Namibia, dove le dune di sabbia scendono in mare

Un totale di 4.000 km percorsi in circa 13 giorni. Un viaggio impegnativo, a tratti stancante, lontano da rilassanti spiagge di sabbia bianca e ombrellini da cocktails colorati. Un’avventura dove la natura è la vera protagonista del viaggio e tu sei solo un timido spettatore, ormai senza parole, di fronte a tanta bellezza!
 
Partenza il: 12/08/2017
Ritorno il: 27/08/2017
Viaggiatori: 2
Spesa: 4000 €

Prima di entrare nel vivo del racconto voglio fornirvi qualche informazione pratica per l’organizzazione del viaggio. Noi avevamo poco più di due settimane, 13 giorni effettivi al netto dei voli, da pianificare al meglio. L’idea era visitare il paese con il classico “fly and drive”, quindi serviva noleggiare un’auto e prenotare le varie strutture lungo il percorso.

VOLO

Una volta stabilito un itinerario di massima la cosa più urgente era l’acquisto del volo e qui mi sono scontrata con il primo grande dilemma. Non esistono voli diretti dall’Italia e la maggior parte delle Compagnie, ad eccezione della Air Namibia, prevedono ben 2 scali! Abbiamo valutato varie combinazioni e i costi già a febbraio erano molto alti ma non sono una che si arrende facilmente. Grazie ai consigli di altri Turisti per Caso, ho contattato la Xenia Viaggi, un’agenzia con sede a Prato e specializzata in viaggi nell’ Africa australe. L’agenzia, avendo un contratto di collaborazione particolare con alcune compagnie, mi poteva garantire un biglietto aereo ad un prezzo ben più conveniente di quanto trovato autonomamente in rete. L’agenzia ci ha assistito nell’acquisto del volo, nel noleggio dell’auto e nella prenotazione degli alloggi. Il servizio fornito dall’Agenzia è stato impeccabile e mi sento di consigliarvela.

NOLEGGIO AUTO & GUIDA

Il secondo grande dilemma era noleggiare berlina o 4×4. Ovunque leggevo che in Namibia la maggior parte delle strade sono sterrate e l’uso del 4×4 era caldamente consigliato anche se aveva dei costi più elevati. L’agenzia ci ha proposto un’opzione di mezzo, un 2×4, un piccolo suv quindi che sulla base dell’itinerario sarebbe stato più che sufficiente, oltre a farci notevolmente risparmiare.

Ci siamo fidati ma con il senno di poi vi posso dire senza esitazione che il 4×4 in Namibia dovrebbe essere obbligatorio per legge! Ci è stata assegnata una Renault Sendero Stepway. Da subito mi sembrava alta e robusta, ma ci è bastato affrontare il primo sterrato per capire che non avremmo avuto vita facile.

Le strade namibiane sono piene di insidie: sassi acuminati, avvallamenti improvvisi, buche, dossi, e la cosa peggiore, i cordoli di ciottoli formati dal passaggio della lama delle livellatrici che passano quotidianamente per spianare le strade che il governo, per scelta, ha deciso di non bitumare.

A questo va aggiunto la polvere che si alza sistematicamente al passaggio di un’altra autovettura e crea una nuvola impenetrabile di polvere che ostruisce la visibilità per alcuni interminabili secondi.

L’uso di un 4×4 non ci avrebbe certo esentato da questi pericoli ma ci avrebbe reso la guida più piacevole, considerando che abbiamo trascorso praticamente tutta la vacanza in macchina. Inoltre abbiamo dovuto rinunciare a percorre alcuni tratti come la Welwitschia Drive o allungare il percorso al fine di evitare strade il cui transito era consigliato unicamente ai fuori strada.

Come documentazione per il noleggio dell’auto basta avere più di 21 anni, la patente di guida internazionale e una carta di credito per la cauzione che vi verrà restituita al momento della riconsegna del veicolo ( la cauzione, ovviamente non la carta di credito!)

Il navigatore non vi servirà, le strade sono poche e ben segnalate su tutte le mappe e cartine che potrete reperire, anche quelle secondarie. È una voce su cui potete risparmiare.

Come avevamo già sperimentato in Sudafrica, anche in Namibia la guida è a sinistra, retaggio della colonizzazione inglese. Vi ritroverete a percorrere lunghissimi tratti di strada in cui non incrocerete anima viva e, ammetto, a causa del fondo stradale sconnesso in maniera imbarazzante, in più di una occasione siamo stati costretti a guidare in contromano. Non si fa, lo so, ma in certi momenti la priorità è salvare le gomme e le sospensioni. Prestate sempre attenzione all’arrivo di eventuali veicoli dalla parte opposta, sembra banale ma dopo tanti zig zag si ci dimentica di stare dalla parte giusta. L’arrivo di un altro veicolo era sistematicamente annunciato da una nuvola di polvere che era impossibile non notare e ci dava il tempo di rimetterci sul lato giusto della carreggiata.

Come avrete intuito la velocità media è di 60/80 km orari quando si va forte e in certi tratti bisogna andare così piano che avremmo fatto prima se l’avessimo fatta di corsa. Per fortuna tra viaggiatori ho trovato molta solidarietà. A noi è andata bene ma più di una volta ci siamo fermati, assieme ad altri, a dare una mano a persone in panne, sapendo che avremmo potuto tranquillamente essere i prossimi.

Viaggiando a velocità ridotta, va da sè che, per percorrere 300 km ci si impiega il triplo del tempo che si impiegherebbe su strade asfaltate. Calcolate bene le distanze tra una tappa e l’altra, partite sempre presto la mattina in modo da essere in Hotel prima che faccia buio. Guidare su certe strade nell’oscurità della notte non è divertente. Non esistono lampioni e quando cala il sole sarete immediatamente avvolti dalla oscurità più totale.

Fate benzina ogni volta che potere, anche se il serbatoio è sceso solo di una tacca e nel dubbio tenevi una tanichetta in macchina per le emergenze.

Non voglio spaventarvi, le strade polverose e desolate che attraversano la Namibia non sono sicuramente comode ma regalano viste mozzafiato e panorami unici.

In conclusione: affittate un 4×4, guidate di giorno e con prudenza, calcolate bene le distanze, fate benzina non appena vi è possibile e prima di partire ripassate come cambiare una gomma.

ALLOGGI

Altra nota dolente. Come vi accennavo mi sono messa ad organizzare il tutto agli inizi di Febbraio e con mio grande stupore, nonostante il supporto di un agenzia e di corrispondenti locali molti alloggi erano già fully booked. Certo, agosto è un periodo critico ma credevo che muovendomi con ben 6 mesi di anticipo non avrei avuto problemi. Le strutture recettive non sono tantissime e negli ultimi anni la Namibia è stata presa d’assalto. La zona dove abbiamo avuto più difficoltà è attorno al deserto del Namib, che tutti puntano a visitare all’alba. Tutti i camp e alloggi vicini al cancello di ingresso del parco erano pieni e per vicino intendo un raggio di 50 km! Noi purtroppo siamo stati costretti a dormire a 80 km e sulle strade descritte sopra percorrere 80 km equivale ad una vita intera!

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namibia-uppra

Deserto del Namib



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