Weekend in Romagna tra escursioni, gastronomia e benessere

Alla scoperta dell'entroterra romagnolo
 
Partenza il: 04/04/2015
Ritorno il: 06/04/2015
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Regalarsi un weekend di relax è un sogno ricorrente nelle stanche menti di molti e da tempo io e il mio compagno volevamo dedicare qualche fine settimana alla scoperta dei territori a noi circostanti: quelli dell’entroterra romagnolo.

Così, complice un weekend lungo a Pasqua, seppur il meteo non fosse dei migliori, abbiamo approfittato per fare un giro nei dintorni di casa nostra.

Il sabato di Pasqua, sveglia all’alba e partenza per una gita fuori porta sulle colline di Rimini. Colline, che nascondono antichi borghi e castelli che permettono ai visitatori di fare un tuffo nel passato grazie al suggestivo panorama caratteristico di queste località immerse nel verde.

Su consiglio di amici, abbiamo acquistato la Romagna Visit Card, una card turistica che che mette in rete la Romagna consentendo l’ingresso gratuito a quasi 50 attrazioni del territorio e l’ingresso con sconto a moltissimi altri monumenti o attrazioni. La card costa 12,00 euro e vale un anno, per noi è stata davvero un acquisto conveniente!

Prima tappa: Montegridolfo, un borgo tutto chiuso da alte mura con l’accesso protetto da una torre con porta d’epoca medioevale. All’interno si nota subito il castello malatestiano, oggi sede del municipio. Il mio compagno, appassionato di storia e di guerra ha puntato dritto al Museo della Linea dei Goti, che si trova fuori delle mura in un edificio che ricorda la struttura di un bunker. Ospita oggetti, documenti, giornali, manifesti della propaganda nazista e fascista, contrapposti a quelli degli alleati, oltre ad un ricco repertorio fotografico e audiovisivo.

Da qui, in una mezz’oretta raggiungiamo Montefiore Conca, splendido paesino che non a caso rientra nel prestigioso circuito dei “Borghi più belli d’Italia”. Visitiamo il castello, conservato egregiamente e all’uscita ci fermiamo in una caratteristica trattoria poco distante perché ormai si è fatta ora di pranzo.

Dopo esserci ristorati, partiamo alla volta di San Leo, paesino medioevale che si erge sulla riviera riservando uno spettacolo mozzafiato nelle limpide giornate di primavera (come la nostra). Dopo un giretto a piedi in centro storico con breve visita al duomo in stile romanico-lombardo, edificato tra il XII e XIII secolo, e la Pieve del IX secolo, la più antica chiesa del Montefeltro, abbiamo visitato la fortezza, famosa soprattutto per essere stata la prigione del Conte di Cagliostro, eccentrico avventuriero vissuto nel secolo dei lumi e dedito all’alchimia, alla massoneria, alla divinazione del futuro e per questo denunciato come eretico e condannato al carcere a vita.

Da qui ripartiamo per Verucchio, altro paesino medioevale che visitiamo facendo una piacevole passeggiata in centro. Un po’ stanchi ci dirigiamo verso l’ultima tappa del nostro tour, e in soli 15 minuti di macchina arriviamo a Poggio Torriana, dove visitiamo subito il Museo Mulino Sapignoli che racconta del lavoro e dell’ingengo del sistema dei mulini della valle del Marecchia. A questo punto, sfiniti ma con gli occhi pieni di bellezze rientriamo verso casa.

Il giorno di Pasqua si parte alla volta della scoperta dell’entroterra forlivese. La giornata è soleggiata così decidiamo di inoltrarci verso il parco delle Foreste Casentinesi per fare un po’ di (tranquillo) trekking. Il nostro tour parte da Portico e precisamente da Monte Busca dove si trova il vulcano più piccolo d’Italia. Di fatto, il fuoco che brucia senza sosta altro non è se non una emanazione di idrocarburi gassosi, ma fa comunque uno strano effetto vedere dei fumi salire in continuazione da un piccolo buco nel terreno. E poi la vista qui è a dir poco meravigliosa…

Da qui, muniti di scarpe da trekking ci dirigiamo verso le Cascate dell’Acquacheta: un salto d’acqua a 70 metri di altezza, una visione che ci toglie quasi il fiato. Alla cascata si arriva dopo circa un’ora e mezzo di cammino da S. Benedetto in Alpe. Il percorso è abbastanza tranquillo, anche per noi che non siamo molto abituati a camminare.

Arrivati, facciamo un pranzo al sacco in mezzo alla natura e dopo un po’ di meritato riposo ci dirigiamo verso la macchina per poi rientrare, esausti, a Forlì.

Il nostro tour della Romagna prosegue anche il giorno di Pasquetta, questa volta in territorio ravennate.

Prima tappa Brisighella, un paesino davvero carino dove visitiamo la famosa Rocca d’epoca medievale, la Torre dell’Orologio ed il Santuario del Monticino, risalenti rispettivamente al XIX e XVIII secolo. La Rocca sembra il castello del “Nome della rosa” ed essendo noi praticamente gli unici visitatori, in mezzo a quelle antiche mura di pietra, ci sembra proprio di trovarci nel medioevo… Saliamo sul mastio, l’imponente torre che ospita tre piani al suo interno, attraverso l’angusta scala a chiocciola e arriviamo sulla cinta muraria da dove è possibile godere di un panorama mozzafiato.

Dopo la visita alla Rocca ci rechiamo alla Torre dell’Orologio, che in realtà è una ricostruzione in stile pseudogotico, risalente alla metà del XIX secolo. Da qui si possono ammirare le distese di uliveti tipici della zona di Brisighella e noi da bravi buongustai non ci lasciamo sfuggire l’acquisto di un paio di bottiglie di questo aromatico olio…Visitiamo velocemente anche il museo Giuseppe Ugonia (gratis con la Romagna Visit Card), poi procediamo verso Riolo Terme per una visita alla Rocca che sia io che il mio compagno non abbiamo mai visitato, nonostante le estati della nostra infanzia passate qui. Anche qui non possiamo fare a meno che immergerci nelle atmosfere di altri tempi e a fine giro ci rilassiamo al Torrino Wine Bar per mangiare una buona piadina accompagnata da un calice di Sangiovese della zona.

Ormai si sono fatte quasi le 3 e decidiamo di rientrare verso Forlì ma visto che ci sentiamo davvero in vacanza, decidiamo di fare un’ultima sosta a Faenza e di visitare Palazzo Milzetti. La mia proposta si rivela azzeccatissima perché il Palazzo merita davvero. Personalmente sono rimasta incantata dalla sala del bagno e della cucina, nel seminterrato, completa delle sue suppellettili. L’audio guida, fornitaci a titolo gratuito al momento dell’ingresso, ci informa che le cucine ai tempi venivano poste nell’interrato proprio per tenere le donne lontane dai piani alti.



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