Nepal e Tibet, un viaggio sui tetti del mondo

Un viaggio in Nepal e in Tibet con rientro in Nepal via terra
Scritto da: francogigante1953
nepal e tibet, un viaggio sui tetti del mondo
Partenza il: 07/10/2019
Ritorno il: 02/11/2019
Viaggiatori: 2
Spesa: 4000 €

Di seguito fornirò il dettaglio, giorno per giorno, del viaggio che abbiamo effettuato, io e mia moglie, in Nepal e Tibet (27 giorni in tutto, compresi due giorni di viaggio, ripartiti equamente tra i due paesi).

Prima però vorrei fare alcune raccomandazioni/considerazioni di carattere generale. Anzitutto è consigliabile effettuare questo viaggio, in particolare per quanto riguarda il Tibet, in età non troppo avanzata, l’altitudine media dell’altopiano tibetano è sui 4000 mt., con picchi di 5.250 mt. e l’altezza si fa sentire anche tra i più giovani. Il segreto è di non strafare, di non bere bevande alcoliche (neanche birre) e di programmare il viaggio evitando sbalzi troppo alti, si dovrebbe progredire in quota di 500 mt. al giorno circa. Noi siamo stati i primi 5 giorni a Lhasa (3700 mt.) e dintorni e non abbiamo avuto problemi, tranne un paio di sere un leggero mal di testa.

Poi tenete presente che il Nepal si può visitare da soli (noi abbiamo acquistato un piccolo pacchetto in loco solo per andare al Chitwan Park e a Lumbini, dove è nato il Buddha storico); non così per il Tibet; il governo cinese vi dà il visto solo se vi appoggiate ad un’agenzia locale (noi abbiamo scelto un’agenzia tibetana e non un’agenzia cinese per portare un po’ di solidarietà a questo popolo, già duramente colpito dall’occupazione cinese). E qui va fatta un’altra considerazione: se il Tibet non fosse un posto meraviglioso non ci sarei andato, per non portare valuta ai cinesi che hanno instaurato in Tibet una dittatura (ma forse è così anche nel resto della Cina?) umiliando i tibetani con controlli e posti di blocco ovunque; pensate che anche in alcuni monasteri esiste una guarnigione stanziale di soldati cinesi e che ci sono telecamere ovunque, anche nelle cappelle dei monasteri.

Inoltre, nei luoghi di culto principali, specie a Lhasa, ci sono ronde di soldati con fucili e baionette in canna e la censura e la propaganda cinese è veramente opprimente, anche i social network non sono accessibili. Io mi sono dotato di VPN ma dopo due giorni ha smesso di funzionare perché gli esperti informatici del governo cinese cercano di impedirne il funzionamento. Persino alcuni libri (ad es. la guida della Lonely Planet che è critica sull’invasione cinese del Tibet) vengono sequestrati se vengono trovati nelle valigie o nel bagaglio a mano. Diversa è invece la situazione in Nepal dove, dopo un periodo di guerra civile durato 10 anni e dopo la fine della monarchia, sembra che la situazione sia leggermente più stabile. Però ci si è messo di mezzo il terremoto del 2015 che ha pesantemente devastato varie zone del paese colpendo anche le infrastrutture, che già non brillavano, in particolare le strade, alcune delle quali non meritano neppure la definizione di piste; certo, il paese fa quello che può, dovendo anche fare i conti con una dilagante corruzione. Entrambi i paesi però sono sicuri e le persone, in genere, sono molto disponibili e gentili.

Una cosa però mi ha dato un po’ fastidio, il fatto che in Nepal alcuni templi hindù sono vietati ai non hindù, il paragone con le nostre chiese, dove tutti possono entrare, è gioco forza farlo. Inoltre, dappertutto, sempre in Nepal, le tariffe d’ingresso sono differenziate, con una tariffa irrisoria per i nepalesi (e questo posso anche capirlo), una tariffa un poco più alta per gli stranieri asiatici e una tariffa da 3 a 5 volte più alta per gli stranieri provenienti dal resto del mondo; questo francamente lo capisco un po’ meno, mi chiedo che cosa succederebbe se usassimo la stessa prassi qui in Italia!

Detto questo, veniamo alla descrizione del nostro viaggio.

1° GIORNO – Lunedì 7 ottobre

Si parte da Malpensa alle 21 col volo Air India AI138 x Delhi, arriviamo a Delhi alle 8.25 del giorno dopo.

2° GIORNO – Martedì 8 ottobre

Ripartiamo da Delhi per Kathmandu con Air India volo AI 215 ore 12.50 (purtroppo partirà con oltre 1 ora di ritardo, atterriamo alle 17). Appena sbarcati ci aspetta la parte burocratica, fortunatamente, avendo fatto la richiesta online per il visto prima di partire, è sufficiente recarsi a pagare la tassa (attenzione, gli europei non possono pagare in dollari, ma solo in euro e il cambio che viene applicato è semplicemente vergognoso) e poi ci si reca all’ufficio immigrazione per consegnare la ricevuta di pagamento (ma perché non fanno come in altri paesi dove anche il pagamento si può fare online prima di partire?): attenzione a non sbagliare coda, quelle più lunghe riguardano chi non ha compilato il form online prima di partire. Inoltre, chi ha intenzione di andare anche in Tibet e poi di rientrare in Nepal, come abbiamo fatto noi, deve dire che vuole fare il rientro e dire anche la durata complessiva del viaggio (15 o 30 giorni). Finalmente prendiamo un taxi prepagandolo in aeroporto (ci sono dei banchi con scritto pre paid taxi) però, quando arrivate a destinazione, sinceratevi, prima di far andar via il taxi, che l’hotel sia quello giusto, noi abbiamo scoperto che l’hotel non era il nostro, anche se il nome era quasi uguale, e abbiamo dovuto chiamare un altro taxi. Una volta arrivati all’hotel giusto incontriamo Ashok (il corrispondente nepalese dell’agenzia tibetana) che deve ritirare i nostri passaporti e le foto per farci avere i visti cinesi per il Tibet. Purtroppo c’è ancora un problema perché la mia foto, dove porto gli occhiali da vista, per i cinesi non va bene. Avevo letto che la foto andava fatta senza occhiali, però pensavo che si intendessero gli occhiali da sole, come in Italia, invece no, i cinesi non vogliono gli occhiali in assoluto. Pertanto Ashok è ritornato il giorno seguente, dopo che avevo rifatto le foto da un fotografo locale.

3° GIORNO – Mercoledì 9 ottobre

Kathmandu visita di Durbar Square – Oggi dedichiamo tutto il giorno (o meglio quel che ne resta visto che, dovendo re-incontrare Ashok nel nostro hotel intorno alle 10, ci mettiamo in marcia soltanto intorno alle 11.30) alla piazza principale di Kathmandu, Durbar Square, dove si trovano i palazzi ed i templi più importanti della città; purtroppo molti sono crollati durante il terribile sisma del 2015 e non tutti sono stati ricostruiti. Sul nostro cammino incontriamo il tempio Nara Devi, poi raggiungiamo Durbar Square (letteralmente “Piazza del palazzo”), dove venivano incoronati i re e dove c’è il Palazzo Reale. Per entrare nella piazza si deve fare un biglietto (1000 RS) valido però solo per il giorno di emissione; per farlo durare come il visto occorre andare all’ufficio del sito col passaporto in originale ed una foto tessera chiedendo il pass esteso. Purtroppo quando siamo andati noi erano chiusi per la ricostruzione post sisma sia l’Hanuman Dhoka (il vecchio Palazzo reale) che il museo di Tribhuvan. Visitiamo la Kumari Bahal, con la casa dove vive la “Kumari”; entriamo nel cortile interno (bellissimo, in mattoni con finestre e balconi in legno scuro finemente intagliati), ma non all’interno della casa perché ai non hindù non è concesso l’accesso (però la Kumari si fa vedere da un balcone tra le 9 e le 11, chiedere l’ora esatta all’ufficio nell’edificio a fianco, dove fanno i pass). La Kumari è la bambina designata a rappresentare la dea vivente della città, al raggiungimento della pubertà tornerà ad essere una comune mortale (però porta sfortuna sposarla, tornerà nella famiglia d’origine) e verrà rimpiazzata con un’altra bambina. Sulla piazza ci sono anche molti templi, ma quasi tutti si vedono solo dall’esterno, vengono aperti solo in occasione di specifiche feste religiose.



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