Ancora Australia

Viaggio on the road da Adelaide a Perth, passando per il Nullarbor Plain. Ecco il nostro quinto tour nella terra dei canguri
Scritto da: moreno65
ancora australia
Partenza il: 05/08/2016
Ritorno il: 28/08/2016
Viaggiatori: 02
Spesa: 4000 €

Eccoci di nuovo, siamo Moreno e Marina e quest’anno per il nostro viaggio estivo abbiamo pensato all’Australia… faremo la parte sud in auto, da Adelaide a Perth. Inizialmente abbiamo perso un po’ di tempo cercando qualche riscontro con alcuni operatori, ma visto che la zona non è tra i classici circuiti turistici… troppi paletti, troppi se, ma, forse, nelle risposte; allora è deciso, facciamo per conto nostro come sempre, ed andremo da Adelaide a Perth in auto attraversando il Nullarbor Plain… i quattro precedenti viaggi fatti in Australia ci avranno pur dato un po’ di esperienza.

05 – 06 Agosto 2016

Alle 14:05 in nostro Airbus 380 di Emirates decolla da Milano Malpensa per Dubai, dove dopo il cambio di aeromobile il Boeing 777-300 ER ci porta ad Adelaide; atterriamo il 06 agosto alle 19:40, poi prendiamo un taxi che ci porta al nostro albergo, l’unico che abbiamo prenotato, per il resto vedremo giorno per giorno dove andare. L’Ibis Adelaide è un buon albergo e comodo, in pieno centro città… infatti, presa la camera, usciamo a fare un breve giro nonostante la stanchezza ed il freddo piuttosto pungente, circa 10 gradi, comunque ora qui è inverno.

07 Agosto 2016

Dopo la colazione, check-out in albergo lasciando le nostre valigie in deposito, facciamo un giro in città… la giornata è bellissima e l’aria al mattino è piuttosto frizzante. La città di Adelaide è la quarta volta che la visitiamo e quindi la conosciamo già abbastanza bene, facciamo un giro a piedi sulla centrale Rundle Mall e poi ci rechiamo all’ufficio Hertz a ritirare la nostra auto a noleggio; otteniamo un’ottima auto Mitsubishi Outlander di colore bianco di categoria superiore a quella che avevamo prenotato, torniamo all’albergo a recuperare il nostro bagaglio e si parte. Abituarsi alla guida a sinistra non è un problema e non lo è mai stato le altre volte, quindi lasciamo alle spalle Adelaide ed andiamo in direzione nord sulla A1. L’Australia secondo noi, offre il meglio di se stessa fuori dalle città principali – che sono tutte bellissime -, ma oltre queste, è tutta un ‘altra meraviglia… Il traffico della città, anche se non esagerato, si è ormai diradato ed iniziamo a gustarci il paesaggio attorno, fatto di colline e di fiori lungo la strada….siamo verso la fine dell’inverno, ma il clima piuttosto mite rende possibile che ci siano i fiori…oggi ci sono circa 18 gradi. Arriviamo a Lochiel dove c’è il Bambunga Lake, piuttosto grande e di colore rosa, proseguiamo quindi tralasciando la Penisola di York che comporterebbe almeno due giorni di visita, e dopo una fermata al lunghissimo “jetty” di Port Germain, in serata arriviamo a Port Augusta dove ci troviamo un motel… alla reception una brillante signora che ama l’Italia e ci racconta che ci è stata cinque volte. Andiamo a cena e siamo un po’ fortunati, perché nel ristorante dello storico “Flinders Hotel” proprio questa sera c’è la serata “Schnitzel” la classica, se vogliamo, nostra cotoletta che in Australia cucinano in modo eccellente e anche questa volta è così, non si poteva iniziare meglio il viaggio; mentre le giornate a livello climatico sono buone, la sera ci ricorda che siamo in inverno, quindi si dorme con un po’ di riscaldamento acceso.

08 Agosto 2016

Dopo il caloroso saluto da parte della signora del motel, torniamo in città e facciamo colazione in una bakery, poi pieno di benzina e si riparte; Port Augusta è un po’ un crocevia. Da qui solitamente si va nei Flinders Range, o si prende la Stuart Hwy verso nord, oppure, ed è quello che facciamo noi, prendiamo la Eyre Hwy verso ovest. Dopo circa 150 km. di strada solitaria ed aver superato le miniere di Iron Knob, arriviamo a Kimba dove troviamo una roadhouse, il “big Galah” – praticamente la statua gigante del bellissimo pappagallo di colore rosa che si trova un po’ ovunque in Australia – ed un grande cartello che ci indica che la cittadina di Kimba è “half point”, cioè esattamente nel centro dell’Australia da est ad ovest. Lasciamo la Eyre Hwy per qualche giorno, ed andiamo in direzione sud percorrendo una piccola strada secondaria dal paesaggio bellissimo, e superato il paesino di Cleve pieno di fiori lungo la strada, sbuchiamo sul mare ad Arno Bay; siamo nel Golfo di Spencer… nel pomeriggio andiamo sempre verso sud con soste nelle cittadine un po’ solitarie di Port Neill e Tumby Bay con delle spiagge bianchissime, così arriviamo a Port Lincoln. La cittadina sembra piuttosto animata, poi come spesso accade tutto sembra spegnersi… sarà il freddo dell’inverno, saranno le giornate corte, saranno i negozi che tra le 17:00 e massimo le 18:00 chiudono tutti… e tutto sembra fermarsi. I due alberghi che avevamo preso in considerazione sono pieni per una qualche conferenza in città, quindi dobbiamo ripiegare su una seconda scelta… albergo non bellissimo, però è proprio sul mare; per la cena un’ottima pasta in un ristorante Italiano sul lungomare.

09 Agosto 2016

In camera abbiamo una seconda uscita proprio fronte mare e ne approfittiamo per fare qualche foto del sole all’alba… Marina non ha ancora smaltito completamente il fuso orario, quindi la mattina è sveglia presto; la giornata per il momento è buona ma c’è molto vento. Andiamo a fare colazione nella bakery vista ieri sera, poi un giro in città. Siamo un po’ indecisi, ci sarebbe il “Lincoln National Park” che potremmo vedere, ma con questo vento… il tempo sembra peggiorare, intanto saliamo fino al Port Lincoln lookout; da questo punto si ha una bella vista della cittadina, della baia e del National Park, compreso dei brutti nuvoloni neri che stanno arrivando velocemente dal mare, oscurando un po’ tutto. Quindi la decisione si prende da sola, è meglio andare via. Abbiamo preso un po’ di pioggia lungo la strada e siamo dalla parte opposta della Eyre Peninsula, il vento è rimasto ma almeno non piove più; arriviamo a Coffin Bay ed entriamo nel National Park. Il parco è bellissimo con la vista sulle baie e sulle spiagge bianchissime, siamo solo noi a fare questo percorso in auto all’interno del parco, nessuno in giro, soltanto alcuni emu che girano liberamente, peccato che il tempo rimane nuvoloso, con questo vento forte che non molla mai e che ti fa’ scendere dalla macchina solo il tempo di fare delle fotografie. Lasciata Coffin Bay, risaliamo la Eyre Peninsula verso nord… ad un tratto troviamo l’indicazione di un lookout e così andiamo a vedere, sappiamo di avere il mare vicino ma lungo la strada non si vede; la deviazione per il lookout è un tratto sterrato breve ed in salita fino ad un piccolo slargo, e da questo punto ciò che si vede è fantastico, siamo sopra la scogliera a strapiombo sul mare, ecco perché il mare lungo la strada principale non si vedeva; il vento è terribile, tanto che Marina, molto più leggera di me, scesa dalla macchina rimane attaccata a me per non volare via… c’è anche un cartello che avvisa di non esporsi troppo per il rischio di folate di vento forte improvvise. La discesa di ritorno dal lookout è altrettanto bella, se alle nostre spalle lasciamo il mare, di fronte a noi mentre scendiamo c’è un lago di colore verde questa volta, che poi costeggiamo per un po’ riprendendo la hwy verso nord. Altra deviazione verso Calca, dove ci sono i “Murphy’s Haystacks”, delle rocce di forme arrotondate piuttosto particolari; facciamo una parte del percorso a piedi che le attraversa, poi oltre al vento inizia a piovere… inizialmente troviamo riparo sotto una di queste rocce, poi visto che non smette raggiungiamo di corsa la nostra macchina ed andiamo via – alcuni kilometri più avanti uscirà il sole -. Arriviamo a Streaky Bay, dove dormiremo questa notte in un discreto motel, mentre per cena vediamo un ristorante di pesce vicino al jetty ed affacciato sul mare. Questa sera è chiuso, in questo periodo dell’anno apre solo tre sere alla settimana… Andiamo allora allo storico Streaky Bay Hotel dove al piano superiore c’è il ristorante in un bell’ambiente stile antico e con prezzi piuttosto alti, mentre al piano terra c’è il pub… cosa piuttosto curiosa… Cenando nel pub, con la quasi stessa scelta dei piatti del ristorante (e della stessa cucina) costa molto meno; ceniamo quindi nel pub ed è anche divertente vedere la gente del posto che arriva, beve qualche birra e si diverte a scommettere sulle corse dei cavalli o dei cani, che la televisione sta trasmettendo in diretta. Fine di questa bella giornata impegnativa, anche per il forte vento… ma quante cose belle abbiamo visto.



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