Australia di quasi tutta e un veloce contatto con Tokyo

Mare, giungla, deserto, città: Australia, cosa vuoi di più?
 
Partenza il: 14/08/2011
Ritorno il: 10/09/2011
Viaggiatori: 3
Spesa: 4000 €

14 agosto ore 15,00 partenza da Roma per Tokyo. 12 ore di volo, niente sonno.

15 agosto

Arrivo a Narita alle 10,00 ora locale, treno Nex per Tokyo station e poi due linee metro per raggiungere Hotel Courtyard Marriott a Ginza. Caldo soffocante: 34/36 gradi con umidità pazzesca. Meglio prendere limousine che costa (per 3) come treno + metro!

Una prima considerazione: se la metropolitana è efficiente e consente di raggiungere tutta la città, non è facile orientarsi tra le moltissime linee e i nomi dei capolinea; fortunatamente le fermate hanno dei numeri progressivi che le indicano. Il vero problema, però, lo troviamo appena mettiamo piede fuori dal metrò: le vie, salvo pochissime, non hanno nome o altro elemento identificativo. I palazzi non hanno indirizzo! Devi solo orientarti rispetto ai quartieri, che si sviluppano tra le poche vie con nome, e al loro interno tra gli isolati che sono raggiungibili mediante una numerazione progressiva (non indicata) della via principale; per raggiungere, poi, il singolo edificio, devi contare i palazzi dell’isolato. In pratica un casino: appena esci dalla metro devi sperare di avete vicino una via con nome, capire da che parte è il nord o il sud, contare gli isolati e prendere la traversa che ti interessa, quindi contare i palazzi e sperare di raggiungere il tuo!

Per arrivare in albergo abbiamo avuto una scorta locale: un signore gentile che ci ha visto smarriti, ci ha materialmente accompagnati dalla fermata del metrò all’albergo, facendosi la passeggiata a 36 gradi con noi.

Distrutti dal sonno, si dorme fino alle 16,30. Fuori e’ ancora impossibile camminare: breve sosta da Starbucks e passeggiata lungo i negozi a Ginza (sfioriamo senza accorgercene Abercrombie, ma recupereremo domani). Entriamo alla Sony, ma e’ un po’ una delusione: prevalgono bambini che guardano tv 3D con pesci ! Nessuna novità hitech: ormai Italia è allo stesso livello. Decidiamo di andare a vedere la zona più folle: Shibuya. Popolata da giovani di tendenza: ragazze abbronzate con minigonne e capelli tinti. Pieno di gente e locali vari. Molto vivo, sempre caldo pazzesco! Anche in questa zona che è piena di vita, tutto pulito e ordinato. Gentili, disponibili, sorridenti: sembra proprio l’Italia! Cena da un cinese (siamo così stanchi che non ci accorgiamo che non è Nippo, ma Cina). Comunque cibo leggero. Stanchi morti torniamo in hotel e ci addormentiamo alle 10,30, per svegliarci alle 2 con gli occhi sbarrati. Si prova a dormire, ma alle 4 sveglia definitiva.

16 agosto

Si coglie occasione dell’alba e si decide di andare a vedere mitico mercato del pesce Tsukiji. Quei grandi lavoratori dei Nippo sono chiusi per una festa simile al nostro Ferragosto! Evitiamo fetido caffè Nippo con angolo fumatori puzzone (qui li odiano e li ghettizzano da morire, ma in questo caffè pare che siano preferiti ai laici) e finiamo al solito Starbucks. Alle 8,30 già in moto per andare a visitare epici giardini imperiali: delusione. O meglio, giardini carini con grosse mure difensive e fossato, il tutto con caldo soffocante che impedisce di fare qualunque cosa. Si riprende metro per andare a Shiniyuku, quartiere con grattacieli tipo Ny. Sempre temperatura folle: breve passeggiata tra i giganti in una via che potrebbe essere Madison Av, ma con zero traffico. Ormai sono le 12,30 e ci fermiamo a pranzo dentro la mega stazione metro nella quale, al mezzanino, ci sono minuscoli e pienissimi localini tipici. Si mangia Sushi speciale!

Si scappa anche da qui e si attraversa tutta la città per andare ad Asakusa a vedere il tempio Shintoista e il tempio Buddista: identici! Fiume di gente e bancarelle tipo suk arabo, ma divertente.

A questo punto si torna a Ginza perché non pare bello non rendere omaggio alla divinità pagana A&F. Stile store di Milano, ma qui sono 11 piani di follia.

Cosa si può acquistare in questo posto folle con una temperatura esterna di 38 gradi? Un bel maglione di lana! Si prova ancora a fare un giro per i negozi, ma siamo cotti e torniamo dal solito Starbuks a rifiatare. Quindi per andare a Narita, questa volta, si prende una comoda navetta da hotel che costa come il treno, ma è molto più veloce. Si decolla alle 21,30 in un A330 della Jetstar che ha un microclima artico.

17 agosto

Ore 5,30, si atterra a Cairns, Australia: controlli di frontiera veloci con funzionario gentile che commenta simpaticamente il nostro programma di viaggio: in 4 settimane vedrete più di quanto io possa vedere del mio paese in una vita! Attesa in aeroporto per volo delle 10,30 diretto a Sidney. Volo di 2,5 ore per Sydney che si presenta coperta di nubi e con pioggerellina fine, ma non fastidiosa: ci sono circa 17 gradi. Prendiamo pulmino privato che ci porta in hotel: si tratta di edificio di 30 piani organizzato in vari appartamenti; il nostro – 22* piano – è grande (80/90 mq), con due camere, due bagni, cucina, lavanderia, soggiorno e bellissima vista su grattacieli. Subito a spasso per la città: un po’ Ny, un po’ Londra, molto carina. Spesa e cena in hotel, dove ci addormentiamo subito (alle 20, qualcuno anche prima).

18 agosto

La mattina il tempo è migliorato e spunta un bel sole. Visitiamo il centro e arriviamo alla Sudney Opera House e al Circular Quay, di fronte c’è il ponte di ferro (Harbour Bridge). Vogliamo fare le foto con la mitica Nykon, ma durante il viaggio è rimasta accesa e la pila è scarica: siamo sicuri che domani, una volta caricata, il tempo sarà fetente!

La baia è bellissima; anzi la più bella anche rispetto a Frisco e NY. Foto con Iphone e macchinetta Canon, filmino HD con videocamera.

Facciamo due passi sulla banchina e ci fermiamo a pranzo di fronte all’imbarco dei traghetti che solcano la baia per raggiungere le varie località della città. Prendiamo il traghetto che raggiunge Darling Habour; il viaggio è molto carino: si attraversa la baia e si passa sotto il ponte, poi si prosegue all’interno e si raggiunge DH che è davvero carino con il suo ponte girevole di legno. Tutto il porticciolo è circondato di locali e ristoranti. Visita da Hard Rock Café per comprar la magliettama non hanno la taglia: ci accontentiamo di portachiavi, dopo avere saputo che non ci sono altre sedi salvo una sulla costa ovest (dove proprio non andremo) e una a Surfers Paradise, vicino Brisbane: vedremo! Ancora passeggiata in città per raggiungere Oxford Street che è un po’ una delusione. Stanchi rientriamo verso Hotel passeggiando per vie residenziali con casette a due piani di tipo inglese. Spesa per cena e cena a casa. Si vede il TG di SKY sull’Ipad e si scarica il Corsera.



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