretti a Malpensa T2, dove arriviamo esattamente due ore prima della partenza, prevista per le 12.15. Lasciato celermente il bagaglio da stiva (due valige) al check-in, affrontiamo i controlli e poi attendiamo al gate: il volo è in perfetto orario e decolla nei tempi previsti. Il viaggio è tranquillo, a bordo il morale è alto e il gruppo in fervente attesa di far visite in una delle città più belle e visitate di Spagna. All’arrivo, dopo il ritiro dei bagagli, ci dividiamo in gruppetti e raggiungiamo l’hotel Anacapri in taxi (circa 5/7€ a persona dato che la corsa cosa sui 20€), dove veniamo poi suddivisi nelle nostre stanze: tempo un’oretta scarsa di sistemazione e riposo che siamo già pronti per andar in giro.

L’hotel si trova a pochi passi da plaza Isabela la Catòlica, punto nevralgico del centro città, nonché a due minuti dalla Cattedrale, da plaza Nueva e dalle stradine che conducono all’Albaicìn: a parte il prezzo, è stato scelto anche per la sua ottima posizione strategica. Comunque, dopo una breve sosta per un piccolo spuntino da La Cueva de 1900 (7€ per tapas e una serie di drinks), iniziamo le visite proprio dalla plaza, in cui troneggia la statua della famosa regina con Colombo.

Saliamo per un brevissimo tratto la calle Pavaneras fino alla Statua di Yehuda ben Saul ibn Tìbon, considerato il padre dei traduttori (tramite i suoi lavori sono entrate nella nostra cultura la geometria e l’algebra), poi ci inoltriamo nella calle San Matias, dove ci fermiamo subito nella plaza de las Descalzas per ammirare il Convento di San Francesco o Casa Grande, l’esterno della Chiesa del Convento di San José de las Descalzas e la nicchia scultorea de la Casa del Gran Capitàn, decorata con motivi vegetali ed araldici. Proseguiamo lungo calle San Matìas, fermandoci a vedere i begli ingressi della Casa Palacio de los Salazar (ora sede del Museo della Stampa) e la maestosa Chiesa di San Matìas, che da’ il nome al quartiere: sbuchiamo così nella plaza Mariana Pineda, proprio alle spalle del Castillo de Bibataubìn, un edificio dall’aspetto barocco che è la sede del Consiglio Consultivo d’Andalusia.

È ormai pomeriggio inoltrato e la passeggiata volge quasi al termine: scendiamo lungo calle de la Virgen fino alla maestosa mole della Basilica de Nuestra Senora de las Angustias (Nostra Signora dell’Addolorata), il cui interno si rivela di una bellezza unica nel suo stile barocco. Per fortuna la chiesa è aperta quindi possiamo effettuare la visita in tutta calma, ammirando la statua della Vergine, patrona di Granada, l’altare con il baldacchino in pregiato marmo e la bella croce d’argento.

Usciti, raggiungiamo il Paseo adiacente, adorno di fontane come quella de las Granadas (melograno in spagnolo) e del Puente Romano, l’antico ponte che collegava con l’altra riva del Genil, uno dei due fiumi che attraversa la città. Completate le visite, prima di recarci a cena (abbiamo prenotato dall’Italia un tavolo presso un famoso ristorante granadino), ci perdiamo un po’ tra negozietti e centri commerciali: una parte di noi entra ne El Corte Inglés (la Rinascente spagnola), un’altra si accomoda da Luxury Gastro-bar, per un aperitivo a base di mojito e sangria. Alle 21 ci presentiamo da El Pescaito de Carmela, sito in calle Marqués de Gerona (nei pressi della Cattedrale), dove troviamo il tavolo pronto: le ordinazioni sono rapide ed appaiono sulla nostra tavola paellas e entradas a base di pesce, con accompagnamento di sangria e tinto blanco. Completano delle buone postres e il caffè, il tutto per poco più di 20€ cadauno.

La passeggiata di rientro ci serve per smaltire la cena.

24 marzo

È domenica mattina e, dopo una buona colazione, andiamo di filato alla fermata autobus sita nella plaza, da dove partono gli autobus per l’ingresso all’Alhambra: abbiamo prenotato per le 09.30 (una delle poche ore ancora disponibili) e dobbiamo essere precisi nell’ingresso, altrimenti rischiamo di non poter più entrare nei Palaçios Nazares. L’autobus parte quasi subito e, dopo una decina di minuti, ci lascia davanti la biglietteria: con le prenotazioni e le carte d’identità devo cambiare tutto per i biglietti e poi entriamo nel complesso monumentale, una delle meraviglie del mondo moderno. Per stare al passo con i tempi e non perdersi dietro una guida, ho studiato e preparato un canovaccio con la descrizione basica dei monumenti che stiamo per visitare quindi partiamo dall’ingresso vero e proprio, la Puerta de l’Agua, con davanti i resti della medina. Più avanti, troviamo la Puerta y Torreon de los Siete Suelos e il Convento di San Francesco, costruito su una casa araba. Passiamo davanti i bagni arabi e tiriamo dritti fino all’ingresso dei Palaçios Nazares o Palazzi Arabi: siamo in perfetto orario per l’ingresso ed entriamo allo scoccar dell’ora dopo una breve coda per il controllo biglietti. I Palazzi Arabi rappresentano un complesso di palazzi costruiti durante il periodo Nasride (l’ultimo periodo di dominazione araba, che si concluse con la Reconquista Spagnola e coincise con la scoperta delle Americhe) ed ebbero sia una funzione amministrativa che privata, essendo comunque la residenza della corte. Il Primo palazzo che visitiamo è il Mexuar, che contiene una grande sala destinata alle udienze e all’amministrazione; in fondo, un loggiato dalle fattezze moresche permette una vista sul Sacromonte e sull’Albaicìn. Dopo entriamo nel Patio del Cuarto Dorado, su cui svetta la bellissima facciata de Comares, ricca di elementi decorativi colorati e geometrici. Sul lato sinistro si apre una porta che conduce al Patio de la Alberca o de los Arrayanes (dei mirti), famosissimo in molte foto perché nella lunga vasca d’acqua centrale si specchia la Torre de las Comares: è uno dei punti più fotografati dell’Alhambra. Entrando nella torre tramite la Sala de la Barca, troviamo la Sala de los Embajadores o Sala del Trono, la più alta e grande sala del complesso, destinata alle udienze private del sultano con gli ambasciatori: a parte le pareti e le alcove laterali, riccamente decorate, da vedere è soprattutto il soffitto, rappresentazione dell’Universo secondo i dettami del Corano. Quest’ultimo è composto da legno di cedro ed è costituito da stelle a varie punte con al centro lo Scranno, il punto in cui siede Dio. Dopo questa sala, passiamo al Patio de los Leones, la cui fontana centrale è il simbolo dell’Alhambra e della città di Granada: il bel patio rettangolare è circondato da un portico con colonne di marmo su cui si aprono le sale private del Sultano. La fontana al centro è una magnifica scenografia al cortile e si presta alle numerose foto che i presenti scattano incessantemente. Sul lato destro si aprono sia la Sala dei Muqarnas o Mozarabi, approntata proprio con archi contenenti questo particolare tipo di decorazione tipica araba a forma di stalattite, sia la Sala de los Abencerrajes, una stanza privata decorata con un magnifico tetto di muqarnas. Sul lato nord visitiamo la Sala de los Reyes, chiamata così per le pitture che decorano le volte centrali, e poi la Sala de dos Hermanas, che scopriamo essere due lastre di marmo sul luogo uguali per dimensioni, peso e colore. Ci fermiamo, abbagliati e meravigliati dopo questo esaustivo giro, al Mirador de Daraxa, che però si affaccia su un giardino interno, e proseguiamo per la Stanza dell’Imperatore, dove soggiornò Carlo V con sua moglie. Scendiamo nel primo cortile sottostante, il Patio de los Cipresses, ed entriamo subito nel secondo, il Patio de Lindaraja, l’ultimo costruito in ordine di tempo: qui visitiamo gli interni dei bagni reali, dove i cortigiani si concedeva relax e chiacchiere dopo aver affrontato la vita di corte, e poi usciamo sul Partal, un’area al di fuori dei palazzi che comprende i giardini, le passeggiate e le torri del complesso. Dopo quasi due ore, siamo quindi fuori dai palazzi e abbiamo appena visitato solo una parte dell’Alhambra. Fatte le dovute foto al portico del Partal e alla bella veduta sul Sacromonte (altro posto ultra fotografato del sito), usciamo per andare a visitare la Chiesa di Santa Maria de la Alhambra, edificata sulla vecchia moschea preesistente, ed infilarci, poi, nel Palazzo di Carlo V. Il bel palazzo rinascimentale si presenta sì maestoso ma comunque ci da’ l’idea dell’incompleto sebbene il suo cortile rotondo ci permette di fare tante foto di gruppo. Dal palazzo ci incamminiamo verso l’Alcazaba passando sotto la Puerta del Vino ed accedendo dalla porta principale: superato il controllo, saliamo prima sulla Torre Quebrada e poi, con un tortuoso camminamento sotto la Torre de l’Homenaje, entriamo nella Plaza des Armas. Visitiamo la Torre de la Vela, da cui si gode un bellissimo panorama su tutta la città, ed usciamo da questo antico posto per dirigerci ai Giardini del Generalife, situati al di fuori delle mura. Il Palacio de Generalife (che fu la residenza estiva dei sultani nasridi di Granada) è anticipato dai giardini bassi, che preannunciano con giochi d’acqua, fontane e archi di roseti e cipressi ciò che visiteremo all’interno: superato l’ingresso e attraversati due piccoli cortili, entriamo nel Patio de la Acequia ma forte è la delusione in quanto non c’è acqua nelle vasche poiché si sta facendo la manutenzione all’impianto. Al niente acqua e niente giochi scenografici, fa da sfondo il cielo diventato plumbeo e la visita, seppur il posto ha il suo fascino antico, si conclude in meno di venti minuti, visto che anche nel Patio dei Cipressi manca l’acqua. Ormai sono quasi le 14 e la visita al complesso è stata compiuta quindi usciamo e ci incamminiamo verso il centro della città, scendendo lungo la cuesta de Gomerez e passando al di sotto della Puerta de Granadas: arriviamo in Plaza Nueva giusto in tempo per ripararci da un acquazzone che si scatena repentinamente e ci fermiamo da la Plaza 3, un ristorante in cui facciamo uno spuntino che dura ben due ore e che ci costa neanche 10€! Sazi e satolli, decidiamo di fare una passeggiata pomeridiana in quello che è uno dei quartieri più interessanti di Granada, il Realejo: smesso da un po’ di piovere, ci incamminiamo lungo calle Pavaneras e ci fermiamo nella Plaza de Padre Suarez. Qui si affacciano una serie di interessanti palazzi: il Palazzi dei Marchesi di Casablanca, un elegante palazzo in stile gotico dalle belle decorazioni plateresche; il Palazzo dei Marchesi di Vila Alegre, dallo stile neoclassico ed adornato da un bel portico d’ingresso, e il Palazzo di Gil Vazquez Rengifo, conosciuto come Palazzo de los Tiros, noto per la sua bella facciata rinascimentale adorna di due balconi e di cinque statue nonché per essere la sede del Museo storico di Granada. Proseguiamo per una ventina di metri e scendiamo per calle Varela, in cui trovano sede la Casa Palazzo del Duca di Gor, il cui ingresso è sovrastato dallo scudo ducale della famiglia, e il Palazzo dei Conti di Gabia, dal particolare color bordeaux e da un mastodontico scudo di famiglia sito sulla facciata. Ad angolo con la calle Ancha de Santo Domingo si ergela Casa de Los Girones, uno dei pochi esempi di casa domestica del 13° secolo. In fondo la strada, sbucando in plaza de Santo Domingo, ci fermiamo proprio davanti la facciata dell’omonima chiesa, la cui facciata è abbellita da murales, archi e gargoyles. Pur essendo domenica, la chiesa è stranamente chiusa, quindi proseguiamo il giro tra calle e piccoli vicoli fino a Campo del Principe, una spianata sorta sugli orti arabi che erano presenti fuori le antiche mura: al centro, la bella Croce di alabastro molto venerata dai granadini, mentre sul lato orientale, il Palazzo de las Mendoza è un vecchio ospedale ora sede della facoltà di Architettura. Saliamo una piccola erta per arrivare alla Chiesa di San Cecilio, patrono di Granada, che è chiusa anch’essa e ne ammiriamo solo l’esterno con i suoi doppi ingressi in stile plateresco e il campanile. Terminiamo qui la visita al quartiere e torniamo lentamente verso il centro, dove poi la combriccola si scoglie: chi va a far qualche acquisto e chi, invece, si reca in hotel per un salutare riposino. In serata, decidiamo di trovar un posto per la cena lungo la carrera del Darro ma scovare un ristorante che ospiti tredici persone non è facile però, ad un certo punto, ci indirizzano verso il ristorante La Fontana e l’indicazione si rivela una sorpresa: il locale ci accoglie e ci dà un ampio tavolo e a servirci c’è una simpatica ragazza italiana, Claudia. Grazie a lei, ceniamo con tapas ed entradas gustosissime e beviamo dell’ottima birra pagando appena 15€ a persona.

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L'alhambra l'alcazaba

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L'alhambra patio de los arrayanes

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L'alhambra vista dal palacio de generalife

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Casa de los tiros

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Alhambra

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Basilica di nostra signora dell'addolorata

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Cattedrale

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L'alhambra patio de los leones

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L'alhambra patio del mexuar

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Sacromonte

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