Assaggi di Sicilia 2

Breve ma intenso on the road nel sud-est della Sicilia, dalla cima dell'Etna a Taormina, visitando le città di Catania e Noto, il borgo di Marzamemi, la riserva naturale di Vendicari e arrivando fino alla punta più a sud d'Italia.
 
Partenza il: 16/06/2021
Ritorno il: 22/06/2021
Viaggiatori: 3
Spesa: 1000 €

GIORNO 1

Sei notti e sette giorni per esplorare un altro pezzo della nostra meravigliosa Italia. Io, mio marito e nostro figlio Leonardo di cinque anni atterriamo all’aeroporto di Catania Fontanarossa con un volo diretto Ryanair da Milano Malpensa prenotato un paio di settimana prima. Un lasso di tempo molto breve se paragonato alla pianificazione di un viaggio pre-Covid, quando per spuntare il miglior prezzo sulle tariffe aeree bisognava controllare già due mesi avanti. Oggi è diverso e la situazione sanitaria in costante mutamento provoca molta incertezza negli spostamenti. Sistemate le pratiche per il noleggio auto alla compagnia Avis, riservata su internet tramite Autoeurope (https://www.autoeurope.it/), che offre agli iscritti promozioni vantaggiose, partiamo alla volta di CATANIA centro. L’impatto di guida sulle strade sicule è spiazzante. In periferia tanta sporcizia abbandonata sui bordi, man mano che ci avviciniamo al cuore cittadino si viene letteralmente travolti da un traffico caotico, chiassoso e privo di regole. Due o tre persone senza casco in equilibrio sui motorini che sorpassano e sbucano da ogni parte, semafori non funzionanti, un continuo strombazzare di clacson, macchine ferme in seconda e terza fila. Vicoli stretti nei quali passa a mala pena un’utilitaria e parcheggi liberi quasi impossibili da trovare. Quando miracolosamente riusciamo a parcheggiare in strada all’interno delle strisce blu, gratuite di notte, vicino al Mavà Rooms Bed & Breakfast dove trascorreremo due notti, tiriamo un sospiro di sollievo. L’alternativa è lasciare l’auto nell’autorimessa XX Settembre al costo di 15 euro a notte. La pessima impressione iniziale viene compensata dall’accoglienza dell’affittacamere che possiede le caratteristiche di un hotel a quattro stelle, con letti queen size, bagni moderni, ben insonorizzato, offre balcone, macchina da caffè, acqua e deliziosi biscotti alle mandorle, attenzioni molto apprezzate da noi clienti. Così cominciamo già ad assaporare i sapori della Sicilia, gli stessi che ritroviamo a colazione, in prevalenza dolce, con torte squisite e tutto ciò che si può desiderare per caricarsi di energie e buonumore. I valori aggiunti della struttura sono l’estrema gentilezza e la disponibilità della proprietaria, la cui passione per questo lavoro si rispecchia in ogni angolo e situazione.

Ormai sono quasi le sette di sera, orario perfetto per partire alla scoperta di Catania senza soffrire il caldo del pomeriggio. Incamminandoci su viale XX Settembre in qualche minuto varchiamo l’entrata nord dei giardini di villa Bellini dove sono installati i giochi per bambini, subito presi d’assalto da Leonardo. Il profumo delle bouganville e degli oleandri invadono il parco, ombreggiato da un esemplare spettacolare di Ficus macrophylla, piante esotiche e altri alberi centenari. Tante specie popolano la vasta area verde nel cuore cittadino, comprese siepi, aiuole, sculture e fontane, esplorabili passeggiando lungo i vialetti e sostando nelle piazzette. L’ingresso principale si affaccia su via Etnea e avviene tramite uno scalone che sale fino al piazzale occupato da una grande vasca. Sul fianco della collina retrostante vi è un orologio di piante sempreverdi e al culmine della stessa fa bella mostra di sé un chiosco in ferro battuto con tanto di palco. Un tempo i giardini ospitavano pure uno zoo con tante specie di volatili, patrimonio perso per via delle spese e soprattutto per mancanza di lungimiranza e sensibilità nei confronti di flora e fauna.

Per la cena ci spostiamo nella festosa via pedonale Santa Filomena, rallegrata da lucine, piante e fiori, musica e aromi allettanti di cucina che provocano un brontolio nello stomaco. Un susseguirsi di tavoli si dipana ai due lati della strada e i camerieri sorridenti sulla soglia invitano a prendere posto. Su consiglio di una delle dipendenti dell’affittacamere scegliamo Curtigghiu, informale e adatto alle famiglie, i bimbi ricevano fogli, colori e un menù dedicato a loro. La pasta è davvero gustosa, le porzioni sono abbondanti e il rapporto qualità prezzo è buono. Se però viaggiate in coppia potete provare un locale dall’ambiente più romantico e pietanze raffinate come il ristorante Filo d’Esca, anche questo raccomandatoci.

Da via Santa Filomena comincia la visione notturna di Catania. L’aria è tiepida e le strade sono tranquille, connubio ideale per una passeggiata rilassante. Puntando verso sud e percorrendo un dedalo di incroci e viuzze sbuchiamo in Piazza Duomo, la principale della città. Ad accogliere il visitatore spunta nel centro ‘U Liotru’, come lo chiamano i catanesi, ovvero l’elefantino simbolo cittadino, poggiato su un basamento decorato in mezzo alla fontana e sopra la cui schiena si erge l’obelisco. Il legame dei catanesi con la statua è forte, primitivo, legato a numerose leggende, a essa attribuiscono il potere magico di proteggere Catania dalle eruzioni dell’Etna. Un abbraccio di edifici antichi in stile barocco incornicia la piazza, fra cui spicca il Palazzo degli Elefanti, sede del Municipio e chiamato così per via degli elementi decorativi sulla facciata a forma di pachiderma. C’è poi il Palazzo del Seminario dei Chierici collegato tramite Porta Uzeda a quello arcivescovile e quindi alla Cattedrale. Questo è l’altro simbolo di Catania, ancora chiuso per Covid sebbene il resto d’Italia stia aprendo tutto, accessibile ai fedeli solo durante le funzioni liturgiche e non ai turisti. Posso perciò parlarvi dell’esterno, protetto dalla cancellata di ferro (come la maggior parte delle chiese della città) e dalla balaustra in candida pietra. La facciata è contraddistinta da colori chiari, bianco e grigio tenue, e le forme barocche suddivise da colonne corinzie, vi sono decori, elementi in marmi di carrara e la statua di Sant’Agata, patrona della città. Non solo pomposi edifici, anche una fontana cinge piazza Duomo, è quella dell’Amenano, raffigurante il fiume che scorre nei sotterranei di Catania, e qui ben visibile, nelle sembianze di un giovane con in mano un vaso a forma di corno da cui zampilla l’acqua. Oltre di essa si apre lo spazio dedicato al folcloristico mercato del pesce, animato ogni mattina dal vociare dei pescivendoli e dall’odore intenso dei banchi ammassati del pescato fresco. E’ la Pescheria, caotico, multicolore e animato, dall’ambientazione simile a un suq arabo, così ci dicono. L’abbiamo esclusa dal nostro personale tour sia per mancanza di tempo, sia per l’aver visitato negli anni precedenti svariati mercati spagnoli dalle atmosfere affini.

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Isola Bella a Taormina

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i colori di Taormina

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Sbuffi di cenere dall'Etna

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i colori di Marzamemi

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Cristo Redentore nel punto più a sud d'Italia e sullo sfondo isola delle correnti

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Corso Umberto a Taormina

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Fonte Aretusa a Ortigia, Siracusa

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Cattedrale di Noto

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scalinata via Dante Alighieri a Noto



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