Maldive: Mahibadhoo, le autentiche Maldive

Viaggio fai da te in un'isola delle autentiche Maldive

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  • di alegozzi
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Per un break invernale quest'anno la scelta è caduta sulle Maldive, scegliendo però un'isola locale, visto che da alcuni anni il governo maldiviano ha aperto alla possibilità di soggiornare sulle cosiddette "isole dei pescatori", fino a poco fa interdette ai turisti.

La formazione è tutta al maschile visto che si tratta di una vacanza "di pesca": Papà, figlio e amico per godersi una destinazione che spesso è riservata alle coppie.

La scelta di Mahibadhoo è prevalentemente legata alla buona impressione che fa sul web la guesthouse Liberty Guest house, gestita da maldiviani. Leggo che è un'isola di dimensioni abbastanza elevate e capitale dell'atollo Ari Sud, quindi sede di alcuni servizi quali tribunale, scuole superiori e polizia.

Si spera quindi di abbinare al relax anche qualche visita ad uno stato arcinoto ma che da poco ha svelato la sua autenticità.

Si parte quindi non senza qualche patema d'animo per un ingorgo in autostrada che fa alzare la pressione temendo di perdere il volo, poi ci si rilassa sulla sempre orrima compagnia Emirates.

Dopo uno scalo breve a Dubai si atterra a Malè, capitale delle Maldive. Purtroppo le barche che raggiungono le isole locali hanno orari abbastanza limitati, quindi avevamo scelto di rimanere per la prima notte a Hulhumale, l'isola che ospita l'aeroporto internazionale e che è collegata da poco più di un anno a Malè tramite un ponte costruito dai cinesi.

In principio questa soluzione ci sembrava una perdita di mezza giornata di vacanza, in realtà è stata molto interessante poichè ci ha permesso di iniziare a conoscere le vere Maldive. Hulhumalè è una zona di recente costruzione nata come ideale prolungamento dell'isola di Malè, che risulta completamente edificata. Qui trovano posto molte palazzine che ospitano prevalentemente lavoratori maldiviani e stranieri (India, Pakistan, Bangladesh) impiegati nella capitale. La parte sul mare è invece turistica . La spiaggia è già bellissima, benchè ci siano rigide limitazioni sull'abbigliamento in quanto paese Islamico. Alle donne in particolare si richiede come forma di rispetto di indossare almeno maglietta e shorts. Dopo qualche ora in spiaggia, esploriamo le stradine interne per qualche acquisto e un primo approccio ai costumi locali. Notiamo che i prezzi della verdura sono molto alti (abbastanza comprensibile), tanto che alcune persone sono costrette a lasciarle al negoziante dopo averle pesate e sentito il prezzo. Dopo una lauta cena in un ristorante indiano ci concediamo un the sulla riva del mare e ci fiondiamo a letto.

Il giorno successivo trasferimento al molo di Malè offerto (con mancia) dal personale dell'hotel e trasferimento a Hulhumale con mostoscafo pubblico della HMHI Travel. Il viaggio dura circa un'ora e quindici con due fermate in altre isole di Ari Sud. Il transfert lo avevamo prenotato tramite la guest house. Mare per fortuna poco mosso quindi esperienza piacevole.

All'arrivo veniamo accolti dal personale della guest house che ci carica i bagagli su una specie di triciclo elettrico e ci conduce al Mehel guest house, poichè per un overbooking ci avevano avvisato due giorni prima che sarebbe stato necessario per alcune notti dormire nell'hotel vicino, pur usufruendo dei pasti nella guesthouse principale. Anche qui al momento c'era un po' di sconforto ma in realtà la sistemazione è risultata ottima e più immersa nel paese di Mahibadhoo che così abbiamo avuto forse modo di apprezzare di più.

Mahibadhoo infatti è un'isola a forma di losanga, con alla due estremità le uniche due siagge, la Liberty beach dove sorge la omonima guesthouse (ce ne sono tre-quattro in tutta l'isola) e la bikini beach al capo opposto, appena costriuta con una recinzione per permettere ai turisti di mettersi in costume senza urtare la sensibilità musulmana degli abitanti dell'isola. Da un capo all'altro ci si mettono circa 15 minuti a piedi. In mezzo si trova un caratteristico paesino con negozietti, scuola, ospedale, campo da calcio in cui si svolgono tutte le attività dei locali, scandite dal canto melodioso del muezzin. Bellissimo gironzolare per le stradine lastricate per vedere i bambini che vanno a scuola in uniforme tutti rigorosamente accompagnati dalle mamme velate o gli adolescenti che si trovano a fare due risate al tramonto sui loro scooter...ebbene sì, su un'isola piccola e pianeggiante ci sono moltissimi scooter (nuovi e non rumorosi) e due-tre auto, ovvero quelle della polizia, l'ambulanza e il camion dei pompieri. Non mancano i bar, che servono rigorosamente bevande analcoliche, e qualche ristorante. Noi però avevamo scelto di consumare i pasti alla guesthouse visto l'offerta a prezzi irrisori

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