Etiopia tetto dell’Africa

Viaggio indimenticabile nella Valle dell'Omo
 
Partenza il: 11/10/2010
Ritorno il: 28/10/2010
Viaggiatori: 2
Spesa: 3000 €

Quando una mamma chiama, i suoi bimbi accorrono verso di lei. E quando mamma Africa chiama, noi ci comportiamo allo stesso modo. Ed allora eccoci nuovamente in procinto di partire verso questo meraviglioso continente, quello che ci regala sempre le emozioni più forti ed indimenticabili. Il mal d’Africa esiste per davvero, provare per credere. Ogni volta che mettiamo piede su queste terre un’emozione sempre nuova, ma antica allo stesso tempo, ci pervade. Una emozione grande come questo continente, un’emozione che si fa ancora più forte quanto te ne vai con nella mente i ricordi indelebili del viaggio appena concluso, i sorrisi della gente e dei tanti bambini incontrati, i ricordi delle tante piccole manine che si incollano alle tue mani e non ti mollano più, un’ emozione che non puoi più fare a meno di provare e che ti spinge sempre più a ritornare. Destinazione prescelta per quest’anno è l’Etiopia: questo Paese, praticamente un immenso altopiano, richiederà sicuramente un certo spirito di adattamento, ma siamo certi che ci ripagherà con tante cose interessanti da vedere e scoprire e con tantissime indimenticabili emozioni. Il nostro viaggio si articolerà dal nord al sud: innanzitutto la parte settentrionale, la cosiddetta “Rotta Storica”, per poter visitare appunto la parte storico-culturale del Paese; poi la parte meridionale, che potremmo definire naturalistica ed etnica, dove avremo modo di ammirare la natura nelle sue svariate espressioni ed incontrare le diverse tribù che vivono laggiù: un viaggio che ci porterà dunque dal più fresco nord con le sue chiese, i suoi monasteri e i suoi misteri (ci sarà davvero l’Arca dell’Alleanza ad Axum?) al caldo e torrido sud, con i suoi colorati mercati e le sue tribù davvero uniche e particolari. Ci aspettano 17 giorni nei quali avremo la possibilità di vedere di tutto e di più, chilometri e chilometri di strade sterrate e polverose, 4 voli interni per ottimizzare il tempo a disposizione, 11 hotel diversi: insomma, non sarà certo riposante, ma interessante ed emozionante certamente si. Per l’organizzazione di questo viaggio ci siamo affidati al Tour Operator Lake Tana, di Addis Abeba, che ci ha offerto la migliore combinazione qualità-prezzo e con il quale sono bastate poche mail per trovare il “punto d’incontro” e confermare il tutto. Visto i tanti voli interni è stato sicuramente molto più conveniente volare con Ethiopian Airlines, in quanto così facendo i suddetti voli li abbiamo pagati pochissimo (meno di 40 euro ciascuno), mentre utilizzando un altro vettore (comunque già più caro di base) il loro prezzo sarebbe quasi triplicato. La compagnia etiope si è dimostrata efficiente e puntuale, soprattutto per quanto riguarda il volo intercontinentale, anche se a bordo lo spazio tra un sedile e l’altro è davvero troppo poco e forse sarebbe meglio utilizzare velivoli più grandi. I voli interni, invece, ci hanno riservato diversi noiosi ritardi, (comunque prevedibili , mai scordare dove ci si trova), che hanno un po’ influenzato le visite programmate . Nel complesso però il giudizio è stato senza dubbio positivo.

Dunque, dopo sei ore di volo notturno da Roma, eccoci arrivare puntuali di primo mattino nell’immensa capitale etiope. Prima cosa da fare una volta sbarcati è il pagamento per l’ottenimento del visto di ingresso. Questa operazione si svolge molto velocemente ed in un quarto d’ora siamo pronti per poter ritirare i nostri bagagli. Anche qui nessun intoppo e in pochi minuti eccoci fuori dall’aeroporto dove troviamo ad attenderci la nostra guida, Bellete detto Angelo che sarà con noi per tutto il tour ed il driver che ci accompagnerà nella visita della città. Raggiungiamo l’hotel prenotato (il Jupiter, buono) in circa una mezz’ora. Poiché la camera ancora non è pronta ci fermiamo a parlare un po’ con Bellete del nostro viaggio e di quello che succede in Italia. L’attesa però è breve e preso possesso della camera, ci concediamo un poco di riposo prima di iniziare la visita della città. Addis Abeba, che significa “Nuovo Fiore”, è davvero una città immensa e caotica, con un traffico ovviamente inquietante e con ingorghi paurosi. Per le sue strade trovi di tutto, dai venditori dei più svariati articoli ai lustrascarpe, dalle auto di grossa cilindrata ai poveracci che per casa hanno soltanto il marciapiede dove sono distesi. Ma questa città, grazie alla sua posizione, essendo situata a circa 2.500 metri di altitudine, gode di un clima salubre e piacevole.

La prima visita è al Museo Nazionale, la cui attrazione principale è il calco di Lucy, l’ominide fossile qui rinvenuto nel 1974 e “vecchio” di 3,2 milioni di anni. Lucy, anche se adulta, è davvero piccolissima, quasi una bambina dei nostri giorni. Erano proprio minuscoli i nostri antenati. Ci sono molti oggetti dell’arte etiope, oggetti d’artigianato, armi, gioielli, manufatti antichissimi, utensili, vestiti e tipici strumenti musicali. Possiamo vedere anche l’enorme trono dell’imperatore Hailé Selassié, tutto in legno. Ma tra un reperto e l’altro si è fatta l’ora di pranzo, che consumiamo in un ottimo ristorante italiano (da Linda) che è anche la sede dello Juventus Club di Addis Abeba, il che rappresenta (per me) una piacevolissima sorpresa.

Visita successiva alla Cattedrale della Santissima Trinità, imponente, considerata uno dei luoghi di culto più importanti dell’intera Etiopia. Al suo interno , custodite in enormi tombe di granito, vi sono le spoglie dell’imperatore Hailé Selassié e della moglie Menen . Notevoli anche i dipinti murali e le grandi vetrate. Fuori dalla cattedrale vi è la tomba di Sylvia Pankhurst , celebre per le sue proteste contro l’invasione italiana ma ancora di più in quanto trattasi di una delle rarissime persone non etiopi che si schierarono in tale senso. Dopo ci rechiamo a visitare un altro museo, quello Etnografico , che ospita diversi tipici oggetti destinati agli usi più svariati, dalla caccia ai giochi ai lavori artigianali. Vi sono anche molte croci, icone ed oggetti funerari. Nell’edificio si trova anche il bagno dell’imperatore Hailé Selassié.

Durante la visita della città possiamo ammirare anche il grande edificio dell’Africa Hall, sede della Commissione Economica delle Nazioni Unite per l’Africa, il Monumento al Leone di Giuda, simbolo per eccellenza della monarchie in Etiopia ed infine la stazione ferroviaria. Ci dirigiamo poi sulla collina di Entoto, dalla quale si gode di un bel panorama sulla città sottostante. Per raggiungere questo luogo, un poco fuori dalla città, si deve percorrere una lunga salita ricca di tornanti. Salendo incontriamo una moltitudine di persone in cammino, che salgono e che scendono a valle. Studenti di varie età con i loro libri in mano si alternano a pastori con i loro greggi, a contadini che conducono mandrie di asinelli e ad esili donne che portano sul capo enormi fascine di legna o di canna da zucchero. Spesso ne incontriamo alcune ferme sul ciglio della strada, stremate dalla fatica, che si concedono qualche minuto di riposo prima di riprendere il cammino. Dalla cima della collina il panorama è davvero notevole, anche se purtroppo una noiosa foschia ci preclude in parte la vista sulla città distesa sotto di noi. Ma per concludere le visite di Addis Abeba manca ancora una cosa. L’abbiamo lasciata per ultima, perché sappiamo già che avremo bisogno di tempo. Stiamo parlando del mercato, certamente uno dei più grandi di tutto il continente africano. C’è davvero di tutto, la confusione è notevole, il via vai di gente impressionante. Due i rischi che si corrono in questo labirinto di bancarelle: quello di vedersi sfilare il portafoglio e quello di ….non resistere alla tentazione di qualche acquisto. Per quanto riguarda il primo caso, nessun problema. Per il secondo invece (ma non c’erano dubbi) non siamo riusciti a trattenerci. Abbiamo fatto qualche acquisto, ma non troppi anche perché essendo all’inizio del tour avremmo dovuto portarci appresso tutto quanto. Ma la promessa è di ritornare qui l’ultimo giorno, prima di partire, per completare l’opera! Le visite a “Nuovo Fiore” sono terminate. Ritorniamo in hotel contenti per ciò che abbiamo visto e per un po’ di meritato riposo. L’indomani mattina inizieremo il percorso storico verso nord con destinazione Bahir Dar, che raggiungeremo con il nostro primo volo interno.



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