Vienna, la città imperiale a misura di bambino

Quattro notti e cinque giorni per scoprire musei storici e attrazioni accattivanti per l'intera famiglia.
 
Partenza il: 05/10/2021
Ritorno il: 09/10/2021
Viaggiatori: 3
Spesa: 500 €

Atterriamo nell’aeroporto (flughafen in tedesco) di Vienna-Schwechat (20 chilometri sud-est della cittadina) a pomeriggio inoltrato con un volo della compagnia low cost Ryanair. In questo momento è necessario il Green Pass (con doppia vaccinazione) per varcare i confini austriaci e mascherina FFP2 (non chirurgica) per accedere a musei e mezzi di trasporto. Solo per rientrare in Italia è previsto pure il modulo dPLF da compilare in anticipo su internet. Essendo ottobre, e quindi superata la stagione turistica estiva, diversi collegamenti per il centro come il treno CAT (https://www.cityairporttrain.com/de/home) sono sospesi. Le alternative per raggiungerlo sono due: l’autobus (https://www.viennaairportlines.at/en/) con le linee VAL 1 e VAL 3 a seconda della destinazione, oppure i comodi, economici e più veloci treni OBB Railjet (info su orari e costi: https://fahrplan.oebb.at/bin/query.exe/en?), quelli scelti da noi, che in circa 20-25 minuti giungono rispettivamente in Wien mitte (stazione centrale) e in Praterstern (stazione limitrofa al parco divertimenti del Prater). Da qui le linee della metropolitana creano una rete di trasporti efficiente e semplice da utilizzare. Non vi sono infatti tornelli di accesso come nelle altre metropoli europee, Italia compresa. Qui si da per scontato che chiunque decida di usufruire del servizio abbia acquistato un biglietto giornaliero, un abbonamento o sia munito di qualche altra card. A seconda delle vostre esigenze è possibile optare per la Vienna City Card (https://www.viennacitycard.at/index.php?lang=EN) valida 24, 48 o 72 ore, che autorizza all’uso dei mezzi e comprende pure sconti su diverse attrazioni, oppure per il Vienna Pass ) con validità di 1, 2, 3 o 6 giorni, che invece include l’accesso a una miriade di musei ed esperienze e a cui si può aggiungere con una maggiorazione di prezzo l’abbonamento ai mezzi pubblici. Dopo un’attenta analisi delle nostre necessità non abbiamo scelto nessuno delle due, preferendo optare per il semplice biglietto settimanale a tram, metro e bus, valido da lunedì a lunedì con un costo di 17,10 euro, e quindi perfetto per noi vista la permanenza da martedì a sabato. Facile da acquistare online al sito https://shop.wienerlinien.at/ e gratuito per i bambini con età inferiore ai 6 anni (fortunatamente il nostro Leonardo ne ha ancora 5). Tutti i biglietti sono validi per la rete di trasporto pubblico centrale, perciò una volta giunti in aeroporto bisogna comprare un ticket aggiuntivo di solo 1,9 euro a persona presso gli uffici dell’OBB, facilmente riconoscibili grazie al colore rosso distintivo.

GIORNO 1

Detto ciò veniamo nel vivo della scoperta di una delle capitali più eleganti e vivibili d’Europa. Con Leonardo eccitatissimo giungiamo alla stazione Praterstern dove lasciamo i bagagli in uno degli armadietti a pagamento, convenienti e selezionabili a seconda della capacità. La storica ruota panoramica del PRATER, la Riesenrad, costruita nel 1897, con un’altezza di 65 metri, la struttura in acciaio e le cabine rosse, è il simbolo del luna park aperto a pieno regime da marzo a ottobre e per i restanti mesi con solo alcune attrazioni tra cui la ruota. La lentezza della rotazione, assieme al costo del biglietto e soprattutto al fatto che a nostra parere la bellezza è osservarla dal basso e non salirci sopra, ci spingono a evitarla. Continuiamo a piedi, tuttavia i più pigri possono scoprire il luogo senza alcuno sforzo, salendo sui vagoni della Liliputbahn. Al Prater c’è un po’ di tutto: un museo di oggetti stravaganti e fotografie del XIX secolo e una sfera del diametro di 9 metri chiamata Repubblica di Kugelmugel. Fu costruita nel 1972 dall’artista Lipburger che, non vedendosi concessi i permessi edilizi per l’eccentrica costruzione, la dichiarò uno stato indipendente. Non è un parco divertimenti come Gardaland, qui non esiste un biglietto d’ingresso ma si pagano le singole attrazioni. E ce ne sono per ogni gusto ed età: case pazze e dei mostri, autoscontri e piste di go cart, giostre roteanti e trenini velocissimi, gommoni, canoe e roller coaster, chi vuole può persino cimentarsi in un’esperienza di volo. E poi bancarelle, le più classiche sale giochi e ristoranti con giardino esterno ombreggiato da alberi mastodontici, molto apprezzato durante la stagione calda. Ceniamo in uno di questi, lo Zum Englischen Reiter, che offre un menù per bambini assieme a piatti tipici come la cotoletta, l’arrosto di maiale con crauti, la zuppa d’aglio, il gulasch viennese, e poi birra a volontà che in Austria costa meno di una bottiglia d’acqua. Poco male, perché quella del rubinetto e delle fontane è fresca, buonissima e soprattutto gratuita.

Stanchi eppure felici utilizziamo di nuovo la metro fino alla West-bahnof, poi 400 metri a piedi e siamo nella hall dell’HOTEL BRAUHOF WIEN, scelto per le quattro notti di soggiorno. La posizione comoda per spostarsi con i mezzi, le camere e i bagni ampi e puliti, la colazione varia e abbondante, assieme all’ottimo rapporto qualità prezzo (tariffa concordata direttamente con la struttura), mi spingono a consigliarlo.

GIORNO 2 Siamo pronti ad ammirare il CENTRO STORICO VIENNESE e uscendo in superficie alla fermata Stephansplatz è impossibile non rimanere ammaliati dall’imponenza raffinata del Duomo di Santo Stefano, tripudio dell’architettura gotica e la cui costruzione iniziò nel XII secolo. Gli elementi del corpo centrale (vetrate, guglie, copertura) si slanciano verso il cielo nell’intento di avvicinare l’uomo a Dio e l’effetto è accentuato da tre delle sue torri. La quarta invece, quella nord, appare più tozza, ma ciò che la rende importante è la presenza della Pummerin, la seconda campana oscillante più grande d’Europa, visitabile usufruendo dell’ascensore. Noi però vogliamo mettere alla prova i muscoli sui 343 gradini avviluppati attorno a un pilastro della Torre Sud, alta ben 137 metri, grazie ai quali si giunge alla camera di osservazione con un panorama eccezionale sulla città. La vista passa dai super attici ai palazzi simbolo di Vienna, per perdersi sino alle montagne tondeggianti ricoperte di prati e boschi. Da qui si vedono le geometrie multicolore disegnate dalle tegole lisce e smaltate che rivestono il tetto spiovente. Sono 250 mila, create nel 1950 in Repubblica Ceca e ognuna di esse pesa 2 chilogrammi. Se l’esterno della cattedrale incanta, l’interno lascia senza fiato. L’atmosfera è carica di religiosità e misticismo, complice pure la scarsità di turisti, solitamente responsabili di chiasso e affollamento. L’ingresso è libero, dalle 6 alle 22, se invece si vuole ampliare la visita al tesoro, le catacombe e aldilà delle aree transennate, l’orario si riduce e bisogna acquistare un biglietto. Per noi è sufficiente una visione d’insieme della navata centrale, già ammirabile in tutta la sua bellezza, profondità e altezza. Grandioso è l’organo, meraviglioso il Pulpito di Pilgram, longilinee eppure solide le colonne (abbellite da sculture e pilastrini) che sorreggono la volta a costoloni.

Guarda la gallery
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Duomo di Santo Stefano a Vienna

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Nel Burggarten di Vienna

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Al Prater di Vienna

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Museo dei bambini a Schonbrunn, Vienna

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la Gloriette a Schonbrunn si specchia nel laghetto

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Salone di Gala della Biblioteca Nazionale austriaca a Vienna

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Museo della Tecnica di Vienna

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castello di Schonbrunn, Vienna



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