Far West. Viaggio "estremo" negli States

USA: 10mila chilometri percorsi in 24 giorni di viaggio, attraversati 9 stati, -9 ore di fuso orario, temperatura da 0 a 49 gradi, dislivello da -80 m sotto il livello del mare a 4000 m. Un viaggio Estremo!!! Dall' 11 ...

  • di lamorachevola
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

USA: 10mila chilometri percorsi in 24 giorni di viaggio, attraversati 9 stati, -9 ore di fuso orario, temperatura da 0 a 49 gradi, dislivello da -80 m sotto il livello del mare a 4000 m. Un viaggio Estremo!!! Dall' 11 agosto al 3 settembre 2007.

11 agosto. A n d a t a. Sveglia ore 5. Volo da Malpensa, ore 10. In aeroporto un libanese inizia a parlare con noi del più e del meno: “dove andate, che lavoro fate...” e poi mi chiede: “Are you Swedish?”... Svedese? Io??? Mah! Imbarco in orario. Saliamo a bordo. Voliamo Alitalia. Lo stewart si aggira sospetto tra i sedili con un plico di fogli e poi arriva da me e mi chiede: “lei ha il pasto speciale?” io: “no...(con l’espressione tipo: “ma di che parla?”) e lui: “Sì, lei ha il “low fat meal”!” Che cosa??? SuperTechMan ride a crepapelle e, con aria saccente, mi dice “dev’essere un’impostazione che hai messo nelle preferenze quando ti sei registrata sul sito Alitalia”... io: “mi sono sicuramente sbagliata!. Prima cosa, quando torno, vado a cercare questa voce e la elimino!” (fatto!, ndr) Dopo 8 ore raggiungiamo lo scalo di Newark, uno degli aeroporti di New York, che però si trova in New Jersey, giusto di là dall’Hudson River, da dove la vista sullo skyline di Manhattan ci mette una certa nostalgia (però... cosa non si farebbe per una bandierina!). Attesa di 4 ore in aeroporto, poi altre 6 ore e mezza circa di volo per Los Angeles. Atterraggio alle 5 del mattino del 12, dopo 24 ore dalla sveglia! In California sono le 20.30 dell’11 e dall’alto Los Angeles è immensa. Luci a perdita d’occhio. Un’estensione indescrivibile. I bagagli ci sono. Tutto bene. Hotel Hilton Int’l Airport. Stanza 3139. Sonno.

12 agosto. U n i v e r s a l S t u d i o s + L o s A n g e l e s b y n i t e. Sveglia con comodo... scendiamo alla reception e chiediamo se ci sono tour organizzati con pick up all’hotel. Scegliamo quello agli Universal Studios e, a seguire, il tour di LA by nite.

Agli Studios è stato bellissimo. Abbiamo visto Shrek in 4D, ovvero non solo i classici occhialini da indossare per vedere in tre dimensioni, ma anche esperienze realistico-sensoriali... in pratica, l’asino starnutisce in faccia al pubblico e mentre starnutisce ti spruzzano schizzi d’acqua in faccia, oppure, quando Shrek cade, il tonfo “fa muovere” i seggiolini degli spettatori... stupendo! A seguire, Terminator 2 in 3D su schermi che coprono la visuale a 180°, dando la sensazione autentica di essere parte del film; House of Horrors, dove un ragazzino faceva il fenomeno urlando in faccia a pupazzi mummificati, finché non si è trovato di fronte un uomo vero mascherato da mummia che per poco non gli fa prendere un infarto; e Special Effects... il tutto in compagnia di Kaustav Mandal, un indiano che faceva il nostro stesso tour e che non ci ha mollati un attimo. Oggi di lui sappiamo tutto... nostro malgrado. Il tour by nite, carino: Walk of Fame con foto a stelle e impronte, davanti al Teatro Cinese, lo Strip (Sunset Bld), Beverly Hills, con le case dei divi praticamente murate (“qui abita Halle Berry”, ci dice la guida... e fuori dai finestrini del bus, solo un muro altissimo...). Dopo questa “news” ci siamo addormentati, finché non siamo arrivati a una fontana –brutta– con zampilli danzanti che, solo a posteriori, abbiamo scoperto essere davanti al teatro in cui consegnano gli Oscar (che in americano sono gli Academy Awards). Vabbè, non mi sono impegnata granché nelle foto, in quanto dormiente, ma pazienza.

13 agosto. N o l e g g i o A u t o, S a n t a M o n i c a, M a l i b ù e V e n i c e B e a c h. Oggi abbiamo noleggiato un’auto allo sportello Hertz dell’albergo. SuperTechMan chiede un veicolo non troppo grande, ma con “sistema satellitare” (esoso!) e il receptionist gli dice che la sola auto con queste caratteristiche disponibile al momento era un’Audi A6. Conveniamo che non sia indicata, per cui SuperTechMan aggiusta il tiro: “ne ha una più piccola con sistema GPS?”. Così ci affidano una Corolla bianca, rigorosamente con cambio automatico e navigatore a bordo. Dopo un’ora di test drive nel parcheggio dell’albergo, per regolarsi (piede sinistro, freno... piede destro, acceleratore, niente frizione e niente marce!), partiamo, in direzione Santa Monica (circa 25 km). Dopo qualche inchiodata improvvisa ai semafori rossi (l’abitudine alla frizione è dura a morire!), arriviamo alla meta. Parcheggiamo in un parcheggio a pagamento di 8 piani e andiamo in esplorazione. Appena arrivati alla famosa “Promenade” della cittadina, una “luce” ci indica la strada: è la mela dell’Apple Store, dentro cui SuperTechMan si fionda per toccare con mano (finalmente!!!) il nuovo oggetto del desiderio firmato MacIntosh: l’iPhone!!! È bellissimo, davvero. Peccato che non si possa comprare negli States, se non con abbonamento telefonico flat locale, quindi non utilizzabile in Italia, se non con roaming internazionale. Aspetteremo l’inverno, quando arriverà anche da noi

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