Namibia, incredibile bellezza

Panorami fantastici, tramonti e albe infuocati, le dune rosse, il parco Etosha. Le parole non sono sufficienti a descrivere l'incredibile bellezza di questo Paese.

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  • di Lurens55
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro

Dobbiamo cambiare la valuta (c'è un bel po' di coda) e poi andiamo al pulmino. Un 20 posti non molto panoramico che sarà il mezzo usato per tutto il viaggio (ma non sarà così). Tronfi e fieri partiamo con il nostro rumoroso pulmino. Lungo la strada vediamo facoceri che rovistano a bordo strada, una colonia di babbuini, qualche giraffa e dopo circa 20 km il catorcio si pianta. Mentre siamo fermi a bordo strada arrivano un po' di pattuglie della polizia, poi arriva l'unità cinofila con un bel pastore tedesco che fiuta tutto il pulmino. Stupiti da questo spiegamento di forze ci rassicurano dicendo che deve passare il presidente del Ruanda in auto e che devono garantire la sicurezza. Dopo un po' passa un corteo di almeno una trentina di auto e qualche moto ad alta velocità con sirene spiegate e lampeggianti. Nel frattempo era arrivato un camioncino del soccorso stradale e dei meccanici-elettrauto-esorcisti cercano di rimettere in sesto il mezzo. Dopo vani inutili tentativi di riparazione in real time, arriva a soccorrerci un altro bus più grande. Questo contrattempo ci fa perdere più di un'ora.

Ripartiamo e alle 21.15 siamo all'Intu Africa Zebra Lodge stravolti dalla stanchezza. Il Lodge è molto bello. La camera è enorme, il bagno altrettanto. Pulitissimo. Per cena mangiamo del passato di verdura e poi dello springbok (una specie di piccola gazzella) e un dolce non particolarmente buono. Durante la cena Kenneth ci dice che l'attività prevista per domani è un giro a piedi di un'ora e dato che il giro che si potrebbe fare nel pomeriggio, un extra non compreso nel costo del viaggio, non ha mezzi disponibili, praticamente in tutta la giornata abbiamo impegnata una sola ora (!!!) e poi tempo libero fino a sera in mezzo al nulla. Un nulla anche bello da guardare, ma dopo un po’ diventa monotono. Non è certo questo il modo di organizzare una giornata, per cui gli esprimo il mio disappunto e scrivo una mail di protesta a viaggigiovani. Poi alle 23 finalmente il letto (comodo).

Martedì 20 Agosto 2019

Sveglia alle 7.30. La colazione non è molto varia ma più che sufficiente. A seguito delle mie lamentele di ieri sera Kenneth si è dato da fare e il lodge ci propone un giro nella loro gigantesca riserva con i fuoristrada per 450 NAD (circa 27€) dalle 10 alle 12. Alle 8.30 c'è l'esibizione di un gruppo di 5 giovani boscimani che recitano lo svolgimento di alcune attività tipiche degli abitanti (ormai pochi) delle zone rurali del Kalahari come la preparazione di trappole per gli uccelli, la cattura dell'oritteropo, una battuta di caccia con arco e frecce e la danza di ringraziamento se la caccia è andata bene. La spiegazione di ciò che stanno mimando è fatta in lingua boscimane. È una lingua molto strana. Mentre parlano fanno degli schiocchi molto secchi. Ci abbiamo tutti messo un po' a capire che erano loro. Ci guardavamo tutti intorno per capire da dove arrivassero quei "tick". Nonostante non capissimo ovviamente questa strana lingua la mimica era talmente espressiva da riuscire ad intuire a grandi linee ciò che raccontavano. C'era in seguito una spiegazione in inglese che ci veniva poi tradotta in italiano.

Alle 10 si parte per il giro in jeep. Si vedono subito un bel po' di springbok (uh! uno springbok! foto foto foto), kudu (uh! un kudu! foto foto foto), orici (uh! un orice! foto foto foto). Al ventesimo springbok, kudu, orice, ecc. l'entusiasmo fotografico scema in attesa di trovare qualcosa di nuovo. Che arriva. Incontriamo infatti alcune giraffe (tra cui una famiglia con cucciolo di 2 settimane), struzzi, gnu e al di fuori della riserva anche una vecchia leonessa (trovata a colpo sicuro sotto una pianta all'ombra) che, non essendo più in grado di cacciare, viene nutrita dal Lodge. Sugli alberi ci sono degli enormi nidi (anche un paio di metri cubi) in cui vivono colonie di piccoli uccellini (tipo passeri). Questi nidi sono costruiti in modo da impedire ai serpenti di entrare. La guida ci ha detto che le colonie possono anche arrivare a 200 unità e che i nidi sono costantemente manutenuti nel tempo dalle generazioni di uccellini che ci abitano e durano anche molti decenni. In caso di piogge torrenziali la paglia con cui sono costruiti si bagna e il nido può arrivare a pesare anche molti quintali se non addirittura una tonnellata. Se i rami a cui sono ancorati non sono abbastanza robusti cadono a terra e gli uccellini devono costruirne un altro. Alle 12.30 si rientra

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